martedì 28 febbraio 2012

Nella Torre di Controllo - Track 09

Track 09



Il resto della mattina lo passai davanti alle monotone e illeggibili schermate di Mano di Dio. Il giovane ufficiale di marina invece se ne stette buono buono al radar.
Tutto sembrava tranquillo e mi rilassai. Ogni tanto le linee di dati mi inducevano una sonnolenza ipnotica. Brevi colpi di sonno. La testa cadeva e si rialzava di scatto, le palpebre scivolavano lentamente sugli occhi tanto che nei brevi sogni vedevo o credevo di vedere ancora lo schermo, poi si riaprivano all'improvviso, mostrandomi configurazioni di dati sempre diverse. Mi limitavo a premere invio sulla tastiera...
Alle 5 finii il mio turno e uscii dalla Torre.
Il giovane ufficiale mi si avvicinò.
"Ehi...senta...scusi..."
"Si?"
"...Senta, mi spiace per prima...non sono...ecco...una specie di Gestapo..."
"No, si figuri..."
"Guardi...io sono qui da solo, non conosco nessuno, le andrebbe di mangiare qualcosa insieme? Facciamo un aperitivo veloce e poi ci facciamo una pizza...anche se sono un militare odio avere rapporti troppo formali con i miei colleghi e suscitare antipatie immotivate...con i civili poi è abbastanza frequente questo tipo di malintesi..."
"...perchè no?"
Andammo da Checko a bere un paio di prosecchi. 
"..e quando non ce n'è più Viva Gesù" tutti applaudirono e si esaltarono miseramente. Una torma sguaiata di avventori mezzi brilli brindò alla chiusura di Checko. Il vino era finito e non sarebbero arrivate nuove forniture fino alla fine della guerra...ma quando sarebbe finita la guerra?
"...e chi lo sa?...Non ce l'aspettavamo neanche noi!"
Mi disse con faciloneria e malcelata reticenza il sottotenente Marullo.
Per gli amici Marù. 
Dovevo fare molta attenzione a non sbilanciarmi e a non rivelare, per colpa dell'alcool dettagli sulle mie delicate, ultrasegrete e incomprensibili mansioni.
"A cosa stavi lavorando oggi, quando ti ho sostituito?" Il lupo perde il pelo...
" Mah..una palla...io non capisco questo monitoraggio dati - perchè mi fai un programma d'archiviazione che devo stare mezza giornata a premere invio e basta...!!!..."
"ahaaa..." fece Marù, poco convinto -" ...e il tuo collega, quello fa?"
"...nooo...chi lui? Lui è un mago di quel programma là. Mi aveva lasciato tutto impostato per darmi meno beghe possibili...ma sai mi fa male il dito a furia di premere invio..."
"eh!...certo..certo..nu scassament'e cazz...ma che programma è?"
Non capivo se indagava per curiosità o per ordine dei suoi superiori o tutt'e due le cose insieme. Stavano forse valutando la mia affidabilità?
"...non lo so, Marù. Non ne ho idea...è un software sviluppato appositamente per registrare i piani di volo. Mi becco ste schermate di numerini e poi mi chiede conferma...tutto qui...non so altro. Non è mio compito."
"Questo prosecco è acido..."
"Non credo te ne daranno un altro..."
"Vabbuò...per l'aperitivo hai fatto tu...alla cena ci penso io. E vedrai che cena, frà!"
Rise di cuore. Sono bravi a ridere di cuori questi ficcanaso dell'esercito pensai.
Prendemmo la sua panda nera dell'esercito e andammo verso la periferia. I capannoni dei vari meccanici, artigiani, mercatoni tutto a tre lire, giacevano indolenti lungo lo stradone. Cartelli gialli con lo stemma della repubblica invitavano la popolazione a rispettare il coprifuoco e altri cazzi.
Una pattuglia dei Caramba ci si affiancò e c'intimò l'alt.
Marù mostro il suo tesserino e io il mio. Ci fecero il saluto militare e ci augurarono buona serata. 
Parcheggiammo in uno sterrato dietro un deposito di gomme. Alcuni fichi oscillavano pigramente dietro la recinzione, fra le erbacce e l'ortiche la solita rassegna di televisioni vecchie, materassi pisciosi e un camioncino di plastica di quelli che si comprano al mare con la ruspa gialla per far giocare i bimbi sulla spiaggia. La ruspa però non c'era...
"Uè...che ti s'incantato?..."
"No, guardavo quel camioncino...ne avevo uno simile da bambino...me l'aveva regalato un mio cugino molto più grande di me. un pazzo..una volta mi promise di costruirmi una vera astronave...l'ho aspettata per degli anni e ogni volta che lo vedevo gli chiedevo...ma l'astronave?...e lui...te la sto finendo di costruire, te la porto la prossima volta...ero così deluso...non bisognerebbe creare queste illusioni in un bambino...perchè poi?"
"...è o vero...ma pensa nu poco, frà...si te l'avesse portata veramente te forse non te la ricorderesti più...questo è il bello dell'illusione! L'illusione ti resta dentro più della realtà..."
"uh...non l'avevo mai considerata da questo punto di vista...grande Marù"
"Pensa nu poco se tuo cuggino ti avesse costruito veramente l'astronave...dopo una settimana ti sarebbe venuta a noia...lascia stare...."

