mercoledì 29 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 10-11 (incompiuta)

Track 10



A fine cena il Colonnello non volle risparmiarci, accompagnato alla chitarra dal versatile Riccardino, alcune deraglianti interpretazioni di canzoni napoletane, fra cui ricordo con particolare disgusto Torna a Surriento. Nel frattempo altri ufficiali che non avevano avuto l'accortezza di togliere i mitili infetti dalla spaventosa linguina cominciarono a sbiancare e a recarsi senza dare troppo nell'occhio al bagno...Il Colonnello che continuava a coccolarmi mi si fece d'appresso e mi disse a voce bassa:
"...vede?...ha visto?..."
"...mh?...cosa, signor Colonnello?"
"...guardi...eccola là!...beccato!...vanno tutti a rigettare...! E questa dovrebbe essere la crema del nostro esercito. Un pugno di effeminati ex cadetti di accademia...me li hanno mandati così..e che cazzo ci faccio io con questi...questi qua? Ci dovrei fare una guerra io con questi manichini in divisa che non digeriscono nemmeno un po' di pesce guasto...in Libano ho mangiato anche la merda io. In Afghanistan durante un operazione ho mangiato un topo. Io, non solo io...tutta la squadra!! Venivamo addestrati per combattere allora, non per fare salotto..." - il colonnello scosse il capo indignato, poi si accese un mezzo toscano, sbuffando il fumo denso intorno alla sua grossa testa calva. "...le confesserò caro giovanotto, che ho messo apposta delle cozze guaste nelle linguine. Le erbe servivano a coprire il cattivo odore. Poi ho scotto la pasta...insomma carissimo, ho fatto una sbobba immangiabile...ma sa perchè l'ho fatta?"
"...ehm...in effetti non mi è piaciuta e anch'io ho vomitato..."
"Lasci stare! Lei non è un soldato!...e soprattutto non è un soldato della mia squadra...il mio, caro lei, era un TEST! Si! Un test...domani iniziano le operazioni e ho bisogno di sapere su chi posso contare e su chi no. Marulli è una persona su cui posso contare; non mette in discussione la mia autorità ma è capace di dire la sua...gli altri? Una manica di leccaculo e damerini...gente pericolosissima!..mi creda...Riccardino è un uomo affidabile; sa leccare il culo...ma non ha mangiato nemmeno una cozza...a quest'ora avrebbe già vomitato...invece sta benissimo...Biondi, è a posto, ma teme la mia autorità...è un errore, mi capisce? L'autorità non va temuta, va in-di-scu-ti-bil-men-te accettata! ...Io come posso provare la mia effettiva autorità sulla squadra? Non quella dei gradi....i gradi li hanno dati anche a quei buffoni lì...l'autorità VERA si prova con il CAPRICCIO...con l'irrazionalità. Si saggia il limite e si vede chi ha le palle, chi ha la testa, chi il cuore e chi è solo un inutile leccaculo speditomi fresco fresco dall'accademia...Lei mi capisce?"
"Credo di capirla, colonnello...ma non crede che...visto che ne fa una questione di principio...sia sleale mettere delle cozze marce o in ogni caso fare sotterfugi di questo tipo?"
"...deve esserlo! Devo essere sleale per smascherare chi è sleale, chi nicchia, chi batte la fiacca! Solo così mi rendo conto del mio effettivo controllo della situazione...altrimenti rischierei di affidare incarichi delicati a qualche idiota! "
"...si...capisco...ma Talleri?"
Il Colonnello rimase piuttosto sorpreso da questa mia semplice domanda.
Si passò la mano sul mento, mi guardò e sorrise sadicamente.
"Touchè!...Ha ragione, sa? Talleri è sicuramente il miglior soldato della mia compagnia...da quando si è presentato qui ho avuto questa nettissima impressione, confermata poi in seguito dalla sua efficienza, capacità, volontà! Troppo in gamba, mi sono detto...così ho cominciato a prenderlo di mira per saggiarne il limite...e lui purtroppo non è riuscito a sfuggire al mio gioco...ha commesso questo errore...è stato al mio gioco, e io, carissimo, gioco al massacro...
Talleri è davvero il migliore, purtroppo per lui. Non ha difetti, non è furbo, non sa sfuggire con scaltrezza...in un quadro di guerra psicologica o se venisse catturato dal nemico egli soccomberebbe perchè...la prenderebbe di petto...e mi creda, le voglio sfatare un mito su noi militari, non ci servono tanti eroi e martiri, quanto persone scaltre!...eroi e martiri servono ma in proporzione di 1 a 20, gli altri devono essere uomini...semplicemente uomini!"
"...che ne sarà di lui?"
"...domani andrà a fare la visita di controllo...si rimetterà in meno di un mese e poi me lo rimanderanno tirato a lucido e dovrò solo avere l'accortezza di non dargli incarichi rischiosi. Talleri è un'organizzatore, uno stratega...basta che non gli affidi missioni dove la sua "purezza" sarebbe solo d'intralcio...per i lavori sporchi ho Riccardino, Marulli..."
"Riccardino?...ma è un cuoco..."
"...Riccardino è una spia, caro giovanotto...come lei credo...anche lei lavora per i servizi, mi dicono..."
"...no, colonnello, si sbaglia. Sono solo un controllore di volo civile che chiaramente, vista la situazione attuale è passato sotto l'amministrazione militare...ho avuto direttive dal Ministero dell'Interno e ci hanno mandato Marulli come supervisore...ma io, come tutti gli altri colleghi..."
"..ah, si? Riccardino e Marulli erano convinti di questo...molto strano...Marulli, vede, riferisce a me direttamente dei suoi incarichi presso l'aeroporto. Nel suo ultimo rapporto c'era un preciso e circostanziato riferimento al programma segreto Mano di Dio al quale, sempre secondo Marulli, lei ha lavorato tutta la mattina dopo aver incontrato uno strano personaggio al caffè dell'aeroporto e dopo aver fatto una lunga telefonata al suo diretto superiore che si trova ora in licenza presso sua zia in Veneto...mi sbaglio?"
"Cos'è colonnello, un interrogatorio?"
"SI, caro giovanotto! è un interrogatorio! IO devo sapere cosa succede nella mia area di discrezione!" - il colonnello si alterò e cercò di spaventarmi...ma ero sicuramente più spaventato dalle velate minacce del "Rappresentante"...
"...la legge Marziale è entrata in vigore da un'ora...da quando abbiamo preso il caffè più o meno...quindi, visto che siamo in guerra e lei lavora in aeroporto e si comporta in maniera sospetta, permetterà che io la interroghi? Siamo a un circolo ufficiali! E per l'autorità che mi è stata conferita io posso interrogarla quanto mi pare!"
"...credevo fosse un invito a cena! e questa sembra più una squallida trattoria che un circolo ufficiali...e comunque, caro Colonnello lei si sbaglia...è completamente fuori strada...ho già reso conto del mio operato al sottotenente Marulli, questa mattina e nella sede appropriata! Non so di cosa stia farneticando! Mano di DIO?! Lei è completamente paranoico...!!!"
Ci alzammo tutti e due...il Colonnello era furioso...
Riccardino giunse provvidenzialmente e mettendoci una mano sulla spalla a entrambi ci invitò a sedere...
"...Colonnello...si calmi...non è cosa parlare qui di questioni così delicate...eh!"
"Riccardino, il suo "collega" qua mi ha offeso...io devo sapere cosa sta succedendo! Cribbio! Perchè i Servizi non mi informano?"
"Colonnello, si calmi...le spiegherò tutto dopo, vabbuò?...lasci stare il nostro ospite...se vuole interrogarlo prendiamo la macchina e andiamo al comando...ma non credo che sia necessario...garantisco io per lui..." e mi strizzò l'occhio.
Avevamo attirato l'attenzione dei damerini, come li chiamava il colonnello...
"Che avete da guardare voialtri? - Su! La ricreazione è finita, riprendete servizio!"
I Damerini mormorano "agli ordini"  e si dileguarono. Restammo da soli, il colonnello, Riccardino ed io.
Riccardino si levò il grembiule da cucina e si tastò le tasche dei pantaloni e della camicia...poi tirò fuori una smart card dal taschino della camicia e me la dette.
"...Dalla Commissione..."mi disse.
"Cos'è ?" chiesi io, non sapendo se si trattasse del solito doppiogioco spionistico per vedere se c'ero o ci facevo...
"...sono fotografie!...e na carta da macchina diggitale! ..."
"...e io che ci dovrei fare, scusa?"
"Te la devi mettere nel culo!"
Riccardino e il Colonnello scoppiarono a ridere. E risero fino alle lacrime...il colonnello mi congedò mentre continuava a ridere e piangere...
"..vada...vada caro!...alla prossima...le prometto che eviterò di farle altri brutti scherzi...buonanotte...ahahaha!!!!"
Si alzò e uscì. Riccardino gli andò dietro e vedendo che esitavo mi guardò malissimo e mi disse fra i denti " e levate da 'o cazzo!"
Uscii fuori. 
Avevo ancora la smart card in mano. 
Marulli aspettava in macchina e stava fumando una sigaretta...mi fece un cenno di saluto, poi arrivò il colonnello salì sulla macchina e partirono sparati.
Ero da solo.
Completamente disorientato mi avviai a piedi verso la città.
"ohè...ohè...controllore!" - una voce mi chiamò dal fondo dello spiazzo. Vidi agitarsi la cima incandescente di una sigaretta. Accanto al cumulo di immondizia, materassi sporchi e televisori fiammati, Riccardino mi stava chiamando.
"Che c'è ancora...chi sei tu? E che cazzo volete da me?"
"...ohè, controlloro! Statte buò! ...mò ti spiego tutto..."
"sarebbe l'ora..."
"C'è stato nu pastrocchio...o colonnello va pazzià!...è paranoico. Domani non ci sarà più traccia di lui. Il comando passa a Talleri. Vabbuò...dicevo...c'è stato un conflitto di competenze...marulli ha fatto nu pastrocchio e ha scritto un rapporto dettagliato su di te..."
"ah..."
"ah...fai ah tu...ah o cazz'...nessuno deve sapere di Mano di DIO!...ma dimme nu poco...tu...chi cazzo sei tu?eh? O Mutilato tiene nu pere d'int a fossa...e nu pere l'ha già perduto...ih ih...ma tu che cazzo c'entri...???"
"...io...mi ci sono ritrovato in mezzo...Riccardino..."
"quagliò la curiosità uccise il gatto...o sai? Ma dico io comm'e cazz se fa...comunque ormai ci stai in miezzo e non mi sembri nu strunz'...nella smart card ci sono delle fotografie diggitali che te devi guardà...e le istruzioni sul tuo incarico. Te non fare nulla di strano, attieniti al programma e poi ti contatteremo noi, vabbuò?"
"vabbene...ma secondo me non sono adatto a..."
Riccardino mi tirò un pugno fortissimo che mi tolse il respiro...
"ohè...nu dicere strunzate! TU ORA SEI ADATTO...vabbuò?!...lo so che tu si nu strunzo curioso che mo se ne vurrebbe fuì...ma è troppo tardi. Se fai il bravo ti prometto che non ti succederà nulla...ok? Statt'accort quagliò....uh! arriva o tassì...vattene a letto, guarda la smart card e poi...sai cosa devi fare?"
"...la brucio?"...
Riccardino rise. 
"ma chi sieie zerozerosette-te? Ma famme 'o piacere...me la riconsegni domani, passo io dall'aeroporto. Buonanotte."
"Buonanotte..."
"Statt'accort...coglione!"

