lunedì 27 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 08 + Intermission

Track 8




Cosa c'entravo io con la balena, la guerra e il Mutilato? la risposta è: assolutamente niente; ciò che è accaduto è accaduto e se non fosse per l'assillo della memoria, nulla sarebbe mai accaduto. Vi sono organismi che vivono e basta. La memoria si limita in loro alla trasmissione di un abilità o più semplicemente un impulso a replicarsi. Gli eventi sono solo stimoli ad un adattamento che sovrascrive   la forma passata con una nuova. 
Prove di evoluzione dagli esiti sconosciuti e non necessariamente migliori del modello precedente ormai comunque destinato a diventare obsoleto.
Tutto dunque si stava azzerando e allora perchè come Sisifo mi costringevo a spingere la pietra sul monte per vederla rotolare a valle ogni volta?
Era solo l'agitazione termica delle mie vive e instabili cellule. Si trattava di una reazione chimica che mi procurava la presenza del Mutilato: senza una particolare ragione io ero biologicamente il suo antagonista. 
Nessuno di noi due aveva scelto di ricoprire questi ruoli; il Mutilato si era reso conto che non poteva ridurmi come Mano o Il Cocaina, che qualcosa in me di irriducibile gli impediva di manovrarmi come aveva fatto con loro...l'intelligenza di un potere si manifesta del resto nell'apparente inazione, e nel ricavare proprio da un limite o da una aperta resistenza il miglior risultato.
Poteva usare solo il mio odio per farmi lavorare meglio poichè alla lunga la sua ipnosi su di me risultava poco efficace, le sue minacce nebulose e i suoi trucchi volgari mi rendevano solo più irritabile e curioso, senza danneggiarmi in modo significativo. E in ogni caso facevo il suo gioco. 
Si trattava di un incompatibilità magnetica, due calamite di segno uguale che si respingono. Questa conclusione mi allarmò molto...in cosa ero uguale a quella feccia d'uomo?
Il mio odio mi aveva reso simile a quell'essere ignorante e potente?
Limitato dai dirigenti a mansioni importanti ma poco stimolanti infine, e forse stufatosi di fare causa al mondo e dell'altro suo discutibile hobby della moglie e dell'avvocato, il Mutilato come ogni organismo aspirava ad evolversi in qualche modo: sono questioni stringenti, o sviluppo o inviluppo e quindi degrado e requiem aeterne. In  questo, la vita non risparmiava nessuno, tantomeno gli stregoni. Perciò il Mutilato ebbe una felice intuizione; capì che per evolversi ed esprimere con nuova gioia il suo potere, aveva bisogno di me e del mio odio. Ero il primo imprevisto della sua lunga carriera: solo io e la dirigenza sapevamo delle sue facoltà. 
Una sera di settembre che eravamo rimasti soli nella sala di controllo egli smise di esercitare su di me il suo potere. Io ebbi quella sensazione che si prova dopo aver trasportato per un lungo tratto uno zaino pesante e arrivati alla meta lo si lascia cadere a terra e viene voglia di saltare e gioire della ritrovata leggerezza.
I magneti avevano cessato la loro turbolenza, il Mutilato mi apparve nella sua ordinarietà d'essere umano e mi chiese di avvicinarmi alla sua postazione e potei finalmente scorgere i diagrammi del suo monitor.
"...ho parlato di te ala dirigensa, e mi hanno detto che per come si stanno mettendo le cose io avrei bisogno di un...assistente...non so se tu vuoi accettare o meno, ti lascio libero di scegliere, però me lo devi dire prima che io ti mostri quello a cui sto lavorando da venti anni...ed è ancora una roba sperimentale, dico...ma se tu vuoi sapere dopo dovrai assumerti tutte le responsabilità del caso...."
Mi allontanai un poco sulla mia sedia da ufficio con un leggero colpo di tacco.
Lo guardai come a chiedergli "Mi stai prendendo per il culo?"
Poi, fu più forte di me, Sisifo aveva tirato il sasso dall'altra parte del monte prima che rotolasse a valle...
"  Voglio sapere tutto..."
e tornai accanto a lui. 
Il Mutilato mi indicò il monitor e disse:
"Questo è Mano di Dio."

Intermission

L'uomo è stato creato a immagine e somiglianza del grande architetto dell'universo. Dio ha donato all'uomo come in seme le facoltà che in Egli sono da sempre robusto albero e frutto maturo e succoso. Dio ha dato all'uomo per compiere la sua missione, la mano. Attraverso la mano l'uomo agisce e nella mano dell'uomo Dio imprime il suo marchio e traccia la mappa di ogni singola esistenza terrena. 
