venerdì 10 febbraio 2012

New Computer World Order




Computer World

Interpol and Deutsche Bank, FBI and Scotland Yard
Interpol and Deutsche Bank, FBI and Scotland Yard
Business, Numbers, Money, People
Business, Numbers, Money, People
Computer World
Computer World

Interpol and Deutsche Bank, FBI and Scotland Yard
Interpol and Deutsche Bank, FBI and Scotland Yard
Crime, Travel, Communication, Entertainment
Crime, Travel, Communication, Entertainment
Computer World

I Kraftwerk profetici o meglio ancora, pratici ed essenziali coglievano l'essenza appunto di quello che è, e stato e sarà il mondo dei computer. Appaiono piuttosto ingenue quelle utopie di un'umanità open source felicemente interconnessa, che divulga, scambia e promuove i saperi, la cultura in ogni sua forma ed espressione (il tutto rigorosamente no copyright). Perchè internet è semplicemente lo strumento massimo del controllo e lo è ancor di più quando si è maggiormente connessi e dipendenti da esso. Macchè, non ci sono come ne "Le Vite degli Altri" omini torvi e affetti da incipiente calvizie con le cuffie che spiano, oppure orwellianamente una società di delatori scrutata 24h su 24 da maxischermi a forma d'occhio. Si tratta di algoritmi, frammenti di codice, spyware, malware, scarware e compagnia che ingannano, frodano, acquisiscono, usano le nostre identità e le macchine che le ospitano per ogni sorta di traffico e operazione opaca. E soprattutto database dove questa messe d'informazioni è stivata e alla bisogna resa disponibile. Dal call center scassa cazzo che ti telefona con un timing da capo operazioni della NASA esattamente quando ti siedi a tavola per pranzare, a qualche mafioso che deve posteggiare per un momento sul tuo smartphone un po' di documenti scottanti. In questi giorni sta accadendo qualcosa di nuovo infatti, seguitemi fiduciosi nel mio delirio persecutorio: l'FBI con gran tromba e clamore chiude MEGAVIDEO, arrestandone il creatore. Cosa succede dunque? Si ristabilisce una legalità violata? Ma manco p o' cazz.... Una torma di milioni d'utenti defraudati della magra consolazione d'un filmetto in streaming cerca alternative e cadono in molti nelle maglie di servizi che chiedono di scaricare il famoso software che poi non è altro che uno spyware (searchqu) che "forzatamente" cioè senza il tuo consenso esplicito, fa esattamente quello che tutti i giorni fa adsense di google con il nostro "silenzio\assenso" ovvero veicolare le nostre ricerche, indagare i nostri gusti, reperire informazioni. Insomma, morale della favola, gli sciagurati che sono incappati in searchqu, cercano disperatamente di rimuoverlo dal proprio computer e sono costretti a seguire procedure snervanti di pulizia del registry, scaricare programmini di pulizia (tipo CCcleaner etc...) e ovviamente chiedere aiuto, consiglio e manforte ai forum di smanettoni i quali per potervi essere davvero d'aiuto chiedono alle vittime di searchqu di pubblicare sui forum i log delle scansioni dei programmi in questione, rendendo di fatto pubbliche, consultabili e volendo utilizzabili per chi le sa decifrare, informazioni sulle root del loro hard disk, cartelle, sotto cartelle, configurazioni del registry etc... e così siamo ad una raccolta massiccia e apparentemente innocua d'informazioni su chiunque e l'opera (altrettando apparentemente innocente) iniziata con facebook ed i social network si chiude, o meglio, comincia a dare i suoi frutti. Ci hanno abituati a questo web 2.0, facile, amichevole e pieno di possibilità e ci hanno reso perciò vulnerabili, esposti a truffe, furti d'identità e ogni genere di azione criminosa, visto che i nostri dati sensibili sono sparpagliati in rete e ben disponibili per chi li sa leggere ed usare. Insomma, come degli "hacker sociali" (hacker "cattivi" s'intende...) hanno sfruttato proprio quegli automatismi del comportamento che naturalmente s'innescano al momento in cui si familiarizza con uno strumento, e così distrattamente si "CLIKKA" e si autorizza l'esecuzione di uno script malevolo, un bel pelouche ripieno di merda. Infatti ci hanno abituati alla vita comoda, alla connessione continua ed in real time, alle informazioni facilmente disponibili ed hanno trasformato questi veicoli di emancipazione in un sistema raffinato di controllo sociale. Perchè la colpa principale è NOSTRA, che dimentichiamo ogni volta che sediamo davanti al nostro computer che stiamo utilizzando una macchina che esegue quello che gli vien detto di eseguire, qualunque cosa sia, che non è un "amico" che difenderà i nostri diritti inalienabili o un paladino di giustizia, ma solo uno strumento ahinoi COMPLESSO, e più è userfriendly e più sono le operazioni complesse che esegue a nostra insaputa. Perchè nessuno pensa che il bell'effettino, o la visualizzazione di un video o una foto sono in realtà PROGRAMMI che il computer MACCHINALMENTE esegue, come potrebbe eseguire la trancia laser di un foglio d'acciaio, la formattazione del tuo hard disk o il lancio di un missile balistico. Dare macchine complesse di cui non si è in grado di comprendere a fondo il funzionamento è di per sè CONTROLLO, perchè di fatto si rendono dipendenti le persone da strumenti di cui non capiscono la struttura e le dinamiche interne. Questo stato di cose ha un nome, di sapore marxista: ALIENAZIONE ovvero il non sapere lo scopo e le ragioni di quel che si sta facendo. Ed eccoci dunque totalmente macchine desideranti, specchiarsi narcisisticamente nel monitor piatto dal design pulito e rassicurante, mentre masturbandoci su frammenti di orge bisessuali o sognando su raccolte d'immagini artistiche o guardando un film, totalmente presi nel nostro desiderio e automatizzati nel suo soddisfacimento in una serie ripetitiva di gesti ritualizzati per porlo in atto, veniamo INCULATI bene bene... ora? si, ora. e Senza che nessuno se ne accorga. Magari un giorno qualche poliziotto busserà alla nostra porta e scopriremo nel nostro innocente, nuovo ed elegante laptop cartelle intere d'immagini pedoporno oppure transazioni non autorizzate sul nostro conto, o qualcuno a nostro nome che gestisce traffici illeciti chissà dove... Amo pensare che chi ci giudicherà avrà la compassione e l'intelligenza di scorgere nel nostro sguardo beota e stupito l'innocenza e ci lascerà tornare a casa un po' frastornati e kafkiani. Un'innocenza complice e asservita per la quale esistono un paio di semplici controindicazioni: imparare e conoscere lo strumento che usiamo il più possibile - limitarne l'uso a quel che ci compete e facendolo con la massima attenzione e competenza (perdonate il bisticcio) - non esserne MAI dipendenti. Basta uno sbuffo annoiato del sole perchè tutta sto can can di internet si dissolva in un attimo. Enjoy! 

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