Track 11

Riccardino ci tenne a ribadire che la smart card dovevo veramente infilarmela nel culo prima di arrivare alla torre di controllo. Anche se, volle rassicurarmi, qualche agente nemico se avesse voluto me l'avrebbe aperto il culo, senza tante difficoltà; era più un accortezza, un passaggio elegante nella sua volgarità effettiva di "t'agge ritto cacciatilla dint' o pertuso!" ...se fossi morto avrei dato insomma l'impressione di affidabilità e spirito di sacrificio necessaria a mantenere una tensione psicologica positiva nell'intricato rapporto fra intelligence e esercito.
Erano le quasi le 3 del mattino e mi piazzai davanti al terminale: inserii la smart card dentro o' pertuso a essa confacente, e un'icona a forma di mano aperta con l'acronimo MDD sotto apparve sul monitor. 

martedì 28 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 09

Track 09



Il resto della mattina lo passai davanti alle monotone e illeggibili schermate di Mano di Dio. Il giovane ufficiale di marina invece se ne stette buono buono al radar.
Tutto sembrava tranquillo e mi rilassai. Ogni tanto le linee di dati mi inducevano una sonnolenza ipnotica. Brevi colpi di sonno. La testa cadeva e si rialzava di scatto, le palpebre scivolavano lentamente sugli occhi tanto che nei brevi sogni vedevo o credevo di vedere ancora lo schermo, poi si riaprivano all'improvviso, mostrandomi configurazioni di dati sempre diverse. Mi limitavo a premere invio sulla tastiera...
Alle 5 finii il mio turno e uscii dalla Torre.
Il giovane ufficiale mi si avvicinò.
"Ehi...senta...scusi..."
"Si?"
"...Senta, mi spiace per prima...non sono...ecco...una specie di Gestapo..."
"No, si figuri..."
"Guardi...io sono qui da solo, non conosco nessuno, le andrebbe di mangiare qualcosa insieme? Facciamo un aperitivo veloce e poi ci facciamo una pizza...anche se sono un militare odio avere rapporti troppo formali con i miei colleghi e suscitare antipatie immotivate...con i civili poi è abbastanza frequente questo tipo di malintesi..."
"...perchè no?"
Andammo da Checko a bere un paio di prosecchi. 
"..e quando non ce n'è più Viva Gesù" tutti applaudirono e si esaltarono miseramente. Una torma sguaiata di avventori mezzi brilli brindò alla chiusura di Checko. Il vino era finito e non sarebbero arrivate nuove forniture fino alla fine della guerra...ma quando sarebbe finita la guerra?
"...e chi lo sa?...Non ce l'aspettavamo neanche noi!"
Mi disse con faciloneria e malcelata reticenza il sottotenente Marullo.
Per gli amici Marù. 
Dovevo fare molta attenzione a non sbilanciarmi e a non rivelare, per colpa dell'alcool dettagli sulle mie delicate, ultrasegrete e incomprensibili mansioni.
"A cosa stavi lavorando oggi, quando ti ho sostituito?" Il lupo perde il pelo...
" Mah..una palla...io non capisco questo monitoraggio dati - perchè mi fai un programma d'archiviazione che devo stare mezza giornata a premere invio e basta...!!!..."
"ahaaa..." fece Marù, poco convinto -" ...e il tuo collega, quello fa?"
"...nooo...chi lui? Lui è un mago di quel programma là. Mi aveva lasciato tutto impostato per darmi meno beghe possibili...ma sai mi fa male il dito a furia di premere invio..."
"eh!...certo..certo..nu scassament'e cazz...ma che programma è?"
Non capivo se indagava per curiosità o per ordine dei suoi superiori o tutt'e due le cose insieme. Stavano forse valutando la mia affidabilità?
"...non lo so, Marù. Non ne ho idea...è un software sviluppato appositamente per registrare i piani di volo. Mi becco ste schermate di numerini e poi mi chiede conferma...tutto qui...non so altro. Non è mio compito."
"Questo prosecco è acido..."
"Non credo te ne daranno un altro..."
"Vabbuò...per l'aperitivo hai fatto tu...alla cena ci penso io. E vedrai che cena, frà!"
Rise di cuore. Sono bravi a ridere di cuori questi ficcanaso dell'esercito pensai.
Prendemmo la sua panda nera dell'esercito e andammo verso la periferia. I capannoni dei vari meccanici, artigiani, mercatoni tutto a tre lire, giacevano indolenti lungo lo stradone. Cartelli gialli con lo stemma della repubblica invitavano la popolazione a rispettare il coprifuoco e altri cazzi.
Una pattuglia dei Caramba ci si affiancò e c'intimò l'alt.
Marù mostro il suo tesserino e io il mio. Ci fecero il saluto militare e ci augurarono buona serata. 
Parcheggiammo in uno sterrato dietro un deposito di gomme. Alcuni fichi oscillavano pigramente dietro la recinzione, fra le erbacce e l'ortiche la solita rassegna di televisioni vecchie, materassi pisciosi e un camioncino di plastica di quelli che si comprano al mare con la ruspa gialla per far giocare i bimbi sulla spiaggia. La ruspa però non c'era...
"Uè...che ti s'incantato?..."
"No, guardavo quel camioncino...ne avevo uno simile da bambino...me l'aveva regalato un mio cugino molto più grande di me. un pazzo..una volta mi promise di costruirmi una vera astronave...l'ho aspettata per degli anni e ogni volta che lo vedevo gli chiedevo...ma l'astronave?...e lui...te la sto finendo di costruire, te la porto la prossima volta...ero così deluso...non bisognerebbe creare queste illusioni in un bambino...perchè poi?"
"...è o vero...ma pensa nu poco, frà...si te l'avesse portata veramente te forse non te la ricorderesti più...questo è il bello dell'illusione! L'illusione ti resta dentro più della realtà..."
"uh...non l'avevo mai considerata da questo punto di vista...grande Marù"
"Pensa nu poco se tuo cuggino ti avesse costruito veramente l'astronave...dopo una settimana ti sarebbe venuta a noia...lascia stare...."

