martedì 21 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 06

Track 6



L'ambulanza se ne andò urlando come una tormenta di neve, tutta sfocata.
Era agosto, io ed il Mutilato ci stavamo preparando alle ferie; il
Segaiolo, che s'era alzato a fatica dalla sua postazione per vedere cos'era
accaduto commentava...mh...s'è preso le ferie anticipate,
quell'esibizionista ...- lui aveva rinunciato alle ferie, animato da una
foga allucinante di recuperare il tempo perduto, di non deludere la
dirigenza, che cominciava a dargli piena fiducia - manipolatore indefesso
di tutto quanto lo circondava, s'era sgusciato infine! a questo nuovo e
cinico pulcino, non gli bastavano più le seghine per sentirsi
sereno...doveva masturbare anche i radar, la radio, tutti gli ammennicoli
che trovava a portata delle sue manine vibratore, adesso utensili di
precisione adattabili ad ogni contesto: se non era la strumentazione di
lavoro erano la macchina del caffè, il frigorifero, la televisione, il
telefono, alcune persone meccaniche o elettroniche...
io mi ritrovai, con l'assenza del Cocaina, a ricoprire un sacco di mansioni
ingrate dal momento che, il Mutilato, sinceramente, non aveva mai toccato
boccino da che lo conoscevo - quando fui assunto, il Mutilato era già lì
nella torre da molti anni...sempre su quella sua poltroncina da ufficio,
vecchia e rattoppata col nastro da imballaggi, davanti ad un monitor
obsoleto, trafficava in un modo a noi del tutto incomprensibile - non
l'avevo mai sentito entrare troppo approfonditamente nel merito di
discussioni tecniche...non si capiva quale fosse effettivamente il suo
lavoro.
Visto che il mio nuovo carico di lavoro mi permetteva d'annoiarmi
abbastanza da entrare in qualche paranoia fittissima e incuriosito
bestialmente da quella storia della protesi vivente, decisi d'indagare con
discrezione sull'operato dello zoppo - appena mi avvicinavo alla sua
postazione con un pretesto qualsiasi però, qualcosa mi distoglieva, mi
deconcentrava e mi impediva di vedere le immagini del suo monitor o di
sbirciare fra le sue carte - se non era così, era lo zoppo a prendermi in
contropiede (se mi passate il gioco di parole) - magari pensavo: ora gli
porto un caffè e mi siedo vicino a lui - mentre lo pensavo o stavo per
alzarmi, eccotelo con due tazze di caffè - Eh! Hai visto? Senti che
profumo! da quando il miracolato c'ha messo mano, la macchina del caffè
funziona meglio di quella del bar...ma ti disturbo? Stai seguendo un
decollo? Un atterraggio?...eh! ma ormai potrebbero far tutto da soli,
sai...a volte mi chiedo cosa ci facciamo noi qui...c'è una tecnologia oggi,
che fra un po' non ci sarà più bisogno nemmeno dei piloti! si potrebbe
automatissare tutto! e quelli come noi, darebbero solo una controllatina di
tanto in tanto...che fili tutto liscio...eh?!...ma lo sai che si fanno già
esperimenti su queste cose qua?...che poi alla fine ne sappiamo sempre la
metà dai giornali e dal resto...chissà cosa son buoni di fare per davvero!
- io annuivo.
In effetti lo zoppo aveva ragione, anche se il suo modo d'argomentare era
al solito banale e tuttavia espresso con l'enfasi della grande verità.
Molto spesso mi sentivo una specie di semaforo, che si limitava, secondo
procedure codificate e sempre uguali, a mantenere in attesa o dare l'ok
agli aerei che andavano e venivano - forse stavamo lì solo per esigenze
psicologiche del pubblico; se avessero automatizzato tutto, come sarebbe
possibile fare, la gente non si sarebbe fidata ...è bene che ci siano
uomini e macchine in perfetta simbiosi, per volare tranquilli e non solo...
durante le mie indagini scoprii una cosa sconcertante: rispetto al traffico
aereo e nonostante il superlavoro del Segaiolo, la maggior parte dei voli
li gestiva il Mutilato e, ne sono certo, non l'avevo mai visto mettere mano
ad un radar o ad una radio.
