martedì 13 dicembre 2011

Esoscheletro Ripubblicato





"Io li odio! di un odio pastoso, ubriaco, cirrotico, eroico, nero, ottuso, cieco, fetente!"
A. Paz

Questo è tutto ciò che fanno tutti: manutenzione. MANUTENZIONE.
La profondissima differenza fra vivere ed esistere. Assistiamo all'esecuzione impeccabile del fuoco ogni notte dei tempi, un diverso dolore di denti, di cuori, di respiri da catramare, da sommergere in oblio nero vischioso, ogni notte dei tempi, alla ricerca di una medicina per la coscienza ulcerata, per il tuo culo pieno di ragadi, per il tuo nervo decappotabile come uno spillo nel cervello, come una cicatrice nello zigomo, elettrica. Ogni notte dei tempi, attorno al fuoco, impauriti come i primi animali progenitori di noi pronipoti impauriti, doloranti, consapevoli di ogni fragilità, check-list di disagi psichici e malanni dei corpi eseguita con inappuntabile perizia, senza sgarri, voce per voce, in ordine alfabetico, verso per verso di bestia inaddormentata, non inselvatichita, perchè sempre covò la selva sotto la civiltà, sempre. Ogni notte dei tempi, dolorante e profugo, evirato dalla masturbazione dell'amore a manovella, evocato da telefonate anonime, effigie spettrale di colpo incarnata e obesa, strabordante e debole, come il miraggio di uno tsunami, il fantasma di un cataclisma, l'ipnosi di fuoco muove le ombre sui musi senza espressione nella notte dei tempi.

Uno Stige a Nuoto (chaperon costantin)

"devo andare dal boia vero, prima che mi pestino come una merda..."

Talvolta galleggio
nell'automatismi
nella gentilezza proforma
e me ne sbatto il cazzo
di chi è cosa,
di come è perchè...
poi però, basta una lieve incisione
una puntura di invisibile zanzarina
e mi esplode un PUS
di nervo incariato
pauroma atipica
para-pa-ra-pappà-noia
una rabbia sorda
come un tumore
un veleno d'inchiostro
a gocce nell'acqua
limpida
ed a questi che mi rimproverano
o che si astengono, vorrei 
chiedere se per loro sarebbe
davvero così semplice RINUNCIARE
A CIO' CHE AMANO.




O

Da quando son stato decapitato
cavalco leggìero,
tanti pensieri mi sono 
risparmiati.
Certo, mi mancano i paesaggi
sovrani d'ogni percetto
e' tramonti, rosse emorragie
dei dì morenti.

Mi mancano i cinguettii
elettronici delle 5 del mattino
ma di sicuro son lieto
di non sentire più l'assordante
scampanìo (elettronico anch'esso)
della chiesa alle 5 del pomeriggio.

Ho nostalgia delle lasagne,
son tuttavia sollevato dal non
provare più mal di denti.

C'erano puzzi e odori che adoravo
ed anche il buio è diverso
ora che son stato decapitato;
prima era nero, punteggiato di 
fosfeni e luccioline e minute
scacchiere, quando mi stropicciavo
gli occhi...
Ora è un tondo, una
vuota circonferenza senza alcun
colore, potrei dirvi che è più
bianco che nero, ma sarebbe
fuorviante.

Comunque la testa me l'hanno
lasciata per ricordo. Me l'hanno 
incartata bene ed io l'ho messa 
in un cesto e la porto con me
al pic-nic, con le fragole e te,
fantasmino del cazzo.


"In quale parte del cervello
percepiamo la bellezza?
In quella priva di grassi."