La trattoria era un posto dell'esercito, un circolo ufficiali con tavolini di legno e tovaglie a quadretti bianchi e rossi di plastica. La birra era fresca, il vino era il migliore che potevi trovare in città. Facevano pesce, e avevano un forno per la pizza. Tutto molto spartano e casereccio. 
Marù mi aveva portato alla segreta mensa ufficiali allestita in periferia da pochi giorni. 
In sala entrò un tizio sulla cinquantina, corpulento con una mimetica e un grembiule bianco con una vezzosa scritta "Chef" ricamata al centro. Marù scattò sugli attenti e il tizio (che indossava anche un ridicolo berretto da cuoco) rispose al saluto...poi sorridenti si strinsero la mano.
"...Colonnello...come va?...sempre a sfornellare, eh? Chissà cosa ci ha preparato di buono stasera...ah, scusi...mi sono permesso di portare un amico..."
Il Colonnello mi squadrò sorridente e mi strinse la mano.
"Ah..carissimo!...come si trova col nostrò Marù?"
"...molto bene, grazie..."
"Un ottimo elemento...vero?"
"Indubbiamente..."
"Ma seguitemi in cucina, venite a dare un'occhiata...oggi c'è arrivato l'ultimo pescato fresco e stiamo facendo le cose in grande...prego, faccio strada..."
La cucina era ben attrezzata, fornelli, friggitrici, forni ventilati. Avevano requisito e rimesso in sesto un ristorantino fallito pochi mesi fa. 
"Benvenuto al Quartier Generale...mi permetta di presentarle il mio attendente e sottocuoco, il sergente Biondi...come va il soutè di vongole, Biondi?..."
"L'operazione procede bene, signore. Sto aggiungendo un ombra di vermentino...con le vongole si sa..."
"Bravo, bravo...questo invece è il capitano Talleri, sta preparando un dentice al cartoccio..."
" Signorsì, signor Colonnello!..."
"...e le patate? Talleri! Le patate?..." - il colonnello stava per inquietarsi e gli salì un rossore innaturale dal collo alle guance rasate e cadenti.
" Signore, le patate sono sotto il cartoccio...ma ho aggiunto secondo i suoi ordini un po' di fumetto di pesce per insaporirle..."
" ...e lo scalogno?"
"anche lo scalogno..."
"Bene...bene Talleri..." - poi sottovoce verso di me "..Talleri è nuovo della compagnia, è di Gorizia...mi sembra un ottimo elemento ma tende a distrarsi...capisce?"
"si...si..." - il colonnello non mi staccava gli occhi di dosso e dovetti simulare una complicità talmente credibile che altrimenti, ne sono sicuro, ne sarebbe nata una polemica noiosissima e imbarazzante...
"...oh...ecco qui Riccardino..."
" Colonnello...Sottotenente...ossequi...tanto piacere...ma io non sono un soldato, sono un pasticciere..."
"Riccardino è il mago del dessert...ha lavorato tanti anni alla mensa ufficiali di marina a Capodichino...."
"anche Busc ha sentito le mie squisitezze! E prima di lui Clinton...ce lo dice Colonnello..."
"Vero. Vero. Persona fidatissima Riccardino, ha ottenuto un permesso speciale in virtù dei suoi lodevoli precedenti con la Marina..."
"Guardate..." - e tirò fuori dal portafoglio una foto un po' sciupata di lui e Busc, con il presidente rubizzo che stringe la manotta da fornaro del buon Riccardino.
"Oh...Riccardino...ma anche il pane hai fatto?"
" Certamente Signor Colonnello..."
"Fantastico..."
Marù intanto si era tolto la giacca.
"Signor Colonnello, posso dare una mano?"
"No, Marù, grazie...qui in cucina le operazioni sono quasi terminate...si occupi invece della logistica se vuole...e del nostro ospite, eh! Ben chiaro...è un ospite e un civile! Che venga servito e riverito..."
"No..guardi, grazie Colonnello...ma do una mano volentieri anch'io ad apparecchiare..."
"Me ne offenderei! Biondi! Biondi! Dov'è finito Biondi, capitano?"
"Biondi è in magazzino a prendere il vino, signore..."
"Eccomi Colonnello..."
"Presto Biondi, faccia sentire questa delizia al nostro ospite e lo faccia accomodare..."
"Un brindisi Colonnello, un brindisi..."
I bicchieri di plastica vennero riempiti con un Lacrima Christi di rango e si levarono alti all'usanza militaresca.
Ci fu un attimo di silenzio. Tutta la truppa pendeva dalle labbra del Colonnello ed egli, dopo aver incrociato con tutti il suo sguardo invadente e acuto, parlò:

"Alla Vittoria!"
Ci fu un boato, dove nessuno notò che mi limitai a muovere le labbra.
"...e al nostro nuovo amico..." aggiunse Riccardino, ammiccandomi.

Dopo un quarto d'ora ci accomodammo a tavola. Il Colonnello prima di dare il via alle libagioni si era tolto il grembiule e il cappello da cuoco e indossati dei guanti bianchi aveva passato l'indice sulla tovaglia di plastica e sui piatti...poi aveva esaminato alcune forchette e coltelli di plastica. Tutto era in ordine e pulito.
Il Colonnello evidentemente compiaciuto fece cenno di sedersi ai commensali e mi invitò a prendere posto alla sua destra, sorridendo apertamente ma di dimestichezza diplomatica. 
Nonostante tutto fosse molto alla buona e spartano, certa ampollosità formale non mancò mai durante tutto l'interminabile pasto.
Che iniziò con una preghiera di ringraziamento recitata con voce stentorea dal Colonnello. 
"Oh Signore ti ringraziamo per il cibo che ci hai donato e che andiamo a consumare. Assistici e Proteggici nel giorno della Pena chè il giorno della Vittoria sia più dolce nel ricordo inossidabile dei nostri valorosi caduti. Amen"
E tutti risposero Amen.

Antipasto
Soutè di Vongole e Insalata e' Purpitielli Calda alla Sorrentina con Catalana di Zucchine all'Agro e Peperoni alla Diavola. 
Vino: Bianco di Custoza

Le vongole erano ottime ma avevano un retrogusto acidulo. I moscardini tenerissimi erano forse un po' sciocchi e le verdure, specialmente i peperoni arrostiti e conditi con una vinagrette di miele e aceto balsamico non si abbinavano benissimo con queste pietanze.
Il Colonnello lanciò un'occhiataccia a Biondi tipo " Che mi combini proprio oggi che abbiamo ospiti?" ...una di quelle occhiatacce fulminanti ma bonarie. 
"Forse il soffritto...? Eh Biondi? Avete abbondato col peperoncino!"
"Signore...Le Vongole non erano fresche, erano surgelate...l'ho fatto per coprire il retrogusto di ammoniaca..."
Il Colonnello si fece pensieroso poi convintosi della spiegazione di Biondi, si passò la mano sul mento e rivolgendosi verso di me allargando le braccia, mi disse:
"...che possiamo farci? Erano surgelate!" e scoppiò in una risata del tutto fuori luogo a cui però si accodarono tutti i sottoposti. Io tirai le labbra agli angoli in una smorfia di credibile sorriso, ma in realtà non capivo...
"Signore...Signore...servo il primo?" chiese tutto trafelato Riccardino.
"Si, certo...presto!...ah...il vino, il vino in ghiacciaia! Da quanto è li?"
"Da mezz'ora signore..."
"Oh...non vorrei fosse troppo freddo. Lei ci perdonerà, siamo alla buona come vede..." disse rivolgendosi a me con aria supplichevole.
Io annuii.

Primi
Maltagliati all'Astice con Salsa di Basilico Fresco
Linguine allo Scoglio del Colonnello
Vino: Greco di Tufo Riserva

I maltagliati erano fantastici anche se l'astice poteva benissimo essere polpa di granchio o di riccio, e i pezzi da succhiare erano pochi. La salsa di basilico in principio deliziosa tendeva a stuccare.
Le linguine del Colonnello erano una sbobba immangiabile. Troppo cotte e quasi sbriciolate in una sorta di brodaglia di pesce dolciastra e acida. Il prezzemolo fresco sbriciolato sulla pietanza mitigava l'odore insopportabile di pescheria abbandonata che il piatto emanava. 
Tutti però si complimentarono col Colonnello e per quel sapore robusto di vero mare che avevano i suoi piatti. Io, fra le altre cose, beccai una cozza probabilmente guasta e dovetti trattenere un urto di vomito...visto che avevo sempre addosso gli occhi del colonnello.
"Questo sì che è il sapore del mare! Ha sentito Talleri?..."
Talleri, paonazzo in fondo al tavolo annuì e come tutti accompagnò l'insostenibile linguina con copiose quantità di vino fresco, quasi a disinfettare il digerente da cotanta schifezza...
Talleri, notai, tremava...un moto impercettibile della mano sinistra quando sollevava il bicchiere di vino. Era probabilmente in ansia per il dentice.
Riccardino mangiò due porzioni delle terrificanti linguine e si gettò in una sproloquio elogiativo delle qualità gastronomiche del Colonnello. 
Il Colonnello compiaciuto scofanò tre piatti della sua malsana creazione e...burp..silenziando ad arte un virile rutto ci rivelò il suo segreto.
"...aggiungo sempre al soffritto bacche e profumi di macchia mediterranea. Una mistura antica. Pare che i romani fossero adusi a preparare così lo scoglio..."
E tutti fecero ohooo
Io mi congedai gentilemente e andai a vomitare al bagno perchè tutto avrei desiderato meno che un intossicazione da pesce guasto.
Nessuno, per fortuna nemmeno il colonnello, notò il colorito cereo del mio volto.
Marù però mi fece cenno sotto banco e mi chiese con un fil di voce..." A ro cazz' vaje?" e io muovendo le labbra " a vomitare!"
Mentre sboccavo, Marù bussò alla porta del cesso..."Tutt'appost, frà?"
"...si...si...ho beccato una cozza guasta...merda!..."
Sentii la voce di Riccardino..." una? ce steveno solo cozze emmerda!...o colonnello sta a pazzià, tenente...ma che dovimme fa'? Domani inizia la guerra, va tenuto tranquillo...isso sta agitato...e vedrete: finisce come l'ata vota! ..."
"Oh Gesù...è vero...ha fatto fare il dentice a Talleri..."
"...e meno male! per noi dico..è l'unico pesce fresco del deposito. E Talleri è nu bbravo cuoco...ma vedrà che il Colonnello troverà da ridire...e noi dovremo fare da cuscinetto...dandogli ragione...a chille piezz'emmerda!"
Tirai l'acqua e uscii dal cesso. 
"Ma te...come cazzo hai fatto ha mangiartene due porzioni di quella merda velenosa?" chiesi a Riccardino
"Io? Io tengo na panza e' fierro, cumpà... e poi guardà nu poco qui..." ben avvolte in un tovagliolo di carta c'erano tutte le cozze marce e altre schifezze che con gesti da prestigiatore, Riccardino, durante il suo panegirico sulla superiore tecnica culinaria del grande ufficiale, aveva estratto da quella minestra immonda.
"...eh, bravo..." dissi io.." ma gli altri? Qui si sono intossicati tutti! Anche il Colonnello..."
"Il Colonnello, no...credi a me, cumpà...chille è nu piezz'e mmerda dintre e fuori...chille mangia solo cibo avariato da dieci anni..."
"è vero"- mi confermò serissimo, Marù.
"Ma come cazzo fa?"
"Si è abituato negli anni - corsi di sopravvivenza, tecniche di autocontrollo orientali, meditazione - sembra un coglione arteriosclerotico (lo è in parte...) ma in realtà è diventato indistruttibile...temeva avvelenamenti, una sua tara psichica che aveva fin da giovane, così ha addestrato il suo corpo a ingerire quasi tutto. Non è una cazzata, frà...Ce sta un intero capitolo su questa cosa nel suo dossier riservato..."
"E tu come hai fatto a leggerlo?..." chiesi
Marù sorrise. 
"Io lavoro per i Servizi comme a te..." mi strizzò l'occhio e tornò verso la sala da pranzo.
"Anch'io cumpà..." aggiunse Riccardino dandomi una pacca sulla spalla.." vuoi nu poco e bicabornato?"
"Si...grazie..."

