venerdì 13 gennaio 2012

Mattinata (Ruggero Leoncavallo)





Toga candida: ossia bianca, indossata dai candidati che si presentavano alle elezioni. Il colore doveva indicare l'onestà delle loro intenzioni.


L'aurora di bianco vestita
Già l'uscio dischiude al gran sol;
Di già con le rosee sue dita
Carezza de' fiori lo stuol!
Commosso da un fremito arcano
Intorno il creato già par;
E tu non ti desti, ed invano
Mi sto qui dolente a cantar.

Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l'uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.

Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l'amor.






L'esaurito




Morbide avvampano
le mani
e stringono la voce viscida
e l'urlo pungente
non ci sono che quattro gatti
e cinque dita
a miagolare numeri
immaginari

Caramelle difettose
camminate sui piccoli trampoli
girate intorno alla luce
al festino di falene
davanti al fanale
appiccicatevi al bancone
per sudare la sete sociale
del mojito, e gintonizzatevi
su radio cazzata
pel tempolibero che scade
poi mezze ciucciate
salite in macchina,
e ascoltate un cidì di coso
sputate
accanto al letto o nella sabbia
sfidate a
pompino di ferro
fra le roccette
della trascorsa elusione
senza D
anche se un bel dì vedrete
accecate
spiaccicate
bruciate
un fil di fumo - 

Chi? Chi blatera nell'angolo 
invisibile?
Chi tiene sveglia la notte stanca?
e soprattutto chi è che si rigira 
nell'etto?
senza peso e con mal esseri
di menticati
o meglio
in dimenticabili
ma sopiti,
con fusi
sabbia nelle scarpe
e orme - 
Sto bene, stobbenone
non mi m'anca nulla
perda vero!
ccredimi.
Veliero imbottiglia
cala mare gigan
te, p'esca fruttuosa
di algidi de litti
relitti e cada very
di zanze
Regine
spiaccicati sulmuro.
Che notte quellanotte:
Freddy pls! Pleitaghein
e s'orride smarg Asso poker,
sigaretenuischi
…è tutto la fuori da questa cella
fuori è tutta notte compatta
e microforata dissi ringhe discoring
dacconcia ture ottantesimali/oo
e autoadesive e birrini e sbirrini
e sborroni - è tutta lì, in un cielo
nero e sferico d'angeli sedati
e demoni pre cari
a ore, libellule e librai
mantidi e mentine
mentono metodi madidi
di matematiche metastasi
e estasi a metà
"me lo dai un mezzino?"
squartinati e squattrinati
derivano in riserva
nel piccolo porto
Nel frattempo l'Oceano
è disumano
spogliato di Trans Atlantici
piscia in piedi dal peri zoma
equatoriale
il brasile dell'ultima canna
e dopo con occhi rotondi
testimonia lo svolgersi livido
dell'Alba al suo processo
Condannato a un nuovo giorno
di fragrante luminosità
la terra sfoggia il suo fango a gò-gò
la lap-dance alla fermata del Bus
immobile di ballerine congelate 
nell'attesa - 
i temporali e le intemperanze,
le calamità artificiali di
zuccheri solubili in cappuccini,
le loro brevi isole sulla schiuma
l'esasperante odore di carta e dopobarbi
che attraversa i vagoni e le strade
piovose…
è tutto là fuori
insistente come un venditore porta-a-porta
e trema di rabbia
il suo "Buongiorno Signora"

l'esau Rito
qua era pieno di parole e di segni come mazzette avvolte in fascie d'amore e ossesso, in una valuta straniera, guadagnate di notte di nascosto dall'oro inbocca del mattino cavato a un ebreo morto. Per fuggire la colpa d'essere stati un po' nazisti perchè bisognava esserlo - ecco iniziare il diario di un vigliacco arrivato in fondo al suo teorema di malanni provvidenziali. Una persona che ha detto no al testosterone ma ne è sopraffatto e strafatto, un treme bond per nausea bond girls - un indagatore del succubo - si è sistemato; ha perso tutto quanto gli era fondamentale per ottenere tutto quello che gli è superfluo e anche super-fluò, reagente e fotonico alle lampade  di wood - inutile mezzogiorno di camion ribaltati, spazzatura e mani in vita obesa di bambini paccheri - inutile tolleranza e giardino all'italiana, inutile libertà concentrata in uno - inutile amicizia che svanisci e sai di spumante aperto a natale e bevuto a pasqua - hai preso di quaresima, d'acciughe alla pòera, di pentolino del pancabbestia che tintinna fra chiavi, moschettoni e ciucci sfiniti dalla metamfetamina - inutile droga e salute. Inutile amore a crescere come l'ortica in uno spacco d'asfalto dove pisciano i cani e gli umani - resta il sonno dell'ingiusto, le serate "guardiamo un dvd che tanto piove" e le conferme tangibili, scientificamente misurabili d'aver scazzato tutto -



***

è un grande andirivieni di macchine che conducono verso precipizi senza fascino: ammirate le carcasse dei demoni falliti che punteggiani questo ridicolo inferno.
Usate banconote false! Tambureggiate la luna piena e alimentate una follia più triste di mille funerali di bambini - usate il vostro sorriso di anime dissacrate, i vostri denti, la vostra pelle, i vestiti, le occasioni… tutto steso per terra a prendere calci nello stomaco, sul petto, in bocca… (povero Charlie…)
Ascoltami bene. Non ti sto dicendo nulla - ascolta bene questa rassegnazione senza parole, priva di suoni, come nello spazio galleggiano inerti i sassi - e la luce e il buio sono un eguale tortura, senza il filtro del cielo…
Ascoltami bene perchè non ti dirò più nulla.

Un occhio senza segreti
mi spoglia e mi sevizia
è inutile difendersi
implacabile abbraccio di madre
che non ti sfiora.
Che puzza di chiuso!
che meschino tentativo d'evasione
un paio di bracciate in una vasca di birra - 
Il domani ha il mal di testa
e lividi - 
questo corpo si sta decomponendo 
come vedevo decomporsi il tuo
consumato dai miei occhi pigri
occhi segreti
che non posso svelare.




Non credere
Non obbedire
Non combattere

Passa veloce e
vieni sfocato nelle
foto
che la traccia appena impressa
sia già consumata
e indefinibile
che il tuo odore
sia confuso agli altri
l'ombra alle ombre
le camicie e i gesti
e se qualcuno per tua
fatale distrazione ti 
scorgesse:
non credergli
non obbedirgli 
non combatterlo
e di' lui soltanto:
hai sbagliato persona - 


giovedì 5 gennaio 2012

Interludio Stabiese (luglio 2010)




Interludio Stabiese (luglio 2010)

In miezz' a campagna, mi sono perso, anzi sono sparito
mi muovevo in modalità stealth, impercettibile anche a me stesso
ed agli sguardi di chi non c'era: un delizioso cameo di
consapevole assenza, 
in questa periferia magmatica, proliferazione incontrollata
di antichissime modernità e ruderi futuribili, sempre nuovi e diversi
come erbe alte che squarciano l'asfalto estivo,
fra i residuati del consumo consumato, come fiori incuranti della 'munnezza…
per quanto tu possa puntare in alto al giuoco della polluzione
la natura sempre e solo rilancia.

Orti, vivai, strade che finiscono in qualche cosa che non capisci
come ogni fine ci è ignota e improvvisa
e di ogni strada qua, si conosce la fine.
Ho attraversato senza sapere
senza riconoscere, analfabeta a questi segni di vita sfrontata
e non poteva che essere sfrontata, verso cui
il mio senso dell'ordine è irrisorio, è inutilizzabile, è offensivo.
La povertà non va offesa, le dico:
"Non cerco scuse, non cerco difficoltà, più ti guardo,
più i tuoi contorni svaniscono." 
Sono finalmente colpevole, reo confesso
vulnerabile, silenzioso come i passi di un gatto
ed ogni giorno devo ringraziare per aver imparato qualcosa.
Ma devo anche lagnarmi ed ecco comparire
al centro dello stomaco, un omino che chiede perdono
per la sua inadeguatezza, che afferma con ferocia la sua natura più profonda
e immutabile, l'unica lanterna che vola sopra il vulcano e 
scompare nel buio.
Sono l'involucro buffo di un'entità senza gioia
la parte inservibile
di un tutto indispensabile.
song 'un ov' … (sono un uovo)
che esce dal culo della gallina
per essere la cosa più buona
che possa uscire da un culo, in senso assoluto
e perciò assolto, rimesso i miei peccati, come
tante volte ho rimesso anche la prima comunione, tanto ero gonfio, briao gonfio
finalmente pieno di qualcosa, di vapori, solfatara dell'egocentro,
distilleria esplosa:
"Lasciati brillare così come sei, 
se non vuoi più essere come sei, sappi (non lo sapevi?)
che sei ANCHE QUALCUN'ALTRO - sei come vestito a cipolla
d'identità differenti, a man for all seasons, sii te stesso!" -
Sì, ma chi?
Colatura d'uomini, percolato di una discarica di generazioni e generazioni di antenati defunti … il prodotto finale di una civiltà che ignora le sue origini come noi abbiamo dimenticato la nostra stessa venuta al mondo - 
Le leggende ci hanno soccorso, hanno tamponato per un attimo quest'emorragia di ricordi non nostri, impiantati, piroette per cui vennero pagati con rivoli d'oro che sgorgano per decreto legge dalla mano di una montagna.
Non meravigliatevi se poi faremo il tiro alla fune con un polpo gigante, non fate caso (no hagas me caso) a me, se lamento la tirchieria del direttore, per non aver voluto investire miseri capitali per la disinfestazione e ora ci si lamenta perchè tutto è pieno di ragni e parassiti e bestie strane.
Non parlatevi troppo vicini se il fiato vi sa di bottino!
Non meravigliatevi nel vedere un personaggio politico in una strada fuorimano, telefonare alle 5 del mattino; telefona alla MAMMA perchè è in ansia: vuole sapere cosa ha fatto, anche se non lo ascolta
vuole sapere se ha preso tutte le pasticche,
anche se non le interessa
vuole sapere dov'è di preciso, 
anche se non conosce i luoghi
vuole solo assicurarsi che sia ancora vivo.
Suonano un pezzo hard-core che invita alla prudenza, ad abbonarsi al piede di piombo, per scoprire senza falsi pudori
quanto sia gratificante
essere un vertice
nel poligono stesso
che iscrive il buon senso
l'appropriatezza
la tutela di un colon irritabile
lo scadere del buon proposito
riportato in piccolo sul retro-confezione
quell'allegra frenesia non mi sfiora nemmeno,

sono caramellato come un pellicano nella marea nera
di quelli che sfuggivano a' volenterosi col solvente,

Ogni cosa si è sguarnita
si è fatta dato oggettivo
bellezza impagliata dentro una bolla di cristallo polverosa
boccia souvenir di Vattelappesca senza neve,
panettone senza canditi regalato in agosto, come se fossi diventato a tratti cieco, altre volte sordo, altre ancora incapace di gustare o odorare. 
La vostra assenza m'invalida a casaccio
più d'ogni capriccio cardiaco, più d'ogni sbalzo d'umore
mi aggiro compulsivo per il reparto Resurrezioni
poi corro ad aspettare al punto di non-ritorno,
un andirivieni che è puro agitarsi, 
brigata di cellule scalmanate che si finge 
senziente e  sensibile:
"I've become comfortably numb" - l'immotivato affetto d'alcuni m'imbarazza, rispondo meccanicamente, con un fondo di benevolenza, ma recito male le formule convenute, come pronunciare la parola d'ordine giusta con un accento straniero, stare su una spiaggia con una pistola in mano, guardare il mare, guardare il sole, guardarmi riflesso negli occhi del mio cadavere (killing an arab)
the dead man on the beach - sono vivo, sono morto (killing an arab)
Depenalizzate questi tramonti infuocati
fatene una versione per single! Basta, prescriverli solo a questi cazzo d'innamorati!
Lasciatemi uno 0.5 di felicità, poca ma buona, vera, autentica, certificata! Giusto un tiro. Let's hijack this concorde to the Bahamas!
Lasciate ch'io mi ami liberamente! " e che sospiri libertà"
errante perchè ho errato
solo perchè assolato
lasciate che mi ami
non cercate ogni volta
di freddare, di contenere, di dividere
ciò che il Signore ha unito.
Sono molto unito.
Sono un uomo, sul lungo periodo.
Con il cazzo occultato dalla pancia,
sono un uomo che non ha prove ma molti indizi della propria esistenza.

Sto finendo ogni minima
risorsa d'intelligenza, questo
è il diario di un degrado, 
la storia banale 
delle molte identità scappate, divorziatemi o uccisemi
ed ancora in fuga
la cumuliforme lottomatica
di numeri estratti col forcipe
come fulmini prematuri e arrossati,
espositi su rote
d'ogni capoluogo.

o' kommandantur
indicò vaga nell'aria
la linea di demarcazione
fra est ed ovest
"non tutte le separazioni 
sono sbagliate, non tutte le unioni sono giuste."
ed il suo occhio di vetro
allenato al discrimine,
al "tu si, tu no"
alla selezione all'ingresso,
all'apartheid,
allo übermensch
e alla blutgemainschaft
si accese.
Tre fiere dunque mi si
fecero innanzi:
un leone che avresti detto
di pezza, che perdeva copiosamente
imbottitura
ad ogni tentato ruggito…
una lonza che mi telefonava
a Milano e con voce quadrata
e bramosa mi proponeva
"serata balorda?"
e finivamo ingessati
a smascellare muti
dell'inverosimile fine della notte
e dell'alba automatica che ci avevano costruito attorno,
ancora sul piatto caldo dove avevamo
scricchiolato le linee amare, a grattare…
una volpe pechinese che 
dopo avermi con eleganza raggirato
ed avermi fatto andare in collera
mi rimproverò con inalterata dolcezza
di non essere "open mind"
Open Ass risposi
Open Ass gridai
all'inespressiva maschera
di una guardia rossa
che pensò ad un volume assordante "ecco il solito gonzo"
"Mademoiselle, nous connaissons ce monsieur
mieux que vous"
gonzi… e perciò innocenti?
MAI! colpevoli più dello stesso truffatore
perchè a isso complici.
Si creano così
convinzioni bislacche da
giocatore d'azzardo
che vede schemi e ricorsi nell'oceano sterminato
delle probabilità remote.
Il giorno SI, il giorno NO
un certo vestito porta buono, un altro sfortuna, la mano
sotto il culo del Duca Conte…ed avere sempre e comunque
un alibi alla nostra inettitudine, al caos, qualcuno da additare come menagramo
qualcuna da scacciare in malomodo
per restare soli in questa
discesa agli inferi, sfanculare il duca Virgilio
e sulle sabbie dello Stige scrivere:
"Proud to be a Loser"

mercoledì 4 gennaio 2012

Scemi col Botto



Eh già. Non solo la natura ria li ha fatti mentecatti ma a costoro piacciono anche i botti non avendo forse trovato legittimo sfogo nel diventare carne da cannone. Eccoli adunque prodursi nell'esplosione del minicicciolo, smaliziarsi all'uso del raudo, improvvisarsi artiglieri di bombe carta e castagnole. E ridere come si ride del ricco che umilia il povero nelle pellicole natalizie avvanzinate. Si tratta di divertimenti assai primitivi infatti, ed universali. Piacciono ai bimbi, ai poveri di spirito ai derelitti. Piacciono come piacciono le scuregge, i rutti, le parolacce dette fuoriluogo. Infantili evasioni, senza possibilità di rientro nel forse tristo   alveo della maturità. Esiste una volgarità intrinseca alla latinità che porta a becerare, smargiassare, strusciare natte sudice su culi larghi in balere che altrove verrebbero date alle fiamme, e in ultimo tirar botti. Così come si tirano cazzate, si uggiola ebbri alla luna sotto la terrazza dell'amata, si scoreggia per far riedere un amico triste e un po' pelato. Tutte cosine buffe, però ragazzi via! i botti hanno rotto i coglioni. Comprendo che la morte di 300 animali solo a capodanno per infarto (cani e gatti, non conto il solito genocidio di capitoni, capponi e maiali) può far sorridere questi meschini a cui l'elica del DNA s'attorcigliò malamente, e si produsse in denti torti, acne maligno e abuso di gelatina su chiome forforose. Li vedo far capanello coi lor corpi a forma di pera e i ciuffi unti che scivolano sul grugno neandertaliano. Lombroso di questi tempi avrebbe fatto tilt, e le sue teorie si sarebbero dovute rivedere per eccesso di bruttura. Bruttura probabilmente dovuta a mutazioni indotte, non ereditate: dovute al merdonaldo, alla staziongioco, al merendinismo da abbandono. Tutte pratiche che imbruttiscono e sformano le nostre giovani generazioni. Scopro con ironia e amarezza che il simpatico fistione che volava alto a far botto lontano e colorata frammentazione di scintille, è acquistabile solo mostrando il porto d'armi. Ecco dunque privati dell'aerea ed effimera gioia d'un razzetto che schioppa allegro nella notte su, nel firmamento, si ripiega su mine antiuomo, bombarde terragne che rimbombano e incupiscono e gettano nel panico. Già: il porto d'armi. Se penso a chi lo danno e lo hanno dato, è proprio il caso di dirgli: scemi col botto. (anzi col porto) 
felice anno nuovo! 

