mercoledì 7 marzo 2012

Sulle 99 TESI per Pistoia

Vi racconterò un po' di mio nonno: si chiamava Angiolo ed era nato a Vinci. Poco più che sedicenne fu mandato in guerra, sul Piave (prima guerra mondiale), e a 22 anni ebbe il primo di 6 figli (l'ultimo, mio padre, nato nel '43) a cui non fece mai mancar nulla. Come molti non ebbe la possibilità di studiare, all'epoca era un lusso, un privilegio per gli appartenenti all'aristocrazia e all'alta borghesia, altro che meritocrazia! Mio nonno fin da bambino fu una persona dotata di un intelligenza brillante, ma nonostante fosse il primo della classe era povero ed in quinta elementare finì il suo percorso scolastico. Questo non gli impedì di formarsi una cultura vasta, variegata e di avere una vita stimolante: il primo lavoro che fece fu il carradore (erano quelli che riparavano le ruote dei carri) dopodichè fece il falegname, e spesso non avendo tempo, la notte a lume della lampada a petrolio creava i suoi intarsi con legni di diversa tonalità dove riproduceva scorci di Firenze, di Vinci, vedute da quadri famosi. Negli anni '30 si mise a studiare  per diventare  riparatore meccanico e farsi assumere alla SMI dove lavorò fino al primo dopoguerra, ed infine seguendo la sua passione per i mobili antichi, il restauratore. Oltre questo, come molti a quell'epoca, sapeva cucinare, sapeva cavalcare, sapeva rammendare, fare i lavori di casa, suonava il clarinetto e sapeva leggere la musica. Amava anche il cinema che portò a Vinci nei primi del novecento, facendo le prime proiezioni.
Mio nonno ha lavorato fino a 80 anni (è morto a 81) e si è recato puntualmente in bottega a lavorare ogni mattina fino a quell'età, tornando felice per la soddisfazione di aver riportato in vita un comò, una seggiola, una cassapanca restituendoli agli antichi splendori. 
Voi vi chiederete cosa c'è di strano in questo: in effetti nulla, poichè in un tempo non lontano era la cosa normale saper fare un po' di tutto, e saperlo fare bene. 
Restiamo spesso stupiti constatando le mille capacità dei nostri vecchi: le nonne sono quasi tutte sarte eccezionali ed incredibili amministratrici delle risorse domestiche, potrebbero far durare un abito anni e anni e riutilizzare in maniera creativa ed utile vaschette, bottoni, scampoli e oggetti che comunemente si buttano. Troverete che queste persone che vengono messe in panchina dal nostro "mondo giovane" sono delle fonti inesauribili di accorgimenti, conoscenze, trucchi, sapienze. 
La società negli anni si è andata specializzando, delegando le competenze a "chi di dovere" - dall'idraulico al politico - abbiamo perso lentamente ma inesorabilmente la nostra poliedricità, anzi, più correttamente, l'abbiamo accantonata, perchè alla bisogna c'è chi fa e talvolta pensa per noi. 
Per questo motivo molte delle 99Tesi sono rivolte ai giovani ed all'ambiente scolastico che deve diventare un laboratorio di stimoli, dove si fa, non dove si parcheggia mini persone disincantate e già ciniche che sanno cosa aspetta loro- uno schermo 24h su 24. Una cuffia di un call center. Una sedia da ufficio e poi meglio non studiare perchè un avvocato guadagna meno di un idraulico. Un orizzonte totalmente monetario, un calcolo pigro di costi \ benefici senza la benchè minima traccia di passione.
Noi riteniamo che nel restituirci ad una vita attiva e nell'imparare ci sia quella scintilla di passione necessaria al nostro benessere più profondo. Noi pensiamo che un cittadino più capace di creare da sè (autoproduzione) le cose di cui ha bisogno è un cittadino più felice, più attento alla qualità, più disposto al rinnovamento, perchè continuamente egli stesso cerca di migliorarsi. Un cittadino più consapevole, da cui dileguano spontaneamente lo spettro della noia, della droga, dell'alcolismo e del giuoco d'azzardo.
Ci rendiamo conto che molte delle 99 tesi saranno giudicate infantili, utopiche, provocatorie, deliranti, antieconomiche ma cionondimeno ognuna di esse rispecchia una piccola faccia di quella poliedricità accantonata: molte tesi inoltre rappresentano e promuovono una cultura vegetariano vegana antispecista che seppur non condivisibili da molti sono una delle colonne portanti della cultura di Decrescita Felice e Downshifting che stanno alla base delle 99tesi. 
Le tesi va detto sono tutte rivolte all'antispecismo, all'ecologia, alla riscoperta dei saperi e dei mestieri antichi senza i quali l'umanità non si sarebbe evoluta.
L'obiettivo è ritornare ad una economia reale, che si rapporti alle risorse effettivamente disponibili, ad un commercio non speculativo inteso come scambio di beni e servizi, ad una tecnologia magari ancor più raffinata ma non pervasiva . 
Non siamo luddisti, non vogliamo tornare al medioevo, semplicemente chiediamo che coloro che si sforzano per restituire qualità e consapevolezza alle loro vite abbiano nell'amministrazione pubblica una maggior attenzione ed interlocutori più sensibili a queste tematiche.
E che quanto proposto venga realizzato. Noi abbiamo già cominciato.