Secondo
Dentice al Cartoccio con Patate Arrostite al Timo e Fumetto di Pesce
Vino: GewurtzTraminer 

Accolto da un caloroso e stavolta sincero applauso, fece il suo ingresso Talleri con il gran vassoio da portata dove facevano bella mostra di se due superbi dentici disposti a Tao, sopra un letto di patate spolverate da piccole foglie di Timo e da un colorato e finissimo filangè di carotina fresca.
Talleri era sempre rosso in viso e visibilmente agitato per la prevedile menata che di li a poco il Colonnello gli avrebbe inflitto, ma con mano sicura dopo aver mostrato la deliziosa composizione del vassoio, si dette a sporzionare i dentici, disliscandoli con sapienza, sfilettando e ricomponendo nei singoli piatti con una certa eleganza le bianche carni di mare, le patate saporite sopra una salsina a specchio di fumetto di pesce e qualche altro misterioso ma squisito ingrediente.
Mentre i commensali cominciavano a mangiare, Talleri preparò alcune bacinelle d'acqua e limone per immergervi le dita a fine pasto prima del dessert. E Riccardino era in cucina a preparare un delizioso sorbetto di cedro che avrebbe servito subito dopo prima della sua delirante ma deliziosa torta mare-monti (come amava chiamarla) dove con vera arte aveva coniugato i frutti di bosco con alcune bacche di macchia marittima e una improbabile ma davvero deliziosa alice candita.
Il dentice credo sia stato fra le prelibatezze migliori che il mio palato ricordi. No comment, bisognava essere a quell'assurdo desco per coglierne tutte le deliziose sfumature e l'intatto profumo (non fetore come per le famigerate linguine del colonnello)  di mare cristallino.
Affrontai la prima forchettata con reticenza per via del precedente malessere, ma la mistura salvifica di bicarbonato e limone preparatami da Riccardino e la bontà quasi religiosa e purificante del piatto del Capitano mi rimisero al mondo e mi trasportarono in uno stato di beatitudine e composta sazietà simile all'appagamento sessuale o all'estasi dei santi. O se volete, tutt'e due le cose insieme.
Il Colonnello accanto a me, consumava il suo pasto con indifferenza e non proferì parola. Sulla faccia di tutta la truppa era dipinta un espressione soddisfatta, potevo avvertire i loro pensieri...questa volta non può dire nulla! 
Talleri si stava perciò rilassando, mentre, seppur con timidezza, cominciavano tutti a rivolgergli parole di stima e ringraziamento. 
Erano quasi bisbigli, che avevano un intenso ma non esprimibile effetto irritante sul colonnello che accanto a me gonfiava d'invidia per la tangibile onestà dei complimenti sottovoce che udiva. 
Notai di nuovo quel rossore strano salirgli dal petto su per il collo e colorirgli le guance...
Marù tentò di rompere il ghiaccio e sciogliere quest'ultima e ridicola tensione.
"...eh, colonnello...ottimo no? Vero Signore...o friulano tiene a mano santa!"
e rise apertamente.
Il Colonnello sorrise in modo strano, nel senso che i suoi occhi si spalancarono azzurri e arrossati in un'espressione che altrimenti sarebbe stata d'ira.
"...SI! Complimenti Talleri...Ottimo lavoro!" Gridò quasi. E con un gesto isterico prese a battere la mani. Tutti gli fecero seguito.
Talleri ringraziò imbarazzato il colonnello e i camerati.
L'applauso terminò nei tempi che la natura a esso concede e il Colonnello continuò per quei due secondi in più che rivelano una cattiva predisposizione d'animo. 
Poi sbuffò nel silenzio e sbattè ambedue le mani sul tavolo, richiamando fulmineamente l'attenzione su di se e disse:
"Riccardino! Il Sorbetto! ...Devo togliermi di bocca questo saporaccio di pesce..."
Notando l'espressione basita di tutti i suoi subalterni, si rivolse con sguardo benevolo a me e a Marù "...davvero troppo stasera! Non dobbiamo farci l'abitudine ci aspettano tempi magri..." Poi sollevò il bicchiere " Un brindisi, Signori...Complimenti a tutti. A tutta la squadra, orgoglio dell'esercito di questa Nazione...Ottimo lavoro...A NOI!"
A NOI gridarono infoiati tutti. 
Fui colto di sopresa dal brindisi fascistoide e ancora in estasi mistica per il dentice e poco avvezzo alle usanze dei soldati, mancai di unirmi al grido eroico.
"Lei non brinda con noi, carissimo?" - il colonnello proferì ogni singola parola senza alcuna sfumatura ironica, ne offeso, ne scherzoso, ma tremendamente serio, in un silenzio di tomba.
Ricambiai lo sguardo; e tenendo fissi i miei occhi nei suoi sollevai il bicchiere e dissi...
"si...certo, colonnello...A VOI!"
Il Colonnello insospettito ma compiaciuto toccò il mio bicchiere col suo ormai svuotato, poi lo accartocciò e lo gettò in terra. D'un tratto si fece congestionato in volto e dando un forte strattone al tavolo, iniziò a tossire con violenza. Non respirava. Si gettò a terra cercando con le dita di allargare il colletto dell'uniforme.
Marù ed io ci precipitammo sul colonnello che rantolava..."..non respiro...non respiro...talleri...merda...le lische..."
Lo riportammo a sedere e cominciammo a dargli colpi sulla schiena per fargli sputare la lisca che evidentemente gli si era piantata in gola.
Il Colonnello espettorò una piccola lisca bianca avvolta in un bolo di carni e catarro, e ricominciò a respirare faticosamente...Riccardino gli porse un bicchiere d'acqua e tutti si fecero intorno al loro grande capo.
Tossì ancora un paio di volte e gradualmente il viso riprese un colorito naturale.
"....Talleri...perchè ogni volta...e mi scuso col nostro ospite che sicuramente si farà una pessima immagine dei soldati del suo paese...ma perchè cazzo! ogni volta qualcosa, quando c'è lei di mezzo...NON VA! eh? Me lo sa spiegare? Capitano Talleri...io le giuro ero pronto a ricredermi da stasera, perchè lei è di sicuro un ottimo elemento, preparato in cucina come per il suo mestiere...ma queste CAZZO di DISTRAZIONI...eh? Talleri! Perchè lei è così distratto? RISPONDA, CRIBBIO!"
"Signore...sono...sono costernato signore...ho disliscato e sporzionato il pesce con cura ma.."
"MA! Lei ha sempre un MA! E io allora ho un SE! Talleri! Se anche una fottuta lisca può uccidere un uomo, per sua distrazione, cosa mi combinerà mai domani e durante il corso della Guerra? Ci ha mai pensato?..." poi rivolse lo squardo verso di me -"...vede, carissimo...a lei sembrerà una sciocchezza, ma allestire una buona mensa o vincere una battaglia dipendono sempre dagli stessi fattori: PRIMO- Affiatamento, spirito di corpo, capacità d'integrarsi nel gruppo...lei, Talleri, credo non sia mai andato oltre un superficiale adattamento alle abitudini e alle pratiche di questa squadra...Lei si fa sempre i cazzi suoi Talleri...perchè Talleri? vabbè..SECONDO: Strategia Vincente e sa questa da cosa nasce, dal CONTROLLO Talleri...dal controllo e dalla corretta interpretazione dei dati in nostro possesso, dall'analisi accurata della situazione...Lei Talleri, in cucina come nel lavoro, nicchia...aspetta...ma cosa aspetta l'ispirazione? Lei manca d'iniziativa! E l'iniziativa conformemente agli ordini che riceviamo è LA BASE del successo in un'operazione! UN PO' DI AUDACIA, credo ne converrà con me, non guasta in un ufficiale! VERO TALLERI!? TERZO e forse ancora più importante dei primi due punti...METODO e ACCURATEZZA! La DISTRAZIONE, Talleri...è un VELENO che non può e non deve intossicare il nostro operato. Le hanno mai detto, Capitano, che abbiamo delle responsabilità e che indecisione, scarso spirito di gruppo e distrazione possono compromettere non solo l'esito di una battaglia ma far morire centinaia, migliaia di commilitoni? ...Lei Talleri, cos'è? Un Sognatore? OPPURE è UN UFFICIALE? MI RISPONDA!"
Il Capitano Talleri ingessato sull'attenti, nascose la mano che tremava visibilmente:
"Signore, Sono un ufficiale, Signore e cerco di svolgere al meglio i miei compiti."
Il colonnello si aggiustò sulla sedia di plastica da giardino per guardare meglio il capitano e muovendo il capo da destra a sinistra lo squadrò con severità.
"....Talleri?...Lei sta TREMANDO?...la sua mano, dico..."
Talleri tacque.
"Capitano TALLERI!"
"Si, Signore..."
"Le ho fatto una domanda! MI RISPONDA PER CORTESIA!"
"No..Signore...Si Signore, io...ecco.."
"LEI TREMA, TALLERI! LEI "CERCA" DI FARE DEL SUO MEGLIO! MA LEI TREMA!!! LEI NON FA DEL SUO MEGLIO...LEI TENTA! PROVA! TALLERI, CRISTO! SI RICOMPONGA! NON SIAMO IN ACCADEMIA QUI! SIAMO IN  GUERRA!"
"SIGNORSì SIGNORE!" 
"...Mi mostri la sua mano, Capitano..."
Talleri allungo la mano, sforzandosi inutilmente di far cessare il tremito; più cercava di tenerla immobile più il fremito diventava visibile. Stese il braccio, rigido in basso, verso il colonnello, in una sorta di saluto nazista ribassato.
Il Colonnello esaminò la mano, poi guardandosi intorno, cercò lo sguardo di Biondi, di Marulli e di tutti gli altri ufficiali e attendenti...
"...signori...osservate prego...la mano del Capitano Talleri, trema..."
Nessuno potè negarlo. 
Il colonnello dette una robusta sferzata col suo frustino di comando sulla mano tremante di Talleri che, militarmente non ritrasse. Talleri non emise un fiato, il suo volto non fu attraversato nemmeno per un attimo dall'abbaglio fulmineo del dolore.
Una piaga rossa affiorò sul dorso della mano che continuò nel suo fremito...imperturbabile come il volto e la volontà di Talleri.
Il Colonnello osservò compiaciuto la reazione del capitano. 
"...Potrebbe essere un piccolo tic nervoso, colonnello...nulla di preoccupante, ecco..." - Marulli improvvisò una sterile linea di difesa...
"Sottotenente MARULLI! LA PREGO! NON DICA CAZZATE!...Il Capitano Talleri è responsabile per la logistica e il rifornimento delle nostre truppe in prima linea...NON è ammissibile che un uomo emotivamente provato venga caricato di una responsabilità cui non può fare fronte, specialmente in tempo di guerra!...Talleri? Mi sente?"
"Signorsì Signore."
"Si rilassi, Talleri...Riposo..."
"Signore...io.."
"TALLERI...Mi creda, non gliene faccio una colpa...se lei è una persona d'indole emotiva non è colpa sua....anzi...noto con sincera ammirazione che è un uomo di grande volontà e resistenza...e grazie a queste qualità lei riesce a dominare le sue debolezze... Ma si renderà conto che, considerate le responsabilità di questa squadra io non posso fidarmi e di conseguenza darle incarichi delicati dove  lei, tentando, come ora ha tentato, di arginare la sua emotività, rischia di spendere energie eccessive e quindi di commettere errori irreparabili..."
"Si signore..."
"...lei Talleri è un ottimo elemento, una persona piena di talento e ragionevole...converrà con me che dovrò chiedere al Comando il suo trasferimento ad altro incarico già domani e se lei è d'accordo vorrei anche che facesse un completo check-up psicofisico...è per la sua salute e per il bene dell'esercito...non possiamo perdere elementi validi come lei, soprattutto in questo momento storico.
Credo che lei, Talleri abbia bisogno di un periodo di cura...dobbiamo accertare se questo..tremore..è solo di natura emotiva o altro...dopodichè una breve licenza e un incarico meno pressante le saranno di sicuro sollievo e...mi creda..sono assolutamente sicuro che da qui a pochi mesi potremmo di nuovo collaborare...è d'accordo con me, Capitano?"