martedì 3 gennaio 2012

La Felicità Terribile



"Poiché nessuno può sentire in modo soddisfacente la propria identità se non ha gli occhi chiusi: come se l'oscurità fosse davvero l'elemento proprio delle nostre essenze, sebbene la luce sia più congeniale al fango che è in noi."
Herman Melville, da Moby Dick o la Balena, Cap. XI 

Incipit
Dunque la felicità è terribile. I campeggi estivi della Hitlerjugend, il nostro pane quotidiano che senza retorica è un furto, ma non solo quello: le nostre allegre serate, le bevute, i caffè, le partite, i film, l'amore, i libri, i gesti, l'orologio e guardare l'orologio, sapere che ore sono, sapere cosa si farà domani, cosa si è fatto ieri, avere senso e significato apparenti e poi smarrirli, come si smarrisce l'inutile, l'importante non visto o rimosso - eliminazioni, soppiantamenti, la scelta e l'atto stesso di scegliere portano questa cifra caina, tutto quanto ci fa reietti - ed è ridicolo dire "mi riguarda" I CARE, quando la pubblicità mea-culpa della miseria globale ci fa caare un lacrimino, sarebbe più giusto dire "mi piace" I LIKE IT oppure più borghesemente I DON'T CARE...non ci riguarda appunto, nulla è stato scelto che non sia prima accaduto.
Puoi scegliere di non farci caso, la miseria è globale, incarnata, multiforme: è materiale, spirituale, politica e religiosa in una confusa urbanistica dell'uomo; un pianeta che aveva già un ordine, un cosmo, è divenuto la nostra brutta copia ed anche la bella copia...errori e virtuosismi non si cancellano, almeno nella nostra civiltà...le altre che ci saranno non contano.
Vorrei invitarvi ( ed invitarmi) alla dolcezza del disordine, che è l'ordine senza controllo - quello che crea collocazioni affettive, l'unica autentica razionalità di disporsi e disporre le nostre cose nella nostra cameretta planetaria: in questo non vi è l'illusione della felicità; in questi pochi sprazzi gioiosi dove le cose si accatastano ed a lungo termine ci dipingono, ci fotografano...in questo è riconoscersi e agire di conseguenza.
Per il resto la felicità che ci è concessa è simile al lago ghiacciato dove si specchia un sorriso ipocrita.
Dunque la felicità è terribile: 
ovvero dell'orrore gratuito, lo sforzo dell'uomo di costruire una civiltà benevola che lo protegga e lo assolva dalla violenza universale attraverso la violenza, il veto, la censura e l'ostracismo dei non allineati, coloro che intuiscono l'inutilità di tale sforzo ipocrita, del travestito che si fa chiamare Democrazia e che vuole un sacco di soldi per far credere gli uomini degni di essere umani, vitali, virili, tramite un semplice gioco erotico di desideri irrealizzati e gratificazioni consumistiche..."l'ho comprato co' i mi' soldi..." acquistare l'essere e misurarlo in termini di cilindrata, capienza del portabagagli, coppia, ripresa...
...questa menzogna è una regola dello spettacolo sociale che va rispettata e che lentamente, senza che noi ce ne rendiamo conto, uccide quanto di vero abbiamo costruito a nostra insaputa su questa marcia palafitta\palinsesto - nel sacco dell'adolescenza appena consumata, nella convinzione di perseguire la verità, truffati da mitologie "ruock" da merchandising di t-shirt, abbiamo occultato il nostro cadavere, seppellendo il nostro corpo ancora vivo ed ingannato. I "miti" di oggi, lungi dall'essere allegorie dell'universo rivelatrici e portatrici di saggezza, sono quantificabili nelle poche lire che occorrono per acquistare un CD e una pasticca o travestirsi da cantante e volare in qualche india preconfezionata, mentre chi canta è il cigno.
6.000.000.000 di personaggi in cerca d'autore e molti di essi hanno deciso di fare le comparse in "Vacanze di Natale n°X" - oppure di essere i morti di un polpettone superFX catastrofantascientifico...l'importante è esserci? Un giorno potrai dire con orgoglio "Io c'ero!" ? No. Per ogni ceto, età è cultura c'è qualcosa di falso già pronto nel suo rispettabile iperrealismo. Ora capisco perchè Pasolini preferiva i poliziotti ai "ggiovani" rivoltosi d'allora che adesso intasano i carnai con le loro bmw ricavate dalla rottamazione di milioni di libretti rossi; ma queste son beghe da grande metropoli....
Siamo nati in retrovia; le avanguardie milanesi arruolano con indifferenza e validi criteri produttivi, radical chic e seminaristi... la moda, le auto, la cultura ed il linguaggio non passano attraverso il limite nero e ricurvo del cosmo...la primavera del botticelli ha in mano un revolver per giocare alla roulette russa con l'uomo, poichè la natura è indifferente nella sua violenza e provocandola non facciamo altro che alimentare il suo innato senso suicida...non ha pianto per i dinosauri, non piangerà per noi...l'assoluto che la anima si manifesta in cose fragili ed effimere. Le rate dell'auto ed un paio di scarpe sono importanti come la morte e il dolore, anch'essi rateizzabili...compaiono nuove religioni dinamiche & divertenti, che compensano lo squallore con piccoli riti quotidiani di sapore esotico; questi calvinisti travestiti da sacerdoti di apollo o da baba fanno bene a inculare un sacco di stolti, di pigri e fragili ometti e donnette che non hanno, non tanto la forza, quanto la fantasia, per costruirsi la loro spiritualità, essere all'altezza delle proprie inquietudini. Per farlo, sarebbe sufficiente il cristianissimo, banalissimo & demodè, esame di coscienza - ma preferiscono pagare qualcuno per questo. Delegare l'essere significa annullarlo. 
Sorrisi buddhisti che celano denti limati da predatore degli abissi; o l'ostentazione espressionista del corpo straziato di Cristo che ci allontana dall'orrore sottile che innerva il cielo azzurro ed il rigoglio dei fiori....la felicità è terribile perchè in questa quiete dove si danza e si assapora la bellezza della belva addormentata, si premeditano genocidi,  in questo bonario occhio del ciclone si dimenticano le tempeste che s'apprestano ad arrivare. Talvolta con coscienza ci ubriachiamo per farci trovare comatosi ed insensibili dalla prossima tragedia...abbiamo perso confidenza con le tragedie, meglio così? Ma senza questa misura del tragico e del dolore, come valutare i nostri affetti, le nostre amicizie? Ci abbracciamo e ci diciamo cose carine mentre in testa c'è solo l'immagine disturbata dei nostri gesti e la riga di comando predisposta a tali automatismi...
E' il punto morto della pedalata adesso, il momento in cui si progettano nuovi e confortevoli abissi e, sulla proiezione di un precedente inferno scorrono i titoli di coda, quelli che generalmente non si legge, perché ci s'infila il cappotto e si va a bere una cosa o si va a letto....

TELEFUNK
[...guardando le tette alla TV non sapevamo se masturbarci o ricordare l'irricordabile infanzia.]

_001
la felicità è terribile quando l'alba tramonta ed il tramonto albeggia tramante tra mute mitomanie che mutano miti e mete in metastasi, Pogrom, Scioà -la felicità è terribile quando giorni di sole notturno nette solitudini irraggiano in ire tese dal litio, lexotan prozaicamente inette e innate velocità, derapage dans la merde, che, ni Dieu, ni Maître annida mosche quattrino e avidi mercanti d'estrema sinistra mercanteggiano con asceti nazisti, rabbuiando epoche allucinanti, presenti, ora, in questo istante
istantanee istintive come da programma, grammatica e drammatica profanazione prolifera in prevalenza, in assenza di fertilità - coitoclone che s'arrabbia e spaghetta e s'accinge al termine combucando la terra - con sperma cospira e spira e spara a succinte vittoriane che vendono nudi vestiti figli di ghisa e vetro altrove - e lucidi duci delucidano dannazioni a lucciole luccicanti puttanestero-casalinghe in famiglie di estranei ribellobbedienti. Conformi e deformi nella smorfia del doporiso amaro & dolce tristezzallegria evanescent piombo, nano gigante e ghiacciatobollente che brucia congelando le dita tagliatattaccate del pianista-fortista, fortezza di chiffon nero alogeno - brancichìo di seni, torpedine di noia, mira, colpisce e costruisce l'abbazia imbarazzata di vetrocemento e gommacarta, l'abbazzia di fra' udolento e veloce, sordo, stupido, disintegrato, svestito, ignudo e poi ancora
spogliato e rispogliato e umiliato e sottratto - moltiplicato - addizionato - diviso & condiviso e con divise casual in stracci marziali coi capelli rapati fino al culo e la barba aggrovigliataliscia lunga un micron - io, mi vedo -
tutt'al più controluce, sfumature in nettissimi b/n - contrasti aerografati - quanto m'è simile il mio nemico che mi uccide e non mi ammazza. quanto s'assomigliano le metropoli campagnole alle campagne metropolitane, che globo globale! che globalità! che felicità!           

_002
20.000 Tombawatt
di volume, timbro, urlo
per le vostre famiglie:
migliaia di famiglie hanno già salotteschi tombawatt, da mattinotte a seraurora, tombawatt a 3miliardi di colorumori promozionano il carambopianto e l’assorbente assordante, la trincea divano: è gremito lo spalto di mammafigliULTRA’ cacca nei calzoni paralizzati, broda che trabocca dalla bocca e rimbocca le copertecoperchio a neonatimorti, in assortogabinetto idromassaggiarsi le palle, proiettandoproiettili carnosi SCHIUMA bianca diarrea estateaverno - paralizzati - in e out, ne dentefriciano o dentefriceranno i dentisti, dio, l’arcadia bionica e nemicamica, il ph, la MECCANICA che spiega, dispiega, spiegazza, cazza, cazzo, dispera, annegammettendo il torto e le sue ragioni, la scuola di rumbambitismo, latinoamericana, l’atonamerica che nuestra Señora y padrona ci schiamazza all’appello e per un pelo ci ammazza, spiega l’ideale: l’ideale è imparare per imperare, l’ideale è imparare per imporre, l’ideale è imparare per non sapere conoscendolo senza immaginare - perchè ci stanno già IMMAGINANDO, c’immaginano i figli, i denti, le camicie, le cucine, il pensiero, c’immaginiamo già immagini già immaginate - ci stanno già immaginando e noi ci stiamo assomigliando, la massa s’assomiglia, la massassomiglia, la famiglia s’ammassa, la povertautorità, pauraggio, prepotenza civile, militignoti in gonnella, detonatori di fiori, donatori di verità al sangue, mafia dei pentiti, politicanti e canti politi corretti alla scureggiante intervista compiaciutacuta mordente sotto-sotto, anzi, sotto-sotto niente! sottozero non c’è niente, niente sottintesi esibitiesibizionisti maniaci nervosi spiegano tutto con poco, anzi con niente, litigano in eurovisione neuroinvisibile - i morti ci parlano dall’ aldilà e dall’aldiquà soprattutto di sotto niente, per quanto ancora sapremo di non sapere? già ora non sappiamo pur sapendo - i morti ci parlano, solo i morti, solo loro si divulgano a spruzzi di caccapapero in ogni casa, solo loro ci parlano di niente, ci urlano di niente! Ci frastuonano di ZERI - Spengete tutto!

[Ai videoDipendenti non pagati.]

_003
El niño de oro Diego Armando Cataclisma, climatico golead'or su assist di pollution tira e rete!
a strascico ispanica in un braccio di mareroina - no vein - no pain - braccio della morte, Tornado dall'argentina alla california ciclonicamente a rota s'acclima e s'acclama nembokid pesante, nero fulmine svastico&spastico, cocainico plombeur de fame - calamita la palla al piede - calamità delle palle al piede della palla-Terra schizofrenata orbitea in assolo solare tramite nero curvasud del cosmo, curva B del Napolipo tentacola vesuviano e tenta tramite occhi neri intergalattici, violento amplesso fedifrago&nubifrago, alluvionale vaginatinazione vaginale della Terra, caldo succorrente che porta devastazione ecOncologica - azione devastante in porta, tiro, rete! - di bella paziente tornita, attorniata, chemiostupro e coppa delle coppe, coppa del cielo del mare accoppa cieli e mari, e vince.
vince inarrestabile anche se in arresto per sesso&possesso stupefacente azione, si sgancia, dribbla, illude, tira, rete! due a zero - abile inarrestabile cocainimmune e immane, attaccanteccitante svanì per sempre il sogno mio d'amore, l'ora è fuggita e muoio disperato e non ho amatooooo - mai tanto la vita, tanto la vita - avvitamento, rovesciata, tiro, rete! 3 a 0 -
nell'ultimo minuto non è possibile rimontare la sua vittoria sul pianeta - l'accoppamondo è sua.

