domenica 1 luglio 2012

Universo Panperso




L'emarginazione è prima di tutto qualcosa di sgradevole alla vista, qualcosa che diresti brutto oggettivamente perchè sgraziato, fuori tempo, qualcosa che non torna, un errore di calcolo, uno squilibrio, un inciampo, la fine di una serata di ubriachi che tornano a casa soli e contenti di esserlo perchè inammissibili, rutteggianti, in preda a spasmi intestinali. È la fine della compassione fasulla, dell'amicizia perchè si sta male, degli abbracci dovuti… è quasi una benedizione ed una presa di coscienza. Può risultare rilassante, venata di considerazioni sedative, rivoletti di eroina, tregua insperata nella lotta quotidiana per un organismo efficiente finalmente bolso, indifferente e inconsapevole. Una presa di coscienza che è inconsapevole, per le ragioni inappuntabili della sopravvivenza, e poi quei sogni di baci e umani sodalizi così remoti e per fortuna inaccessibili ora in questo momento di … Volevo dire: di me con me. Non significa nulla. L'amore per se stessi è un inganno, come l'immagine riflessa di Narciso. In quel riflesso sempre si contempla un altro che manca.

27/09/2010

Ho visto un ragazzo nero 
d'incomparabile tristezza e
bellezza. Non aveva nulla di
reale ma era reale.
Diciamo che prima non era
triste. Lo è diventato sul finire
del concerto di questo gruppo
americano, di New York
molto bravo, molto "camp"
e lui sedeva in un angolo
senza muovere un muscolo
solo gli occhi ribaltati indietro
in un segno d'uggia
millenaria, per la schiavitù
patita dai suoi antenati forse?
che da dolore è diventata
noia per questo mondo in 
bianco come le diete degli
ospedali - come a dire: 
che palle!
ancora loro, ancora noi.
Ora lui, a parte il colore
della pelle non aveva nulla
di diverso da un qualsiasi 
sfigato che era lì dentro
era assolutamente conforme
al desiderio di conoscere
ed essere ignorato
che SCHIZOFRENICAMENTE
si produce
non aveva attenuanti etniche
non aveva motivazioni
religiose, non rivendicava
retaggi - percepivo solo
una straordinaria bellezza
del tutto ignorata
da chiunque - Per un po' abbiamo 
ballato insieme e mi
è sembrato così piacevole e
spontaneo e inatteso.

Una vitalità che mi è estranea
di piloti, fotomodelle, pubblicità,
entusiasti, arti varie, volenterosi,
volontari, intraprendenti, ubriachi,
salutisti, milionari, convinti,
amanti, indifferenti
estraneo a costoro
alla vita come essi la 
riproducono
scorgo oltre la prudenza (la paura)
la meschinità di sopravvivermi
e la noia crescente di
interpretare il mio ruolo brillante
negli spazi che mi sono concessi
è poco e fragile
e s'imbatte sugli altri
inciampa,

UNIVERSO PANPERSO

Impossibilitato a leggere
partecipo a questa regata
con Corona, Lele Mora, Schifano
un pubblico di gatti clonati
ci assiste senza interesse
eccezion fatta per la prurigine
di una pallina che saetta 
irregolare il teleschermo
la voce lamentosa di mio padre
l'ostilità per tutti questi ex-amici
l'impossibilità fisiologica
costituzionale di avere e sostenere
idee aperte e liberali
l'attrazione-repulsione per il nazismo
gli pneumatici a buon mercato
su cui rotolare la storia
(bella storia…) in Terzo Mondo 3D
senz'occhialini, con la meningite
con la sciatteria e la presunzione
da ventenni del ventennio
l'impossibilità di comprendere un 
atto spontaneo e disinteressato
una telefonata pour parler, senza
richieste, scambi, motivi, calcoli
l'impossibilità di accettare l'ingratitudine
e la mia metamorfosi in ossessione
per fazzoletti sporchi 
lasciati per evidente disprezzo
nei miei confronti sulla mia scrivania
l'impossibiltà di comunicare
le visioni abbaglianti del mio passato
nell'attimo stesso del presente
in mezzo alla gente a cui sono estraneo
mi ricordo un tempo in cui
stavo nei bagni ad asciugare
la passera alla mia fidanzata.
Non puoi uccidere un fantasma
esso aleggerà nei secoli, per l'intera
durata dell'eternità sulla mia anima
sarà il mio karma, il mio dharma, la mia condanna
anche se rinascessi, lei sarà lì in qualche forma
a ricordarmi il mio ignoto compito ancestrale
da risolvere fino al nirvana
che sopraggiungerà quando e come
nella replicazione delle cellule
una sola cellula diventano due
così i destini verranno finalmente sciolti
e non dovrò più tollerare l'idea che esisti
che sei esistita e che esisterai
impossibilitato all'esorcismo
osservo divertito con crescente disprezzo
il disperato imputtanirsi di fidanzate ignorate
un précis de decomposition dell'amore, l'amore di Berlusconi
ecumenico, lussureggiante e falso,
l'amore vaginale, interno, solipsistico di Anna Oxa, e questa
cronaca differita di croci uncinate
che hanno smesso di selezionare e sezionare
e girare girandole in una bonaccia umida
gonfia di attese sconosciute.
È un mondo di nazisti, chiassosi, truffatori da tre soldi
come nei film di Totò, la pendola di Schopenhauer
ha cambiato colore
ed oscilla adesso fra tragedia e ridicolo.
- SIETE GROTTESCHI, TERRESTRI! -


