mercoledì 4 gennaio 2012

Scemi col Botto



Eh già. Non solo la natura ria li ha fatti mentecatti ma a costoro piacciono anche i botti non avendo forse trovato legittimo sfogo nel diventare carne da cannone. Eccoli adunque prodursi nell'esplosione del minicicciolo, smaliziarsi all'uso del raudo, improvvisarsi artiglieri di bombe carta e castagnole. E ridere come si ride del ricco che umilia il povero nelle pellicole natalizie avvanzinate. Si tratta di divertimenti assai primitivi infatti, ed universali. Piacciono ai bimbi, ai poveri di spirito ai derelitti. Piacciono come piacciono le scuregge, i rutti, le parolacce dette fuoriluogo. Infantili evasioni, senza possibilità di rientro nel forse tristo   alveo della maturità. Esiste una volgarità intrinseca alla latinità che porta a becerare, smargiassare, strusciare natte sudice su culi larghi in balere che altrove verrebbero date alle fiamme, e in ultimo tirar botti. Così come si tirano cazzate, si uggiola ebbri alla luna sotto la terrazza dell'amata, si scoreggia per far riedere un amico triste e un po' pelato. Tutte cosine buffe, però ragazzi via! i botti hanno rotto i coglioni. Comprendo che la morte di 300 animali solo a capodanno per infarto (cani e gatti, non conto il solito genocidio di capitoni, capponi e maiali) può far sorridere questi meschini a cui l'elica del DNA s'attorcigliò malamente, e si produsse in denti torti, acne maligno e abuso di gelatina su chiome forforose. Li vedo far capanello coi lor corpi a forma di pera e i ciuffi unti che scivolano sul grugno neandertaliano. Lombroso di questi tempi avrebbe fatto tilt, e le sue teorie si sarebbero dovute rivedere per eccesso di bruttura. Bruttura probabilmente dovuta a mutazioni indotte, non ereditate: dovute al merdonaldo, alla staziongioco, al merendinismo da abbandono. Tutte pratiche che imbruttiscono e sformano le nostre giovani generazioni. Scopro con ironia e amarezza che il simpatico fistione che volava alto a far botto lontano e colorata frammentazione di scintille, è acquistabile solo mostrando il porto d'armi. Ecco dunque privati dell'aerea ed effimera gioia d'un razzetto che schioppa allegro nella notte su, nel firmamento, si ripiega su mine antiuomo, bombarde terragne che rimbombano e incupiscono e gettano nel panico. Già: il porto d'armi. Se penso a chi lo danno e lo hanno dato, è proprio il caso di dirgli: scemi col botto. (anzi col porto) 
felice anno nuovo! 

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