_004 > Tutto il nulla minuto per minuto 
il grande ragù di lenti a contatto - sciacquate con l'olio nero dei panni in arno - motociclismo & sugo di carne umana aftercrash - un po' di speed non guasta - il motorebrale ne unge i fanali spippati - pupille tachicardiche & lagreme napulitane  - l'ambulanza arriva come un fantasma per chi è sano e sa di non morire...ma ha paura pour homme...senza gambe a vincere i centometri, a tagliare il traguardo, ad amputarselo tutto, partendo dai piedi e poi motorizzato dall'attesa in sala martirio, si vede arrivare un gemello con sega a nastro, il nastro del traguardo!
Azzurro come la birra e la nazionale, la sigaretta snobbata, la sega snob di un boia, lentamente recide i melocrani li divide in due e ne mangia i pallini rossi aspri come un bacioccolatino di sterconomìa, un azione compravenduta alla svelta, di sfuggita, distrattamente un goal - uno a zero - la binaria vittoria della computanazionale - binario triste e solitario coi depultrà incastonati in vagoni bestiame segnati dai colori di squadracce che tacciono, pagano e acconsentono, arrivano allo stadio, quello terminale, binario morto, si scende...ed intanto un goal di testa, con la sua testa, di testa sua - il fantasista col parastinchi reggicalze e un numero dieci sul reggipetto segna i maiali che vociano dagli spalti un canto, un cantone svizzero e cupo di marziale fattura e malocchio con bolla d'accompagnamento ai tamburi per chi assiste i cerebrolesi da slogan, da sleghi, da slogature ed ecco una simulazione in campo, un crampo virtual, imputare un falso sgambetto ad uno lì che gioca contro di te al tuo stesso gioco...macinare carne, far soffriggere le cipolle, gli odori - che domenica bestiale dopo un sabato qualunque, un sabato italiano il peggio sembra essere passato...passato di pomodori infine ed è già futuro, furto e fortore - rigurgito infantile, conato d'ombra e conan il barbaro - fidanzati ai loro muscoli mascoli e mezcal ai loro arti artificiali e superficiali, i supertelebabbioni miagolano eccitati davanti a una visione supertele\visiva, s'impallano e credono di essere con gli amichetti allo stadio...è facile si sa, illudere bambocci - il voodoo non serve, basta l'antennista e quella parabola ben nota ai fedelissimi che brancolano nelle serie c1 e c2 dell'umanità; non c'è rischio, ma c'è il fischio - dell'arbitro - intervallo - i gamboni ciotolano giù per le scale degli ignudatoi...i loro ginocchi socchiusi hanno un'espressione seria, liberano le loro due bocche callose dai calzini di spugna fango e sudore - li scagliano in una stanza enorme e buia dove vanno ad amalgamarsi ad un pianeta di calzini sporchi, la cui fetenza emette fosforescenza tanto è immane, instabile, uranio...sollecitato...arricchito...si, si arricchito...le loro docce buttano dollari d'oro, ed i Palloperoni, i pallonari ci si sciacquettano i piadoni palmati, le fettunte, le palle standard ed il cincisbeo in tribuna d'onore lo titillano e lo scrostano col bordo zigrinato - tutto va giù per quel buco, smegma, oro, loia e fosforo...solo il fantasista ed il centrocampista conservano un minuscolo ganglio nervoso in una puppa: un sott'olio...in realtà (ma quale?) una ricetrasmittente con la quale il buodiculo li telecomanda; corrompere la dea bendata non è reato, è beneficienza. Nel quarto d'ora di fermo immagine verde con disturbo, le colture batteriche che s'assiepano nello scodellone di cemento armato di manganello e casco, fremono rincitrullite e commentano...una pattumiera di bandieroni e ciccia con morbo di parkinson...nel quarto d'ora più lungo della storia, dell'eternità...fumi colorati di missili, croniche schermaglie di vaffanculo...il calcio fa male, specialmente quello nei coglioni alla sprovvista...ma gli eunuchi glissano e invocano altre palle - si sgranocchia pane et circo e non basta un rutto a bocca piena a renderti libero, citrullone! Brandisci pure la spranga Donchisciotte, le pale del mulino a vento continuano a girare come i miei coglioni, illesi per fortuna, mai ho subito un trapianto di palle - il nobile giuoco è maquillage sulla pelle del morto - pelè è in formalina scolorito come michael jackson...le labbra sottili rosa pastello sorridono etrusche dal sarcofago...e i gamboni rientrano...
Hanno sogni in lega leggera come cerchioni e volanti stretti sportivi che si montano su carretti truccati, utilitarie ipertese tracciano la linea retta la retta via da seguire, quella con la curva a gomito non segnalata - i gamboni pesanti schiacciano acceleratori come merde fresche di cane, il sogno che conviene, facilmente reperibile, in ogni scaffale uno per tutti, tutti per uno - chi rimane a mani vuote impazzisce e puzza - il fallito intriso di merda; questa diarrea è un pianto che nessuno vuol consolare: la vita di gesù è un monitor, un esempio d'altruismo che si conclude con la condanna - e le vecchie troie amano anzitutto la crocifissione e sanno...sanno...finalmente smetto di condannare l'ipocrisia e ne rido da buon borghese -" il calcio fa bene alle ossa, allo scheletro! " urla l'Orco - miliardi di bifolchi e di vecchi e di massaie tengono il destino in ostaggio - il destino è uno solo per tutti, l'happy end fuori dal cinemino della vita mi sembra una presa di culo, è oppio dei popoli? Sì?! ma tagliato col gesso, l'insetticida e molti altri troiai che t'incriccano il disco rigido sul clouster danneggiato, quello dove lampeggiano sensazioni primitive; l'orco buono trasmette carie urlando ed i tifosi, nel loro lazzeretto bunker gli vanno dietro, un coro becero, bestiale di malati di tifo, colera e collera, lebbra e labbrate, etc...
I gamboni, i figlioloni, i ragazzoni costretti a pronunciare i nomoni stranieri dei giocatori, li storpiano e quelli non possono più giocare...una partita di monchi e di tibie incurvate, soprossi, osteoporosi craniche; rimangono solo i gamboni gonfi che strascicano le ciabatte di plastica lungomare, che strascicano i piedoni gonfi e pigri come cervelli di cavia - poi vanno a gioàre a carcètto, unica volontà e dinamismo dei gamboni piombati...quanto m'è dolce la paralisi in quei momenti - che schifo d'adolescenza vecchia impesta il mondo con quei capelli unti a crosta di lasagna a mimetizzare microcefali atrofizzati di neuroni medievali, un tempo dediti alla zolla ed all'aratro, ora nemmeno quello. Li fanno pure studiare; ma non avete pietà per quei ditoni tozzi e privi di falangi? Non vedete come patiscono con l'esile penna in mano? Son manotte da sega, da ditalino sgarbato, e quelle loro fronti sfuggenti da trota adatte solo a fendere l'aria? Non vedete come arrancano leggendo il manualino del cellulare novo i loro occhi fissi e rotondi (seppur aerodinamici e lesti in scuter) dalle cavità vicine al setto nasale? Ma non si fa così....delicato, su!...se pigiotti così ci credo che non fai il numero..."eh...un mi riesce...e pigio..e pigio...e pigio du' numeri..." - Prova con un lapis! - e quelli spregiosi glieli fanno ogni anno più piccini i telefoni..."oooo' un c'ho provato io! e lo buo! mi si bua il cellulare!" e ciondola tutto fuor di squadra, espulso dal mio campo visivo, ad occupare col culone sudato due posti dell'infinita panchina, lontano dagli occhi e dal cuore quadrato del CT.
La crema morta fra le gambone delle figliolone, le fidanzate dei gamboni, è impregnata di testicoline di neonati che bestemmiano la loro nascita svantaggiata e il soffocamento...trombare quelle li, tutte uguali e interscambiabili è come farsi fare un pompino da una lucidatrice, nel loro ombelico c'è solo lanugine moribonda, ansimando rantolano e quando ridono gorgogliano costipate le insipide cazzatelle amarognole della nuova comicità toscana - che schifo! - ma la partita sta finendo per fortuna; dopo potranno fracassare qualche oggetto inanimato e sentirsi più sicuri di sè e il giorno dopo....il giorno dopo l'hanno tolto, gamboni! Non vedete come lampeggia la R di replay in fondo a tutto ciò che guardate?

***
Toxicana
[costumi e vita di provincia]



_005 > Bengala
Il mondo è mono.
Un triste timpano ha smesso di vibrare della tua risata e non si può scappare. L'imprevisto è il buono-omaggio per 1/2 colazione offerto da un'ignota TV via cavo, installata in pasticceria.
Il mondo è incappato in una Rete a strascico nordamericana che tutto imbriglia tranne il vuoto e la condanna conosciuta.
Il mondo è di chi fugge (per due mesi)  in India e, all'acme dell'illuminazione incontra gente di Maresca, di Pontelungo, di Cecina, di Milano, di San Felice, di Akron (Ohio), l'ex-cantante dei mattiabazar e ridiscende le pendici dell' Himalaya con una volvo nera,
schizzettata dalla melma grigia di cenere del Gange, dopo aver bruscamente scacciata dal cofano, addormentata
una magnifica tigre.

_006 > La Fiera dell'Urto di Vomito
Benvenuti alla fiera dell'urto di vomito,
dove i manifesti  son schizzi d'amore e le lotte dei Galli e le scommesse, per sciccheria, si  fanno in  francese avec un sanglant chemisier de Gautier le blanc chemisier, maintenant rouge
Rien vas plus- il giuoco è fatto, la beccata nella pupilla avversa, le creste macinate nell'agone
e l'imbonitore fava, dietro al bancone de' panforti e de' sanguinacci. Attraverso torroni, croccanti, brigidini e cilinghe infestati di sudore, le braccia pelose d'avventori donne, uomini e bambini, unti dalla purpurea benedizione d'una Processione, altalenante trofeo di Vergine in ciclo
Vergine in lagrime, sangue & arena. Sorretta da Chierici edonisti impasticcati la miracolosa preme il dolce calcagno sulla testa recisa d'un Toro scatenato e poi scannato in sua grazia, ed il suo occhio bufalino e opaco vede e riflette:
- omuncole in sciarpina rosa e piumino totale, gonnella in gabardina macchiata di bistro di mammà e cioccolatone negro strafondente, richiama il colore dei denti dei quattro Carabinieri in alta uniforme e bassa lega, pennacchio al cielo, fuoco d'artifizio retrostante... fa cilecca....moccolo gutturale del fuochista indigeno in tuta d'olio bono e olio di macchina, l'ascella pezzata Esso e la mascella spezzata, -la ginnasta giovina sul tortino a tamburo esegue le grand-jetè: le madri piangono- al pianoforte a pila la Sig.ra Gori con le dita smaltate e i ricignoli tinti di rosso, alita bunker, dirige con piglio emostatico, ferreo indossa occhiali con catenella d'oro zecchino D'oro, gli amanti delle madri palpano culi stupefatti di figlie tredicenni, là , dove duole il brufol grosso-
- giovin signori in scuter e piattoni aerodinamici sfoggiano gelatine kevlar, colli sudici, e fauci spalancate sull'oblio cenobitico di hamburger di soia e lucertole vive, dispensati da un harekrsna: offeso per l'aggiunta animale al suo prodotto esterno lordo, lamenta un odio non corrisposto, non provato, mai spentosi. Inutilmente gorgheggia litanie rivolto a colei che mostra la carie del sorriso, come un ventre sensuale costellato di punti neri che chiama NEI  e stelle implose, nane bianche al largo da ogni troiaggine sottocintura, sotto il fiocco del top stretto al grasso seno come nuove costole, per nuove genesi  di un terzo sesso, il suo, maremma malaria! dalle cliniche di Casablanca al pronto soccorso mobile in Piazza: la Misericordia indossa giacche arancioni catarifrangenti su fieri ragazzoni briai, intenti a porgere impacchi ghiacciati ai rissosi del Biliardo, intellettuali della geometria di ogni tappeto verde coi polpastrelli intrisi di tre a mattoni e due di picche, esperimentatori di Grappe nardini ed estere doppio-malto esterrefatte turiste circumpolari decompongono e ricompongono la logica del Caratteristico e del Pittoresco, in un idioma piallante pieno di g e di k, ricostruiscono il paesaggio secondo i criteri Kantiani della cartolina, mandata a gli amici per fargli dire, invidiosi:- "GKGK  KGGGKK GKGHGKKGGGHGKKKGHKKKK!!!"
Acrobati e trapezzisti eroinomani, agguantano al braccio, piroettando la Soubrette di tutti gli Sballi, e i balli lisci fra damigiane di vuoto festeggiano alticci, la nascita della Tragedia e della figlia del Maresciallo, Itaglia, portata in trionfo dal vincitore universale del torneo di briscola a cui tutto il mondo deve svariati cognacchini e caffè- -dalle sbarre di scantinati mugolano significativamente autoclave non invitati intanto crolla una palazzina in periferia, sventrata dai gas del suicida: trionfò la sera scorsa, nella pugna dei Borlotti rifatti salvia, ovo e scalogna di quella NERA, degli orti sempre più verdi di ogni vicino frontiera avversa di persiane sbatacchiate e persone abbacchiate sui coiti vertiginosi dei giòvani trsgrssivi a capello sciolto sotto la pioggia che rovina la festa e muta in fango i giardini fioriti. -Cani Idrofobi nel buio delle logge del Comune ringhiano ad assenti testimoni di Geova; loro gli vendono Watchtower e quelli si convertono, asportandosi chirurgicamente, con un morso al cuore l'odio dal loro petto. Un morso al petto come quello che sentì Ruggero nel vedere, cristallizzate chiazze di sperma altrui, sulle calze ad uncinetto della su' fia GiovannaD'Arco, le sue lacrime non spensero il rogo, nemmeno la confessione al prete spippato ne' la penitenza sussurrata dietro una colonna fra la navata centrale, il pulpito e la tranvata finale:  essa ebbe a inginocchiarsi sulla grata dei Matti, nascosti nelle cripte-cottolengo del Duomo, frutti dell'abominio di rapporti consanguinei fra mariti e mogli per bene, mugolava ancora le Glorie quando venne sorpresa. La lingua del matto, rigata di ruggine, ancora attaccata alla grata traboccava a scassadenti- la processione entra in chiesa lo sdegno pervade 4 dei 12 portatori sani di madonne, fra cui Ruggero
tutti fratelli senza saperlo,
il volto di porcellana della Vergine, riflette la luce delle candele alieno ad ogni peccato e ad ogni giustizia, ri-piange prima di sbriciolarsi al suolo- il prete spippato bestemmia 
le grida della peccatrice si confondono a Romagna Mia, il cantante, offeso
alza la voce.

_007 > Remix version of my nightmare
 Smettila di avvelenarmi! Alle 5 ogni volta rimbombi chiamando fedeli al vuoto ed io sono sacro e solo solista di un pigiama-party per viziati da mutande intrise e sgommate ed io penso sempre la solita parola ripetuta ed ora non me la ricordo- basta! l'assolo è la ginnastica alla quale si sottopone un musicista sordo e lobotomizzato- a me è sufficiente mimare il breakbeat con le mani per credere di suonare i tamburi- muovere le labbra  per il mio canto in playback con un estraneo- agitare le dita su tastiere fantasma davanti ad un pubblico plaudente ed irreale- proprio come quegli stupidi dei metallari.
Le campane irrompono. Dio usa il suo xilofono-Uzi per aprire l'assalto di arditi strafatti di preghiere- le strade si riempiono di credenti - la casa di Dio rimane vuota, ancora per poco
e dopo, mezza piena, inizierà la jam-session priva d'improvvisazioni-Ho beccato il loro boss a metà strada; per poco un delitto, ma l'ho solo salutato infine....
Per il resto rifuggivo il saluto con il braccio teso, anche quando io ed Adolfo facemmo tremare l'Europa: lui era il volto, io il suo vestito. Stargli vicino era sufficiente per diventare un'icona dell'orrore. Ho ancora la sua foto con dedica invisibile:
"Nessuno mi ha capito"
e vorrei ringraziarlo ora per questa merda di pace dove ogni tenero amante incrocia lingue-pugnali.

_008 > "Lavoratori? Prrrrrr..."
Di strani eroismi:
votati al masochismo del lavoro, quella corona di sudore che ci donò Dio quando gli si guardò negli occhi
e occhi non ne aveva, e con una vipera al guinzaglio si cominciò a brancicare il fango con le mani e con le teste, a chiedere ferie, aumenti, a incazzarsi, fare scioperi, leccare culi, sodome & gomorre
a studiare, a far studiare i figli, se non si poteva, ad aver paura, a dipendere dal Sostituto di Dio, un self-made man, uno che si è (stra)fatto da solo, appunto!
Uno che sa veramente quanto costa un kilo di carne viva, che sa calcolare il cambio kilocalorie-denaro, uno che compra le idee, le barche, l'arte, le donne e persino i tuoi nipoti
se non lo fermerai!
 tu eri la tua idea e da quando l'hai svenduta, non ti resta che il lavoro.
Respiri in un corpo zen illuminato dalle alogene della polizia, vuoto perchè derubato,
non donato; Compri tante cose per mantenere questo corpo espropriato, compri dei segnali di vita, ma l'anima è disoccupata, non verrà assunta per motivi politici.
Ecco, noi ora lavoriamo per LUI.

_009 > Il sole mi sorge alle spalle freddo, come un occhio che spia, giallo e ammalato, nudo e ibernato, un trancio di nasello-findus regolare come un Menhir cede i suoi 90°  alla lingua del gatto- La persecuzione comica comincia dal silenzio, la mente si sbrina e ronza come un motore di frigorifero- l'atmosfera mi raccoglie e mi sferra il suo odore, i suoni si allungano, una fionda lancia il suo grido, colpisce il vetro che, come una televisione vecchia, spara il bianco e arrossa gli occhi - e  piangono.
Eccoli, sotto il tendone della festa dell'unità seduti davanti a me. In terra molto fango e poca voglia di scherzare. La loro tristezza mi si strofina addosso, mi tenta.....La vita segue un suo programma; scadenze, occasioni, caos, mani tagliate, parvenze d'India, richieste terribili richieste inaccettabili, guastatori, commercianti boriosi e giovani, i concerti  come marce funebri si susseguono a un metro dal fango a mille miglia dal futuro.
Ritratti telefonici di vita e creazioni, ritratti telefonici d'amore e di odio echi, scatti, ronzii, parole perse...musica?
...un avviso di chiamata inoltrato a spregio...parole perse, perse ed inconcludenti, mutilazioni e teppisti ovunque - fuochi, giovani alberi strappati per gioco, musi di adolescenti retrocessi e bifolchi, vecchiaia, fallimenti, lì dove si sono radunati tutti i monumenti ai caduti viventi, statue, pose, marche, giusto e sbagliato in offerta 2 al prezzo di uno, una risposta elusiva a tutto, una democrazia, una marea di sbirri, un linguaggio,un linguaggio convenzionale:
quello che puoi dire a lui, quello che puoi dire a quell'altro, quello che puoi dirti, quello che tace e non si riconosce allo specchio, quello che ci si aspettava...
Una lotta impari, una fortezza che teme le strade e i lontani ricordi, una corsa sguaiata, un cuore raffermo all'apparenza, il pensiero, la conoscenza, lo stile, l'ignoranza, la brutalità iscritta nel nostro incarnato
tutto ci fa male...
Tutto ci viene addosso come uno psicopatico.
Il sole sorge ad ovest.
***
All'alba, l'invincibile tristezza
Cosa ci spinge a rifiutare di essere degli autentici Baglioni per diventare dei falsi e sterili Stockhausen? Chi ci ha detto che il progresso è meglio del regresso? Voglio la re\voluzione! Che incredibile vittoria quella della società sul singolo me - mi ritrovo tutte le loro idee e le loro parole come pubblicità postali quali unica corrispondenza; vittoria sottile: perchè potrei strapparle queste catene di S.Antonio e rimanere col mio nulla. Se ci lasciassimo cadere nel vuoto? Difficile: il puntello d'acciaio delle nostre fissazioni è piantato durevolmente nelle nostre teste - una ferrata da alpinisti nel vuoto, un percorso illusoriamente saldo. Eppure è solo un fatto mentale, nessuno si sfracellerebbe; nessun puntello regge fisicamente il Sole e la Terra al Nero - ma anch'io terrò salda la presa, vi farò ciao di tanto in tanto facendo attenzione a non sbagliare mano...