La trattoria era un posto dell'esercito, un circolo ufficiali con tavolini di legno e tovaglie a quadretti bianchi e rossi di plastica. La birra era fresca, il vino era il migliore che potevi trovare in città. Facevano pesce, e avevano un forno per la pizza. Tutto molto spartano e casereccio. 
Marù mi aveva portato alla segreta mensa ufficiali allestita in periferia da pochi giorni. 
In sala entrò un tizio sulla cinquantina, corpulento con una mimetica e un grembiule bianco con una vezzosa scritta "Chef" ricamata al centro. Marù scattò sugli attenti e il tizio (che indossava anche un ridicolo berretto da cuoco) rispose al saluto...poi sorridenti si strinsero la mano.
"...Colonnello...come va?...sempre a sfornellare, eh? Chissà cosa ci ha preparato di buono stasera...ah, scusi...mi sono permesso di portare un amico..."
Il Colonnello mi squadrò sorridente e mi strinse la mano.
"Ah..carissimo!...come si trova col nostrò Marù?"
"...molto bene, grazie..."
"Un ottimo elemento...vero?"
"Indubbiamente..."
"Ma seguitemi in cucina, venite a dare un'occhiata...oggi c'è arrivato l'ultimo pescato fresco e stiamo facendo le cose in grande...prego, faccio strada..."
La cucina era ben attrezzata, fornelli, friggitrici, forni ventilati. Avevano requisito e rimesso in sesto un ristorantino fallito pochi mesi fa. 
"Benvenuto al Quartier Generale...mi permetta di presentarle il mio attendente e sottocuoco, il sergente Biondi...come va il soutè di vongole, Biondi?..."
"L'operazione procede bene, signore. Sto aggiungendo un ombra di vermentino...con le vongole si sa..."
"Bravo, bravo...questo invece è il capitano Talleri, sta preparando un dentice al cartoccio..."
" Signorsì, signor Colonnello!..."
"...e le patate? Talleri! Le patate?..." - il colonnello stava per inquietarsi e gli salì un rossore innaturale dal collo alle guance rasate e cadenti.
" Signore, le patate sono sotto il cartoccio...ma ho aggiunto secondo i suoi ordini un po' di fumetto di pesce per insaporirle..."
" ...e lo scalogno?"
"anche lo scalogno..."
"Bene...bene Talleri..." - poi sottovoce verso di me "..Talleri è nuovo della compagnia, è di Gorizia...mi sembra un ottimo elemento ma tende a distrarsi...capisce?"
"si...si..." - il colonnello non mi staccava gli occhi di dosso e dovetti simulare una complicità talmente credibile che altrimenti, ne sono sicuro, ne sarebbe nata una polemica noiosissima e imbarazzante...
"...oh...ecco qui Riccardino..."
" Colonnello...Sottotenente...ossequi...tanto piacere...ma io non sono un soldato, sono un pasticciere..."
"Riccardino è il mago del dessert...ha lavorato tanti anni alla mensa ufficiali di marina a Capodichino...."
"anche Busc ha sentito le mie squisitezze! E prima di lui Clinton...ce lo dice Colonnello..."
"Vero. Vero. Persona fidatissima Riccardino, ha ottenuto un permesso speciale in virtù dei suoi lodevoli precedenti con la Marina..."
"Guardate..." - e tirò fuori dal portafoglio una foto un po' sciupata di lui e Busc, con il presidente rubizzo che stringe la manotta da fornaro del buon Riccardino.
"Oh...Riccardino...ma anche il pane hai fatto?"
" Certamente Signor Colonnello..."
"Fantastico..."
Marù intanto si era tolto la giacca.
"Signor Colonnello, posso dare una mano?"
"No, Marù, grazie...qui in cucina le operazioni sono quasi terminate...si occupi invece della logistica se vuole...e del nostro ospite, eh! Ben chiaro...è un ospite e un civile! Che venga servito e riverito..."
"No..guardi, grazie Colonnello...ma do una mano volentieri anch'io ad apparecchiare..."
"Me ne offenderei! Biondi! Biondi! Dov'è finito Biondi, capitano?"
"Biondi è in magazzino a prendere il vino, signore..."
"Eccomi Colonnello..."
"Presto Biondi, faccia sentire questa delizia al nostro ospite e lo faccia accomodare..."
"Un brindisi Colonnello, un brindisi..."
I bicchieri di plastica vennero riempiti con un Lacrima Christi di rango e si levarono alti all'usanza militaresca.
Ci fu un attimo di silenzio. Tutta la truppa pendeva dalle labbra del Colonnello ed egli, dopo aver incrociato con tutti il suo sguardo invadente e acuto, parlò:

