giovedì 1 dicembre 2011

hauptsturmbannführer Grandin



Grazie Scirli Tempol, tu si che sei un'animalista. I percorsi a curvine, la macchina degli abbracci...già...bello un forte abbraccio prima di farsi sgozzare o sparare un chiodo a pressione nel cranio.

La considerazione, come veniva sostenuto in una discussione tempo fa da una nostra cara amica, che l'autistico sia solamente una persona che ha un modo di rapportarsi differente da una persona non autistica, e come tale abbia intatte se non superiori la sensibilità ed il senso di empatia verso le altre creature viventi, non fanno che aggravare il mio giudizio sul lavoro della dottoressa Grandin che vanta atresì in libri, film ed interviste una spiccata empatia verso gli animali e la capacità di sentire "come loro". Perchè dunque una persona siffatta non utilizza le sue doti eccezionali in altri campi o in un impegno genuinamente animalista? Io mi auguro confidente sempre nella buona fede, che certe affermazioni della dottoressa riguardo al fatto che "la morte è un momento come un altro nella vita di un animale" (anche umano aggiungerei...) condivisibili sul piano filosofico puro, inaccettabili come giustificazione di un operato, siano il segno di un INCAPACITA' effettiva di concepire l'altro dovute ad una grave e fin'ora poco compresa patologia che come piace oggi, rende funzionali, performanti quanto acritici e insensibili a qualsiasi argomentazione (che esuli dal profitto economico).

Non penso che i progetti dei lager nazisti fossero dissimili. Anche lì si pensava a ridurre "lo stress" con una bella orchestrina, si desensibilizzavano le guardie mostrando loro i prigionieri come "animali" ed uniformandoli attraverso una divisa e la rasatura a zero dei capelli, anche lì si portavano a suon di musica i prigionieri verso camere a gas mascherate da docce e si dava pure un sapone a volte, per render la scena più credibile. Dissimulazione. Pensate questi percorsi curvi, queste rampe e macchine dell'abbraccio applicate ad una folla umana, immaginatevi la nostra dottoressa indossare la bruna divisa delle SS, chiamata a progettare con solerzia un lager, nella più totale indifferenza per quello che sarebbe stato il suo fine ultimo, ovvero l'eliminazione massiva di esseri umani. Non credo che alla dottoressa avrebbe fatto molta differenza. Forse nella sua percezione delle cose, sentirsi chiamata a progettare una macchina di sterminio meno stressante per le sue vittime, le avrebbe fatto sentire il suo incarico come una nobile impresa, nella lotta contro l'inutile sofferenza (quel che conta è il genocidio...). Invece il problema non sta nel più e nel meno. Sta nel NULLA! Un lager che sia più o meno stressante e latore di sofferenze non cambia la natura ultima dei lager. 



Mi ero ripromesso di non pubblicare mai "roba pesa" e me ne scuso con coloro che hanno già raggiunto una coscienza antispecista e contro la crudeltà sugli animali, ai quali la vista di questi filmati risulta come a me, odiosa, insopportabile ed angosciante. Purtroppo però mi rendo conto che non è sufficiente come affermavo pochi giorni fa, portare il buon esempio, essere tolleranti ed incentivare i piccoli semi di abitudini alimentari più sane e non crudeli. Non basta. Ogni tanto bisogna ricordare ai poeti dello slowfood come agli ottusoni del fastfood, che non c'è poesia in una bistecca. C'è solo assassinio, dolore e morte. Punto...la buona gastronomia toglie solo un po' di puzzo. Tutti abbiamo mangiato la carne ed io la amavo tantissimo, era il mio cibo preferito, poi mi sono reso conto che non si tratta di un cibo, ma del prodotto di risulta di un ecatombe. Ora se ne posso fare a meno io... non è un sacrificio, non è "una dieta", non è come "smettere di fumare", non è così. Non è un qualcosa dove puoi scegliere il male minore (gabbie più grandi, riduzione dei kilometri da allevamento a macello, mattatoi più "umani" - più umani di così... - macellazioni rispettose, indolori etc.. ) come affermano i sostenitori di Temple Grandin - non esiste un male minore nel male assoluto.

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