_010 
C'è lo stesso liquido disumano negli occhi di chi ami?
Svariati chilometri di visi brutti, cionchi d'attualità stagna stagnara stagnante, lagnosi dread avvitati su bastoni di legno pelle, giubboni con intestini auricolari e cuori walkman gelatina su cervellini simmental....e la mano portata alla boccamara per un caffeino generato da locomotive insonni e locomotività deragliate del barman di cenere - l'australopiteco indossa con disinvoltura le sue mani da riformatorio - il diessino\diossino ha la coscienza a posto, ma in quale posto? nel buco del culo? la peristalsi non ha etica - è un animale col camice bianco cavia - 
La mattina è una radiografia lisergica di fosse biologiche, e non è strano confondere i bus con i camion della nettezza...assolutamente incalcolabili, incomprensibili...rebus ovunque, sulle biciclette, nelle vetrine di strade in centro e stragi incerte, riavvolto un nastro se ne fa un altro, e non è un complotto...se ne parla anche negli sceneggiati, e i Pippi plaudono....
hai visto le sue labbra?
labbra di denti si direbbe...i nostri migliori amici sono stati costruiti a taiwan, l'oriente è orribile...non c'è nemmeno l'ipocrisia della tenerezza, i padri hanno gli occhi a frusta e i figli gli occhi a cicatrice, gonfi senza la speranza del pianto, della cecità o della rimarginazione.
Le mamme sono golem, fango e plastica a reti unificate, senza rabbini che cancellino l'aleph e figli senza porto d'armi, ministri senza portafoglio - l'ingrassatoio produce tre miliardi di bettini e beniti e benettonini al giorno....il loro destino è l'equazione della retta, il loro volto una crisi congiunturale che alle quattro esplode nel sogno di un gattino che attraversa la statale e lo implode..resta solo una gobba di peluche che sfuma in carpaccio...cosa c'è da capirci?
hai visto quante ossa hanno le mani?
l'ugnello umano è apparentemente inoffensivo con un lavoro di smalti, lime e tagliaunghie ed il pelame rasato mostra un orrorosa mento e polpacci con contorno di mutande...c'è un orco ignudo la sotto, una vecchina dell'aceto, un quadupede coi guanti...
ecco una muta di persone con le mani posticce...sono come petroliere e giocano al naufragio sopra i vulcani sommersi, spalmano la marmellata su ghiaccioli di sterco e ciucciano i pompinari! a bocca aperta, attoniti davanti a brus willis...sgomitano e mi fanno: "è forte! no?" ma io devo aver capito male...senza la dentiera le parole si frullano, ma i soffoconi vengan meglio....i ggiovani sono così! ...vecchi...vecchi..vecchiii...
sciabottano come borse del supermercato una mercanzia decomposta e surgelata al volo nello zero assoluto, bel localino! -273° , blues e fie a ventosa che si trascinan dietro le sedie di plastica...
nessuna ambulanza correrà per il frontale di una falena contro l'abbaglio - ho commissionato una croce ad un falegname: ehy buddha cosa aspetti? - perchè non ce la racconti giusta? dillo che sei un vampiro, dillo che avevi gli occhiali da saldatore sotto l'albero del Boh? e quella paginata di trip t'aveva un po' intoppato..eh?...ma si! continuate pure a venerare il rimastone...continuate fino alla fine - la luce prima o poi si spenge.

_011 > Serial Angels & Big Polystil  
La cucina di un ospedale da campo in un campeggio della camorra, la gran pignatta della sbobba d'aragoste - nella dispensa papale la gran credenza dei formaggi - il cestino da picnic pieno di mitragliatrici - questo è il potere - 
con i suoi occhiali da sole rapinatore madre e gattoladro d'appartamento quindi anche topo di fogna che s'ingozza di formaggi nella dispensa dell'ospedale - il potere è la pedalata agile in salita di pantani e non di pantegane...no, scusa questa è la potenza - l'ossimoro non si confà alla lotta disarmante - alla lotta armata - l'obesità è un monastero di orsi polari che grassi predicano lo sbrano alla succube foca monaca - ed al potere non s'oppone l'antagonismo ma la potenza, così come al bene la bontà, al male la cattiveria; non il bene al male o viceversa, non l'ossimoro che fa convivere imborghesiti i draghi! Noo! No, no anzi lo affermo! Al sì si oppone l'affermazione al no la negazione, al concetto la concettualizzazione e all'atto l'azione...
la notte cinguetta smaniosa di fare lingua in bocca con una morta, le sue labbra sono pastose certo...sono un buon argomento per la necrofilia - un altro ragazzino ispanoamericano diventa famoso - la fama e la morte: questo vascello di pirati è un'incisione che ingiallisce fuor di cornice e tutta scorniciata grida "all'arrembaggio!!!" ...e noi di rimando "Sì, ok! ma cosa cazzo dobbiamo fare per arrembare?"- mi s'imputa scarsa conoscenza etimologica? Mi s'amputano le dita da sole! Che sdegno! Che beffa! Un tamburo smorto in una sala di registrazione fallimentare; la scodella del demonio non ticchetta più con le stecche del batterista tourettico gonfiabile; ben sgonfiato e riposto nella valigia nuziale da una moglie priva d'intercapedini - l'unica proiezione del suo mondo interno è un nero infinito fra titoli di testa, dati anagrafici e titoli di coda - lapide - siparietto - il parroco plaude - l'organismo in chiesa lo suona un babbione alleluja con la pelle delle dita e basta; l'osso è duro, offende! Esanime, il caseggiato pistoiese conclude la notte con rombanti autobus vuoti - gli spazzini spolverano il copritomba stradale, gli stradini lo spalancano alla ricerca di tubi morti -se vanno ancora bene lì lasciamo lì, ok? - Texas! nel cavallo dei pantaloni ribassato sta tutto il mito del far west ed anche il cavallo stesso, lo stesso, fa lo stesso...non importa...ora noi - eccoli! - si va a ecumenizzare i poveri italiani, ed arrivano con le loro biciclette costose e il casco a padella d'ospedale, i burrosi uomini biscottati americani - quelli limpidi, sinceri, senza dubbi, cieli azzurri senza nebbie nè travagli meterologici a parte i tornado, ma non campano per venire a raccontarlo - io me ne stavo lì al banchino a raccogliere firme, una petizione per la soppressione del genere umano, e loro mi chiesero romantici e sconsolati "...Why?" - cazzo! è difficile...se volete vi noleggio un vecchio marchingegno dell'odio che hanno espiantato ad un simpatico ex-estremista che ora lavora in comune....lo adoperate un po', vedete...magari vedete che non è solo un fatto d'interesse, di convenienza, ne convenite? - e loro?....pi pi pi...ma l'amore...cos'è l'amore...gesù è rinato...in america...-ma guarda questi! ad ogni sana argomentazione rispondono o coriandoli o bombe atomiche senza via di mezzo - è dantesco! Però io viaggio in un purgatorio a 16 corsie con collisioni paralizzanti...io penso ai cazzi miei, permettete vero? Dovrò pure distrarmi, guardare un po' di televisione in divano! Non posso solo spaccarmi d'ozio e collisioni...già! una volta percorrendolo in un tratto a me familiare ho visto la manona di dio che stringeva la manopola della gigantesca pista polystil e pigiava a tutto spiano - ho lasciato il volante; andava tutto da sè - in corsia di sorpasso a 240, una bmw targata gestapo è decollata senza autorizzazione e sapete cos'è successo? Un angelo di los angeles l'ha abbattuta...era sicuramente l'angelo sterminatore -

Che dire? La sedia elettrica sì, ma con le cinture di sicurezza!
Non si scappa-

_012 > L'handicap del pisciatoio dadaista
Il mondo, non
        si è fermato mai 
             un momento...
...ed in molti sono morti nel suo deserto: senti come cantano con la gola spaccata dalla tosse e dal sole, col respiro di cuoio di scarpa vecchia, la gomma appiccicata al molare di un teschio, la sua saliva evaporata coi baci- ...io aspetto e mi fermo;
Mi bevo una birra immaginaria, quella che ha a che fare con chitarre e spinelli, ed ho una mano senza dita, e braccia cave come l'osso del piccione.
Giovanne D'Arco scorticate hanno sfilato su passerelle di spugna ruvida, e in platea sono quasi tutti tuoi sosia scontrosi- hanno tutti la tua faccia dei giorni peggiori- hanno mocassini che tu non indosseresti nemmeno con la minaccia della fortuna, tutte quelle dee bendate che fanno un pompino gratis al solito mencio.
Non muoveremo un dito per la morte della democrazia, ma moriremo di paura come polli d'allevamento-
Anche noi abbiamo un gran voglia di essere merce, marcia merce, di svendersi ai saldi del fallimento dell'occidente, di essere un regalo-pacco di Natale, una cosa che vedi e fai:
"...grazie... e la  accatasti dove non si vede.......è questa mancanza, che ci fa vivere nel deserto rigoglioso:  è l'handicap del pisciatoio dadaista,
un po' alibi,
un po' verità.
_013 
Annientamento sul lettino da spiaggia, la persistenza della normalità attraversa la tragedia normale con delicate piante dei piedi prima dell'ustione di terzo grado - l'interrogatorio del sole è un quesito incandescente, un rebus accecante, la soluzione non c'è. C'è l'illusione o sua sorella, l'elusione o l'amichetta troia, l'allusione collega di allucinazione e transazione - ogni parol\azione, quelle che descrivono meglio l'indescrivibile, il tatuaggio del silenzio. Lavabile.
Attualmente il lettino, e anche tutto il resto, si trasforma in sedia a rotelle modello abisso, ruote in lega leggera e merdolore pesante cucito grossolanamente sul petto carenato dell'uomo pollo ripieno e gambizzato che occupa la seduta, lo scranno, l'aquila reale, il volatile che non vola ma comanda per deficienze, inazioni, impossibilità- la soluzione è nessuna.
Il volto ha ulcerazioni percettive, dentini di latte che ricrescono sotto la dentiera, motivazioni inorganiche - la paura fa paura, ignorare è impossibile - l'ignoranza è un cervello a più stadi come un missile, esplode, si perde, non rientra, non ritorna - la balistica dell'umanità prevede l'arco discendente - l'unica rivoluzione possibile oltre quella della Terra, sarebbe quella contro la forza di gravità, ma non si può contrapporvi l'ironia, perchè ne è succedanea - ne è figlia: questo matricidio non s'ha da fa'...
legate dal cordone ombelicale, nutrimento d'orrore ed altre proteine, pappine predigerite, decantazioni di disincanto, maturità, professionalità, morte - der terror gehts weiter - e nel terrore di vedersi denudata del piccolo bikini della civiltà, l'umanità, morigerata donnetta in cerca di emozioni gestibili e tradimenti da trafiletto in cronaca locale, sogna niente sul suo lettino - un bagnino a cazzo duro le gira intorno, non sembra pericoloso, non sembra....
_014 > Life is Life
Quando ti piace l'atmosfera ma non tolleri la trama,
un Douglas Fairbanks bifolco, dall'accento pratese t'invita a giocarti la vita a tressette, sapendo che tu non sai giocare. Questa è la nuova trama! Lo scontro un po' stronzo fra il divo hollywoodiano, remixato in coatta version e l'uomo sprovvisto.
Lo scontro è impari, ma la casualità di scelta da modo a Douglas di umiliare l'avversario. Ecco, ora arriva il suo impresario... è gentile, s'inchina saluta lo sprovvisto, e lui fa ciao con la manina. Le manine, sudate, tremano- eppure stritolerebbero bicchieri di carta come niente!-
Ma lo Sprovvisto è indifeso; godrà del suo premio. La Sconfitta divarica le coscie, stringe ai reni, monta divinamente, tira dentro l'uccello e ne risucchia il seme giallo canarino. Ora è incinta: l'aborto non fa per lei. Appoggia una mano sul ventre e sente scalciare disperatamente.
   Preferisce partorire.
Un'atmosfera di merda, ma ottima trama.

_015 > Il cibo dei debosciati, le persone burrose col metabolismo inversamente proporzionale alla voglia di vivere i virus silenziosi che mostrano entusiasmini kinder e brancolano mummificati nelle loro stesse, apposite, previste, costruite discoteque con la loro musica facilina senza emozioni senza scosse - mangiare per divertimento non per contorno, si è vitelloni viti e bulloni del meccanismo organismo sessualismo prepostismo al trombismo, lo strabismo, visione del setto nasale che ci compete, visione del tempo e previsione del tempo climatizzati al nostro sentire, al nostro sentirsi vittime di un adolescenza infinita, attraverso i santini e i feticci, i comportamenti semplificati che ci avvicinino a big jim morrison a que' pupazzi di droga o a quelli di denaro o al loro coincidere e eclissarsi incidentalmente come da programma listati e copioni, fili che tirano su braccia e gambe certo, certo - sono i nervi certo sono i tendini, marionettes del nostro mismo cervellocrate che burattizza e sclerosi burocratiche pratica in praticabili menti atte allo scopo - certo, certo...questa verve contro, certo, certo, questa rabbietta che fa star malino o benino o uguale, certo...questa fame di giustizia, più un languorino, certo...questa voglia di libertà e di qualcosa di buono, una sorpresa, del cioccolato...certo...questo schierarsi in poltroncine di vellutino, certo...questo immane potere di masturbarsi con la mano di un morto...certo...quest'acquolina in bocca che non ci annega, questa saliva non è la mia, questo piano dietetico non è adatto ad un corpo cannibale di unghie, di calli, di pellicine del pollicione...certo questo mezzo chilo di burro è gettare denaro inutile in uno stomaco\videogioco, un bar dove spendere denari in aperitivi non risolutori in noccioline senza verità, in carte non cartomantiche in birre senza schiuma di cani rabbiosi, ma più chimicamente e comicamente analcoliche e ritrovarsi, a nostra insaputa, briai d'acqua...barcolliamo certamente verso etilometri truccati....

[ togli le gambe al cavallo e otterrai, con le mutande di plastica celeste, la MORTE SUL VASINO.]

_016 
...e non fu per il silenzio sotteso fra caso&destino - bypassato dalle ortodossie, divorato dalle invidie del cieco per i panorami carnosi, che qua fa notte...
...divorato da invidie di sordo per musica mestruale, ginnica&lunare , che si muove con il ventre gonfio e sventrato - Non è il foulard colorato che tieni nel taschino, non è l'idea, nè il precipizio dal quale ulula un verso come un violino strascicato sulle corde, nè l'ondulina verde trasparente che picchiotta la pioggia che cuore & novembre fanno rima -
....è lì, dall'aria che brilli un sorriso eterno, e d'intorno vetri smerigliati che tagliano le labbra.

_017 > Fortuna
Col gessato giallo incontri la Fortuna e subito fiori, corteggiamento garbato,
aperitivo all'odioso ananasso - e subito: linguainbocca, saltinbocca, crême dessert, mazzancolla, entra ed esce, entra ed esce, puf...puf..pant!
nel rivestirsi, l'aerostatica dea misconosce la tristezza dell'albergo a ore dove hora et labora, hora et labora, le piattole corrono a far la lampada presso i neon tickettanti & schizzatelli -
Lei, che da la speranza d'amor della puttana, che ogni giorno ti è moglie zoccola se tu ci credi, Lei, che gioca al ribasso, che persegue il profitto -
Lei, che si toglie la benda - assomiglia un po' ad un'attricetta, un po' alla morte.

_018 > Viso
Ragazzi! Sto germogliando!
dalla barba mi è sbocciato il sorriso: era una smorfia, panni stesi, lenzuolo bianco, tirato con due appuntini ad un cavo d'acciaio, e gli occhi di vetro & quadrati come le finestre!
...e la pelle del viso intonaco chiazzato d'umido e d'edera, e le mie sopracciglia grondaie incolori - una vena lunga avvelena la voce, una paura più dolce del riverbero di paul anka - una paura spezzata, tritata col sonno, frullata con l'ansia, una salsa micidiale & buonissima che sa di corrente alternata - un puzzo di gasolio di gruppo elettrogeno obsolescente alimenta la casa dove si accatasta qualsiasi cosa e tutto va perso - come l'archivio dell'impero turco, giungono missive illeggibili & gialle di nicotina compressa & trinciato forte, dai bottoni d'avorio, un barrito soffuso & night club - ed è sul viso che capelli di cavi tranciati dalla compagnia elettrica, dardeggiano lucine ad uso forfora buddhista - e invogliano il mondo intero a soprassedere, a fare un passo indietro.