"Alla Vittoria!"
Ci fu un boato, dove nessuno notò che mi limitai a muovere le labbra.
"...e al nostro nuovo amico..." aggiunse Riccardino, ammiccandomi.

Dopo un quarto d'ora ci accomodammo a tavola. Il Colonnello prima di dare il via alle libagioni si era tolto il grembiule e il cappello da cuoco e indossati dei guanti bianchi aveva passato l'indice sulla tovaglia di plastica e sui piatti...poi aveva esaminato alcune forchette e coltelli di plastica. Tutto era in ordine e pulito.
Il Colonnello evidentemente compiaciuto fece cenno di sedersi ai commensali e mi invitò a prendere posto alla sua destra, sorridendo apertamente ma di dimestichezza diplomatica. 
Nonostante tutto fosse molto alla buona e spartano, certa ampollosità formale non mancò mai durante tutto l'interminabile pasto.
Che iniziò con una preghiera di ringraziamento recitata con voce stentorea dal Colonnello. 
"Oh Signore ti ringraziamo per il cibo che ci hai donato e che andiamo a consumare. Assistici e Proteggici nel giorno della Pena chè il giorno della Vittoria sia più dolce nel ricordo inossidabile dei nostri valorosi caduti. Amen"
E tutti risposero Amen.

Antipasto
Soutè di Vongole e Insalata e' Purpitielli Calda alla Sorrentina con Catalana di Zucchine all'Agro e Peperoni alla Diavola. 
Vino: Bianco di Custoza

Le vongole erano ottime ma avevano un retrogusto acidulo. I moscardini tenerissimi erano forse un po' sciocchi e le verdure, specialmente i peperoni arrostiti e conditi con una vinagrette di miele e aceto balsamico non si abbinavano benissimo con queste pietanze.
Il Colonnello lanciò un'occhiataccia a Biondi tipo " Che mi combini proprio oggi che abbiamo ospiti?" ...una di quelle occhiatacce fulminanti ma bonarie. 
"Forse il soffritto...? Eh Biondi? Avete abbondato col peperoncino!"
"Signore...Le Vongole non erano fresche, erano surgelate...l'ho fatto per coprire il retrogusto di ammoniaca..."
Il Colonnello si fece pensieroso poi convintosi della spiegazione di Biondi, si passò la mano sul mento e rivolgendosi verso di me allargando le braccia, mi disse:
"...che possiamo farci? Erano surgelate!" e scoppiò in una risata del tutto fuori luogo a cui però si accodarono tutti i sottoposti. Io tirai le labbra agli angoli in una smorfia di credibile sorriso, ma in realtà non capivo...
"Signore...Signore...servo il primo?" chiese tutto trafelato Riccardino.
"Si, certo...presto!...ah...il vino, il vino in ghiacciaia! Da quanto è li?"
"Da mezz'ora signore..."
"Oh...non vorrei fosse troppo freddo. Lei ci perdonerà, siamo alla buona come vede..." disse rivolgendosi a me con aria supplichevole.
Io annuii.

Primi
Maltagliati all'Astice con Salsa di Basilico Fresco
Linguine allo Scoglio del Colonnello
Vino: Greco di Tufo Riserva

I maltagliati erano fantastici anche se l'astice poteva benissimo essere polpa di granchio o di riccio, e i pezzi da succhiare erano pochi. La salsa di basilico in principio deliziosa tendeva a stuccare.
Le linguine del Colonnello erano una sbobba immangiabile. Troppo cotte e quasi sbriciolate in una sorta di brodaglia di pesce dolciastra e acida. Il prezzemolo fresco sbriciolato sulla pietanza mitigava l'odore insopportabile di pescheria abbandonata che il piatto emanava. 
Tutti però si complimentarono col Colonnello e per quel sapore robusto di vero mare che avevano i suoi piatti. Io, fra le altre cose, beccai una cozza probabilmente guasta e dovetti trattenere un urto di vomito...visto che avevo sempre addosso gli occhi del colonnello.