"Signorsì, Signore."
"Bene...Signori, prego...accomodatevi. Riccardino? Puoi servire il dessert..."

Dessert
Torta Mari e Monti di Riccardo 
Vino: Passito di Pantelleria

Le alici candite erano improbabili ma decisamente gustose. Il Colonnello dette una bonaria tirata d'orecchie a Riccardino per questa sua escursione nella nouvelle cuisine...
"...eh...Riccardino, Riccardino!!! Cosa mi combini? Queste mode culinarie ancora non mi convincono...Comunque, brindo al tuo talento e al tuo spirito d'iniziativa..Bravo!" -bravo, lo disse con accento francese per sottolineare tristemente che anche lui, uomo di saldi principi con le sue intramontabili idee del cazzo, era pur sempre un uomo di mondo.
Riccardino sorrise poi guardandomi mi disse a fior di labbra: "che figghio e' ndrocchia..."
Biondi servì il caffè sciacquone alla soldatesca e portò in tavola alcune bottiglie di amaro, limoncello e grappa.

lunedì 27 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 08 + Intermission

Track 8




Cosa c'entravo io con la balena, la guerra e il Mutilato? la risposta è: assolutamente niente; ciò che è accaduto è accaduto e se non fosse per l'assillo della memoria, nulla sarebbe mai accaduto. Vi sono organismi che vivono e basta. La memoria si limita in loro alla trasmissione di un abilità o più semplicemente un impulso a replicarsi. Gli eventi sono solo stimoli ad un adattamento che sovrascrive   la forma passata con una nuova. 
Prove di evoluzione dagli esiti sconosciuti e non necessariamente migliori del modello precedente ormai comunque destinato a diventare obsoleto.
Tutto dunque si stava azzerando e allora perchè come Sisifo mi costringevo a spingere la pietra sul monte per vederla rotolare a valle ogni volta?
Era solo l'agitazione termica delle mie vive e instabili cellule. Si trattava di una reazione chimica che mi procurava la presenza del Mutilato: senza una particolare ragione io ero biologicamente il suo antagonista. 
Nessuno di noi due aveva scelto di ricoprire questi ruoli; il Mutilato si era reso conto che non poteva ridurmi come Mano o Il Cocaina, che qualcosa in me di irriducibile gli impediva di manovrarmi come aveva fatto con loro...l'intelligenza di un potere si manifesta del resto nell'apparente inazione, e nel ricavare proprio da un limite o da una aperta resistenza il miglior risultato.
Poteva usare solo il mio odio per farmi lavorare meglio poichè alla lunga la sua ipnosi su di me risultava poco efficace, le sue minacce nebulose e i suoi trucchi volgari mi rendevano solo più irritabile e curioso, senza danneggiarmi in modo significativo. E in ogni caso facevo il suo gioco. 
Si trattava di un incompatibilità magnetica, due calamite di segno uguale che si respingono. Questa conclusione mi allarmò molto...in cosa ero uguale a quella feccia d'uomo?
Il mio odio mi aveva reso simile a quell'essere ignorante e potente?
Limitato dai dirigenti a mansioni importanti ma poco stimolanti infine, e forse stufatosi di fare causa al mondo e dell'altro suo discutibile hobby della moglie e dell'avvocato, il Mutilato come ogni organismo aspirava ad evolversi in qualche modo: sono questioni stringenti, o sviluppo o inviluppo e quindi degrado e requiem aeterne. In  questo, la vita non risparmiava nessuno, tantomeno gli stregoni. Perciò il Mutilato ebbe una felice intuizione; capì che per evolversi ed esprimere con nuova gioia il suo potere, aveva bisogno di me e del mio odio. Ero il primo imprevisto della sua lunga carriera: solo io e la dirigenza sapevamo delle sue facoltà. 
Una sera di settembre che eravamo rimasti soli nella sala di controllo egli smise di esercitare su di me il suo potere. Io ebbi quella sensazione che si prova dopo aver trasportato per un lungo tratto uno zaino pesante e arrivati alla meta lo si lascia cadere a terra e viene voglia di saltare e gioire della ritrovata leggerezza.
I magneti avevano cessato la loro turbolenza, il Mutilato mi apparve nella sua ordinarietà d'essere umano e mi chiese di avvicinarmi alla sua postazione e potei finalmente scorgere i diagrammi del suo monitor.
"...ho parlato di te ala dirigensa, e mi hanno detto che per come si stanno mettendo le cose io avrei bisogno di un...assistente...non so se tu vuoi accettare o meno, ti lascio libero di scegliere, però me lo devi dire prima che io ti mostri quello a cui sto lavorando da venti anni...ed è ancora una roba sperimentale, dico...ma se tu vuoi sapere dopo dovrai assumerti tutte le responsabilità del caso...."
Mi allontanai un poco sulla mia sedia da ufficio con un leggero colpo di tacco.
Lo guardai come a chiedergli "Mi stai prendendo per il culo?"
Poi, fu più forte di me, Sisifo aveva tirato il sasso dall'altra parte del monte prima che rotolasse a valle...
"  Voglio sapere tutto..."
e tornai accanto a lui. 
Il Mutilato mi indicò il monitor e disse:
"Questo è Mano di Dio."

