giovedì 5 gennaio 2012

Interludio Stabiese (luglio 2010)




Interludio Stabiese (luglio 2010)

In miezz' a campagna, mi sono perso, anzi sono sparito
mi muovevo in modalità stealth, impercettibile anche a me stesso
ed agli sguardi di chi non c'era: un delizioso cameo di
consapevole assenza, 
in questa periferia magmatica, proliferazione incontrollata
di antichissime modernità e ruderi futuribili, sempre nuovi e diversi
come erbe alte che squarciano l'asfalto estivo,
fra i residuati del consumo consumato, come fiori incuranti della 'munnezza…
per quanto tu possa puntare in alto al giuoco della polluzione
la natura sempre e solo rilancia.

Orti, vivai, strade che finiscono in qualche cosa che non capisci
come ogni fine ci è ignota e improvvisa
e di ogni strada qua, si conosce la fine.
Ho attraversato senza sapere
senza riconoscere, analfabeta a questi segni di vita sfrontata
e non poteva che essere sfrontata, verso cui
il mio senso dell'ordine è irrisorio, è inutilizzabile, è offensivo.
La povertà non va offesa, le dico:
"Non cerco scuse, non cerco difficoltà, più ti guardo,
più i tuoi contorni svaniscono." 
Sono finalmente colpevole, reo confesso
vulnerabile, silenzioso come i passi di un gatto
ed ogni giorno devo ringraziare per aver imparato qualcosa.
Ma devo anche lagnarmi ed ecco comparire
al centro dello stomaco, un omino che chiede perdono
per la sua inadeguatezza, che afferma con ferocia la sua natura più profonda
e immutabile, l'unica lanterna che vola sopra il vulcano e 
scompare nel buio.
Sono l'involucro buffo di un'entità senza gioia
la parte inservibile
di un tutto indispensabile.
song 'un ov' … (sono un uovo)
che esce dal culo della gallina
per essere la cosa più buona
che possa uscire da un culo, in senso assoluto
e perciò assolto, rimesso i miei peccati, come
tante volte ho rimesso anche la prima comunione, tanto ero gonfio, briao gonfio
finalmente pieno di qualcosa, di vapori, solfatara dell'egocentro,
distilleria esplosa:
"Lasciati brillare così come sei, 
se non vuoi più essere come sei, sappi (non lo sapevi?)
che sei ANCHE QUALCUN'ALTRO - sei come vestito a cipolla
d'identità differenti, a man for all seasons, sii te stesso!" -
Sì, ma chi?
Colatura d'uomini, percolato di una discarica di generazioni e generazioni di antenati defunti … il prodotto finale di una civiltà che ignora le sue origini come noi abbiamo dimenticato la nostra stessa venuta al mondo - 
Le leggende ci hanno soccorso, hanno tamponato per un attimo quest'emorragia di ricordi non nostri, impiantati, piroette per cui vennero pagati con rivoli d'oro che sgorgano per decreto legge dalla mano di una montagna.
Non meravigliatevi se poi faremo il tiro alla fune con un polpo gigante, non fate caso (no hagas me caso) a me, se lamento la tirchieria del direttore, per non aver voluto investire miseri capitali per la disinfestazione e ora ci si lamenta perchè tutto è pieno di ragni e parassiti e bestie strane.
Non parlatevi troppo vicini se il fiato vi sa di bottino!
Non meravigliatevi nel vedere un personaggio politico in una strada fuorimano, telefonare alle 5 del mattino; telefona alla MAMMA perchè è in ansia: vuole sapere cosa ha fatto, anche se non lo ascolta
vuole sapere se ha preso tutte le pasticche,
anche se non le interessa
vuole sapere dov'è di preciso, 
anche se non conosce i luoghi
vuole solo assicurarsi che sia ancora vivo.
Suonano un pezzo hard-core che invita alla prudenza, ad abbonarsi al piede di piombo, per scoprire senza falsi pudori
quanto sia gratificante
essere un vertice
nel poligono stesso
che iscrive il buon senso
l'appropriatezza
la tutela di un colon irritabile
lo scadere del buon proposito
riportato in piccolo sul retro-confezione
quell'allegra frenesia non mi sfiora nemmeno,

sono caramellato come un pellicano nella marea nera
di quelli che sfuggivano a' volenterosi col solvente,