"Questo sì che è il sapore del mare! Ha sentito Talleri?..."
Talleri, paonazzo in fondo al tavolo annuì e come tutti accompagnò l'insostenibile linguina con copiose quantità di vino fresco, quasi a disinfettare il digerente da cotanta schifezza...
Talleri, notai, tremava...un moto impercettibile della mano sinistra quando sollevava il bicchiere di vino. Era probabilmente in ansia per il dentice.
Riccardino mangiò due porzioni delle terrificanti linguine e si gettò in una sproloquio elogiativo delle qualità gastronomiche del Colonnello. 
Il Colonnello compiaciuto scofanò tre piatti della sua malsana creazione e...burp..silenziando ad arte un virile rutto ci rivelò il suo segreto.
"...aggiungo sempre al soffritto bacche e profumi di macchia mediterranea. Una mistura antica. Pare che i romani fossero adusi a preparare così lo scoglio..."
E tutti fecero ohooo
Io mi congedai gentilemente e andai a vomitare al bagno perchè tutto avrei desiderato meno che un intossicazione da pesce guasto.
Nessuno, per fortuna nemmeno il colonnello, notò il colorito cereo del mio volto.
Marù però mi fece cenno sotto banco e mi chiese con un fil di voce..." A ro cazz' vaje?" e io muovendo le labbra " a vomitare!"
Mentre sboccavo, Marù bussò alla porta del cesso..."Tutt'appost, frà?"
"...si...si...ho beccato una cozza guasta...merda!..."
Sentii la voce di Riccardino..." una? ce steveno solo cozze emmerda!...o colonnello sta a pazzià, tenente...ma che dovimme fa'? Domani inizia la guerra, va tenuto tranquillo...isso sta agitato...e vedrete: finisce come l'ata vota! ..."
"Oh Gesù...è vero...ha fatto fare il dentice a Talleri..."
"...e meno male! per noi dico..è l'unico pesce fresco del deposito. E Talleri è nu bbravo cuoco...ma vedrà che il Colonnello troverà da ridire...e noi dovremo fare da cuscinetto...dandogli ragione...a chille piezz'emmerda!"
Tirai l'acqua e uscii dal cesso. 
"Ma te...come cazzo hai fatto ha mangiartene due porzioni di quella merda velenosa?" chiesi a Riccardino
"Io? Io tengo na panza e' fierro, cumpà... e poi guardà nu poco qui..." ben avvolte in un tovagliolo di carta c'erano tutte le cozze marce e altre schifezze che con gesti da prestigiatore, Riccardino, durante il suo panegirico sulla superiore tecnica culinaria del grande ufficiale, aveva estratto da quella minestra immonda.
"...eh, bravo..." dissi io.." ma gli altri? Qui si sono intossicati tutti! Anche il Colonnello..."
"Il Colonnello, no...credi a me, cumpà...chille è nu piezz'e mmerda dintre e fuori...chille mangia solo cibo avariato da dieci anni..."
"è vero"- mi confermò serissimo, Marù.
"Ma come cazzo fa?"
"Si è abituato negli anni - corsi di sopravvivenza, tecniche di autocontrollo orientali, meditazione - sembra un coglione arteriosclerotico (lo è in parte...) ma in realtà è diventato indistruttibile...temeva avvelenamenti, una sua tara psichica che aveva fin da giovane, così ha addestrato il suo corpo a ingerire quasi tutto. Non è una cazzata, frà...Ce sta un intero capitolo su questa cosa nel suo dossier riservato..."
"E tu come hai fatto a leggerlo?..." chiesi
Marù sorrise. 
"Io lavoro per i Servizi comme a te..." mi strizzò l'occhio e tornò verso la sala da pranzo.
"Anch'io cumpà..." aggiunse Riccardino dandomi una pacca sulla spalla.." vuoi nu poco e bicabornato?"
"Si...grazie..."