...ora, per esempio: questa storia del mio piede artificiale che se muove
da solo...magari io, ingenuamente credo che sia una grazia del
signore...magari invece è che mi hanno fatto un esperimento sensa dirme
nulla! ed io, inconsciamente e sensa avere una lira in cambio, gli faccio
il lavoro di collaudo!...quasi, quasi lo dico al mio avvocato...oh! scusa,
ma ti sto distraendo? ma, no! guarda...tutto a posto...è già atterrato - un
jumbo della JAL che io seguivo, era sceso senza che me ne accorgessi!
Pazzesco! e chissà quante volte mi era capitato...e non me ne ero mai
accorto...tanto la routine lavorativa mi prendeva in automatico, mentre la
mente era altrove...ma dove?
Spesso tornavo dal lavoro come se avessi dormito tutto il giorno - mi
sentivo tutto stropicciato, gonfio, le palpebre erano pesanti come se,
invece d'aver lavorato, avessi fatto una sorta di sogno ricorrente -
quest'impressione mi sembrò del tutto balzana e così mi decisi...ora mi
alzo, vado dal Mutilato e gli chiedo cosa fa lui di preciso! perchè non
potrei farlo? c'è qualche impedimento fisico? siamo tutti qua per
collaborare,cazzo!
Mi avvicinai alla postazione del Mutilato: mi sorrideva, poi tornò ad
incupirsi sul suo monitor bisunto - ero a mezzo metro da lui
quando...squilla il telefono - l'avvocato! - il Mutilato cominciò una
conversazione oceanica, noiosa e dettagliatissima su ogni banalità
quotidiana, cavilli legali, formalità, modi di dire...una roba ipnotica! ed
io non potevo certo star lì, alle sue spalle, a fare il baccalà...così
proseguii verso il bagno...
...arrivato al bagno, nel preciso istante in cui aprii il rubinetto,
l'acqua uscì come una revolverata- feci uno scossone. Mi sentii
improvvisamente rinvigorire, una botta di pressione sanguigna alla testa -
ogni cosa che vedevo d'improvviso più nitida, anche i miei pensieri si
disappannarono fulmineamente...perchè ero andato in bagno?...mi sentivo
pervaso da una frustrazione infinita e immotivata: per me era diventato un
fatto di dignità personale, venire a conoscenza delle mansioni del
Mutilato! Perciò falcai la stanza e mi piazzai dietro di lui : glielo
chiesi. Lui si voltò, facendo ruotare la poltroncina e si mise in un modo
tale, di tre quarti ecco, che..non riuscivo a vedere nè la schermata del
suo terminale, nè le scrittine e i diagrammi fittissimi che stavano sui
suoi fogli - mi parevano del tutto surreali - il Mutilato cominciò a
spiegarmi minuziosamente quello che stava facendo - la sua voce era
confidenziale e monocorde, un cinguettio monotono e rutilante al tempo
stesso di bizantinismi incomprensibili e frasi fatte, termini tecnici
inventati o astrusi che io mi guardai bene dal chiederne ragguaglio -
lipperlì mi parve di capire tutto, tanto ero intontito, poi tornato al mio
posto e rimessomi al lavoro...pof...tutto svanito...
...lo zoppo scricchiolava, dondolandosi sulla sua sedia - la protesi era
dentro la scarpa, appoggiata inerte sotto la scrivania...la sua gamba
penzolava al ritmo dei ticchettii, dei bip-bip, delle voci metalliche che
provenivano dalle cuffie del Segaiolo...penzolava come un metronomo, la
bacchetta di un direttore d'orchestra. Adesso comprendevo che lo zoppo era
il capo, al di là d'ogni qualifica o gerarchia...
Osservarlo al lavoro era come osservare da distanza troppo ravvicinata un
enorme affresco dal soggetto troppo complesso - cercando di osservarlo più
da lontano, il groviglio indistinguibile prendeva una qualche forma e
quando ti sembrava di capire e ti avvicinavi per gustarti i particolari,
questi  ti fuorviavano facendoti perdere il senso generale dell'opera - per
il lavoro del Mutilato ben valeva il principio di indeterminazione di
Heisemberg; mentre noi procedevamo, newtoniani per le nostre ripetitive,
metodiche e ipnotiche prassi, egli, quantistico svolgeva il grosso del
lavoro - non potevo che spiegarmela così.