Ogni cosa si è sguarnita
si è fatta dato oggettivo
bellezza impagliata dentro una bolla di cristallo polverosa
boccia souvenir di Vattelappesca senza neve,
panettone senza canditi regalato in agosto, come se fossi diventato a tratti cieco, altre volte sordo, altre ancora incapace di gustare o odorare. 
La vostra assenza m'invalida a casaccio
più d'ogni capriccio cardiaco, più d'ogni sbalzo d'umore
mi aggiro compulsivo per il reparto Resurrezioni
poi corro ad aspettare al punto di non-ritorno,
un andirivieni che è puro agitarsi, 
brigata di cellule scalmanate che si finge 
senziente e  sensibile:
"I've become comfortably numb" - l'immotivato affetto d'alcuni m'imbarazza, rispondo meccanicamente, con un fondo di benevolenza, ma recito male le formule convenute, come pronunciare la parola d'ordine giusta con un accento straniero, stare su una spiaggia con una pistola in mano, guardare il mare, guardare il sole, guardarmi riflesso negli occhi del mio cadavere (killing an arab)
the dead man on the beach - sono vivo, sono morto (killing an arab)
Depenalizzate questi tramonti infuocati
fatene una versione per single! Basta, prescriverli solo a questi cazzo d'innamorati!
Lasciatemi uno 0.5 di felicità, poca ma buona, vera, autentica, certificata! Giusto un tiro. Let's hijack this concorde to the Bahamas!
Lasciate ch'io mi ami liberamente! " e che sospiri libertà"
errante perchè ho errato
solo perchè assolato
lasciate che mi ami
non cercate ogni volta
di freddare, di contenere, di dividere
ciò che il Signore ha unito.
Sono molto unito.
Sono un uomo, sul lungo periodo.
Con il cazzo occultato dalla pancia,
sono un uomo che non ha prove ma molti indizi della propria esistenza.

Sto finendo ogni minima
risorsa d'intelligenza, questo
è il diario di un degrado, 
la storia banale 
delle molte identità scappate, divorziatemi o uccisemi
ed ancora in fuga
la cumuliforme lottomatica
di numeri estratti col forcipe
come fulmini prematuri e arrossati,
espositi su rote
d'ogni capoluogo.

o' kommandantur
indicò vaga nell'aria
la linea di demarcazione
fra est ed ovest
"non tutte le separazioni 
sono sbagliate, non tutte le unioni sono giuste."
ed il suo occhio di vetro
allenato al discrimine,
al "tu si, tu no"
alla selezione all'ingresso,
all'apartheid,
allo übermensch
e alla blutgemainschaft
si accese.
Tre fiere dunque mi si
fecero innanzi:
un leone che avresti detto
di pezza, che perdeva copiosamente
imbottitura
ad ogni tentato ruggito…
una lonza che mi telefonava
a Milano e con voce quadrata
e bramosa mi proponeva
"serata balorda?"
e finivamo ingessati
a smascellare muti
dell'inverosimile fine della notte
e dell'alba automatica che ci avevano costruito attorno,
ancora sul piatto caldo dove avevamo
scricchiolato le linee amare, a grattare…
una volpe pechinese che 
dopo avermi con eleganza raggirato
ed avermi fatto andare in collera
mi rimproverò con inalterata dolcezza
di non essere "open mind"
Open Ass risposi
Open Ass gridai
all'inespressiva maschera
di una guardia rossa
che pensò ad un volume assordante "ecco il solito gonzo"
"Mademoiselle, nous connaissons ce monsieur
mieux que vous"
gonzi… e perciò innocenti?
MAI! colpevoli più dello stesso truffatore
perchè a isso complici.
Si creano così
convinzioni bislacche da
giocatore d'azzardo
che vede schemi e ricorsi nell'oceano sterminato
delle probabilità remote.
Il giorno SI, il giorno NO
un certo vestito porta buono, un altro sfortuna, la mano
sotto il culo del Duca Conte…ed avere sempre e comunque
un alibi alla nostra inettitudine, al caos, qualcuno da additare come menagramo
qualcuna da scacciare in malomodo
per restare soli in questa
discesa agli inferi, sfanculare il duca Virgilio
e sulle sabbie dello Stige scrivere:
"Proud to be a Loser"

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