mercoledì 15 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 01

Ripubblico a puntate l'incompiuto romanziello "Nella Torre di Controllo" - il primo capitolo di 11 (fa' 10,9 visto che l'undicesimo è solo abbozzato...) buon divertimento!





Nella Torre di Controllo

di Andrea Betti Tibet
Maggio-Giugno 1999
revisione maggio 2005


"...planet Earth is blue, and there's nothing I can do." D.Bowie, Space
Oddity

Track  1

...continuava ad imbarbarirsi, a pavoneggiarsi col suo nuovo motorino - i
suoi occhi erano palline della roulette, dalle sue ascelle
provenivano ruggiti di lana, acri ; le sue braccia ossute e nervose
tentavano il decollo di un piccione fratturato e la bocca lampeggiava
porcellana azzurrata, artificiale - dietro i suoi denti s'agitava una
lumaca anfetaminica senza orecchie né antenne - tremava ed era quasi
l'alba, parlava da solo. Tutto era azzurro manicomio- le ombre segavano
le facce assonnate.
 luce soffusa ma ...netta, a seconda delle ipocrisie o delle più o meno
simulate incoscienze.
S'era parlato fino a tardi col nostro gergo infantile e professionale - la
tecnica sopraffina era inzuppata di applausi e stupori - le
palpebre erano bloccate a metà occhio, le sopracciglia scolpite immobili -
inutile inondare quel niente che bruciava in cucina, quel puzzo inodore
esisteva solo nelle nostre anime - e lui continuava ad agitarsi anche nel
sonno - un auto in retromarcia mandò in fibrillazione la finestra, poi si
spense - e dalla serranda semichiusa l'inosservato mattino procedeva
proiettando pallini bianchi sulle facce e l'arredo scarno, una
gigantografia del vecchio spectrum, tavoli in laminato crema e tubolari
bianchi, alcune seggioline da ufficio, brande- nessun decollo, nessuna
attività - la torre di controllo s'era riempita eccezionalmente di queste
brande ed i giornali vecchi li avevamo appiccicati con lo scotch alle
finestre sfondate - uno di noi si masturbava - gli dicemmo di smettere;
quel gatto in amore lo aveva eccitato - si scusò e si ricompose sotto la
coperta, rigido.
Mi veniva in mente quello schifo di postazione del Mutilato, con quel
frammento di poster incomprensibile: c'erano rimasti solo un occhio con
degli occhiali e quella che poteva essere la cuspide d'una piramide egizia
- lo sfondo era sfocato - ed in ogni caso un frammento incomprensibile nel
suo insieme.
Lui continuava a tremare nel letto - parlava sempre da solo, sottovoce per
non disturbare gli altri che in ogni caso, facevano finta di dormire - io
feci anche finta di russare - dormiveglia: pensavo  al vescovo, alla
cresima, al cremisi delle arance, l'aranciata di capitan Harlock - lotteria
cerebrale, una tombola, le palline saltano fuori casualmente in uno schema
di associazioni al quale è inutile dare un senso: non erano i numeri che
avevo sulla mia scheda - un colpo di pistola silenziato - nulla di fatto -
inutile forzare, inutile pigiottare il tasto d'avanzamento veloce - il ronzio moderato dal dolby è un
fruscìo ovattato, non è silenzio. Le sinapsi rumoreggiano anche nel sonno
profondo.
La scarpa sinistra del Mutilato era diventata un simpatico porta-oggetti :
a lui piaceva tenerla sul tavolo vicino alla sua branda, ed a casa sua sul
comodino - c'infilava l'orologio così alle sette la suoneria non l'avrebbe
svegliato. Avrebbe svegliato me, così avrei dovuto svegliarlo io, facendo
attenzione a non urtare la sua suscettibilità.
Avevamo confidenza fra di noi, ma non avevamo un'altra testa.
