giovedì 1 dicembre 2011

Il Sabato del Villaggio (dei Dannati)



Data fatidica: sabato 12 novembre 2011, la seconda "liberazione". Chissà come mai a me più che un 25 aprile mi sembra più un  8 settembre: un popolo festante e alticcio scende in piazza come quando si festeggiano le vittorie della nazionale, con la stessa sbronza collettiva, lo stesso sentire di persone ch'abbian patito una lunga stitichezza e capriccio d'intestini pigri. ZAC! la liberazione! e via PROOOT PROOOT! a clacsonare sbandierando, e via a far caroselli per ore con le macchine strombazzanti, e via a sbocciare vinelli e spumanti per la dipartita dell'omin di pandizozzo, ormai bollito ma pur sempre consapevole delle leggi dello spettacolo, quelle che impongono anche ai più (insensatamente) amati un periodo di risi in bianco, di oscurità, di silenzio per non diventare uggiosi anche ai propri sostenitori più accaniti. Si, insomma, come farebbe un qualsiasi presentatore o cantante che abbia ecceduto nel presenzialismo. Si torna dietro le quinte, a tirar fila, si lascia esporre altri. Altri che non si lasceranno odiare, dalla faccia senza appigli e liscia da solerte impiegato, movimentatori di merci incolpevoli sempre e comunque. gente che potrà dire un giorno "obbedivo agli ordini" e sorridere senza batter ciglio davanti ai nuovi miserabili. Ecco però si festeggia, calcisticamente, perchè questo babau di bassa lega se ne è andato, si festeggia e qualcuno grida "oggi è come il 25 luglio" in un marasma interiore dovuto all'ebbrezza del momento oppure ad un'ignoranza incallita ed eterna, un mischione infelice di presa della bastiglia e glorie partigiane. Si: anche costoro hanno provato evidentemente il morso del freddo nella clandestinità montana, il terrore cieco di essere ammazzati giovani da soldataglie inferocite o di esser deportati in un campo di concentramento. Si, anche questi in un inspiegabile processo di identificazione con i liberatori si sentono liberatori, forse per i perigli e i patimenti d'una strenua resistenza nei salotti dove non hanno guardato il tg5 (mai!) ma si sono schierati fieramente con crozza e mentana! ed ora finalmente possono uscire per strada e festeggiare: hanno resistito e poi non ce l'hanno fatta più gli italiani. Hanno dovuto farla tutta. e dopo aver schiamazzato e irriso il despota in apparente dismissione, andranno a festeggiare da merdonald magari, o magari si mangeranno un bisteccozzo o un agnello, e domani potranno rivedere la libera TV sul loro maxischermo lcd comprato a rate in qualche megacentro commerciale oppure se la serata lo consente andare a vedere un buon film italiano di centrosinistra (?) in un multisala sgranocchiando pop-corn intriso di burro, e continuare così la vita finalmente liberi, anzi più che liberi, liberati, direi quasi sgonfi. ahhhhhh!!!! 

Nessun commento:

Posta un commento