Intermission

L'uomo è stato creato a immagine e somiglianza del grande architetto dell'universo. Dio ha donato all'uomo come in seme le facoltà che in Egli sono da sempre robusto albero e frutto maturo e succoso. Dio ha dato all'uomo per compiere la sua missione, la mano. Attraverso la mano l'uomo agisce e nella mano dell'uomo Dio imprime il suo marchio e traccia la mappa di ogni singola esistenza terrena. 
Ogni mano è il frammento di una mappa ancora più grande, ogni singola mano diversa da tutte le altre è simile alla mano di Dio. Tutte le mani sono insieme la mano di Dio.
I popoli antichi leggono nella mano il destino degli uomini.
Ma è una lettura imprecisa che non tiene conto dell'incrociarsi dei destini.
Dal 1960 abbiamo cominciato il programma sperimentale Mano di Dio, archiviando  tutte le impronte delle mani possibili e sperimentando la validità dei nostri criteri sulla base di studi a campione effettuati dall'analisi di calchi di mani di persone decedute.
Verificata la possibilità di interagire e se possibile modificare il processo di causa effetto, abbiamo iniziato il programma mano di Dio. Le nostre squadre raccolgono impronte di mani ovunque, sui corrimano, sulle panchine, in ogni luogo...
Il programma ha iniziato ad avere una sua funzione tattica dopo l'allarme terrorismo, tuttavia le finalità sono risultate poco controllabili. Spesso un evento catastrofico ha prodotto modesti risultati come una modesta vincita al totocalcio quale effetto di un cataclisma. La concatenazione degli eventi è poco controllabile.
Pare che nonostante la capacità di prevedere con una discreta precisione tempo e luogo dell'accadimento, non sia possibile impedire decorsi di portata maggiore o certe concatenazioni naturali se non con gravi rischi.
La scelta di un atteggiamento low profile è stata resa necessaria per continuare la sperimentazione e cercare di impedire un processo di degradazione incontrollabile.
Tuttavia il minimo intervento è per sua natura imprevedibile. Come un cataclisma può generare una modesta vincita al lotto, è altresì vero che una modesta vincita al lotto può scatenare un cataclisma.
Per 20 anni ci siamo dunque limitati a osservare e catalogare - solo negli ultimi dieci siamo diventati operativi avendo individuato dopo un lungo screening individui capaci d'interagire senza gravi conseguenze sul continuum.
Essi sono i Controllori. Le barre di controllo della reazione nel reattore.
Filtrano, mediano, interpretano per dono naturale e di natura inspiegabile, acquisito per nascita o a causa di traumi di varia natura, il continuum.
Per ragioni di sicurezza nazionale abbiamo creato alcune postazioni sperimentali in basi militari, aeroporti, stazioni ferroviarie, emittenti radiotelevisive, istituti di credito, server informatici...etc...
Ovvero ovunque vi sia un flusso di informazioni, di movimento fisico e di incontro fra più individui, ovunque si eserciti un monitoraggio o si tenti un controllo e una coercizione delle masse con o senza il loro esplicito assenso.
Il criterio di scelta di tali individui è segreto di stato. 
L'incontestabile sensitività non è prerogativa sufficiente a ricoprire il ruolo di Controllore. 
La Commissione dal 1992 ha individuato e assoldato nel solo territorio nazionale 20 Controllori - essi sono privi di documenti di riconoscimento delle loro mansioni, solo la loro retina è stata scannerizzata e depositata nell'archivio della Commissione. 
I Controllori possono a loro volta segnalare individui funzionali al progetto e la commissione dopo un periodo di osservazione decide sull'idoneità o meno del candidato.
I Controllori hanno totale libertà di azione, nel rispetto del programma di sicurezza nazionale - qualsiasi violazione e abuso viene punito con l'eliminazione fisica del Controllore attraverso un sistema testato e indiretto le cui modalità sono segreto di stato.
I Controllori, fatta eccezione per coloro che lavorano in team approvati dalla Commissione, non si conoscono fra loro e viene impedita loro ogni possibilità di entrare in contatto.
Ogni scambio di informazioni è protocollato dal programma Mano di Dio.
Ogni informazione è anonima e non verificabile se non dalla Commissione.

Ero entrato senza volerlo nel mondo dello spionaggio occulto.
La Commissione mi aveva accettato. Una sera tornando a casa fui assalito da un tizio col passamontagna, immobilizzato con una qualche mossa di arti marziali e poi con un rapido gesto l'assalitore mi passo una lucetta rossa tipo laser sull'occhio e se ne andò come un ninja prima ancora che potessi realizzare da dove fosse arrivato e dove era sparito...
Due giorno dopo ricevetti un messaggino sul cellulare da un numero nascosto:
"Controlla il Controllore - La Commissione."
Letto il messaggio, questo scomparì dalla memoria del telefono.
Passai alcuni giorni a studiare Mano di Dio col Mutilato e a osservare le sue mosse. Giorni confusi. Non capivo ciò che stavo facendo e non capivo cosa la commissione volesse da me e in che modo agire e comunicare gli esiti delle mie azioni. 
Tornavo a casa la sera tardi, ubriaco di aperitivi che sedavano ma non aprivano la mente. Mi addormentavo con il film in prima serata, smontato sul divano senza meccanici che potessero ricostruirmi. Mi svegliavo di colpo, dopo 20 minuti, sudato e in preda al panico. Accendevo tutte le luci e vagavo per l'appartamento. 
Cominciai a parlare da solo, sperando che la Commissione avesse inserito dei microfoni nell'appartamento.
"...come posso controllare il controllore? perchè non mi rispondete?"
Nessuna risposta.
"il programma Mano di Dio prevede lo studio delle reti comparato. Qualsiasi struttura ramificata viene comparata. Venature di minerali e vegetali, fiumi, alberi, strade e sentieri, linee della mano, impronte digitali, linee di forza del campo magnetico. Non esistono computer sufficientemente potenti per fare questo così tutto il lavoro è stato diviso in rete fra ignari scaricatori di screen saver e puttanate. Milioni di macchine lavorano alla comparazione. La rete neurale è stata modularizzata, e adesso sappiamo che ogni fenomeno segue il modulo linea-linea-linea nodo. tre linee individuano un punto nello spazio. Molte più linee individuano un punto nell'iperspazio. Abbiamo ottenuto dati coerenti ma incomprensibili...sappiamo solo che fra 13 giorni inizierà la guerra. Ne conosciamo gli esiti e questi non sono rilevanti. Ma cos'è? Una malattia? Un'ossessione? A cosa servono tutte queste comparazioni? A cosa serve capirle se non possiamo capirle davvero...ma che sto dicendo? ...Io non sto bene...io volevo solo fare il mio lavoro..."
Passavano i giorni e si ammucchiavano come panni sporchi, la casa era in disordine e mi presentavo al lavoro, provato, sciatto. Sporco.
Avevo bisogno di litri di caffè ogni mattina. E avevo sempre il mal di testa. Da 5 giorni il Mutilato non si era più presentato al lavoro; provai a chiamarlo a casa senza avere risposta. Mai. 
Ondeggiavo davanti al bancone del bar dell'aeroporto. Mancava solo un giorno all'inizio delle previste ostilità. Un uomo di circa cinquant'anni, un rappresentante avrei detto dal vestito e dalla valigetta aperta accanto a lui piena di campionari di stoffa, mi disse:
"Abbiamo ragione di ritenere che la sua controparte non si attenga al programma..."
"...eeeh???" - rimasi di stucco - "...dice a me?"
L'uomo annuì.
"...adesso si trova in un luogo sicuro dove stiamo testando la sua deterrenza per valutare tempi e modi della sua eliminazione. Fra due giorni il suo collega tornerà in sala controllo."
"...ma...ma dov'è ora?"
"è da sua zia, a Vicenza."
"e la zia è un vostro agente?"
L'uomo rise sguaiatamente.
"Ha visto che materiale? Altro che Cina! Questo - e estrasse uno dei campionari più blasonati che aveva - è Made in Italy al cento per cento...tocchi...tocchi prego!"
Presi uno dei campioni di tessuto fra pollice e indice e lo toccai con delicatezza.
Poi vidi che le mie dita si erano sporcate. Il tessuto stingeva.
"UH! ...prego!...mi dispiace...mi permetta di pulirle le dita..."
e mi invitò a seguirlo nella toilette.
L'uomo cambiò espressione, si fece serio e freddo.
Tirò fuori una specie di macchinetta che sembrava una calcolatrice tascabile e mi intimò di appoggiare le dita macchiate sulla sua superficie. Una leggera scossa.
"Perfetto. Adesso lei potrà sostituire la sua controparte, questo avverrà gradualmente per non generare sospetti nel suo collega..."
Ero intontito ma ebbi la prontezza di chiedere al rappresentante.
"...e se io non volessi?"
L'uomo rise di nuovo sguaiatamente...
"...ma lei scherza? vero?"
"...no, cioè...se io dicessi tutto al Mutilato? O se mi sfuggisse qualcosa...io non ho mai fatto questo...questo lavoro....ecco..."
L'uomo si accese una sigaretta.
"Non si può fumare nemmeno qui...- sbuffò- ...lei vuole morire? è suo desiderio passare a miglior vita, amico mio?"
"...n...no...non siamo amici, noi...."
Sorridendo l'uomo mi dette una pacca sulla spalla.
"Stai in campana.eh?"
Poi mi dette la sigaretta e uscì velocemente dal bagno.
Dopo dieci secondi entrò un vigilante e mi multò di 50 euro per aver fumato in bagno.
"Ma proprio lei che lavora qui da un sacco di tempo! "
"...ha ragione, è che fa freschino e avevo bisogno di fumare...sa com'è...certe necessità fisiologiche sono aiutate dal fumo..."
Il vigilante mi aprì la porta di servizio che dava sul giardinetto.
"Vada fuori a finirla, almeno!"
"si, si..ok..."
"...dopo passi dall'ufficio per il verbale. Buongiorno"
"buongiorno..."
Uscii fuori e mi sedetti in panchina. Spegnendo la sigaretta contro il bordo della panchina sentii qualcosa di strano nel filtro, come una parte più rigida. Squarciai il filtro e vi trovai, arrotolata, una strisciolina di plastica.
Sopra c'era stampato un numero di telefono. 
Tornai in Torre, presi il mio telefono di servizio e composi il numero.
"Pronto?..."
"Pronto? Chi parla...?"
"...ehm...chiamo dall'aeroporto di [omissis] sono [omissis] ...ho trovato questo numero sul mio cellulare forse..."
"...eeeh???...ma chi parla? che desidera giovanotto?" - la voce era di una donna anziana...realizzai.
"...signora, sono un collega di suo nipote!" gridai, la vecchietta pareva un po' dura d'orecchio.
"...ah! attenda che glielo chiamo che è fuori a fare l'orto"...e gridò il nome del Mutilato. 
Attesi in linea alcuni secondi poi...
"...uè! che sorpresa, osti! ...com'è che hai trovato il numero della zia?"
" Me l'hanno dato...ma lascia stare. Tu piuttosto com'è che sei sparito?"
" ...e dovevo venire qui dalla zia per un affare di famiglia, è che questa poereta vuol vendere la casa, ma il mondo xè pieno di briganti...tu me capisse...son venuto qui perchè sennò se la mangiavano la zietta...ma te piuttosto? è successo qualcosa?"
"...no...no...è che eri sparito...hai visto!...e volevo sapere dove eri...il lavoro non va molto avanti senza di te. Mi hai mollato qui e non posso fare due cose insieme...al radar chi ci metto?"
"Mettici quel ragasseto de Salerno, quello lì..."
"Chi?"
"ma si, dai...ah ma non sai nulla? ...è un sottotenente de marina...adesso i militari si intrufolano dappertutto...te manda avanti il programma."
"ma dai! ma come faccio? Non sono ancora..."
"Ostia! Ti g'ho dito de mandare avanti il programma! Accendi la mia postazione e avvia il programmma Osti! C'è le istrussioni!"
"Ok..ok..."
"..te? tutto bene? Come stai?"
"bene bene...e te?"
"A meraviglia! l'avvocato m'ha dito che me ariva un risarcimento de 22.000 euri, Osti!..."
"Fantastico" dissi senza entusiasmo
" ...si? Ma che voce da funerale! Ma sei stressato forte, ragasso...perchè non telefoni a mia moglie, che te presenta qulache sua amichetta dei tempi della strada...che quelle son donne che te rimettono al mondo..ah!ah!"
"Guarda che a casa tua non risponde nessuno..."
"...???...come?...come nessuno? Magari hai provato a un'ora che lei era fuori a far spese..."
"Ho provato a tutte le ore..."
"Questa è strana forte, ragasso...me fai preocupare, ostia!...ascolta, io dovrei..."
Una mano schiacciò il pulsante di fine chiamata sul telefono. Guardai in su, incazzato, e vidi il sottotenente di Salerno.
"Questo è un telefono di servizio. Sarebbe scorretto anche in tempi più sereni utilizzarlo per chiamate personali. Adesso poi non ne parliamo...comunque per questa volta passi."
"Come si permette, razza di insolente! Stavo telefonando al mio collega per ragioni di servizio...e siccome non siamo degli spaventapasseri in uniforme qui, gli ho chiesto come stava..."
"Si calmi, o sarò costretto a farle rapporto presso la dirigenza. Ho l'incarico di monitorare ogni attività sospetta. Faccio solo il mio lavoro."
"Anch'io stavo facendo il mio lavoro! Chiedevo istruzioni per una mansione che in assenza del mio collega devo svolgere io ma per la quale non ho ancora la competenza necessaria!"
"...e di quale mansione si tratta,prego?"
Rimasi interdetto. Il Rappresentante mi aveva messo in guardia. Stavo dando nell'occhio. Tutti i tecnici mi stavano guardando perplessi.
"...ehm...monitoraggio di piani di volo..."
"ah! bene...posso aiutarla?"
"Certo...potrebbe sostituirmi al radar, mentre io mi occupo dell'archiviazione dei dati."
"Molto bene. Mi ceda il posto."
"prego"