_019 > Moda [fashion is fascism]
Quando invece t'andavo di moda, non saresti stato così insofferente. Poi quella confidenza che tu mi dimostri e mi sorridi, è così poco costosa che passa per noncuranza: l'oblio promesso è mantenuto -
io sicuramente, mi faccio larva e mi cerco buchi nei muri riparati dalla vostra agitazione, perchè non ho scudi nella guerra, nè armi temibili, nè deterrenti che prevengano l'abbandono, la solitudine. Ma non sarà il tempo o la consuetudine, sarà il CASO a darci un senso. Tuttavia, mio caro, se dobbiamo continuare ad indossarci, almeno non lo facciamo come pigiami di cencio su cadaveri.

_020 > Nite & Die
...all'alba la diapositiva del sole scatta per 1\10 di sec. con uno share da monoscopio - in sovraimpressione titoli di borsa, indici telematici sfiorano ditoni divini michelangioleschi - la scadente mescalina del business ostenta sorrisi, il tailleur cade male su quel banale attaccapanni parlante, la sua parrucca fonata è demodè, ma non si fanno notare certe cose ad una signora - basta spengere l'interruttore - lei continua a sorridere al buio - è sconsolante il salotto buono con una persona incastonata sul divano, la fissità dello sguardo genera immagini - un uomo triste proietta immagini dagli occhi come superman; c'era troppa kryptonite nel budino per alzarsi e sconfiggere il mondo - meglio un onesto plaid, una termocoperta col calore del sudario ed i colori della squadra del cuore, quella che dribblando un ventricolo e scartando una coronaria, tira e fa infarto - la seconda diapositiva è il mattino; un bimbetto travestito da banchiere viene arrestato.

_021 
Grande luce nera - per dove passano treni che hanno l'aria di arrivare a casa di Giuda. Le consegne del mattino sono state esaurite, e così quelle del pomeriggio - nè pallido nè assorto- forse morto.
il venditore di mutande smonta il banco del mercato, le ciabatte, le panciere, le aule silenziose -ed è soprattutto quando è sera che mi manca quell'orgoglio che fa di me orologiaio rapinato, non pagato, spreciso elargitore di tempo - rigoglio albeutino - c'è quindi di che cantare, ma di questo sono sicuro: non sono, non sarò mai un passerotto.

_022 
Magellano, pilota di bombardiere atomico, emette do gravi col diaframma del cielo vuoto stanotte - il mondo che esplora, deprivato dei sensi da un satellite che lo sposta da un conto in svizzera ad uno in costarica, non ha nessun interesse per lui, anche perché di notte, di solito è buio - le piccole luci accennano alle costipate urne dell'umanità, dove i piccoli signori fanno festicciole, con mortadella a dadoni festeggiano business da topi in fuga col gruviera - blip blip - eh sì - it's my job - Magellano solca il cielo buio alla scoperta di niente, in un mondo già tutto scoperto come il culo stuprato gemente & gelido - Oggi piove veleno - ho visto addensarsi una nube rossastra ed ho avuto paura che piovesse veleno - guardare il alto non per cercare dio, ma per difendersi da un piedone schiaccione - da un buio che non promette che il suo perpetrarsi in varie forme: quella culturale, sociale, economica...da quando il sol dell'avvenire ha cominciato a friggere come una bomba H, s'è preferito tutti night clubbing "Das Kapital" con luciferine e suadenti simulacri d'opulence le strass a velo sulla merda della vita, la gran bigiotteria dell'organigramma mondiale yankofono superpagata in sostituzione d'un desiderio mai realizzato, mai da realizzare - l'orrido puffo che é il tu' bimbino in corpo o mamma, e que' vostri nidi in pressofusione - il lusso e il silenzio dei pensatori vanno a braccetto dal buzzone coi baffi e blaterano con falsa umiltà il remake maldestro del "so di non sapere" davanti a milioni di teletonni legati a un divano a puzzare di pesce marcio che non sanno nemmeno se socrate è un calciatore o ...uno di quelli lì...strani, com'enno? poetici, artisti? Gli artisti scoprono tutti di essere in una fase di grande tensione spirituale, i grandi valori, la marca da bollo sulla loro anima sottile, come un passaporto falso pieno di timbri contraffatti; la vita è altrove - lo sguardo la scansa - il silenzio è un crimine - contestare non va più di moda, criticare è un rompimento di palle, la complessità è un trucco da prestigiatore, decoro, ornamento & delitto appiccicato col bi-adesivo sull'istinto predatore: sbombola tutta questa applique e col caldo si stacca, mostra l'abbozzo di homunculus che qui si produce - un maestro d'ascia dell'arte informale l'ha prodotto per ordine del governo, il lavoro prosegue con ditate di colore e pastellacci all'asilo dove il vittimino beota viene impiallacciato di socialità forzata, e come fra i lupi c'è alfa che gli caca sul petto ogni giorno - selezione naturale - l'uomo lupo...sieh! - poi c'è la scuola, laddove  tu, o per caso io.....non fussimo roulettati in qualche terzo mondo, allora si che si sgobba, a spaccare pietre, spompinare turisti oppure cucire palloni, tessere tappeti - un po' come con la maestra quando ti fa fare il disegnino o le stronzate col pongo, solo che ti c'incatena al banco e quando hai finito ti da altro pongo, altri disegnini, ad libitum - c'è il premio però! Un ricatto di zuccherini e cinghiate, cartoni animati e cancrena per i piccoli schiavi - nell'attuale mitologia son loro l'Atlante che regge il mondo - lui era vecchiotto ormai...il baston della vecchiaia è incicciato di sanguino infantile - e non c'è stupore nel quore di Magellano - perchè queste sono opinioni personali - ammazzare cristo ogni giorno negli Stati Uniti d'Ammerda non turba quei citrulli in mountain bike col camicino bianco che vengono qua a predicozzare, a non capire un cazzo nemmeno del rinascimento, a ciarlare di dio. Mi fanno un po' pena questi fessi americanoni - è come se fossero nati e cresciuti in autogrill - gli abbindoli bene con ogni scoreggia...
...domani hanno detto che ieri pioverà veleno - le consultazioni per il nuovo presidente vengono presentate a puntate come una telenovela dove ogni virgola, ogni umore, ogni cravatta e neologismo antipatico affondano nel bottino l'intero concetto di politica, di democrazia, di intelligenza...ma io li guardo come Magellano guarda il buio, mi soffermo sul vetro e li lascio dietro lo schermo come appestati a scannarsi in un incontro truccato di catch...a differenza di Magellano non ho un satellite che mi teleguida - vorrei solo accendere una sirena assordante d'allarme, talmente assordante che sembri rumore bianco e far sanguinare tutti i cervelli, gridare " si salvi chi può!" agli animali spauriti, generare panico nelle cavie - fastidio che innervosisca e se non sarà per un ideale, sarà per nervi che scatterà la rivolta totale - nervi puri! nervi veri! non quelli delle cotolette panate nel traffico della mattina a rincorrere spiccioli...Nervi! Una specie di rutto salvifico sul ciglio d'una congestione letale - al quale seguiranno mille anni di gabinetto, polpacci paralizzati, stimmate e piaghe da decubito sul culo, la testa staccata bercia accanto allo scatizzolamerda; cerco di raccattarla ma non trovo la maniglia - da fuori mi urlano: abbassa! abbassa! ma il pispolo del volume s'è incantato e questa merda di cassettina dei secs pistol non sorte nemmeno a furia di calci nelle bocche e calcagnate negli orecchi - abbassa! abbassa! - ma come? non sentite che è uno stereino del cazzo con una cassa che gracchia ed implode ad ogni basso? il repertorio è vario - oh io la musìa mi garba tutta da baglioni all'evi meta - ma vai in merda idiota! - l'unìa 'osa è la musìa da discotèa che un mi garba col tunzi-tunzi ma e la ballo uguale perchè cè fiah - copriti di cemento e buttati in un gran canyon di sterco! - vai 'olla progressione! - io voglio regressive! 

_023 > Poesia Borghese
Vorrei avere un babbo finocchio _ che si alza all'una e mezzo _che scrive e piange e mi lascia i soldi per il cinema snuff la droga e le mostre- Mi andrebbe bene anche  un babbo camorrista che a diecianni m'insegna a sparare ad usare il coltello per rubare merende  sempre più golose- 
Avrei preferito, nella perturbazione che m'attraversa, non aver avuto un nonno genio e autodidatta bravo in ogni cimento, ma un nonno alcoolizzato e fallito in ogni campo, prova dell'esistenza di Dio e delle ragioni del Nazismo d'ogni tempo, anche quello di adesso, che ha in più la iattanza del rispetto e dei buoni sentimenti, giacché in un meschino confronto generazionale
io sarei stato il migliore, ad occhi altrui.
Mi sarebbe piaciuto un padre talmente ricco da apprezzare l'ozio ed il disamore per il denaro, avrei voluto il peggio per essere migliore, o meglio per essere uguale ad ora. Sentirmi meglio,
senza paragoni...
poi sogno che accade: una cena misteriosa, non divulgata, segreta fra Renato Zero e Aphex Twin...
loro complottano una sinfonia sulla loro sostanziale similitudine, " La Genocida".
Le persone uguali s'incontreranno al concerto, inizialmente perplessi del prossimo loro, ma, non riconoscendosi come diversi,
smerdati, s'ameranno.

WAR & LOVE.

_024
...bevendo cocacola da un fiume ruspante della cittadina - sdraiato placidamente svacca sul gange come una serranda abbassata, mi sento un negozio chiuso, un tornante infinito, un ferragosto di stomaco che scalcia, paralizzato da gavettoni di eroina & cynar, 
pubblicitariamente in arresto - battuta d'arresto - una battuta che stanca le risate...anche le risate avevano un fruscìo vinilico di riascoltato troppo - alcuni carissimi amici smagnetizzati.

_025 > Showblitz
L'ispettore Ass indaga la chirurgia assatanata delle parole & parolacce, quando scorge il rifiuto di dio e nega l'affetto ai figli morenti con le casacchine nere delle elementari
fiocco blu i maschietti, fiocco rosa le femminucce, nessun fiocco gli indecisi, fascia rossa il capoclasse, faccia scura lo straniero, faccia gialla il cagionevole, il fumatore di alpha di nonna e di nascosto, fascia trasparente l'assente.
La maestra è pidduista e piddieista - è docile e molesta - con due facce come giano - con due fiocchi e con due fasce, la fascista & fiocchinara, attribuisce le speranze che poi toglie, si dispera per le figlie, mette taglie sulle teste che penzolano vuote mentre l'ispettore parla:
" Leggi il tuo pensierino, leggilo a me che non penso, ma ti guido & ti correggo; a me che ti costringo -  vedo muovere le tue labbra, ma non odo: mi compiaccio! la parola è d'argento, il silenzio è d'oro, la stronzata è di platino - no, no, non mi ferisci: mi arricchi$ci, bravo capoclasse! serio, opportuno, onesto, conciso, inutile...e critico quanto basta perchè non si facciano più critiche. E tu, fiocchetto rosa? Sarai la mia segretaria?!? Già mi lecchi dietro, per leccarmi poi davanti quando sarai grande? Intanto tieni un lecca-lecca per allenarti! poi ecco il bravo ometto senza fiocco, che già scrive un po' diverso ( e si muove un po' diverso) - io trattengo il mio disgusto - ma che bravo ragazzino, preparato ed ordinato, torna pure lì al tuo posto, rimetti al caldo il tuo sedere che ti servirà non poco! Lo straniero invece sembra modesto: la modestia è la virtù dell'arrivista! - tienilo d'occhio, mettilo in lista - E per l'ultimo l'antagonista, che voleva farmi incazzare e senza esserci riuscito, è in castigo da due ore - la sua faccia rivolta al muro, borbotta rossa la sua bocca, bombe e pugni al mio indirizzo....la maestra è infuriata lo vorrebbe gettare dalla finestra, io la fermo e gli ricordo che sarebbe già il secondo! e non fa certo piacere dare martiri alla gentaglia, dare idoli alle folle che silenziosi come statue, assomigliano un po' a tutti e fermamente indicano il NEMICO,  puntando al proprio petto, il loro dito."

***
"oh...you're so aBstractive, dear..."


_026 > "oh...you're so aBstractive, dear..."
Quel giorno scese il grande disco volante, la sua insegna una falce ed un martello incrociati - alcune cose da ritoccare: " Oh sì, mia cara! Rieditiamo l'immagine con il nostro amore - tanti pixel come fiori sull'odiato marchio - onde aspergere falsa informazione! - a lungo ha vibrato le nubi con la sua gravità zero - " Ma diamine, caro! E' tutto Rosso come il pisellino del piccolo!" - " Uh?! E' già onanista, cara?" - " Sì! L'ho abituato io..." - " Dai! Riversa tutto sull'altra videocassetta, lo mandiamo in onda! Si! Come un veliero! La caravella degli Spazi solca l'etere ripulita & corretta...."
lei fra sè e sè : " oh, sei così aStraente, caro..."

[ ...lo sapete tutti che sto barando: allora perchè continuate a farmi giocare? Forse perchè il mio modo di barare è così maldestro da farvi vincere sempre? ]

_027 > 30$
Gesù era uno sporco rosso - della più grande bulgaria negra che abbiate mai visto, in combutta con togliatti e gli altri del ghetto di memphis. Disegnava minuscoli microscopi per inseguire piccoli borghesi. Un poliziesco tramonto lo fece affamare: tortelli burro&salvia in trattoria. Il solito trucco: acqua\vino - pane\arrosto per spendere meno, poi saluti e baci. 30$

_028 > Smetti di scureggiare
Mary poppins pedofila: una Minnie repressa, una topa che parla di pasticche, una cianfrusaglia fumo di londra per cielo - con l'ombrello scipparlo e denti neri per i bimbi zitti. Il carbone della befana si staccò dalla croce e prese l'ascensore - si riempì di socialismo e misticismo in un sol carezza.
Brillava autunno e Tu no: tu predicavi l'amore a gli innamorati, il ghiaccio a gli esquimesi, il piscio ai reni - ma giunse sora Entropia e tutti fecero il contrario.
C'è aria chiusa sulla Terra: apri, diamine, quel cazzo di finestra nell'ozono! Cosmici raggi scendete e uccidete Mary Poppins!

_029 > Tsè! è una parola....
...le ragazze di sinistra hanno le unghie d'oro: in esse ripongono minuscole lingue fumanti entro le quali celano all'occhio loro audace, il pulmino della Celere con gli amanti tutti casco&manganello.
Le ragazze di destra invece prendono il sole alle puppe, ma sotto di esse, nel cuore hanno una Mamma che le vizia e le rimprovera se le vede! Così comprano reggiseni auto-infilanti che costano 16 o 16.500 lire- sul loro clitoride un Garibaldi sventola la bandiera sovietica, ma il tricolore lo tengono nascosto più dentro, ripiegato come la vela di una bara a vela.
Provate a passare da P.za Garibaldi quando lei arriva! Provate a farle conoscere la ragazza sinistra! Eppur si truccano!
E non ti sporgere troppo dal finestrino: in galleria non serve.

[ in quella merda che sono i ricordi, il ricordo più bello è quello della Morte che arriva con la sua battutona "io sono il Futuro"
e qualcuno riducchia.]
***
Perchè sognare, dunque? Basta dormire.


_030 > Perchè sognare, dunque? Basta dormire.
Mi sono rannicchiato nel letto ed ho immaginato che l'amore distruggeva il mondo! 
Vorrei spaccarvi il culo con timidezza - con impaccio autentico, simulare la gaffe progettata. Perseguo il disastro e la mano di merda - irriverente clausura di parole che si svolgono sul foglio a rivelare l'inazione & la sega conseguente.
Vorrei sposare tutti gli abitanti del pianeta ed aspettare la loro richiesta di divorzio, ridendo a 240 kilometri l'ora.
Vorrei abolire l'economia, diventare proprietario unico del mondo. Ma lo sono già! Così...perchè sognare dunque? Basta dormire.

_031 > Rimbambini Holocaust
che favola pericolosa quella di dio: i bambini ci credono la notte lo chiamano e nessuno risponde, mai. I bambini grassocci & sgraziati, quelli che si farebbe bene ad incularli & sparargli - quando hanno paura dicono una preghierina, le manotte sudate s'incrociano: 
e dio? zitto...allora ,giù! cazzotti sulla croce! perchè tutto tace ed hanno già l'impressione che....
...poi arriva babbo natale col camion della cocakola - la sua triste storia: il vero babbo natale esisteva fino al 1961 quando, scambiato per una spia Rossa, fu distrutto con un missile aria-aria: pezzi di renna barba & giocattoli orbitano attorno alla Terra.
- i bambini trucidati in algeria - mi passi i fagioli? - le baby-fotomodelle - cazzo! ci sono pezzi di renna in giardino! - Maledetti pedofili - m'è rimasta solo una fetta d'arista. - i bambini sieropositivi - lavati le manine prima di venire sulla tavola...- i bambini prostituiti, violentati & bruciati. - mi passi la cocakola? - i bambini venduti : " domenica è natale, quindi in chiesa ci dovrai venire!" - " NO! Chissà cosa ci mettono nell'ostia!" - " L'ostia caro, è il corpo di gesù..." - " E io non sono cannibale!"
...poi passa natale ed i bambini ritornano a scuola: vanno e vengono con le loro cartellone, come tanti piccoli impiegati.

