martedì 13 dicembre 2011

Charlie don't surf



"un culo di topo morto appeso al soffitto del cielo" 
Antonin Artaud

Charlie è stato picchiato
La violenza annienta le parole e le possibilità che esse ci offrono di progettare, d'illuderci, di credere in qualcosa che non c'è ancora o che non è materialmente percepibile - 
La violenza lascia solo la realtà materiale dell'istante che vivi, mostra corpi più che denudati e umiliati, mostra un unico groviglio di carne, sangue, paesaggio, suoni, odori - uniforme e continuo -
Ecco le macerie, il cinismo, il caos di organismi che cessano di funzionare, la decomposizione cosciente di una forza viva.
Quando io mi taglio, alimento questa forza, quando vengo massacrato questa forza viene uccisa senza portare vantaggi a nessuno.


Morbide avvampano
le mani
e stringono la voce viscida
e l'urlo pungente
non ci sono che quattro gatti
e cinque dita
a miagolare numeri
immaginari

Caramelle difettose
camminate sui piccoli trampoli
girate intorno alla luce
al festino di falene
davanti al fanale
appiccicatevi al bancone
per sudare la sete sociale
del mojito, e gintonizzatevi
su radio cazzata
pel tempolibero che scade
poi mezze ciucciate
salite in macchina,
e ascoltate un cidì di coso
sputate
accanto al letto o nella sabbia
sfidate a
pompino di ferro
fra le roccette
della trascorsa elusione
senza D
anche se un bel dì vedrete
accecate
spiaccicate
bruciate
un fil di fumo - 

Chi? Chi blatera nell'angolo 
invisibile?
Chi tiene sveglia la notte stanca?
e soprattutto chi è che si rigira 
nell'etto?
senza peso e con mal esseri
di menticati
o meglio
in dimenticabili
ma sopiti,
con fusi
sabbia nelle scarpe
e orme - 
Sto bene, stobbenone
non mi m'anca nulla
perda vero!
ccredimi.
Veliero imbottiglia
cala mare gigan
te, p'esca fruttuosa
di algidi de litti
relitti e cada very
di zanze
Regine
spiaccicati sulmuro.
Che notte quellanotte:
Freddy pls! Pleitaghein
e s'orride smarg Asso poker,
sigaretenuischi
…è tutto la fuori da questa cella
fuori è tutta notte compatta
e microforata dissi ringhe discoring
dacconcia ture ottantesimali/oo
e autoadesive e birrini e sbirrini
e sborroni - è tutta lì, in un cielo
nero e sferico d'angeli sedati
e demoni pre cari
a ore, libellule e librai
mantidi e mentine
mentono metodi madidi
di matematiche metastasi
e estasi a metà
"me lo dai un mezzino?"
squartinati e squattrinati
derivano in riserva
nel piccolo porto
Nel frattempo l'Oceano
è disumano
spogliato di Trans Atlantici
piscia in piedi dal peri zoma
equatoriale
il brasile dell'ultima canna
e dopo con occhi rotondi
testimonia lo svolgersi livido
dell'Alba al suo processo
Condannato a un nuovo giorno
di fragrante luminosità
la terra sfoggia il suo fango a gò-gò
la lap-dance alla fermata del Bus
immobile di ballerine congelate 
nell'attesa - 
i temporali e le intemperanze,
le calamità artificiali di
zuccheri solubili in cappuccini,
le loro brevi isole sulla schiuma
l'esasperante odore di carta e dopobarbi
che attraversa i vagoni e le strade
piovose…
è tuto là fuori
insistente come un venditore porta-a-porta
e trema di rabbia
il suo "Buongiorno Signora"

l'esau Rito
qua era pieno di parole e di segni come mazzette avvolte in fascie d'amore e ossesso, in una valuta straniera, guadagnate di notte di nascosto dall'oro inbocca del mattino cavato a un ebreo morto. Per fuggire la colpa d'essere stati un po' nazisti perchè bisognava esserlo - ecco iniziare il diario di un vigliacco arrivato in fondo al suo teorema di malanni provvidenziali. Una persona che ha detto no al testosterone ma ne è sopraffatto e strafatto, un treme bond per nausea bond girls - un indagatore del succubo - si è sistemato; ha perso tutto quanto gli era fondamentale per ottenere tutto quello che gli è superfluo e anche super-fluò, reagente e fotonico alle lampade  di wood - inutile mezzogiorno di camion ribaltati, spazzatura e mani in vita obesa di bambini paccheri - inutile tolleranza e giardino all'italiana, inutile libertà concentrata in uno - inutile amicizia che svanisci e sai di spumante aperto a natale e bevuto a pasqua - hai preso di quaresima, d'acciughe alla pòera, di pentolino del pancabbestia che tintinna fra chiavi, moschettoni e ciucci sfiniti dalla metamfetamina - inutile droga e salute. Inutile amore a crescere come l'ortica in uno spacco d'asfalto dove pisciano i cani e gli umani - resta il sonno dell'ingiusto, le serate "guardiamo un dvd che tanto piove" e le conferme tangibili, scientificamente misurabili d'aver scazzato tutto -



***

è un grande andirivieni di macchine che conducono verso precipizi senza fascino: ammirate le carcasse dei demoni falliti che punteggiani questo ridicolo inferno.
Usate banconote false! Tambureggiate la luna piena e alimentate una follia più triste di mille funerali di bambini - usate il vostro sorriso di anime dissacrate, i vostri denti, la vostra pelle, i vestiti, le occasioni… tutto steso per terra a prendere calci nello stomaco, sul petto, in bocca… (povero Charlie…)
Ascoltami bene. Non ti sto dicendo nulla - ascolta bene questa rassegnazione senza parole, priva di suoni, come nello spazio galleggiano inerti i sassi - e la luce e il buio sono un eguale tortura, senza il filtro del cielo…
Ascoltami bene perchè non ti dirò più nulla.

Un occhio senza segreti
mi spoglia e mi sevizia
è inutile difendersi
implacabile abbraccio di madre
che non ti sfiora.
Che puzza di chiuso!
che meschino tentativo d'evasione
un paio di bracciate in una vasca di birra - 
Il domani ha il mal di testa
e lividi - 
questo corpo si sta decomponendo 
come vedevo decomporsi il tuo
consumato dai miei occhi pigri
occhi segreti
che non posso svelare.




Non credere
Non obbedire
Non combattere

Passa veloce e
vieni sfocato nelle
foto
che la traccia appena impressa
sia già consumata
e indefinibile
che il tuo odore
sia confuso agli altri
l'ombra alle ombre
le camicie e i gesti
e se qualcuno per tua
fatale distrazione ti 
scorgesse:
non credergli
non obbedirgli 
non combatterlo
e di' lui soltanto:
hai sbagliato persona - 

Nessun commento:

Posta un commento