venerdì 24 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 07

Track 7




Anch'io come molti altri ero caduto nel triste inganno, quello di sconfiggere la morte, di contrastare la degradazione, di essere più forte di altri come il Manipolatore o il Cocaina a cui non rimaneva che soccombere. In verità fui per qualche tempo risparmiato; il Mutilato aveva in serbo per me qualcosa di speciale.
Stava aspettando il momento migliore per mettermi al posto mio, ed io lo odiavo troppo per stare attento, per essere prudente. Quella della balena, e le altre sue squallide manifestazioni di potere, mi ripugnavano così profondamente che non mi era possibile nascondere il mio odio pur sapendo di essermi messo contro una specie di colosso dell'occulto e di stare per affrontarlo con un temperino, sapendo che avrei comunque perso, che mi sarei ritrovato lobotomizzato anch'io prima o poi.  Consapevole di questo mi gettai senza pensarci nel mio odio.
Un tuffo nel petrolio. Non potendo contrastarlo cercai almeno di non collaborare, di evitarlo e di odiarlo forte ogni secondo che passavo vicino a lui; il mio odio era divenuto una specie di disciplina mentale, un esercizio continuo di sguardi impersonali e anatemi sussurrati, lanciati verso quello schifoso stregone.
Ogni mio respiro, ogni mio battito cardiaco erano un'iniezione di malevolenza, di disprezzo...ogni mio gesto era una maledizione, ogni sua richiesta veniva lasciata cadere o negata con glacialità. 
I dirigenti se ne accorsero e si lamentarono con me per questo atteggiamento non collaborativo:
"...è davvero insolito, creda, noi non abbiamo nulla da obiettare sul suo rendimento e per quello che concerne le sue mansioni, ma deve considerare che siete pur sempre una squadra! Alla lunga temiamo che questo comportamento possa essere dannoso per tutto il team; lei crede in tutta onestà che questa tensione, questo basso continuo, possa reggere...? Se lei non trova il modo di ristabilire un rapporto sereno col suo collega, le cambieremo turno...preferisce così?"
Rifiutai il cambio di turno. Spiegai ai superiori che per varie ragioni private il turno che avevo era ottimo e che, sempre per motivi personali che non ero tenuto a rivelare, provavo un profondo disprezzo per il Mutilato...questo, dissi loro, non mi avrebbe tuttavia impedito di svolgere al meglio il mio lavoro e feci notare che sotto questo aspetto, il più delle volte il Mutilato mi faceva richieste non inerenti ai nostri compiti di controllori di volo, quindi perfettamente eludibili in quanto, oltretutto potevano essere solo fastidiose distrazioni dalle nostre delicate responsabilità.
Il clima assicurai loro, prima o poi si sarebbe "mitigato" naturalmente e occupandoci di mansioni differenti, l'antipatia (non potevo certo farneticare di odio e stregonerie) non poteva interferire sul lavoro; si sarebbe ristabilita al più presto una più che civile convivenza..."....e non è che ora ci scanniamo, se mi passate il termine, signori." 
I dirigenti dal momento che non potevano farmelo rimanere simpatico per forza, e non potendo obiettare nulla sulla mia resa, si convinsero che in fondo la loro era una preoccupazione eccessiva e chiedendomi di comprenderla visto che il nostro è un ambiente di lavoro dove erano richiesti concentrazione e nervi saldi, lasciarono cadere la questione.
Mentre tornavo alla mia postazione mi sentivo un drago, ripensando alla mia risposta così chiara e professionale; gongolavo. Ma al culmine del mio gongolare mi resi conto che il Mutilato era riuscito a vincermi anche questa volta. Fu come uno schiaffo. Era riuscito a vincermi col mio stesso odio: acquattatomi nel mio silenzio per evitare ogni rapporto con lui anch'io da un po' di tempo come Manolesta e altri avevo cominciato a lavorare in modo impersonale e ossessivo.
Mancavano tre quarti d'ora alla pausa, durante i quali gonfiai nell'attesa di esplodere.
C'era uno di quei ridicoli giardinetti appena fuori l'aeroporto, dove nella bella stagione eravamo soliti andare a sgranchirci e fumare una sigaretta dopo la mensa.
Il Mutilato si accucciava nella solita panchina all'ombra di un pino rachitico e intossicato dal kerosene, tutto preso a mandare messaggini al suo leguleio.
Esplosi:
"Cosa cazzo sei allora?! Una specie di ispettore del lavoro? Un cronometrista?
Cosa cazzo fai tutto il giorno davanti a quel rottame...? ...e poi vai anche a lamentarti con i dirigenti...sei un infame..."
Lui, alzò gli occhi verso di me con finto stupore...poi si rimise il cellulare in tasca e si grattò la bazza. Incrociò il mio sguardo con una serietà che non gli riconoscevo e disse:
"...la risposta è: chi controlla chi controlla? e xè una domanda...ma sai cosa leggevo stamani sul giornale? una storia, guarda...da non crederci! una signora insomma, ha assunto un investigatore privato per un'indagine matrimoniale, perchè 'sta qua poereta, era convinta, ossessionata dall'idea che il marito gli meteva e corna...e insomma, te la faccio breve: l'investigatore pedina il marito per una settimana senza trovare nulla, così torna dalla cliente e le dise - guardi che suo marito xè un sant'omo, è un tipo a posto, non la tradirebbe mai con nessuna! - oh ma lei? Niente, osti! è talmente sicura del tradimento che paga per una seconda indagine - l'investigatore accetta, per rassicurarla e anche perchè 'sta povera passa era buona di fargli delle storie che non aveva lavorato bene sto povero cristo e che magari aveva fatto accorgere il marito che lo pedinava...ma continua a non trovare nulla e lei a insistere che il marito gli fa le corna e che era lui il buono a nulla incapace di coglierlo in flagrante!...la storia va avanti così per un mese, e per un mese l'investigatore non becca uno sgheo...finchè alla fine 'sto disgrassià se stufa, osti! e decide di accontentarla...e sai cosa s'inventa? La signora passa e suo marito, nel fine settimana vanno sempre nella loro casa di campagna; il detective li segue poi si apposta e inizia a fotografarli mentre son lì che fanno le robe...poi sceglie le foto più compromettenti ma dove non si vede la faccia della moglie, e gliele porta...la signora non fa una piega, paga tutto anche gli arretrati: era talmente ossessionata dalla sua gelosia che non si riconosce nelle foto...così torna a casa, aspetta il marito e lo ammazza...osti! 4 palle! tre in testa e una nei coglioni...poi se tira una revolverata alla tempia...