Alle 10.00 il Masturbatore ed il Mutilato cominciarono a spippolare sul
radar - scandagliavano come d'abitudine il cielo a varie altitudini -
nessun segnale preciso - stormi di albatri, particelle pesanti in
sospensione, perturbazioni lontane, qualche aereo da dirottare su Milano;
il satellite sbatteva il suo occhio arrossato e cisposo su muri blu di
nuvole - il Cocainomane finalmente dormiva, l'apnea lo attanagliava senza
risvegliarlo - il suo respiro era una marea oceanica che gli asciugava i
polmoni fino a renderlo paonazzo, per poi inondarli traumaticamente
d'ossigeno - quando riprendeva il salubre colorito faceva ancora più
effetto - non ci rendemmo subito conto della sua morte cerebrale - ora lui
era una medusa.
Una macchina si fermò nella piazzola riservata ai controllori di volo - ne
uscì uno che aveva tutta l'aria di essere un idraulico:
sventolava un foglio e mi chiamava - ma non era il mio turno e non era
affar nostro mettersi a chiacchierare dalla finestra come massaie ai
passanti smarritisi pei vicoli, magari forestieri che non parlavano né la
nostra lingua tantomeno il nostro sofisticato gergo - per chi mi aveva
preso? Per l'ufficio informazioni? Questi italiani che non rispettano le
trafile, i ruoli, che allungano le mani, saltano le code e fanno gli
amici... mi irritava vederlo gridare in quel modo con quel fogliaccio in
mano ; continuai a fissarlo senza però dare cenni di risposta. Lo guardavo
male, un po' sostenuto insomma... Gli buttai un malocchio. Un poliziotto
uscì tutto incazzato a chiedere spiegazioni - altri due da dietro stavano
col mitra spianato - l'artigiano ( a me sembrava proprio un artigiano) si
scusò e mostrò il foglio, alcune indicazioni, alcuni gesti fra lui e il
poliziotto - i due dietro abbassarono le mitragliette - però mi sposti la
macchina...io dico...ma come l'hanno fatta entrare a lei? ......Ah..vabbè comunque faccia la cortesia di
spostarla...è pericoloso stare qui...-
I vetri insonorizzati mi trasmisero questo film muto - ero così impassibile
che mi pareva in bianco e nero - l'artigiano mi mando affanculo con un
gesto misurato, per non indispettire i celerini -mi annoiavo, così cominciò
a piovere e tornai sulla branda - non era il mio turno - la macchina del
caffé elargiva brodaglia ed il Mutilato si lamentava - aveva perso un piede
ed il destino continuava ad accanirsi contro di lui, anche nei piccoli
piaceri.
Il Mutilato non si lamentava mai in realtà - era lagnoso per il solo fatto
d'esistere, di zoppicarci vicino con veemenza, quasi fingesse di zoppicare,
di appoggiarsi grevemente e con malagrazia sulle nostre spalle, per quel
suo modo di parlare, l'accento veneto imbastardito, perchè usava troppe
volte la parola "nemmeno" all'inizio dei suoi discorsi - nemmeno un caffè
decente - e riducchiava - il sole! Nemmeno oggi...-e riducchiava -da questo
capivi che aveva un senso di rivalsa sul mondo da soddisfare, come se il
mondo gli dovesse qualcosa in cambio del piede - aveva l'animo di una
lucertola alla quale fosse stato negato il diritto alla ricrescita della
coda - il piede di un uomo non ha contropartita, e la coda non ci può
ricrescere - lo stato non passa rimborsi per danni fuori dall'orario
lavorativo e lui, che all'epoca era uno statale (non si sa cosa facesse),
il piede lo aveva perso sciando.
Venne da me a chiedermi se per caso avevo visto il suo avvocato, un tipo
dall'aria dimessa ma con una bella macchina nera: gli doveva portare una
scartoffia da firmare - era da 15 anni che intentava cause di risarcimento