Secondo
Dentice al Cartoccio con Patate Arrostite al Timo e Fumetto di Pesce
Vino: GewurtzTraminer 

Accolto da un caloroso e stavolta sincero applauso, fece il suo ingresso Talleri con il gran vassoio da portata dove facevano bella mostra di se due superbi dentici disposti a Tao, sopra un letto di patate spolverate da piccole foglie di Timo e da un colorato e finissimo filangè di carotina fresca.
Talleri era sempre rosso in viso e visibilmente agitato per la prevedile menata che di li a poco il Colonnello gli avrebbe inflitto, ma con mano sicura dopo aver mostrato la deliziosa composizione del vassoio, si dette a sporzionare i dentici, disliscandoli con sapienza, sfilettando e ricomponendo nei singoli piatti con una certa eleganza le bianche carni di mare, le patate saporite sopra una salsina a specchio di fumetto di pesce e qualche altro misterioso ma squisito ingrediente.
Mentre i commensali cominciavano a mangiare, Talleri preparò alcune bacinelle d'acqua e limone per immergervi le dita a fine pasto prima del dessert. E Riccardino era in cucina a preparare un delizioso sorbetto di cedro che avrebbe servito subito dopo prima della sua delirante ma deliziosa torta mare-monti (come amava chiamarla) dove con vera arte aveva coniugato i frutti di bosco con alcune bacche di macchia marittima e una improbabile ma davvero deliziosa alice candita.
Il dentice credo sia stato fra le prelibatezze migliori che il mio palato ricordi. No comment, bisognava essere a quell'assurdo desco per coglierne tutte le deliziose sfumature e l'intatto profumo (non fetore come per le famigerate linguine del colonnello)  di mare cristallino.
Affrontai la prima forchettata con reticenza per via del precedente malessere, ma la mistura salvifica di bicarbonato e limone preparatami da Riccardino e la bontà quasi religiosa e purificante del piatto del Capitano mi rimisero al mondo e mi trasportarono in uno stato di beatitudine e composta sazietà simile all'appagamento sessuale o all'estasi dei santi. O se volete, tutt'e due le cose insieme.
Il Colonnello accanto a me, consumava il suo pasto con indifferenza e non proferì parola. Sulla faccia di tutta la truppa era dipinta un espressione soddisfatta, potevo avvertire i loro pensieri...questa volta non può dire nulla! 
Talleri si stava perciò rilassando, mentre, seppur con timidezza, cominciavano tutti a rivolgergli parole di stima e ringraziamento. 
Erano quasi bisbigli, che avevano un intenso ma non esprimibile effetto irritante sul colonnello che accanto a me gonfiava d'invidia per la tangibile onestà dei complimenti sottovoce che udiva. 
Notai di nuovo quel rossore strano salirgli dal petto su per il collo e colorirgli le guance...
Marù tentò di rompere il ghiaccio e sciogliere quest'ultima e ridicola tensione.
"...eh, colonnello...ottimo no? Vero Signore...o friulano tiene a mano santa!"
e rise apertamente.
Il Colonnello sorrise in modo strano, nel senso che i suoi occhi si spalancarono azzurri e arrossati in un'espressione che altrimenti sarebbe stata d'ira.