Ogni mano è il frammento di una mappa ancora più grande, ogni singola mano diversa da tutte le altre è simile alla mano di Dio. Tutte le mani sono insieme la mano di Dio.
I popoli antichi leggono nella mano il destino degli uomini.
Ma è una lettura imprecisa che non tiene conto dell'incrociarsi dei destini.
Dal 1960 abbiamo cominciato il programma sperimentale Mano di Dio, archiviando  tutte le impronte delle mani possibili e sperimentando la validità dei nostri criteri sulla base di studi a campione effettuati dall'analisi di calchi di mani di persone decedute.
Verificata la possibilità di interagire e se possibile modificare il processo di causa effetto, abbiamo iniziato il programma mano di Dio. Le nostre squadre raccolgono impronte di mani ovunque, sui corrimano, sulle panchine, in ogni luogo...
Il programma ha iniziato ad avere una sua funzione tattica dopo l'allarme terrorismo, tuttavia le finalità sono risultate poco controllabili. Spesso un evento catastrofico ha prodotto modesti risultati come una modesta vincita al totocalcio quale effetto di un cataclisma. La concatenazione degli eventi è poco controllabile.
Pare che nonostante la capacità di prevedere con una discreta precisione tempo e luogo dell'accadimento, non sia possibile impedire decorsi di portata maggiore o certe concatenazioni naturali se non con gravi rischi.
La scelta di un atteggiamento low profile è stata resa necessaria per continuare la sperimentazione e cercare di impedire un processo di degradazione incontrollabile.
Tuttavia il minimo intervento è per sua natura imprevedibile. Come un cataclisma può generare una modesta vincita al lotto, è altresì vero che una modesta vincita al lotto può scatenare un cataclisma.
Per 20 anni ci siamo dunque limitati a osservare e catalogare - solo negli ultimi dieci siamo diventati operativi avendo individuato dopo un lungo screening individui capaci d'interagire senza gravi conseguenze sul continuum.
Essi sono i Controllori. Le barre di controllo della reazione nel reattore.
Filtrano, mediano, interpretano per dono naturale e di natura inspiegabile, acquisito per nascita o a causa di traumi di varia natura, il continuum.
Per ragioni di sicurezza nazionale abbiamo creato alcune postazioni sperimentali in basi militari, aeroporti, stazioni ferroviarie, emittenti radiotelevisive, istituti di credito, server informatici...etc...
Ovvero ovunque vi sia un flusso di informazioni, di movimento fisico e di incontro fra più individui, ovunque si eserciti un monitoraggio o si tenti un controllo e una coercizione delle masse con o senza il loro esplicito assenso.
Il criterio di scelta di tali individui è segreto di stato. 
L'incontestabile sensitività non è prerogativa sufficiente a ricoprire il ruolo di Controllore. 
La Commissione dal 1992 ha individuato e assoldato nel solo territorio nazionale 20 Controllori - essi sono privi di documenti di riconoscimento delle loro mansioni, solo la loro retina è stata scannerizzata e depositata nell'archivio della Commissione. 
I Controllori possono a loro volta segnalare individui funzionali al progetto e la commissione dopo un periodo di osservazione decide sull'idoneità o meno del candidato.
I Controllori hanno totale libertà di azione, nel rispetto del programma di sicurezza nazionale - qualsiasi violazione e abuso viene punito con l'eliminazione fisica del Controllore attraverso un sistema testato e indiretto le cui modalità sono segreto di stato.
I Controllori, fatta eccezione per coloro che lavorano in team approvati dalla Commissione, non si conoscono fra loro e viene impedita loro ogni possibilità di entrare in contatto.
Ogni scambio di informazioni è protocollato dal programma Mano di Dio.
Ogni informazione è anonima e non verificabile se non dalla Commissione.

Ero entrato senza volerlo nel mondo dello spionaggio occulto.
La Commissione mi aveva accettato. Una sera tornando a casa fui assalito da un tizio col passamontagna, immobilizzato con una qualche mossa di arti marziali e poi con un rapido gesto l'assalitore mi passo una lucetta rossa tipo laser sull'occhio e se ne andò come un ninja prima ancora che potessi realizzare da dove fosse arrivato e dove era sparito...
Due giorno dopo ricevetti un messaggino sul cellulare da un numero nascosto:
"Controlla il Controllore - La Commissione."
Letto il messaggio, questo scomparì dalla memoria del telefono.
Passai alcuni giorni a studiare Mano di Dio col Mutilato e a osservare le sue mosse. Giorni confusi. Non capivo ciò che stavo facendo e non capivo cosa la commissione volesse da me e in che modo agire e comunicare gli esiti delle mie azioni. 