ad ogni ente pubblico possibile, senza successo o talvolta rosicchiando
qualche centinaio di migliaia di lire - l'avvocato l'aveva preso a cuore -
i soldi erano pochi ma costanti : un business degno d'un salvadanaio a
maiale, ma sicuro, piacevole, poco impegnativo.
L'avvocato ( quello che a me continuava a sembrare un idraulico) era orfano
da quando aveva 8 anni, perciò il Mutilato dopo quindic'anni di cause perse
e vittorie risicate, di incontri allo studio, pranzi, cene e discussioni se
l'era come adottato...era l'unica persona a cui voleva bene.
Quando erano vicini, lui zoppicava meno e trattava male sua moglie: le
faceva preparare aperitivi per l'avvocato, antipasti per l'avvocato,
risotti, penne,arrosti per l'avvocato, il vino per l'avvocato, il vermuth,
la grappa, l'amaro...- un po' di vin santo, avvocato? Presto! E muoviti,
brutta troia ( l'avvocato trasaliva) Il vin santo per l'avvocato! -oh
avvocato, non se ne curi, sa...è albanese! L'ho levata io dalla
strada...avrà avuto diciasett'anni...minorenne, capisce? Brutte storie!  E'
abituata a cose ben peggiori...non se la prende mica a male...sa? Dirle
brutta troia e come dirle tesoro...no..no e lei? Lei, avvocato? Non si
senta in imbarasso, per carità! Me ne rincrescerebbe! - ancora un po' di
questo vino nostrano, avvocato? - verso mezzanotte e mezzo erano già
alticci, si davano del tu: conversazioni eroiche e lacrimevoli, fantasmi
del passato; il Mutilato poteva finalmente sfogare tutta la sua verve
autocommiserativa, il suo repertorio di vittima kafkiana dei paradossi
della vita e l'avvocato, di rimando, ostentare la sua triste condizione
d'orfano, cercando di pareggiare il conto delle disgrazie, senza
riuscirci...così passava al registro eroico, che lui era orfano, ma ce
l'aveva fatta! Oh! S'era laureato con la borsa di studio! Non era un
debosciato, un mangiapane a tradimento, non era un vagabondo come quegli
eterni fuoricorso dei suoi compagni d'università, allevati nella
bambagia...lui era un vero self-made man - ...io invece ero uno spensierato
- riprendeva il Mutilato con amarezza maschia e sorridente - mi piaceva
sciare, divertirmi, facevo anche wind-surf, sai? un bel tipo
sportivo...cambiavo mestiere come si cambiano i calzini, sempre in bilico,
ma sempre attivo anche, mai fermo un minuto, ostia! ero pieno di troie
così, che me la sbattevano in faccia, scopavo sempre...eh! avevo cominciato
a ingranare, guadagnavo bene ... ero nel corpo diplomatico, sai? facevo un
po' di tutto io : sempre in giro, Milano, Hong Kong, Sydney...e proprio
quando ero al culmine della festa, zacc! l'incidente...fortuna che ero ad
Aspen, eh! m'hanno fatto un gran lavoro...se ero in italia vuoi che non mi
tagliassero tutta la gamba? magari mi lasciavano morire dissanguato, quei
mòna!- il Mutilato era prolisso quando prendeva la via, tuttavia il cliente
è il cliente, e l'avvocato inebetito dalla digestione difficoltosa e dagli
svariati alcolici trangugiati, lo lasciava dire -...insomma ho perso un
piede! Mica il cervello o l'uccello! Casso! Niente...m'hanno sbattuto
fuori, le fighe mi evitavano come un appestato...sono ingrassato...ho
cominciato ad andare a puttane, una cosa che io mai , ti giuro! mai avrei
pensato d'averne bisogno...eheh!casso! ero zoppo, ma l'uccello mi tirava
ancora come un treno! all'inissio mi ripugnava, anzi avevo anche un po'
paura...le malattie, la delinquensa, sai com'è...ma ostia! me scopiavano i