_032 > Bloody Morandy
Giochiamo col sangue! Indossa il tuo slippino d'oro e tuffati nel cuore - attraversa ora che è rosso. Ancora poche bracciate ci separano. Abbracciami, in questo merdaio: sì! anche qui! sul bordo della piscina cardiaca - cercami ovunque - trattami - addizionami - ossigenami - impedisci agli zuccheri di raggiungere il cervello. Sarò il tuo colesterolo; sarò la tua ciotola rossa per i tuoi cani rossi. E non avrò paura che mi mordano, anche se un po' mi dispiace. Telefonami - Ritornerò coi ginocchi da te, gli altri non è, ginocchi boni per me....Inginocchiamoci di fronte alla Magnificenza del Cosmo - fra poco smetterà. Passami l'accappatoio, sono tutto bagnato...

***
Songs for a Sketch
C'affrancammo dalla turpitudine millenaria con l'astuzia ed ai casellanti che non allungano il braccio per contratto, mostrammo falsi moncherini, polsi fasciati "Sa com'è...la tendinite..." e questi per forza che l'allungano il braccio per pigliare il cazzo di biglietto! Sarebbe stato bello giungere alla stasi, bloccare il casello, inveire contro quel foruncolo sconosciuto che mi chiede il pedaggio, dal momento che paghiamo (e salato!) questa malsana pista polistil gigante e che si arriva vivi alla meta per culo, potresti anche allungarlo quel braccino, no? ...e mi sovvien la troia e le morte stagioni e la presente e viva, una carina coi capelli corti che ti guarda mentre sei fermo al semaforo e telepaticamente ti dice "cosa cazzo ci faccio io qua?" - era vestita normalmente, quasi sciatta, scarpe pari di camoscino e jeans, trucco zero...tutte queste elucubrazioni si incriccano nella puttana dopo, vestita come una soubrette in extasy - trionfo di plastica, zatteroni bianchi lampanti e liquidi - un urlo in carta da regalo - un urlo impercettibile...mi chiedo solo dettagli tecnici: come si fa a prendere 20 cazzi ogni sera? come ci si sente? le farà male l'inguine? quale mattatoio sarà casa sua? avrà un bidet, una doccia?...io mi chiedo sempre se gli altri si lavano del resto...per un fatto di sicurezza, insomma...sapersi puliti non toglie i cancri, ma nessuno che io conosca ha poteri TAC o sguardi a risonanza magnetica...ma in compenso ci sono io, che radiografo taglie e numeri di scarpe a presentatrici aspiranti depresse lontanissime dalla prostituzione...guardano la loro rabbia come un criceto impuntatosi a raggiungere la fine della ruotina - lei guarda e non prova nulla; annota un alibi per la sua tristezza..s'ha a vedere chi è il più sensibile...questa consapevolezza mi ha stufato, infine! Finiscila d'incarognirti sul "conosci te stesso"; meglio fare amicizia con se stessi, litigarci, avere sadismo, noia, allupamenti improvvisi, generosità...ed ecco che lui a sorpresa ti da anche il culo! ognuno incula se stesso...l'unico atto che distingue l'uomo dalle altre bestie è la delega; noi tutti deleghiamo...facciamolo bene però, deleghiamo anche l'atto di vivere a qualcun'altro, senza le convinzioni da formiche che animano umberto tozzi..."gli altri siamo noi", manco per il cazzo! gli altri gli ho inventati io! diciamocelo forte...gli altri sono una mia invenzione!


_033 > Stereotypes Mescaleros
...gli stereotipi sono mescalina quotidiana, per quanto ho accettato di subire o di raggiungere - gli stereotipi sono mattoncini lego taglienti - maneggiare con cura! ciò che è fragile può aprirti un'arteria - vetro soffiato, anima che vola: le checche non hanno l'anima: scoreggiata via, reca un segno oblungo di exoticabbandono - è una fica in un ventre, una poltrona a losanga, l'ovalità del design scempio di fine millennio - se ci si mette d'accordo su da quando si comincia a contare, il sistema metrico decimale s'arresta ai numeri periodici, le novelleduemila della matematica puntualmente risultano calcolando le cose dei cerchi - meglio l'angolo, più sicuro, affidabile, dall'aspetto pulito, con cravatta & giacca intonate un coretto deragliante di chiesa con un bimbo ritardato che urla ALLELUJAHAHAAAAAAA
scovando una nota nuova, atonale mai udita e perciò fastidioso sperimentalismo, bricolage musicale, hobbista da commiserare, pat-pat sulla testa "BRAVINO (dileTTanTe!) " con tutte le T dure del disprezzo, in teutone professionismo di facciata, in realtà siete tutti una manica di traffi'òni!
Mescaleros! col panama bianco travestiti da donnette toscane a sforzo, mantengono inalterata la mia esistenza - ma il passato segna le piene della sconfitta come strisce nere sui bugnati della ipocrita firenze;  ed è normale che sia rimosso - perchè tutto evapora ed i segni del dolore, più che cicatrici, sono un puttanesco maquillage permanente.

_034 > Ambulatorio
...la mia più grande paura è che tu possa esistere - che tu, attraversando una siberia, urlassi di freddo ed io, dormendo senza udirti, avessi un brivido...- ma quando apro il rubinetto per lavarmi la faccia, nessuna acqua può sciacquarmi via gli occhi, nessuna immagine si riflette nello specchio del bagno. - non pensa nulla:
osserva il dentifricio sulla setola medio-dura, strofinarsi sui denti -
la lunga attesa può snervare, può rendere insensibili - " Ed i muscoli senza nervi nè dolore, lavorano meglio!" urlò il dottor Mengele -

_035 
...e quando nacqui, nacqui solo - sono nato a cent'all'ora - e nacqui acquoso e acquogeno e genuflesso nell'imperizia al camminamento agitante di schiena sdraion braccini gambini lucine pallini - pini - la pineta nevralgica mostra regolarità e filarità umane disumane rituali serie - conteggio di caduti da trombe d'aria di scale quaranta e gradevoli carrarmati di cuoio ai piedi delle persone tristi - la tristezza -  è un vestito ogni giorno diverso pulito ma della stessa stoffa - quello zero davanti alla virgola a cui segue uno zero dopo l'altro per millemilioni di volte fino ad 1 che non ricordo... e io che volevo ricordarmi di tutti - la memoria è triste - una calza a rete smagliata su una ragazzona brillata di birra, in un pub seriale, il ricordo della sua bellezza adolescenziata pazza galleggia nella broda nerorlandese da guinnes dei primati ed altre scimmie devolute in coccaina e cacca nera \ come un poltergeist, anzi uno zeitgeist...e sembrano tutte marche d'orologio - collezionare orologi di plastica, autodromi e incidenti in stato di trestrezza, l'ebbro lebbroso e le broncopolmoniti nitide nel polmone d'acciaio che ci fa da mamma quando di sabato suona la campanella della ricreazione, e di domenica la campana, ma a morto - è facile nascere contromano sulla A1 se sei mazinga oppure un microorganismo - di quelli nuovi a energia solare ecocompatibili - è compatibile? Compatiamolo allora, senza indugio - i sotterfugi sono posti sotto le cantine, camere iperbariche della verità anch'essa sepolta, sepolta viva...la fodera della bara tutta strappata, mentre lì accanto i figliocci s'ingozzano di cinzani e bottiglioni di vino grosso...quello che digerito sa di cipolla cromata - e se apri la bocca si vede una luce - l'alluce incarnito, la maleodorante infraditorietà dei piedi calzino di spugna, ben piantati a terra - un metro e x più su, una testa, un testamento, si, mento, bazza e menzogna rasata e ferita, per poterti dire le cose vere, quelle costruite in canteenager e poi dopo fare i rabbiosi, finchè qualcuno puntandoci uno spillino non ci farà cacare sotto - la vigliaccademia che frequenziamo ci da carta bianca per pulirsi il culo viso bianco, occhi sbarrati sul mondo come zeri in pagella, lucidi, improcrastinabili come intestini crassi e subito dopo colon e lì merda - la fermentazione, germinare di fiori quando primavera è prima e vera e verità a colori, gioiosa incontenibile in contanti e incontinente, senza pannoloni che frenino il flusso danzante, il roteare di sottane larghe, il fremere di cosce braccia e braci vive sotto i piedi del tarantolato che ride, ride, ride e vegeta come un fiore....un fior fior d'orrore un
FIORORRORE
e non è un rumore, non è bianco ma può esserlo, è solo un fiore come milioni di altri e atri e bui e incisi nella notte col coltello del pane a seghetto, ancora e ancora più in basso, fiororrore di gambo ciccia cazzo e petali di fica e peli a triangolo, come soste d'emergenza sulla tangenziale del buco senza fondo...e il buco del culo non è meglio di questo continuare a impollinarsi per procreare un buon 90% di esseri inutili destinati a soffrire - e lo chiamano amore - è umore, pessimo umore umore nero, come un occhio - pestami troia!
massacrami e massacramami, amami massa sacra! massacrami...ho una pelle soltanto da salvare il resto è defezione, imboscamenti dell'essere, deficienza sensibile, abdicazione prima dell'incoronazione e basta - il benevolo cucinarsi l'un l'altro di cannibali delicati che non digeriscono la cruditè, il pinzimonio d'ossi, il carpaccio di corpi nudi e umiliati a fettine sottili, filangè e julienne in una stanza di 4x4 ruote motrici di fati affettati con l'affettatrice regolata a un micron - un miliardo di sezioni longitudinali messe una sopra l'altra maniacalmente a ricomporre un cadavere che ostenta beota un sorriso e gli occhi tondi a mezz'asta del briaèlla...una bandiera facile da bruciare o da avvolgersi sui genitali quando un popolo di sottosegretari sente la vergogna insostenibile una gogna agognata lo sputtanamento da sputtanare, una complessità più vuota dell'ultimo bicchiere prima di rigettare, quell'alone rosato appiccicato al vetro puzza già di vomito, puzza...e sul volto una costellazione di maccheroncini masticati in furia e quelle insopprimibili pelli di pomodoro, aggiungere pancetta a dadini...l'amatriciana della gioia galleggia indigerita in quattro litri d'alcool puro...bisognerebbe avere una miccia nell'ombelico allora, andare a casa di un saccente qualsiasi, e esplodere.....

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          >la sorgente con anelli - il cruscotto di satana 100 lire di fica in un corpo politico, il rabarbaro dopo cena innervosisce lo spaccapietre - l'ululato e la spaccata, il fantasma di don lurio, l'esatto opposto di vivere con l'orologio, il quadrupede con la mascella limpida, le pantofole filigranate, l'orzaiolo accademico dei miei insegnanti, la loro voglia di fresco pulito, di scatoline, di packaging mentale, la cosa commerciale, la cosa underground, i luoghi deputati, la coerenza, la professionalità acritiche vuote -
vi saluto! Amichevolmente paraculo - il prezioso, il falso povero, il caos controllato, il controllo, la mente di un voluminoso batterio che osserva dall'abisso la chiglia di una petroliera spezzare pack e cuori di balene maschio in erezione, stantuffo titanico, miliardari che danzano vitrei orchestra di triangoli da duemila elementi più un timpano duemila watt, amori incalcolabili e vere sfere di giallo cromo, come chicchi d'U.V.A. a lampadare lo spazio nero - cinguettio continuo, scricchiolio, legname dopo la pioggia, odore estivo dopo la pioggia "...e ribolle ...e ribolle..."
mugola un vecchio dietro la catasta di rami  secchi e rughe, camicia a quadri, bastone nodoso prolunga di dita nodose, un camaleonte, forse in decomposizione, un bosco con gli occhi rossi -
            B
DIVIDETEVI per ruolo, capacità, moda, obiettivi raggiunti per successo, attitudine, credibilità, professionalità, per ricchezza, disillusione, serietà ed ironia fate satira a voi stessi
per constatare la solitudine di molti come voi solo come voi soli come voi - perchè la pelle, lo sguardo, l'abito, la presenza, la stanchezza ed il brio sono l'unico dato certo - tutto il resto sono discorsi che si fanno in autostrada guardando avanti - guardandoci riflessi nel parabrezza - telefonate - Non c'è nulla che valga qualcosa eppure qualcosa non è nulla - parlare e scrivere ai vinti, incontrare il destino e frazionarlo in percentuali, farne statistica, decoro prezioso ed enigma sulla scatola del meccanismo insondabile - parlarvi ora, ma anche domani, e non capire mai avendo di ieri un' idea vaga mescolata al sonno, bloccato nei movimenti, inteccherito, blocco di pietra, calzini di cemento - urlare sottovoce - dire cazzo ogni tanto per fare il disinvolto - il cervello è un camposanto - case popolari per gnomi morti - 
-ciccia - non trovo la conclusione che vi aspettate -


Introduzione all'emancipazione petrolifera 


 Più veloce del buio - amico dell'asimmetria - strabico forse, la rete del buio - strabico con la mano sul cazzo - a cercare l'infelicità, o sarebbe meglio dire nulla - non essere felici - non essere tristi - apprezzare e combattere il decadimento - ascolta la frana - il silenzio che sommerge ha la forma del fango - la presunzione di un'amante strangolata nel suo ruolo d'impiccata che ride, e non scende - e non scende dal suo patibolo - Viva alla faccia vostra - la noia ha lo sguardo di uno spermatozoo - forse l'ultimo colpo in canna - di chi è diventato - tragicamente ordinario - di chi ha scelto la via del bruco -  una top model in giro col sacchetto della spazzatura, ordinaria, sciatta e sublime io sono - svuota le lacrime nel cesso - un vortice grasso, l'oceano buio e immobile, le cinque del mattino - l'aria risucchiata dal sole sa di limone marcio bocchino amaro e grappa puzzo di merda - strapparsi di dosso le mutande e scoprirsi bambola - cardiotester, ginnastica, dieta e buio. Sveglio.
EMANCIPAZIONE PETROLIFERA