"Il Nuovo Ludo"
in questo momento
è iniziato l'autunno
e  io sono in maglietta
ma vaffantasm'…

8/10/2010 ore 14.18 inizio autunno con vento
Ricordi?
Inzuppavi il cazzo nella grappa
e poi lo succhiavi delicatamente
ora passi rapida
sul velocipede
e fai un cenno con la mano
e non so se mi stai salutando
o semplicemente
curvando.

L'appartenere con orgoglio a qualsiasi cosa è già fascismo.
Dovrebbe sgomentare la scoperta di appartenere e rispondere unanimemente ai richiami della propria specie. Altrochè orgoglio! La fine del sogno dell'identità, dell'individualità che tanto ci ha reso tronfi, dovrebbe di conseguenza rattristarci. No, l'illusione continua a incoraggiarci ad esistere (ad esistere in un certo modo, quello "orgoglioso") - Ci rotoliamo in questa fatuità, ci pensiamo unici (è vero solo biologicamente) ed invece esauritasi l'anagrafe e qualche capriccio, eccoci ricondotti ad un gregge litigioso d'animali che volevano essere Dei.

Fashion is Fascism

Immagini sfocate.

Vorrei essere tollerante come un animale
spietato e dedito all'amore senza riserve
gagliardo nel saltare di mobile in mobile, come un gatto
osservatore estremo delle microvariazioni ambientali
del volo delle mosche
e nel disimparare la scrittura, tacere le parole
che la bocca arida riserva serrata al disprezzo
e poi perdermi nei pensieri continui
come scommesse che si sanno perdute, nell'avambraccio
che si stende a mostrare vecchie bruciature
di adolescente tormentato
che reclamano adesso uno spirito indomito
che non trova asilo in queste carni molli
in questa resa incondizionata al laissez-faire - 

No, tesoro
non c'è abbraccio che mi 
colga impreparato al 
terrore, al rivelarsi
di una cellula violenta
che silenziosa
attende la sua duplicazione.
L'unico rifugio è una solitudine inetta
di uomo sconcertato
di ribelle sedato
da invisibili fustigazioni e ammonimenti astrali che
non lasciano ombra di dubbio nè assoluzione.
Vorrei raccontarvi la gioia
che certe mattine mi agita
come un souvenir, una palla di vetro piena d'acqua e briciole
di finta neve, come un natale compresso
e un lampo di memoria di questo cugino invidioso del mio regalo, che lo butta a terra
fingendosi maldestro e lì la mia rabbia di bambino e la mia tolleranza di bestia
che si concludono e in questa notte senza sesso
svaniscono come le parole biascicate di chi si addormenta.
Evidentemente sconto i miei peccati adesso.
È così ovvio che mi sento quasi felice talvolta.
E le altre volte?
Remissione.

Sono un monaco lussurioso
e infingardo che nulla chiede
a viva voce ma tutto
silenziosamente pretende - 
Sono una fica che le donne
alienano dal loro corpo sacro. 
Sono una lesbica scolpita nella peluria e nel grasso, senza risposte,
solo desideri fugaci di fantasma.
Solo pelle che si nasconde e distrattamente si masturba
con disperata timidezza, come farebbe uno psicopatico
a cui avessero tolto la volontà cieca di ferire.
Sono l'indulgenza borghese
che manomette il suo stesso meccanismo
di benevola afflizione (quando ama).
Sono il panico
travestito d'infarti e di alibi per una crudeltà giocosa.
Sono quello che gioisce quando fa male
e che un minuto dopo piange la sua vittima.

