giovedì 19 luglio 2012

Alla guerra, alla storia, alla gloria.


Cruda 
e insapore
macellazione
di marionette
quiete metallica
di reti stese
e pietre 
perplesse
nell'unica espressione
concessa loro
come Clint senza il cappello
da quando restaron
di sasso, calma
e gesso, futuro con scasso
agile incerto,
manomesso e mai aperto
regalo scondito di
agitatori d'ali
di pipistrello,
di forconi, di cannucce
e manganello, di gladi 
e gladioli, di ricami
ridicoli, di sponde
e saliscendi,
di anse e trasalimenti,
di nuovo dotato
di antenne cromate
e telescopiche come
la radio del nonno - 
di nuovo attraversato e 
a tratti sorpreso
dalle inquietudini 
zuccherine
che gonfiano le formiche balia.
Voglio essere stato.
Qualcosa, non tutto.
Non come ripara 
lo sventurato
sorpreso da 
un nubifragio, non
specchio né domanda
letta a rovescio -
Non permanere dell'aria
né grottesca incisione
sulla corteccia
cerebrale dell'albero 
della vita interdetta
e sgraziata moltitudine
di io inevasi,
proroghe d'esistenza
sulla superficie spiegazzata
dei cieli
al numero inesatto
al nume decaduto
alle pietre che
piangono, alla 
Luna invasata
che frettolosa attraversa
la notte di burro
come una lama calda e bianca
alle sorgenti di ogni 
tramonto su cui
stendi lamine d'oro
alle bende e i balsami
che conservano faraoni
eviscerati, ai gatti
che vigilano i sepolcri
ed ai gufi che ti
guardano negli occhi
quando la disperazione si
impasta all'estasi
e scopando nei tempi
e modi del calore
restano attaccate
ai getti di seme
che disegnano ideogrammi
indecifrabili sul tuo
ventre - alle ore ed i
minuti ed i secondi
fino alle frazioni
impercettibili che
fanno sembrare il tempo
immobile - al 
calore ed all'estrazione del dolore, come
diamanti da una terra rossa di
schiavi e derelitti
una terra grassa e
spietata su cui nessuna
bandiera sventola
dove nessuno è capace di carezze
dove la pace è una
faccia inespressiva e
il silenzio che gonfia
le sue labbra 
serrate. 

"Alla guerra, alla storia, alla gloria"

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