"...SI! Complimenti Talleri...Ottimo lavoro!" Gridò quasi. E con un gesto isterico prese a battere la mani. Tutti gli fecero seguito.
Talleri ringraziò imbarazzato il colonnello e i camerati.
L'applauso terminò nei tempi che la natura a esso concede e il Colonnello continuò per quei due secondi in più che rivelano una cattiva predisposizione d'animo. 
Poi sbuffò nel silenzio e sbattè ambedue le mani sul tavolo, richiamando fulmineamente l'attenzione su di se e disse:
"Riccardino! Il Sorbetto! ...Devo togliermi di bocca questo saporaccio di pesce..."
Notando l'espressione basita di tutti i suoi subalterni, si rivolse con sguardo benevolo a me e a Marù "...davvero troppo stasera! Non dobbiamo farci l'abitudine ci aspettano tempi magri..." Poi sollevò il bicchiere " Un brindisi, Signori...Complimenti a tutti. A tutta la squadra, orgoglio dell'esercito di questa Nazione...Ottimo lavoro...A NOI!"
A NOI gridarono infoiati tutti. 
Fui colto di sopresa dal brindisi fascistoide e ancora in estasi mistica per il dentice e poco avvezzo alle usanze dei soldati, mancai di unirmi al grido eroico.
"Lei non brinda con noi, carissimo?" - il colonnello proferì ogni singola parola senza alcuna sfumatura ironica, ne offeso, ne scherzoso, ma tremendamente serio, in un silenzio di tomba.
Ricambiai lo sguardo; e tenendo fissi i miei occhi nei suoi sollevai il bicchiere e dissi...
"si...certo, colonnello...A VOI!"
Il Colonnello insospettito ma compiaciuto toccò il mio bicchiere col suo ormai svuotato, poi lo accartocciò e lo gettò in terra. D'un tratto si fece congestionato in volto e dando un forte strattone al tavolo, iniziò a tossire con violenza. Non respirava. Si gettò a terra cercando con le dita di allargare il colletto dell'uniforme.
Marù ed io ci precipitammo sul colonnello che rantolava..."..non respiro...non respiro...talleri...merda...le lische..."
Lo riportammo a sedere e cominciammo a dargli colpi sulla schiena per fargli sputare la lisca che evidentemente gli si era piantata in gola.
Il Colonnello espettorò una piccola lisca bianca avvolta in un bolo di carni e catarro, e ricominciò a respirare faticosamente...Riccardino gli porse un bicchiere d'acqua e tutti si fecero intorno al loro grande capo.
Tossì ancora un paio di volte e gradualmente il viso riprese un colorito naturale.
"....Talleri...perchè ogni volta...e mi scuso col nostro ospite che sicuramente si farà una pessima immagine dei soldati del suo paese...ma perchè cazzo! ogni volta qualcosa, quando c'è lei di mezzo...NON VA! eh? Me lo sa spiegare? Capitano Talleri...io le giuro ero pronto a ricredermi da stasera, perchè lei è di sicuro un ottimo elemento, preparato in cucina come per il suo mestiere...ma queste CAZZO di DISTRAZIONI...eh? Talleri! Perchè lei è così distratto? RISPONDA, CRIBBIO!"
"Signore...sono...sono costernato signore...ho disliscato e sporzionato il pesce con cura ma.."