Un manipolatore di cazzi morti nel ventre immacolato della vergine natura.
Un nido di morte che cova la sue uova cadavere per portare a termine una gestazione di morti, morti per davvero e morti perchè non si poteva fare altro che considerarli morti. 
Sono l'immensa fabbrica del rancore che non si perita più, ed è stufa di nascondersi.
Sono un animale che deve imparare la lezione di bestia dimenticata.
Sono uno che ha smesso di disegnare e di credere in qualsiasi cosa che puzzi d'arte.
Sono tua madre che ti raccomanda il posto sicuro.
Sono tuo padre che annuisce alla saggezza della consorte.
Sono i tuoi amici che ti dicono: "non troverai di meglio". Sono te!
Sono te, che ti dico che è vero! Sono il Budda che ti consola quarantenne, sono il cattolicesimo accantonato con facile e falsa determinazione. Sono l'ateo che conserva i sacramenti e chiede l'estrema unzione prima di crepare. Sono il suicida a cui benevoli parroci concederanno una messa. Sono il terrorista che non ha trovato le armi. Sono la pigra effige che ogni mattina ti guarda allo specchio. Sono tua sorella trombata da un manfano odioso. Sono tuo fratello che ti rinfaccia i suoi molti pompini spregiosi. Sono una donna violentata da piccina e il suo stupratore. Sono una caramella che caria i tuoi denti e un bacio dato in ubriachezza. Sono una tipa scopata in stato d'incoscienza. Sono ubriaco e come scomposto mi muovo nel tuo orizzonte di saggezza -  Sono un malanno, un colpo della strega, un inverno immeritato, una vagina apparsa su una roccia e una roccia ascoltata dietro la vagina.
Sono tuo figlio che ti picchia. Sono un miserabile che non conosce punizione adeguata ai suoi misfatti. Sono il tuo miglior amico morto mentre lo aspettavi con la bamba. Sono quello che ha perso qualche giorno… e sono stato in Cina per cercare di rendermene conto ma non ho capito un cazzo nulla. E poi ho smesso di fumare ma ogni tanto fumo ancora come un adolescente di nascosto. E poi ho smesso di fumare per ingrassare ancor di più come un animale senza tolleranza ma solo come un animale di vizi - come una compulsione, un fremito, una brezza improvvisa che chiama la polmonite.
Aggiungimi al tuo libro nero di pessimi amici, non di nemici, ma solo cattive amicizie, di quelle per cui venivamo messi in guardia, ma senza il brivido delle trasgressione. Solo una meschina declinazione dei tuoi giorni più di merda. Vai!

DE COMPOSITIONE
(il circo di mosca)

La lenta,
inesorabile
evoluzione
verso il compattatore
di rifiuti umano.
La generosa elezione del Verbo
che coincide con la sua
corruzione.
Verbum cara est. Già andata in
malora. Ab negata al virtus
e innegabilmente variegata
di caleidoscopico pus.

De pustibus non est disputandum…
La decomposizione non si discute. Si ha.
Qual piaga di decubito
da troppa fermezza.
Da giaciglio duro da incubo decubo.
Su cui dormire
resti d'altri  sonni.
La biologia pura del necessario
letargo che ci avanza. E noi
avanziamo… compatti!


"Il Club degli Insospettabili" (titolo italiano) - 1980
con Sylvester Stallone e Sophie Marceau
Siamo a Parigi, prima metà degli anni '80. Da un tombino nei pressi di un passaggio sopraelevato, una donna dal volto di rettile occhieggia alle ignare vittime. La sua pupilla è a fessura come quelle dei gatti, ma posta orizzontalmente. Con un balzo assale un'altra donna che scende dalle scale e succhia i suoi globi oculari. Il contagio è istantaneo, la vittima a sua volta aggredisce altri passanti. 
La donna rettile è magra e ben vestita con un completo nero di stoffa lucida tipo raso. Dall'altro lato della strada, da una bancarella, sotto un ombrellone rosso e bianco un'altra donna rettile aggredisce i passanti. È il caos: alcuni sia aggressori che vittime vengono travolti dalle auto che passano di lì, velocemente. Alcuni autisti si fermano e vengono aggrediti a loro volta. Una ragazza rettile (Sophie Marceau) si allontana nel trambusto e sale sopra una macchina sportiva decapottabile color caramello.
A casa, in un minuscolo ma elegante appartamento parigino, la attende quello che pare essere il suo ragazzo, un giovanissimo Sylvester Stallone: indossa una camicia da smoking senza maniche e una cravatta nera e argento sottile.
Sta parlando al telefono mentre sta stirando i pantaloni. Poi appoggia il telefono alla parete dove c'è una specie di rastrelliera piena di telefoni e un monitor TV.
Titolo italiano - "Il Club degli Insospettabili" cassetta VHS lasciata da Michele nel videoregistratore.

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