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Tremore, capezzoli dipinti di rosso - truccati come motorini, o come macchine della polizia - minacciosa e ferma la tagliola mi guarda, la mia zampa recisa, la lingua ruvida, i dentoni della puttana, parrucche d'ossidiana, istituzioni & prostituzuioni fanno girandolina, vertigo e tv color guardato di spalle, sulla parete...ed io sono il cono d'ombra ed anche la tua bocca e d'ombra cumulonembo sul prepuzio e poi precipizio, rocce che si sgretolano, carismi calanti, duci col braccino da nano simulano urlini velocizzati a 45rpm e pisellini da rockstar ma sembrano fans malpagate e forse sì, appagate - gli storici baffetti eruttano democrazia, platea butterata in plauso: la serietà, la responsabilità, l'allineamento e l'estasi - baffetti che lasciano miracolose macchie di rossetto su tazzine di caffè in porcellana madonna\che\piange - se piangi, se ridi - solo Gino [Gino de Dominicis, artista n.d.a.] l'ha fatta ridere! non si può continuare a venerare dei affranti o infrangerli continuando a deificarli i venerei no, no, no è giunta l'ora di crocifiggere buddha e vedere il suo sorriso idiota tramutarsi in urlo - il ricambio sta alla base della natura e i su' processi - lo dice anche il meccanico fiat di fiducia - ed il processo o si perde o si vince o X - l'avvocato è solo una tua protesi costosa e, si dice, vivente - magnetofono umano e cosciente di sè, silicone di puppe criminose - soggettiva di scugnizzo in scooter per i vicoli - la sola luce del fanale illumina il turista con occhi sbarrati - tu mi fai orinare champagne!- donne nude si rifugiano ai suoi piedi - intanto in campagna un carosello di cloro da piscina sterilizza mille ettari di Terra, ed in piscina stanno senz'acqua su due materassini polverosi, due pseudomilionari col sigaro accanto a puttane morte all'alba sul fondo, fra le righe blu che movimentano il mosaico - bizantinismi? No, è la gerarchia che si paluda d'ori e occhiaie fino al suo acme - è piuttosto caravaggesca la vita nel suo risolversi da tali premesse - affiorare dal buio, deflorare nel buio ondulatori e senza cattiveria - solo tanta buona meschinità spalmabile per la tua merenda da campioni - un campione di football coi labbri sudici di cioccolata tiene in braccio una bambina e come Lenin indica il futuro (con una caccola sul dito)-
      B
Turisti e futuristi boccheggiano a Venezia, mentre olimpionici fiorentini neorinascimentali, nazisti & baristi a inculata gemono 6000 lire per un cibino artificiale da microscopio elettronico dietro il loro volto marmoreo di smog e anglobarbarico - volgarità del Basso Impero, tutte le tronche con la "e" in fondo - do yu wante e sendwicce? - gli stolti pagano invocano benedizioni - la gotta ha comprato tutte le loro azioni & articolazioni mentre sacrificavano buoi ogni giorno al loro dio\stomaco - Stomachevole divinità - Venezia e Firenze ci provano con tutti i loro puzzi & dialetti a cacciare lo straniero - migliaia di persone che divorziano simultaneamente, anatomia e distacco, vivisezione di cuori\latrina - palazzoni oberati dal silenzio e dall'odio per gli animali, circondati da pestilenziali autodromi, zecche di monete ottenute dalla rottamazione agevolata e involontaria della tua auto, ebbro e sanguinante conio, un volto di carne e di profilo inciso e incassato nelle lamiere più bello della Nike di Samotracia un livido unico dalla bazza ai capelli che si staccano come fiori dalla mota - neri steli - centrifuga di miserie e bambini proibiti; è facile odiare la musica e gli animali se si vive così - è automatico - l'ambulanza è scolpita in fondo all'ingorgo e raffinati restauratori approntano le loro spatole per staccare l'affresco umano e già morto dalla sua nicchia di acciaio a buon mercato - più che una bara ci vorrebbe una busta, magari di quelle col pluriball oppure un tubo da disegni - il brigadiere intanto scrocca una malboro al morto, allontana i curiosi - odore di pasticceria - buio arancione - i turisti falcano a gambe gnude e ritorte come olivi albini le zone a traffico limitato, le aree pedonali, i mausolei, i ladri ricchi & poveri, i loro dimenticabili successi, un giocoliere, un cartomante, alcuni militari in libera uscita, sdentati e cellophanatisi i capellini corti vanno alla deriva convinti di divertirsi alle spalle del presidente della repubblica che riducchia da una foto ed elargisce uniformi demodè; il parlamento finge di votare, piove LSD su Roma ed i tifosi si bruciano come bonzi - le guerre sono faxate a bassa risoluzione, quadrettini e pixel che accentuano l'irrealtà - l'immaginario informativo esce 140 parole al minuto da bocche umane e liquide animate su sfondi a tinte piatte, gli occhi disegnati il naso finto, puppe & fagioli rifatti - un decennio di avanzi saltati in padella col burro d'arachidi e altri troiai americani, un decennio di fotocopie col toner finito all'infinito, un decennio di calchi di idee bloccate di novità inventate, un decennio conveniente: tutti gli altri decenni al prezzo di uno, una trincea chiamata eclettismo accoglie tutti dal dubbioso sincero allo squalo tigre e l'uomotigre non lotta contro il male ma lottizza molto, un decennio come un polpettone dopo la massacrante settimana gastronomica del novecento, quella che ha montato turbo intercooler ai ciuchi col barroccio senza anestesia, che ha deodorato col propano i proletari e i contadini, che ha trasmesso loro ideali per cui battersi coi baci perugina e casine d'acqua e zucchero di cento piani dove ogni scoreggia è una festa paesana e l'odio nel midollo spinale conta ogni globulo rosso annerito e minaccia "Verrà il giorno...." ed il giorno venne - un eclisse tumultuosa esplose il bubbone di sole frantumando i mille cerotti novecenteschi, le purulenze inondate di sangue fresco crepitavano travolte come dal magma - l'etna esplodeva fiori ceneri e neve - le simmetrie si rivoltarono come gatti feriti ed i cani da esposizione sbranarono braccia con orologione, le unghie limate ed il trofeo di latta in mano - le cinte murarie strabuzzarono sugna con volti di conoscenti e nemici a candirla, berretti di carabinieri per aria come granella, le cispe negli occhi a presa rapida accecarono piloti d'auto blu e il senatore, il primo ministro ed i lacchè finirono decapitati in fuga da una pala d'elicottero del regio esercito - un residuato di Fort Lauderdale in realtà, di quando i caccia venivano inghiottiti dal triangolo delle bermude e le bermude erano pantaloncini alla moda per twist sul panfilo con la gambina ramata e tutto ciò era decisamente sessuale, prosaico e maschilista ed i colori erano meno grigi e l'oceano per le nostre crociere era un suggestivo mestruo industriale blu, dipinto di blu con il colorante apposito e nocivo - negli anni sessanta era tutto più roseo, anche i prosciutti cotti - le sigarette facevano elegante, la benzina aveva più piombo d'una cannoniera e Moschè Daian era un eroe - anche kennedy - ora sì che abbiamo un bel daffare a levarci questa cingomma dalla suola, tutta spiaccicata com'è, impastata di terzi mondi e occhioni lacrimosi - è un bel dire siamo in troppi, e le astronavi per emigrare non ci sono finchè lo spettro di Einstein ci fa le linguacce e ci scherza "la velocità della luce non si raggiunge, non si supera...."....ma la velocità del buio? Ve lo siete mai chiesti? La materia nera....il petrolio....
       C
Invaghitasi di un dolce petrolio notturno, passava tutti i tramonti alla fioca radiografia d'un lume, un fiammifero che appena sfregato emetteva un rosso fumetto di decadanza del sole con scritto "vissi d'arte..." - un effimero baloon di fiamma e accendeva il lume puzzolente della vita lo guardava senza cedere alla tentazione di sditalinarlo, una volta si bruciò i polpastrelli, polpastrelli alla griglia, roba da gran gourmet - era senza impronte digitali perciò analogiche, impareggiabile diva omologata, un'evaporata, una vanesia, una cazzona che legge segni e misteri in ogni chincaglieria cronologica in ogni sbuccino temporale - i fulmini sembravano nervi quella notte, la marmorizzavano come vasi capillari e come essi esplodevano e poi buio - le somiglianze delle cose organiche, mi chiedevo...vene e fulmini...mi chiedevo se la vita cosciente non è solo la somma di vite incoscienti e monocellulari coi celerini che spaccano il culo ai protestanti, così, da bravi cattolici, ma a ghigno duro e casco azzurro! l'arte permette di fare terrorismo senza morti nè feriti, forse feriti ai propri ideali ai propri interessi, il terrore di un'epoca il suo avvento, l'epoca del comune privilegio, l'avvenire - l'arte deve far soffrire questi nemici deve urtare le morali le religioni e le banche, rimescolarli come una polenta sennò tutto si raggruma - l'arte deve essere travaglio, travaglio spontaneo di partoriente, deve concepire - anche a costo dello stupro deve fecondare - l'arte che fa sì sì col capino diligente ed incassa il suo appannaggio di complice, che svariona fra spiritualismi mondati d'ogni spigolo ed estremità pungente, senz'angoli amorfa e streamline per sgusciare aerodinamica in un piccolo cielo di codici permessi e deputati...quella roba lì deve essere passata al frullatore, diventare una mousse, una crema acrilica, una tinta piatta di sfondo sulla quale affioreranno noccioli, cancri, grumi, grassi, muscoli, calcoli, nervi - la roba che non si omogeneizza, la roba che si corrompe - l'essere la roba che è - l'intelligenza svogliata fa le moine, chiede tempo, fa gli sforzi paonazzi come un cinquantenne puttaniere in palestra - il suo cuore di mocassini balla la rumba - è lucida lei a differenza del cervello sfrangiata giacca da cowboy presa a prestito da john vein, ancora polverosa di cavalcate nel deserto - altri 6.000.000.000 di individui ne hanno una uguale, originale eh? un pezzo unico...
La puerpera s'ammanta di crostacei fritti, le voglie la strizzano e la risciacquano, il creaturino reclama cibo, s'apre lo spioncino dell'ombelico materno e come una massaia sospettosa osserva il rappresentante che vuole vendergli il mondo: decide di autoabortirsi - ogni mamma è come un sommergibile, anzi il suo opposto - il liquido (amniotico) sta dentro non fuori, così come il piccante periscopio - il piccolo osserva dallo spioncino - miliardi di cuccioli di topo, neonati fuggono terrorizzati da una mostra - cosa può averli così atterriti? certo che la mostra è sorella al mostro, ma hanno ancora gli occhi chiusi...a volte basta il puzzo, l'odore della paura fa fare cose impensabili - ecco ora allunga il braccino dal buco della madre svampita che giocherella col petrolio, e coglie un topolino: è vestito cool coi pantaloncioni e le scarpe da skeit - il piccolo si decide ad uscire - è timido e viscido come una lumaca le sue antenne strascicano sul marciapiede, la madre non s'accorge di nulla - ma lui è fuggito - lui è tutto brodoso e immobile dado gelatina trepidante cucchiaino d'argento inghiottito in essa - proiettile - pian piano secca s'incartapecorisce diviene merda di cane estiva - polverizzato, alcune parti ancora grattugiabili su zucche insipide e superbiose, ma è inutile - un caso di aborto spregevole dove la madre non si è accorta di nulla e crede di trovare altrove suo figlio in una gravidanza isterica al termine del ciclo quando una saccoccia oleosa e urlante la sventrerà amichevolmente e chiederà nella lingua prebabelica dei neonati " dov'è la mia anima? perchè l'hai fatta scivolare via sulle tue coscione depilate come un rivolo di mestruo? che sbadata che sei! quella roba morta è petrolio cara mamma, eri ricca! non lo bruciare inutilmente prima delle notti di luna nuova quelle notti senza luna e senza stelle, quando il buio è così denso ed implacabile che la fiaccola si fa necessaria - solo allora accendi la fiaccola che brucia il buio per ottenere la luce, la materia nera che compone il 90% dell' esistente vuole questo tipo di fiaccola - non le lunatiche notti estive ed invernali ed i chiari crepuscoli - parlo di notti cosmiche degli abissi della terra e le gole, il dentro degli organismi e delle madri a palpebre spente nel sonno profondo, gli abissi oceanici; la notte sull'atlantico e le bombe di profondità che vi implodono senza rilasciare nessuna forma di luce, il nero...sono tutt'uno con la roba che sta in mezzo alle stelle, con quello sfondo al quale siamo tutti appesi e messi in belle evidenza, sul nero, il passepartout che la luce nega e le dimensioni ingoia - e si proclama unica sanguinaria ideologia, unica religione, unico e percio negazione di ogni molteplice sberleffo interpretativo, unico perchè in questa densa deprivazione sensoriale a l'uomo non rimane che tacere - i giochi di luce ingannano - il petrolio è costante e inspiegato è una sicurezza trovare la nera amalgama del cosmo anche qui sulla terra, in forma semi solida, fluida sempre pronta a divenire roccia o etere - indecisa manifestazione divina della giustezza del ricco, il suo cappellone texano, il suo sorriso beffardo, la sua essenza sotto gli stivali. Come hai potuto sposare un simile mostro?" il cowboy impassibile come un verme divora la terra, beve una birra scura.

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La novità è un miraggio da negozio di gadgets - articoli da regalo, per venderci o lasciare campioni omaggio delle parole che diciamo anche con le lacrime a gli occhi - rappresentanti di noi stessi giriamo con un campionario di lustrini & bilie, in un mondo di selvaggi rinfurbiti che, prima di provare, sentire o capire qualcosa, ne calcolano il tasso di spettacolarità & genialità commerciale-
ogni tanto vedevi in giro questi polacchi che esponevano su piccole stuoie, calcolatrici sovietiche grandi come un mattone, berretti di jaruzelsky, macchine fotografiche - tutto fatto in plastica polverosa - cenere pressata dell'ultima speranza sputtanata  - l'ultimo vaccino suicidatosi - idee, visioni, senza protocolli o in questi, troppo compresse:
corani stampati su un foglio A4 per beduini che hanno trovato il loro dio sottoterra, decomposto in un liquame mortale, il sangue del nostro pianeta - il Capitale di Marx, la Bibbia, le poesie...ogni cosa sottomessa ad un'appariscenza che giustifica un prezzo di copertina - mai, mai un contenuto -
ed è superfantastico scaccolarsi con questo pragmatismo da fiera campionaria nelle favelas - vedere finanzieri neonazisti nudi pararsi il culo, i coglioni & le coscienze con la videocassetta dei film surrealisti, o con "L'uomo a Una Dimensione " di Marcuse - senza vergogna, cacciati dall' Eden, sorridenti.

_039 > Il decomposto é nel mio corpo.
I piccioni tubano - la voce manca, mancano anche le sigarette, manca l'aria.
decomposto- che giornata uggiosa quando la testa è regalata & vince altrove - quando parlo & passano gli autobus con più decibel di un mio urlo d'amputazione & più gente normale & più tempo - rimango a fare BA-BA-BA con la bocca - il pesce rosso nella boccia...chissà che dice? bestemmia la piccolezza del suo mare a giganti estranei che respirano aria non disciolta in acqua (strano!) cacano merda & risposte - un governo abissale - rigovernatura politica - un titano di aspirina effervescente per presidente - la vitamina C fa bene?
e che mi frega? Io sputo Nero! Ho i polmoni in tecnicolor - gli occhi plastificati - le borse sotto gli occhi - nessun indice mib-tel, ma 10 dita sì - di cui 5 inutilizzabili, ma ottima pinza per seghe o tocco da pianista sul clitoride - braccio d'oro - paul newman vince...mi guarda - sorride - " Se ti avvicini t'insegno un colpo..."
Ma che vuoi?!
Ma chi è questa gente che tutti conosciamo? Chi sono? Perchè sembrano zii morti, amici, cugini deportati? Li ritroverò? mah...venite a trovarmi, e portatemi delle toppe di pelle umana: rivulcanizzatemi - perchè da qui esce tutto...che schifo!

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...la buca - dove ho messo - antenne e orecchie mozzate - non ha segno - ricercare fra le pietre le forme di un bikini - mutilato di reggiseno e nella sconnessa - superficie, una profondità vaginale - che è vagito e oracolo - una quantità imprecisata di perfezione - nelle fogne del corpo - una lussuria logicomatematica - che mima il pensiero, un desiderio al sangue che cuoce lento - e fra un po' brucia...all'alba nessuno e passeggiare a quell'ora -  crea lacrime, fa riaffiorare un grido - di pietra, che corrosa chiude il sepolcro - vedo\non vedo - l'erotismo dei cadaveri - plasma nuove freddezze - a forma di cazzo - ma finte...
l'universo contraffatto - la menzogna del sonno - la minzione invisibile - dell'uomo\pesce - e quell'abisso che - sul mio vestitino - si fa orpello, fiorellino, accessorio del nulla - così elegante - da passare inosservato.