"MA! Lei ha sempre un MA! E io allora ho un SE! Talleri! Se anche una fottuta lisca può uccidere un uomo, per sua distrazione, cosa mi combinerà mai domani e durante il corso della Guerra? Ci ha mai pensato?..." poi rivolse lo squardo verso di me -"...vede, carissimo...a lei sembrerà una sciocchezza, ma allestire una buona mensa o vincere una battaglia dipendono sempre dagli stessi fattori: PRIMO- Affiatamento, spirito di corpo, capacità d'integrarsi nel gruppo...lei, Talleri, credo non sia mai andato oltre un superficiale adattamento alle abitudini e alle pratiche di questa squadra...Lei si fa sempre i cazzi suoi Talleri...perchè Talleri? vabbè..SECONDO: Strategia Vincente e sa questa da cosa nasce, dal CONTROLLO Talleri...dal controllo e dalla corretta interpretazione dei dati in nostro possesso, dall'analisi accurata della situazione...Lei Talleri, in cucina come nel lavoro, nicchia...aspetta...ma cosa aspetta l'ispirazione? Lei manca d'iniziativa! E l'iniziativa conformemente agli ordini che riceviamo è LA BASE del successo in un'operazione! UN PO' DI AUDACIA, credo ne converrà con me, non guasta in un ufficiale! VERO TALLERI!? TERZO e forse ancora più importante dei primi due punti...METODO e ACCURATEZZA! La DISTRAZIONE, Talleri...è un VELENO che non può e non deve intossicare il nostro operato. Le hanno mai detto, Capitano, che abbiamo delle responsabilità e che indecisione, scarso spirito di gruppo e distrazione possono compromettere non solo l'esito di una battaglia ma far morire centinaia, migliaia di commilitoni? ...Lei Talleri, cos'è? Un Sognatore? OPPURE è UN UFFICIALE? MI RISPONDA!"
Il Capitano Talleri ingessato sull'attenti, nascose la mano che tremava visibilmente:
"Signore, Sono un ufficiale, Signore e cerco di svolgere al meglio i miei compiti."
Il colonnello si aggiustò sulla sedia di plastica da giardino per guardare meglio il capitano e muovendo il capo da destra a sinistra lo squadrò con severità.
"....Talleri?...Lei sta TREMANDO?...la sua mano, dico..."
Talleri tacque.
"Capitano TALLERI!"
"Si, Signore..."
"Le ho fatto una domanda! MI RISPONDA PER CORTESIA!"
"No..Signore...Si Signore, io...ecco.."
"LEI TREMA, TALLERI! LEI "CERCA" DI FARE DEL SUO MEGLIO! MA LEI TREMA!!! LEI NON FA DEL SUO MEGLIO...LEI TENTA! PROVA! TALLERI, CRISTO! SI RICOMPONGA! NON SIAMO IN ACCADEMIA QUI! SIAMO IN  GUERRA!"
"SIGNORSì SIGNORE!" 
"...Mi mostri la sua mano, Capitano..."
Talleri allungo la mano, sforzandosi inutilmente di far cessare il tremito; più cercava di tenerla immobile più il fremito diventava visibile. Stese il braccio, rigido in basso, verso il colonnello, in una sorta di saluto nazista ribassato.
Il Colonnello esaminò la mano, poi guardandosi intorno, cercò lo sguardo di Biondi, di Marulli e di tutti gli altri ufficiali e attendenti...
"...signori...osservate prego...la mano del Capitano Talleri, trema..."
Nessuno potè negarlo. 
Il colonnello dette una robusta sferzata col suo frustino di comando sulla mano tremante di Talleri che, militarmente non ritrasse. Talleri non emise un fiato, il suo volto non fu attraversato nemmeno per un attimo dall'abbaglio fulmineo del dolore.