Il suo era un controllo raffinato, esente da ogni forma di disciplina, di
dictat; sembrava controllare le nostre menti, la stessa materia di cui
erano composti i nostri neuroni - entrare in sala controllo era come
entrare in un campo magnetico o in luogo incantato...sicuramente c'era un
rapporto fra il mio stato d'ipnosi lavorativa, l'inatteso stacanovismo del
segaiolo e la protesi animata da forze ignote e irrilevabili - sarà stato
un caso, oppure perchè rimaneva sul culo a tutti, ma nessuno si era mai
appropinquato più di tanto all'angolo del Mutilato, nemmeno in sua assenza
- chi vi passava vicino per cause di forza maggiore, generalmente
commentava con disgusto il disordine e la sporcizia di quella postazione e
non di rado veniva colto da una sottile nausea, provocata dai miasmi di
nicotina incarognita, piscio e radon che parevano concentrarsi tutti in
quel punto. La bambina di un controllore di volo dell'altro turno era
letteralmente terrorizzata da quel frammento di poster che campeggiava
nell'angolo dello zoppo, tanto che non veniva più volentieri a trovare il
padre...quel pezzo d'occhio, quella piramide...
...il monitor bisunto a fosfori verdi sfrigolava lucine inquiete, le dita
dello zoppo volavano sulla tastiera, ticchettando ad una velocità
progressivamente più alta - sempre di più...di più...di più.. francamente
eccessiva, manco fosse stato Glenn Gould; quando lui se ne accorgeva,
rallentava, sorrideva, si spaparanzava...
L'ultimo giorno prima di andare in ferie, cercai di raggirarlo, e gli
chiesi chi stava nella sua postazione nel turno di notte o quando era in
vacanza...e..e che vuoi che ne sappia io!..son mica della dirigenza!...ma
sai che è un pesso che ti me fai dele domande strane?...sei stanco?.. eh!
te capisco! anch'io con quest'afa...certo che uno dice c'è l'aria
condissionata...ma lo senti? lo senti che non è una roba natural! Mica è la
brezza marina...eh, no! Senti?..xè..è un ghiaccio falso... una roba da
broncopolmonite, che te ghiaccia le ossa e te lascia ribollir la
carne...vero? almeno a me fa quest'impressione...e quante volte gli ho
detto di non tenerla così bassa...ehee.. vedi anche te, ti sei tutto
sudato! - mi prese una vampa di caldo mischiata a brividi di gelo per tutto
il corpo, come una congestione...poi quel puzzo come di frigorifero
vecchio...dovetti scappare in bagno, dove venni squassato da un attacco di
diarrea fulminante che, altrettanto fulmineamente sparì.
Stavo benissimo, però avevo nella parte animale del mio cervello un baccano
di campanelli e sirene d'allarme, qualcosa che la mia parte razionale,
razionalmente tradusse in terrore...un'infantile paura di rientrare in sala
controllo e risentire quel freddo abominio fetente di sigaretta accesa al
contrario & sudore stantìo...il Mutilato venne a vedere come stavo, mi
disse di non preoccuparmi, che se stavo male potevo pure tornare a
casa...riposarmi, così che domani sarei potuto partire tranquillo...va' a
casa, va'! che tanto non c'è bisogno oggi...riposati!...così domani parti
in forma, eh?...dove vai quest'anno, a proposito? vai sempre a Punta
Ala?...ah, che bei posti! poi posto più adatto di così a un controllore di
volo...eh? Ah!Ah!Ah!...divertiti!- io, mi venne fatto di toccarmi i
coglioni...
La mattina dopo mi risvegliai nel mio bellissimo appartamento vista-mare a
Punta Ala - l'aria era profumata di fiori, di pineta, di mare, d'olio
abbronzante...il pino davanti al mio terrazzo dondolava festoso le sue
mille braccia acuminate contro il solleone, mitigato da una brezza gentile,
odorosa di pesce... di alghe...-bah, ci sarà stata una libecciata di
recente...- brusìo in strada ed in spiaggia, come l'eco ronzante di un
alveare..
...mi bevvi il mio caffè in santa pace sul terrazzo, già dimentico d'ogni
paranoia del lavoro...poi feci una bella doccia e andai in spiaggia...il
portiere del residence mi trattenne cinque minuti per salutarmi, gioviale
ed educato come sempre...
...il brusio in spiaggia era divenuto assordante; le voci della gente e le
strida dei gabbiani si mescolavano senza distinzione...i gabbiani erano
decisamente troppi...la gente in costume sostava accaldata davanti al
bagnasciuga...perchè non si buttano? è così caldo...milioni e milioni di
gabbiani, uno spettacolo di  picchiate vertiginose: mi feci largo fra la
folla...