HUMAN BALLAST
l'avventura a lieto fine di un profugo umano

Ancor'oggi qua, disteso, nudo
con l'uccello gocciolante
che si appiccica al lenzuolo
mentre il corpo si
appisola e poi
d'improvviso si sveglia:
odori impercettibili al naso
cosciente
odori di femmine
gocciolanti anch'esse
mutandine dolci
pizzicate come clavicembali
in una clausura
sporca:
melanoma, albinismo
'700 circa, secolo dei lumi
e parrucche pidocchiose
di preti con la tonaca rossa
chirurghi, generalissimi,
gameti, ovulazioni per
ogni meritevole cromosoma
uova di cavallo, gulash
falansteri, ginecei, comignoli
dove stendono le ali inesperte
cuccioli di piccione
pestilenze, organigrammi,
feuillettons, ganimedi
che pedalano in feriali
atrocità di basso borgo
gufi, galere, miniere
di bambini scalzi
incrostati di nerofumo
e polvere di diamanti
falene, tricotillomani
galattofori, usberghi per
puttanazze policrome,
lumache, succhi, lapidi
di guscio di noce e
un tizio nervoso che picchia
il pugno sulla tavola,
lo schiaccianoci!
Grotte, bestemmiatori del 
Corano appesi accanto 
a Mussolini
ed a Claretta Petacci
cui si dice si vedesse
la fica...
qualche anima buona ne coprì
le scomposte vergogne,
la dignità non è 
l'ultima ratio degli
umiliati
feste in lacrime,
rave piagnisteo con
3000 danzatori che
piangono davanti a casse
vuote.

Presepi infiammati, meteorismo
di pastori, emorroidi a
quattro ruote motrici che 
risalgono, innestate le ridotte
il Col di Tenda e poi ancora
culi su culi, cataste
di culi rotti come
occhi di bambole
che s'aprono e si chiudono.
Cipria, maraschino, vodka
alla merda distillata nei
cacatoi più pregiati della Siberia
fra insidie e tosse secca
tosse nervosa, ombra di asma
e polmoniti di prigionieri
dei gulag...un sorso,
alla goccia,
e poi ancora quintali di
armature vecchie, rugginose
tetaniche, consumate
da oceani di miseria
da salmastri d'odio
recuperate da galeoni
affondati a sassate
da un gigantesco scimpanzè:
poi anche lui s'innamorò
d'una bionda un giorno
e lo fecero prigioniero,
fuggì e morì prometeicamente
sulla guglia d'un grattacielo,
abbattuto da biplani
con la mitraglietta...
Bello, eh?

Rapsodie, pannocchiette, evidenziatori
coralli fonatori che
crescono in gole abissali
d'embrioni di colosso.

Dischi orari, cuccette aspre
puzzo di lezzo, bottiglioni 
d'aceto inesplosi,
finestrini usati,
colibrì aziendali a km Zero
spade diaboliche, ronzii nell'
orecchio interno, lamentele
di teschi, piratini in
pomata, voluttuosi, prismatici,
idrorepellenti, fuggiaschi dalla
loro specie, scappati dal
Regno Animale hanno chiesto
(e ottenuto)
asilo politico in quello Minerale
sotto l'alto patronato 
dell'ONU, ed ora
li chiamano statue
e di alcune se ne occupa
l'UNESCO: patrimoni 
dell'umanità, barzellette, nubi
borotalco in stanze di vecchi
moribondi lavati
con ipmotica perizia
da fotomodelle galiziane
genitori, freddo, abbecedari
pallottolieri per gestire la
monotona contabilità dell'
apprendimento, scuole
di pane secco, grovigli di
numeri primi scaricati sulle
spiagge del Bangladesh,
grovigli di cani che rotolano
in una zuffa perenne
in orbita attorno a Plutone
...ne prese tre ancor cuccioli
e li fuse insieme come
un gioiello, per metterli a
guardia del suo regno
di anime trapassate e ricchezze
sterminate. KAPUTT!
Gerarchi, collezionisti, guru e 
paria: toglietevi la madreperla
dalle labbra, levatevi il 
sassolino dalla forca,
annodate la cravatta
en pendant col calzerotto
e via! a rotta di collo,
per le sacre vie
gli autodromi benedetti
il voto del silenzio
dei motociclisti di clausura
e poco più in là
un PARADISO
come verdeggiante grumo
di mosaici clorofilliani
come fungo profumo
d'inebrianti 
iscrizioni sulla corteccia muschiosa
del cervello del Fauno,
gemmazione inarrestabile
di fate innocenti e vergini
maliziose di farfalla,
botanica multiforme e protoumana,
panoramica di Eden
il giorno prima della nascita di Adamo
e terra...terra rossa,
grassa, fertile, brulicante
madre di miriadi di bachi,
insetti, ragnoli, scolopendre
coccinelle, effimere, pesciolini
d'argento, formiche, cicale
...la terra
cui approdò il profugo
dell'umanità,
la zavorra umana.

"ATTENZIONE!
NAZISMO
LIMITE INVALICABILE"










































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