Una piaga rossa affiorò sul dorso della mano che continuò nel suo fremito...imperturbabile come il volto e la volontà di Talleri.
Il Colonnello osservò compiaciuto la reazione del capitano. 
"...Potrebbe essere un piccolo tic nervoso, colonnello...nulla di preoccupante, ecco..." - Marulli improvvisò una sterile linea di difesa...
"Sottotenente MARULLI! LA PREGO! NON DICA CAZZATE!...Il Capitano Talleri è responsabile per la logistica e il rifornimento delle nostre truppe in prima linea...NON è ammissibile che un uomo emotivamente provato venga caricato di una responsabilità cui non può fare fronte, specialmente in tempo di guerra!...Talleri? Mi sente?"
"Signorsì Signore."
"Si rilassi, Talleri...Riposo..."
"Signore...io.."
"TALLERI...Mi creda, non gliene faccio una colpa...se lei è una persona d'indole emotiva non è colpa sua....anzi...noto con sincera ammirazione che è un uomo di grande volontà e resistenza...e grazie a queste qualità lei riesce a dominare le sue debolezze... Ma si renderà conto che, considerate le responsabilità di questa squadra io non posso fidarmi e di conseguenza darle incarichi delicati dove  lei, tentando, come ora ha tentato, di arginare la sua emotività, rischia di spendere energie eccessive e quindi di commettere errori irreparabili..."
"Si signore..."
"...lei Talleri è un ottimo elemento, una persona piena di talento e ragionevole...converrà con me che dovrò chiedere al Comando il suo trasferimento ad altro incarico già domani e se lei è d'accordo vorrei anche che facesse un completo check-up psicofisico...è per la sua salute e per il bene dell'esercito...non possiamo perdere elementi validi come lei, soprattutto in questo momento storico.
Credo che lei, Talleri abbia bisogno di un periodo di cura...dobbiamo accertare se questo..tremore..è solo di natura emotiva o altro...dopodichè una breve licenza e un incarico meno pressante le saranno di sicuro sollievo e...mi creda..sono assolutamente sicuro che da qui a pochi mesi potremmo di nuovo collaborare...è d'accordo con me, Capitano?"

"Signorsì, Signore."
"Bene...Signori, prego...accomodatevi. Riccardino? Puoi servire il dessert..."

Dessert
Torta Mari e Monti di Riccardo 
Vino: Passito di Pantelleria

Le alici candite erano improbabili ma decisamente gustose. Il Colonnello dette una bonaria tirata d'orecchie a Riccardino per questa sua escursione nella nouvelle cuisine...
"...eh...Riccardino, Riccardino!!! Cosa mi combini? Queste mode culinarie ancora non mi convincono...Comunque, brindo al tuo talento e al tuo spirito d'iniziativa..Bravo!" -bravo, lo disse con accento francese per sottolineare tristemente che anche lui, uomo di saldi principi con le sue intramontabili idee del cazzo, era pur sempre un uomo di mondo.
Riccardino sorrise poi guardandomi mi disse a fior di labbra: "che figghio e' ndrocchia..."
Biondi servì il caffè sciacquone alla soldatesca e portò in tavola alcune bottiglie di amaro, limoncello e grappa.

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