è un problema d'oggigiorno, sai? Chi ci protegge da noi stessi? Chi può salvarci dalle nostre passie?...ebbene, ragasso, visto che ti me lo chiedi te dico che io qua in Torre faccio quello che ha fatto l'ispettore con quella povera pazza..non sono un ispettore di produssione, ostia! Sono uno che fa in modo che le cose vadano secondo le aspettative della dirigensa e de' clienti...Insomma, casso! ci devi arrivare da te! Eh! che io non son mica uno che ha studiato che ti può spiegare meglio di così...eh! La gente che ogni giorno sale in aereo, si chiede, la gente comune dico, chi controlla che il volo fili liscio? Le torri di controllo! E poi i più apprensivi (che sono la maggioranza) si chiedono: e chi controlla che quelli nelle torri di controllo non facciano cassate...sicuro! son bravi! certo! ma sono sempre persone, avranno i loro vizi, le loro magagne, le loro distrazioni, la stanchezza...eh!eh!eh! è umano no? E la gente e la dirigensa se chiede: perchè non facciamo che qualcuno controlli chi controlla? quando un sistema xè complicato, ti me capisse, uno controlla ogni giorno, come facciamo noi, il destino di migliaia di persone che vanno in aereo, allora è necessaria qualche ridondansa...un po' come i doppi comandi a scuola guida...no? Ora, io non sto qui a fare il padre di famiglia a dirte cos'è bene e cos'è male...io faccio solo in modo che le cose troppo in sospeso, le cose che generano tensioni pericolose in questo ambiente, accadano! Tutto qua...e che accadano col minor danno possibile e se è possibile con qualche vantaggio per tutti. Sono un po' un psicologo, io. Solo che io me ocupo de tuto! Anche delle antenne, dei bagagli, della macchinetta per il caffè, dei passeggeri...di tutto! Osti! Io anche sta panchina qua te psicanalizzo! Io analizzo..e poi si vede..aspetto il momento buono...questa è la cosa che so fare io! E sai quando l'ho scoperta questa cosa qua?  Quando mi è successa la cosa del piede! Dopo il miracolo io venni qui in aeroporto che cercavano gente per le pulissie e io avevo bisogno di soldi, di lavorare...loro mi assunsero...dopo un po' si accorsero che quando era il mio turno l'aeroporto era pulito come il giorno dell'inaugurazione, così mi chiamarono e mi chiesero: ma qual è il trucco? Io allora gli raccontai la storia dell'incidente e gli feci vedere che articolavo il piede de legno e di come da allora io riuscissi sempre a controllare tutto quello che mi succedeva così come potevo controllare la mia protesi, che xè una roba estranea a me..perchè dal miracolo della protesi, io me dissi: se lo posso fare con un piede de legno, lo posso fare con tutto, no? E così è...anche quello che ti succede nella vita, le disgrassie, le gioie, ma un po' tutto direi, ti è estraneo, pensavo...l'uomo pone e dio dispone, tante robe succedono contro la nostra volontà, o senza che te l'aspetti e uno si rassegna...ma ciò non toglie che io possa controllarne le conseguenze...vedi, per esempio, tu mi odi, ti pensi che sono uno stregon! Ma io non sono mica uno stregone! Quando ci fu il dirottamento e l'attentato te pare che se ero davvero uno stregone non l'avrei impedito? Vabbè sono un fio de' bona donna...ma mica sono così pesso de merda! Io non potevo farci nulla...l'unica cosa che potevo fare era di sfruttare la situssione a nostro favore...il destino sceglie, mica io? Da quel giorno si son scatenate delle forze strane...il segaiolo ha passato un calvario da quel giorno lì, è vero, ma adesso, guardalo lì..xè il migliore de tutti! L'unico che non poteva farcela era il cocaina...ho solo accelerato un po' la sua naturale autodistruzione per il bene di tutti...e te? Col tuo odio per via della balena? Che ti xè mato! Mica l'ho ammassata io quella povera bestia...ho solo fatto in modo che tu vedessi quea roba lì! E che tu ti accorgessi di questo mio piccolo potere che a dio piacendo cercherò sempre di utilizzare per il bene de tutti...ho lasciato che tu mi odiassi perchè così avresti reso il doppio in un momento de merda come adesso...eh!eh!eh! sai com'è...per far crescere  un bel fiore ci vuole anche la merda!  E - indicando in alto - i dirigenti le sanno queste cose, e me danno carta bianca...per pulirme il culo! EH!eh!EH! - non risi ma continuai ad ascoltarlo - così hanno pensato di sfruttare meglio le mie caratteristiche e mi hanno messo a lavorare qui in torre di controllo...questo è quanto. - si alzò dalla panchina e mi dette una pacca sulla spalla, poi rientrò in aeroporto per continuare a occuparsi delle sue sfuggenti ma vitali mansioni.
Non riuscivo più a capire se il Mutilato fosse uno stregone, uno sciamano, una spia o quanto di queste figure, in quale percentuale fossero compresenti in lui. Era chiaro che possedeva un potere...immenso ma limitato, come un missile atomico quiescente in un silo, esercitava solo la sua deterrenza. Ma chi aveva le chiavi, chi controllava il controllore e soprattutto in che modo? 
La storia insegna che certi individui particolarmente dotati hanno sempre avuto dei deficit di qualche tipo a compensare e canalizzare il dono che la natura aveva voluto fare loro. Il Mutilato era un ignorante, un tipo scaltro e opportunista ma limitato nei suoi orizzonti. Era un ottuso per cause di forza maggiore.
Avrebbe potuto impedire l'attentato? e l'estinzione della balena? per non parlare della sua stessa mutilazione: ma se proprio da quella perdita nasceva il suo potere di piccolo demiurgo.
Difficile capire: il quadro si faceva confuso, non vi era una distanza critica o un impulso primordiale che potessero abbracciare la molteplicità degli eventi che ci stavano conducendo, con piccoli e oscuri presagi verso la guerra. 
Era il tempo in cui si sistemano i pezzi sulla scacchiera e dal pedone al Re tutti avrebbero concorso ad un conflitto.
Ecco il cieco che aumenta sensibilmente il suo tatto, il suo odorato e il suo udito.
Ecco il despota deficiente che diventa visionario e la storia preferisce dargli ragione anziché eliminarlo o metterlo in una posizione marginale.
Ecco il destino comatoso che diventa lotteria. E banalmente la Fortuna, dea potente e capricciosa è cieca anch'essa...
In questo quadro generale dal senso incomprensibile o nullo ecco il Mutilato, simbolo del potere deficiente, ultimo nato nella schiera di semidei disabili e schizofrenici (Goebbels era uno storpio, Hitler uno psicolabile...) a esercitare un potere lubrificante nella caduta degli eventi, un potere che per sua stessa natura non poteva interferire con gli eventi, impedendone la nascita ma semplicemente favorendone uno sviluppo di modesto vantaggio. Borsista nero del fato.
Uno dei molti che si arricchiscono con le disgrazie sue e degli altri.
Forse solo una mia allucinazione e come in una favola o in una superstizione una concatenazione di fatti arbitraria. Provvidenza come lui preferiva chiamarla.
E se per rendermi più produttivo sul lavoro, per congelare le mie ossessioni e mutarle in forza lavoro il Destino o la Provvidenza dovevano passare per l'estinzione della balena, perchè no? La balena doveva comunque morire, ma cosa l'aveva portata così fuori rotta su quella spiaggia mediterranea? Nulla di più semplice, bastava aprire il giornale e in qualche remoto trafiletto (la notizia stava esaurendo il suo clamore) leggere come i mutamenti della corrente del golfo stessero disorientando alcuni animali migratori fra cui i cetacei, che da secoli come ben sanno i balenieri seguono i loro percorsi di vita regolari negli oceani.  Nell'asfittico mediterraneo l'animale incorre per malasorte (o provvidenza) nella nuova portaerei francese MacMahon e si ferisce sfiorando una delle grosse eliche.
La portaerei MacMahon è appena tornata dal Golfo Persico dov'era per dare una mano sottobanco (la Francia non aveva aderito ufficialmente alla coalizione); insieme ad altre unità navali anche la MacMahon si stava raggruppando per preparare quel cordone di difesa che si stava rendendo necessario dopo l'inquietante sospensione dei rapporti diplomatici fra Cina e Stati Uniti.
Il comune interesse per il medioriente aveva centuplicato l'emigrazione di genti disperate da quei luoghi verso l'Europa. La paura aveva fatto il resto.