MINERALANIMAL

Mineralanimal l'animale minerale efferato effervescente innaturale - blocco d'oro massiccio VITELLO D'ORO MASSICCIO mucca floyd & pink atomic earth mother - l'editto criminale di una costituente di vecchi  imbenzinati ex-celerini neo-celenterati, idrocefalie spray s'addensano sui finestrini d'un camion de' macelli - chi pompa sotto & sopra e finge godimento mentre Mosè aspetta dio che come un mosaico bizantino & bizzoso si nega e s'inventa dieci regoline nemmeno tanto originali come il peccato, così al volo...veloce...scritte di suo pugno o pugnetta fiammeggiante ad un attronito intronato attonito cialtron estron mega barbuto barboso & generally pistolero mescalero - Noia astratta, interessi, economalie, un ciuffo di peli pubici dei semidei come toupet per barbie calve, come cervello cuori muscoli e mascolini al pascolo su tappetini di fica verde - finchè non troveranno il petrolio la sotto...la scoperta del buio è un viaggio allucinante & rivelatore per chi non s'accontenta di comode illuminazioni attaccato alla pubica pubblica rete elettrica - la stessa dei lampioni arancioni, che impediscono di scrutare le stelle e oltre...il buio -

_041 > ZOOMZOO
"Il centauro simbolo dell'antica armonia - o di quella desiderata - fra uomo e natura - mai esistita: e la prova è nella continua ricerca di questa e nel pensare uomo\natura al massimo come un binomio - una simbiosi autocosciente, tutta a nostro favore: l'eden - il nome degli animali - un mondo in funzione dell'uomo - difficile credere il contrario - quando i cristiani erano ancora barbari indenni da ipocrisia i roghi - l'orrore - facevano presagire l'antico ebraismo - Jahvè dio vendicativo & scassa cazz'! - molto meglio: a noi ci hanno rivogato la pietas, la charitas - ai vecchi profeti lunga vita, fertilità ultracentenaria & black humor!- buon per loro..." pensò il cane libero Giuliano - la cosa strana è che lo disse - lo disse alla consegna del suo primo premio nobel.
"Ma che minchia dice? Ma qua' manipolazione genetica! Tsk...è successo e basta - i cani, sono millenni che stanno con l'uomo. Quanti addomesticati vantano posizioni di rilievo nella società umana? Cinque? Dieci? e tutto questo per politica: non è stato ancora approvato il disegno di legge per estendere l'istruzione obbligatoria a gli addomesticati...e cosa cazzo mi frega che gli addomesticati campano fino a 30 anni o poco più: noi siamo coscienti! In sei anni impariamo quello che un uomo impara in trenta....wooooooo!" - il Re di Svezia era imbarazzato - "...ehm...i cani sono ancora un po' terroni" pensò - proprio lui che aveva sostenuto Gatto Bakunin, un gatto anarchico, per la carica di ministro degli affari sociali & bestiali - un bellissimo gatto norvegese di 23 anni alto circa un metro e trenta, un gigante per la sua razza - c'è del marcio in Danimarca - la Scandinavia era popolata da un gran numero di Ciro e Rocco da almeno due secoli - il re si chiamava Salvatore Gustavo (lo svedese) biondo, occhi neri, tarchiato e glabro...un classico! Il re di Norvegia Olaf-Salvatore XXI° di cognome De Curtis, somigliava ad un comico italiano del XX° secolo - tipo simpatico - quisqüiliä - pinzillåccherø - tsë! - ed in Danimarca? Superando la naturale ripulsa verso l'elemento acquatico, i gatti di lì avevano preso a fare i pescatori di aringhe - i mezzi di pesca industriale e l'istinto predatore gli garantivano carichi di aringhe eccessivi per i loro consumi - il 93% dei danesi era vegano, sicchè molte aringhe marcivano - giusto William? - i giornalisti sono dei maghi per rispolverare certe frasone - Insomma la Scandinavia era un casino: dico, rispetto ai nostri parametri attuali - c'erano già le prime coppie miste lì, uomini\animali - molte donne - retaggio libertino e acquiescenza italica ebbero la meglio - un po' di sana depravazione latina rendeva il cocktail esplosivo - le cassette del genere animal-house ( film casalinghi con accoppiamenti bestiali ) andavano forte - le coppie miste si erano sviluppate nel sottoproletariato urbano, fra i disoccupati, gli studenti e gli animali non ancora scolarizzati che spesso condividevano gli stessi casermoni periferici frutto della progettualità allucinata di geometri cornuti collusi con la mafia esprit nouveau - palazzinari con tutte le carte in regola - don Courbusier - gli addomesticati erano per il 95% analfabeti - lavori umili - operai - killer - prostituzione - senso del territorio, tutto qui...
Allora quali erano le differenze fra gli uomini e gli animali domestici, più che le affinità? Non si potrà più nemmeno dire: "è tanto bravo...gli manca la parola..." ed anche i cani poliziotto erano sicuramente più simpatici dei loro colleghi umani - avevano sicuramente molto più chiaro in testa il concetto TO SERVE & TO PROTECT - i colleghi umani erano vittime di un autoerotismo per l'uniforme, eiaculationi da manganello, brama di un potere astratto del quale erano solo lo strumento, il dildo...astratto quanto inutile per i cani.
"Scusa il gioco l'abbiamo capito: voi potete continuare a fare le vostre scommesse, ci date cibo, alloggio ed un appannaggio mensile, ok? Ok! Ma perchè dobbiamo continuare a scarrozzare sulla groppa quella specie di nano ridicolo?" - l'addomesticato Ribot XXVI°, nobile purosangue rivendicò il diritto all'autonomia sportiva degli equini - la sua lotta divenne in poco tempo un fatto politico e culturale - il poster di Francis il mulo parlante spiccava nel suo ufficio\stalla accanto a Malcolm X - con il suo assassinio finì il mito del centauro, o per lo meno la sua versione realistica - i fantini erano a spasso - l'antica armonia era mai esistita? Le strade di Milano furono invase da cavalli imbizzarriti, cani nudi ululanti e gatti inferociti - urlavano "noi siamo vivi!"
Damien (vedi damien hirstm, artista inglese n.d.a.) stava per sparargli in fronte - l'odore di sangue pervadeva  la stanza piastrellata - il vitello Piero nudo lo guardò - damien non provava niente, pensava ad altro - da fuori gli strepiti della manifestazione degli addomesticati - stavano per fare irruzione nel macello...Damien si fermò " Caro Piero! Oggi passerai alla storia...la mostra di Sidney sarà la mia consacrazione."
"Certo Damien, passerò alla storia: ma non come feticcio morto in una delle tue scatole di vetro! Anche io sono vivo! anzi, ho fame! ho fame di carne!!!" e Piero staccò i coglioni di Damien con un morso - solo più tardi li ruminò, mentre i maiali ed i cani finivano di spolparlo "Eh! però! era buono questo figg'hiebbottana!" "?mmmh...si...drogato bene, vero?" - in quel momento entrò cane Giuliano "AAAAHH! " gridò pieno d'orrore e si mise le zampe fra i capelli "allora hanno vinto loro!" - il maiale Carmelo rispose " ma che cazzo dici? noi siamo sempre stati onnivori!" ed il vitello Piero "...beh...noi lo siamo diventati..." - " Non capite! Tutti gli equilibri sconvolti! Cosa mangeremo?" disse tristemente il cane Giuliano - "Bof...le solite cose..." concluse un sofisticato dobermann di nome Anubi "....frutta, verdura, riso, uova, latte...persone"  

_042 > Mineralanimal
L'Italia è una repubblica basata sul lavoro. Io no. Parto male, pollo d'allevamento e mononucleosi sul labbro di minerva, stella e ruota dentata e alloro e allora? Il pollo d'allevamento è impazzito: troppa serenità raccapricciante, troppo deodorante su ascelle mal sudate - più avanti c'è stipsy - l'aroma robusto dei morti è malcelato, un telo cerato sull'amaro mezzobusto televisionario, più lo mandi giù più ti tira giù, nella fossa, sì. La melma di tarli quindicenni a miscela, l'abominevole adolescenza i pulcini scombussolati sul nastro trasportatore, portatori di pigolio e urletti slogan stadiosi slogati e tediosi e infiniti dopo partita col buio, l'ombra lunga del lunedì, la sua onda lunga a onde corte, radiocronaca & radiografia di una metastasi con ketchup e cipollina fresca. Lo zero a zero è il risultato, una schedina con più incognite dell'equazione dell'universo - prevedibile 13. e il pluriverso? la sua pigra molteplicità ha l'aria di essere un'idea, ma è solo lo scarto da un binario morto ad un binario scemo e morto - siamo nel 1988 e ci apprestiamo a festeggiare il 2000 - l'errore è accaduto in tempi non sospetti - le uova marce delle galline in batteria ci moltiplicano - l'anima mia moltiplica o signore -  ed i polli s'avventano sulla frittata d'aborti e patate...un po' di curry a coprire il puzzo e l'allevatore via, via vacanza - 
la sua abdicazione è il suo potere assoluto - siamo troppo pigiati qua nel capannone per farci la guerra o articolare le ali atrofiche nelle abilità del volo -
scarsa apertura alare, adipe e Mozart a basso volume e basse luci - anche un rutto ci può uccidere - l'allevatore è invisibile - prende le uova con la sua macchina grande - tutto sparisce nel buco - alcuni immaginano grotte, immortalità e paradisi rapaci pur sapendo...del forno\inferno, dello spiumaggio, della decapitazione automatica a 2000 pezzi di pollo al secondo - la lama sul collo sembra lenta a noi polli - perchè pelle, tendini, nervi e vene e osso del collo non hanno intenzione di essere recisi - loro stavano bene così - la mano unta sceglie la coscia - ed il pollo arrosto è sicuramente vivo.

L'anima mia dolcifica il signore - amar coffeinik de na T.A.Z. eccafè, lo fundo che leggesti zinghera - there's no future for you, ma qualcosa di simile, mi dicesti, all'aggruvigliassi delle radici\roots nel buio humus cittadino, cittafico & palazzinaro - la brutesse de ma vie è tutta fuori, e pur essendo d'ottimo, ottimo humore, non riesco a non vedere le case nove come gabbiette fatiscenti\efficienti & terremotabili - graziosa istambul manganellata sui piedi, graziosa periferia di vapour nebbia londonese e bagno turco e sigaretta russa - vodka d'occhi e pupille come chicchi di caffè in fondo alla sambuca, una buca, l'ultima buca di samba dei miserables, dei....Dei in miseria, animal house e scugnizzi che si trastullano infantilmente con la ferocia scritta ovunque in grafie di rivoli di sangue rappreso subliminale....la civiltà ha un suo cazzo; un genitale rappreso e represso, gonfio e mencio, livido e paonazzo come le gote dello stakanovista e si struscia sui bassifondi, pederasta edukator condukator...un po' di filosofia filovisione telesofica, un po' di culo giovane, fresco infantile orifizio oratorio di preti con l'occhiaie e l'occhiale a culo, anch'esso, di bottiglia...meglio fare lavoretti che diventare delinquenti? L'antico greco non indaga sulle fluide passioni, trapassa agile dal tonacone il congestionato scroto e lo rivolge a Primavera, rifiorendo con la spietata Natura - groviglio di serpenti ai piedi della Vergine ex-voto di camorristi, corone di fiori dell'alte cariche di stato - cariche di stasi, caricature, puntare, fuoco!

L'anima mia rettifica o signore - ed ogni commercialista dei conti in nero, coiti neri e l'anima evasa dal fisco e dal fisico di buccia equilibrata va a bodhisatvare namyokike renghekiokike effigi di richard gere col dalai lama - ogni donnetta esausta di ricattolicesimi, ogni ometto sfuso in pennichelle dell'unica moralità che conosco, ogni meschino traditore, hollywoodianamente crea colonna sonora da great escape & freedom for le sue scappatelle & pompini albanesi nice-price - 
la svendita delle pollerie meno in vista, oltre cortina, per chi non ha mai fatto una settimana bianca, o non si è mai fatto per una settimana in bianco, oltre cortine di ferro e d'ampezzo, da un pezzo svaluta la bocca di biondine estratte da cubicoli di foratoni grigi a est di Tirana, al rango di stazioni di pompaggio per piccole perdite bianche nei satolli cisternoni\lavoratori & padri di famiglia - tenghe famiglia - ora t'allatto io, biondina -come mucche bipedi destinate al macello dell' INPS come mucche-uomo cowboy and far west....
west is always far, per fortuna! e qua da noi dove billy the dick distende le sue fettone fetenti di texano rancido & merdonald duck c'impesta ancora con discrezione di friggitrici al petrolio & quackeri qua-qua-qua si vende bene la melensaggine del plusvalore costruito su sigarette & cioccolocauste del piano marshall - la quinta armata avanza! - la copro di stagnola, la metto in frigo e dopo un po'...puzza - puzza del sorrisone mascellone ultrawhite & backteeth coins...a doppia fila i denti dello squalo bianco di wall street - il muro di Berlino, la Mosca al naso, l'armata rossa...- a doppia fila, davanti quadrati rassicuranti e umanoidi, dietro triangolari marci e taglianti...lo squalo pigro di qua invece, imita maldestro, va al cinema solo per natale a vedersi coloroni e ottovolanti, vanzine e svastiche di culi iperpressurizzati, e ridendo mostra l'acuminato canino da latte...come tutti i capponi europei anche lui al mattatoio - cara, vecchia europa, cara vecchia barchetta di carta da un dollaro fuori corso che galleggi in un oceano di sangue...lentamente e per capillarità verrai tirata sotto...con tutti i tuoi vecchiacci abitanti parassiti deboli croste abbandonate di cicale che cantano altrove "que serà serà, forever will be will be" ora si che possiamo autotrapiantarci questo vecchio cervello placcato d'alzheimer dei padri della democrazia e, come loro, credere nel progresso e fare MUUUU
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Epilogo
...mani ovunque: la mia stirpe di scimmie autoIncoscienti nasconde piedi che corrono oliati sull'autostrada del Sole, del futuro & del furto - pedaggio in natura: fate voi - bocchini, spregi, sprechi oppure chinatevi & urlate più che potete -
labbra che ingannano - in controluce freddissimi denti triangolari - marmo nel ghigno di bonari mezzibusti - l'imperatore & il giornalista & il buffone di estrema sinistra. Ridicolo, no? Scampanellìo di assegni di tanti zeri che tentennano aggrappati ad uno degli altri nove numeri - senza quello sono zeri, senza gli zeri lui è quasi zero - sottile differenza fra esistere e non esistere
finestra che piange, necropoli da sogno - un lucido yuppie moribondo, la sua macchina parcheggiata nel giardino, sopra di lei il cielo - ma guai a chi lo tocca - nessun cartello avverte dei fulmini - nessun lampo fotografa la specie umana meglio del sole e dell'inutile vedere - atto vigliacco, tradimento, chinare la testa sulla propria ombra - l'eroe è cieco - quanto è inutile scrivere; perchè scrivi sempre a nessuno poco & malino - oppure benino - sottile differenza - la faccia rasata o non rasata - il pugno chiuso o la mano aperta, il braccio comunque teso - solo i secessionisti arricchiti parlano apertamente di cazzo. Vedi com'erano carine & educate nel salutare il führer? Braccine gracili, capellini fini come setabionda - quante patate gli sono state negate per avere il diritto alla Tragedia? Quante pance vuote? Quante pance si riempirono per evitare una rivoluzione o un genocidio? - le ossa dell'uomo e della donna hanno sottili differenze ed io ho voglia di ridere - non posso pensare se tutto quanto è impossibile, la mia mente non desidera, non necessità normative - io non sono questi fogli di carta, non sono il pac-man notturno amico della maionese e di himmler, nè il suo registratore di cassa - per compiacermene dovrei saturarvi/mi di scrittine così, suonare tutto con gli occhi stanchi e non so nè suonare nè cantare - ma questo era il bello a 19anni!
Ora è terribile - se guardo la TV e rido non sono un esempio - non sono una cavia. Vorrei guardare (però) chi è che si lamenta nelle altre gabbiette - vorrei guardare la faccia della pazza che grida tutta la notte da finestre ermetiche - lei sì che è in polemica col mondo! una radiocronaca della verità dimenticata accesa dopo la fine dell'intelligenza, in mezzo a gli stupidi - non ci sono sordi, ma solo imbecilli - non ci sono nemici, ma molti cloni di Ponzio Pilato - non ci sono fascisti ma molti democratici -
io non vi ho detto mai  "mettete il mio destino in mano a gli stupidi!" - la mia lobotomia è un fiore spontaneo in una serra che l'aveva calcolato così: rosso, il gambo verde, la buzza bianca - un corpo che non teme le api - un polline esauribile in miele & pappereali  - incapace di riprodursi perchè già copia di qualcosa ...
...i modelli ci fregano - fanno felici il marketing e il parroco - Stesso marchio MADE IN HERO - martirii, modelli, eroi, esempi, condotte esemplari mai condotte, norme anormali, prezzi paradossali - perchè fare arte quando c'è già la TV e l'economia globale? Perchè sperare nel miglioramento o nella rivoluzione, proprio ora che si sta benino ( o meno male - sottili differenze) sapendo che la gioia infinita ci condannerebbe alla sterilità? 
Perchè sì! potrei sempre dormire, avere un letto caldo d'inverno e fresco d'estate - potrei mangiare cibo buono e guardare film belli alle otto e mezzo - potrei girare nudo senza la vergogna di un quintale - la libertà è un fatto intestinale.
La cacca riempie di vita i terreni radioattivi - la non-violenza crea fabbriche d'inchiostro destinato a disegnare ordigni atomici e scrivere la prossima edizione del Mein Kampf - o l'hanno già fatto? scrivendo la profezia di celestino? - sentirsi giusti è già un abuso - è più semplice sparare! semplicità, particolarità...sottigliezze - un paravento di carta velina spesso come una banconota divide la civiltà dalla belva - l'arredamento dei nostri cervelli è di dubbio gusto, per fortuna - mental kitsch rescue us- chi mi ama mi segua o roba simile....ma voglio rompervi i coglioni, darvi l'opportunità d'interpretare qualcosa di meno chiaro di uno spot pubblicitario sicuramente più illuminante ma poco importante ai fini ultimi dell'esistere- non sono d'accordo - chi se ne frega! - questo è un tuo problema - etc...etc... ho amici acidi & amici basici, statici, dinamici, estatici...credono di conoscermi, ma sono sommersi dal mio buzzo e dai miei discorsi illogici - l'alcool evapora......evapora anche la carta, le scritte - deliziose & educate politicamente corrette alla benzina, notti dei Cristalli ci attendono...- l'universo non è la scenografia eterna del tramonto e dell'alba, dello scorrere dei giorni, la luna non è solo sui calendari - ve lo dico così, iconico - per stereotipi - così ci capiamo, eh?
Siamo per davvero la nostra miglior foto segnaletica - siamo fotogenici? 
Poco.