Tornavo a casa la sera tardi, ubriaco di aperitivi che sedavano ma non aprivano la mente. Mi addormentavo con il film in prima serata, smontato sul divano senza meccanici che potessero ricostruirmi. Mi svegliavo di colpo, dopo 20 minuti, sudato e in preda al panico. Accendevo tutte le luci e vagavo per l'appartamento. 
Cominciai a parlare da solo, sperando che la Commissione avesse inserito dei microfoni nell'appartamento.
"...come posso controllare il controllore? perchè non mi rispondete?"
Nessuna risposta.
"il programma Mano di Dio prevede lo studio delle reti comparato. Qualsiasi struttura ramificata viene comparata. Venature di minerali e vegetali, fiumi, alberi, strade e sentieri, linee della mano, impronte digitali, linee di forza del campo magnetico. Non esistono computer sufficientemente potenti per fare questo così tutto il lavoro è stato diviso in rete fra ignari scaricatori di screen saver e puttanate. Milioni di macchine lavorano alla comparazione. La rete neurale è stata modularizzata, e adesso sappiamo che ogni fenomeno segue il modulo linea-linea-linea nodo. tre linee individuano un punto nello spazio. Molte più linee individuano un punto nell'iperspazio. Abbiamo ottenuto dati coerenti ma incomprensibili...sappiamo solo che fra 13 giorni inizierà la guerra. Ne conosciamo gli esiti e questi non sono rilevanti. Ma cos'è? Una malattia? Un'ossessione? A cosa servono tutte queste comparazioni? A cosa serve capirle se non possiamo capirle davvero...ma che sto dicendo? ...Io non sto bene...io volevo solo fare il mio lavoro..."
Passavano i giorni e si ammucchiavano come panni sporchi, la casa era in disordine e mi presentavo al lavoro, provato, sciatto. Sporco.
Avevo bisogno di litri di caffè ogni mattina. E avevo sempre il mal di testa. Da 5 giorni il Mutilato non si era più presentato al lavoro; provai a chiamarlo a casa senza avere risposta. Mai. 
Ondeggiavo davanti al bancone del bar dell'aeroporto. Mancava solo un giorno all'inizio delle previste ostilità. Un uomo di circa cinquant'anni, un rappresentante avrei detto dal vestito e dalla valigetta aperta accanto a lui piena di campionari di stoffa, mi disse:
"Abbiamo ragione di ritenere che la sua controparte non si attenga al programma..."
"...eeeh???" - rimasi di stucco - "...dice a me?"
L'uomo annuì.
"...adesso si trova in un luogo sicuro dove stiamo testando la sua deterrenza per valutare tempi e modi della sua eliminazione. Fra due giorni il suo collega tornerà in sala controllo."
"...ma...ma dov'è ora?"
"è da sua zia, a Vicenza."
"e la zia è un vostro agente?"
L'uomo rise sguaiatamente.
"Ha visto che materiale? Altro che Cina! Questo - e estrasse uno dei campionari più blasonati che aveva - è Made in Italy al cento per cento...tocchi...tocchi prego!"
Presi uno dei campioni di tessuto fra pollice e indice e lo toccai con delicatezza.
Poi vidi che le mie dita si erano sporcate. Il tessuto stingeva.
"UH! ...prego!...mi dispiace...mi permetta di pulirle le dita..."
e mi invitò a seguirlo nella toilette.
L'uomo cambiò espressione, si fece serio e freddo.
Tirò fuori una specie di macchinetta che sembrava una calcolatrice tascabile e mi intimò di appoggiare le dita macchiate sulla sua superficie. Una leggera scossa.
"Perfetto. Adesso lei potrà sostituire la sua controparte, questo avverrà gradualmente per non generare sospetti nel suo collega..."
Ero intontito ma ebbi la prontezza di chiedere al rappresentante.
"...e se io non volessi?"
L'uomo rise di nuovo sguaiatamente...
"...ma lei scherza? vero?"
"...no, cioè...se io dicessi tutto al Mutilato? O se mi sfuggisse qualcosa...io non ho mai fatto questo...questo lavoro....ecco..."
L'uomo si accese una sigaretta.
"Non si può fumare nemmeno qui...- sbuffò- ...lei vuole morire? è suo desiderio passare a miglior vita, amico mio?"
"...n...no...non siamo amici, noi...."
Sorridendo l'uomo mi dette una pacca sulla spalla.
"Stai in campana.eh?"
Poi mi dette la sigaretta e uscì velocemente dal bagno.
Dopo dieci secondi entrò un vigilante e mi multò di 50 euro per aver fumato in bagno.