coglioni...ero arrivato al punto che i film porno me fasevano piangere! ti
rendi conto?! ...ma ti sei stanco! ohoho! mi dispiace! è che quando parlo
io...no! No! Non se ne parla neanche! Te rimani qui stanotte, ostia! Eh!
non ti lascio andar via in queste condissioni...no, no...Ohè! Profugaa!
Prepara il letto al sior avvocato...muoviti! Non vedi che non si regge in
piedi dal sonno? Veloce, dai! Renditi utile,casso! ( c'è da capirla sai,
avvocato...poverina! è traumatissata...io la tratto così per scuoterla un
po'...mica per cattiveria!)-
Il Mutilato prima di andare a dormire s'iniettava morfina nella gamba così
da non sentire le fitte di dolore che provenivano dal piede fantasma...ma
non s'addormentava. Nel cuore della notte, entrava in funzione il piano B.
La moglie del Mutilato portava la camomilla all'avvocato e poi,
rimboccandogli le coperte del lettino...finiva per scoprirlo e  iniziava a
sbocchinarlo con meccanicità famelica...si ritrovavano nudi, con lei alla
pecorina che all'inizio fingeva gemiti e sussurrava porcate da manuale
(deformazione professionale) ...poi finiva anche lei per godere -
l'avvocato aveva un attrezzo voluminoso e lo sapeva usare - poi lui, a
dirla tutta, aveva sempre sofferto di una curiosa sindrome che gli impediva
il più delle volte, di raggiungere l'orgasmo...e solo con l'esperta
consorte del Mutilato riusciva a venire. E lei riusciva a venire solo con
l'avvocato ed il suo grosso pistone, tanto la sua vagina era stata
bistrattata, slargata e stuprata nel corso degli anni. Dopo un paio d'ore
di robusto pompaggio, venivano all'unisono, fra grida strozzate di piacere,
per non svegliare il marito che chiaramente non dormiva! Il Mutilato li
spiava, masturbandosi con una foga soprannaturale, nemmeno ci fosse stato
lui al posto dell'avvocato! Aveva fatto allestire da qualche tempo un falso
specchio, come quelli delle candid-camera, che gli permetteva di spiare i
suoi ospiti...tutto questo all'insaputa dell'avvocato, ma d'accordo con la
moglie.
Lei all'inizio faceva delle storie: non trovava nulla d'attraente
nell'avvocato, ma lo zoppo aveva cominciato a ricattarla, minacciava di
rimandarla in Albania e darla in pasto al racket se lei non accondiscendeva
al suo gioco; per fortuna, alla fine anche lei c'aveva preso gusto a
scoparsi l'avvocatino. Quella sua insospettabile energia erotica l'aveva
conquistata. Il piano B funzionava bene - l'avvocato talvolta sospettava
qualcosa di strano nell'ospitalità eccessiva dello storpio, ma un po' il
rimorso, un po' l'esuberante mogliettina che dopo le performances piangeva
miseria e lo inteneriva dopo averlo indurito ( lo forgiava?) e la paura di
uno scandalo soprattutto, lo costringevano ad applicare tariffe da
abbonamento d'autobus all'invalido e falsamente generoso cliente.
Tutto ciò sotto la rassicurante egida dell'etica professionale e della
pietà cristiana...insomma: tornava tutto infine! L'avvocato qualcosina ci
guadagnava e aveva vitto, alloggio e scopata gratis, la moglie aveva
risolto i suoi problemi d'inappetenza sessuale da stress lavorativo e il
Mutilato riusciva a portare avanti la sua causa contro tutte le istituzioni
statali ad una cifra stracciata, cosa impensabile altrimenti, per uno col
suo stipendio.
Io chiaramente (continuavo a pensare che sembrava decisamente un idraulico
o un elettricista ) gli dissi che non avevo visto nessuno. Il Mutilato
annuì, bevve il suo caffè acquoso e guardandomi fece una faccia schifata.



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