...lo specchio di mare davanti al residence era costipato di ogni genere di
pesce morto..miliardi di gabbiani si tuffavano nell'inaspettata
zuppa; la gente inorridita guardava lo spettacolo, assiepata come ad un
concertone...una zaffata di puzzo primordiale mi fece perdere il lume degli
occhi - arenata sulla spiaggia stava una gigantesca balena azzurra - 31
metri di carne in avanzatissimo stato di putrefazione...veterinari,
ittiologi e oceanologi accorsi sul posto sembravano ancor più sconcertati ;
non riuscivano ad avvicinarsi al titanico cadavere, i gabbiani come
formiche rosse lo stavano divorando - entravano ed uscivano famelici dal
suo ventre, dal costato grande come un tempio, dalle orbite, dalla
bocca...il becco insanguinato dei meno audaci fra loro...altri gabbiani
rossi...
...il puzzo di putrefazione s'era esteso a tutta la cittadina, ed il
chiasso del rave di gabbiani durava giorno e notte - dovettero far venire
un pontone galleggiante da Livorno, di quelli per il recupero di grosse
imbarcazioni - il fondale troppo basso costrinse i marinai a dinamitarlo e
spaccarlo con martelli pneumatici...l'acqua sembrava sugo di ruggine e
pesci...una poltiglia insondabile e densa come l'intingolo del
cacciucco...ma riuscirono a portar via quel corpo sterminato- all'inizio
volevano tranciarlo, ma questo avrebbe alterato i dati dell'autopsia e gli
oceanologi s'erano impuntati....
...nel giro di una settimana molti turisti se n'erano andati; la spiaggia
era stata liberata anche da gran parte dei detriti dei pesci morti, ma le
autorità sanitarie posero il divieto di balneazione su tutto il litorale da
Follonica a Castiglion della Pescaia - la notte giravo nei locali svuotati,
gli stabilimenti balneari erano tutti chiusi e la seconda settimana
cominciò pure a piovere - questo fece andar via il tanfo di carogna,
ma...cazzo! sembrava novembre!
...fu una vera catastrofe: sulla spiaggia piangevano solitari i gestori
d'albergo, alienati, falliti e distanti fra loro come personaggi
d'Antonioni...c'erano anche ristoratori zombi...barche di pescatori che si
lasciavano andare alla deriva nel sughetto macabro...oceanologi... uno di
loro incazzato perso, scorazzava ansioso sulla sabbia, avanti e indietro,
con un telefonino...e che cazzo ne so io!!! come, cosa ci faceva!?! non lo
so ti dico...è inspiegabile! questo non è il suo habitat...che dicono da
Stoccolma? ma sei sicuro?...era quella...ma è una tragedia!...era davvero
l'ultima?...il satellite?...sicuro, eh? ...ah, era l'ultima...
Ritornato in città, quando la gente mi chiedeva cosa avessi fatto
quell'estate, rispondevo con una punta d'orgoglio masochistico, che avevo
assistito in diretta all'estinzione del più grande mammifero mai esistito.
Questo aveva causato il crollo di un intero indotto turistico e così via di
disgrazia in disgrazia, come vuole ogni catena biologica - il divieto di
balneazione fu tolto a settembre: le acque si erano ripulite, la balena
decomponendosi in un habitat che non era il suo, aveva causato la morte
degli altri pesci, come un vascello d'appestati aveva infettato mezzo
litorale toscano...ed io non avevo più dubbi: era tutta colpa dello zoppo
malefico!
Appena lo rividi, lui mi venne incontro tutto dispiaciuto per le mie
vacanze-troiaio, che aveva saputo dal telegiornale, che disdetta! e pensa,
mi diceva, anche al disastro in termini economici e d'immagine, proprio ora
che rientravamo a culo nei parametri di Maastricht, che l'italia non
sarebbe mai diventata la Florida dell'Europa etc..etc...io lo ascoltai
freddamente, poi lo guardai in quegli occhi acquosi da vecchio puttaniere e
gli gridai con tutto lo stomaco...E PROPRIO TE ME LO VIENI A DIRE?
MALEDETTO STREGONE! MA NON TI VERGOGNI?...e tornai al mio radar- lui restò
basito - non ci rivolgemmo più la parola per un pezzo, da allora - il mio
primo giorno di lavoro dopo le vacanze-troiaio andò a meraviglia, senza
nausee, intoppi, ipnosi o sortilegi di alcun tipo - ma sapevo che non ero
libero.

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