"Ma proprio lei che lavora qui da un sacco di tempo! "
"...ha ragione, è che fa freschino e avevo bisogno di fumare...sa com'è...certe necessità fisiologiche sono aiutate dal fumo..."
Il vigilante mi aprì la porta di servizio che dava sul giardinetto.
"Vada fuori a finirla, almeno!"
"si, si..ok..."
"...dopo passi dall'ufficio per il verbale. Buongiorno"
"buongiorno..."
Uscii fuori e mi sedetti in panchina. Spegnendo la sigaretta contro il bordo della panchina sentii qualcosa di strano nel filtro, come una parte più rigida. Squarciai il filtro e vi trovai, arrotolata, una strisciolina di plastica.
Sopra c'era stampato un numero di telefono. 
Tornai in Torre, presi il mio telefono di servizio e composi il numero.
"Pronto?..."
"Pronto? Chi parla...?"
"...ehm...chiamo dall'aeroporto di [omissis] sono [omissis] ...ho trovato questo numero sul mio cellulare forse..."
"...eeeh???...ma chi parla? che desidera giovanotto?" - la voce era di una donna anziana...realizzai.
"...signora, sono un collega di suo nipote!" gridai, la vecchietta pareva un po' dura d'orecchio.
"...ah! attenda che glielo chiamo che è fuori a fare l'orto"...e gridò il nome del Mutilato. 
Attesi in linea alcuni secondi poi...
"...uè! che sorpresa, osti! ...com'è che hai trovato il numero della zia?"
" Me l'hanno dato...ma lascia stare. Tu piuttosto com'è che sei sparito?"
" ...e dovevo venire qui dalla zia per un affare di famiglia, è che questa poereta vuol vendere la casa, ma il mondo xè pieno di briganti...tu me capisse...son venuto qui perchè sennò se la mangiavano la zietta...ma te piuttosto? è successo qualcosa?"
"...no...no...è che eri sparito...hai visto!...e volevo sapere dove eri...il lavoro non va molto avanti senza di te. Mi hai mollato qui e non posso fare due cose insieme...al radar chi ci metto?"
"Mettici quel ragasseto de Salerno, quello lì..."
"Chi?"
"ma si, dai...ah ma non sai nulla? ...è un sottotenente de marina...adesso i militari si intrufolano dappertutto...te manda avanti il programma."
"ma dai! ma come faccio? Non sono ancora..."
"Ostia! Ti g'ho dito de mandare avanti il programma! Accendi la mia postazione e avvia il programmma Osti! C'è le istrussioni!"
"Ok..ok..."
"..te? tutto bene? Come stai?"
"bene bene...e te?"
"A meraviglia! l'avvocato m'ha dito che me ariva un risarcimento de 22.000 euri, Osti!..."
"Fantastico" dissi senza entusiasmo
" ...si? Ma che voce da funerale! Ma sei stressato forte, ragasso...perchè non telefoni a mia moglie, che te presenta qulache sua amichetta dei tempi della strada...che quelle son donne che te rimettono al mondo..ah!ah!"
"Guarda che a casa tua non risponde nessuno..."
"...???...come?...come nessuno? Magari hai provato a un'ora che lei era fuori a far spese..."
"Ho provato a tutte le ore..."
"Questa è strana forte, ragasso...me fai preocupare, ostia!...ascolta, io dovrei..."
Una mano schiacciò il pulsante di fine chiamata sul telefono. Guardai in su, incazzato, e vidi il sottotenente di Salerno.
"Questo è un telefono di servizio. Sarebbe scorretto anche in tempi più sereni utilizzarlo per chiamate personali. Adesso poi non ne parliamo...comunque per questa volta passi."
"Come si permette, razza di insolente! Stavo telefonando al mio collega per ragioni di servizio...e siccome non siamo degli spaventapasseri in uniforme qui, gli ho chiesto come stava..."
"Si calmi, o sarò costretto a farle rapporto presso la dirigenza. Ho l'incarico di monitorare ogni attività sospetta. Faccio solo il mio lavoro."
"Anch'io stavo facendo il mio lavoro! Chiedevo istruzioni per una mansione che in assenza del mio collega devo svolgere io ma per la quale non ho ancora la competenza necessaria!"
"...e di quale mansione si tratta,prego?"
Rimasi interdetto. Il Rappresentante mi aveva messo in guardia. Stavo dando nell'occhio. Tutti i tecnici mi stavano guardando perplessi.
"...ehm...monitoraggio di piani di volo..."
"ah! bene...posso aiutarla?"
"Certo...potrebbe sostituirmi al radar, mentre io mi occupo dell'archiviazione dei dati."
"Molto bene. Mi ceda il posto."
"prego"

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