6 commenti:

  1. Trovo queste parole che sono parole che penso ogni giorno di più, ho avuto la fortuna di crescere fin da piccola a casa dei nonni e dei bisnonni e so quanto questo mi abbia arricchita. Non sono solo d'accordo completamente con questo articolo, mi sono commossa davvero leggendolo perchè sono le parole che ho in mente da sempre.
    E credo che queste parole vadano diffuse il più possibile. Il mio blog è più buttato sul faceto e sulla cucina, ma la mia saggissima nonna mi ha sempre detto che la rivoluzione parte anche dalla cucina, e cerco di applicare i suoi insegnamenti ogni giorni, in modo non greve ma sorridente come è mio carattere.
    Ti ringrazio di aver scritto queste splendide parole.
    Barbara

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  2. Che dire, tutto vero. Condivido a pieno. Mi stupisco seriamente: i giovani della mia generazione non sanno fare niente, ma niente davvero! Né uno spaghetto né riparare qualunque cosa si rompa in casa, figuriamoci poi far crescere una verdura o lavorare il legno. Mi ci metto senza dubbio io stessa che pur m'interesso al consumo critico, all'alimentazione naturale, alle tradizioni e mi diverto ad autoprodurre. A ventitré anni non so cucire, non so coltivare la terra, non so quando è il tempo buono per seminare, come si pulisce una casa alla perfezione senza quei troiai di detersivi inquinanti che usano oggi...tutte cose che la mia nonna alla mia età faceva normalmente, oltre a tirare su dei bambini. Studio, tanto e per fare qualcosa che in futuro sia utile alla comunità,ma spesso mi rendo conto che questo riempirmi la testa d'informazioni per un futuro mi ha rubato la capacità di fare ora, e spero davvero di poter rimediare, agendo.

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  3. E continueremo, ogni giorno, ad andare avanti. Qualcuno disse che ogni cosa che si fa,produce un piccolo cambiamento. Siamo piccoli semi di rivoluzione!

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  4. tutto assolutamente condivisibile per quanto mi riguarda, come gia' ti ho espresso su FB. Volevo solo dirti... non c'entra nulla: ma potresti cambiare questo sfondo? Dopo che ho letto a video, ho pensato per un buon 10 minuti di avere la carta da parati in casa (che non guasterebbe neanche visto lo stile della casa)! Grazie, un bacione e a presto!

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  5. Ringrazio voi tutte per il feed-back caloroso e spero benaugurante per tutti noi a intraprendere una vita nuova e piena di cose da scoprire come bambini in un giardino.
    Come piccoli semi di rivoluzione, così piccoli che nessuno li può schiacciare!
    Si, Samantha è vero è un po' devastante lo sfondino liberty. Penso che farò un back to black se ritrovo in che punto del codice è impostata questa cosa.
    Enjoy!

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  6. "Giuoco d'azzardo" m'è piaciuta.

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