sabato 22 settembre 2012

Non avrai altro Zio all'infuori di me




Licheni e muffe che allignano su rocce e sassi ostili, in prossimità di colate laviche o facendo capolino fra i ghiacciai in località avvolte da vapori sulfurei, in islande gravate da crepuscoli semestrali e gelo, in arcipelaghi sperduti nel Pacifico dove ferite mai rimarginate della crosta terrestre ancora gocciolano il loro sangue rovente… 

Tanta caparbia e silente e ostinata vita, di funghi audaci e batteri combattivi, di muschi stoici a chiazze purpuree su taglienti ed appena raffreddate schegge d'abisso, ha mai reclamato un PADRE?

Più un patrigno sarebbe costui, un distratto tutore che abbandona i suoi figli in mezzo a così tanti pericoli, [spoiler] un arzillo e noncurante puttaniere che in giro sparpaglia il suo seme.
Se ci pensiamo bene la biosfera non è così dissimile da que' sassi inospiti; innanzitutto nelle sue proporzioni fra materia "bruta" ed organica: la nostra Terra è infatti un sasso massiccio su cui si stende come una lieve condensa o una bruma destinata a svanire nel pieno sole, un velo impercettibile di gas nel quale si sono sviluppate le più varie forme di vita, senza star a reclamare paternità o sentirsi orfane.

L'unico insoddisfatto guastafeste arriva sul finire della festa che chiamiamo "evoluzione" ed è lui (cioè siamo noi): l'essere umano. Come tutti gli imbucati ai party che arrivano alticci e sguaiati egli genera imbarazzo nelle altre creature, che cercano d'ignorarlo; costui farnetica, come ogni ubbriacone si lagna, piagnucola, rivendica un genitore, un essere perfettissimo di cui lui, in pieno delirio di megalomania, sarebbe il figlio eletto e prodigo - Vedi? - fa agli altri invitati perplessi - in me sono chiari i segni d'una superiore schiatta; la nobiltà del PADRE è in me ravvisabile con certezza, ancorché imperfetto e fallace, poiché, come si sa, fui creato a sua immagine e somiglianza - Ma davvero? - nessuno gli da retta; chi si sofferma per un po' (qualche cane o gatto) lo ascolta con comprensibile disagio ed incredulità. 
La sbornia triste, è noto, fa di questi scherzi; il pazzoide vien lasciato ai suoi vaneggiamenti. Un buon sonno e qualche aspirina faranno il miracolo, si spera…

In questa brama d'affetto e di risposte a domande che, ovunque, in condizioni normali sarebbero prese per quel che sono, ovvero segni inequivocabili d'ossessione, di disturbo mentale, di marasma e disorientamento (chi sono? dove sono? dove andiamo?)  potevamo rivolgere i nostri angosciosi interrogativi ad una figura un tantinello meno impegnativa del PADRE?

In altre parole: dovendo inventarci un DIO per rigovernarcela in qualche modo, potevamo attribuirgli almeno (Disney insegna) un grado di parentela un po' meno invasivo? Se dio fosse stato ZIO anziché padre, le cose sarebbero state, seppur deliranti, un po' più sopportabili.

In primis saremmo stati nipoti e non figli; questo già avrebbe comportato un sensibile alleggerimento di responsabilità e dei vantaggi non di poco conto: lo zio è  generalmente quello che fa i regali, che vien solo per le feste e quando viene è gioviale e generoso, non viene certo per rimproverare e additare; questo avrebbe dato tutto un altro taglio alla storia: avremmo imparato, in un mese piovoso e lugubre, ad apprezzare l'unico giorno di sole come un dono anziché pensare " che sfiga! solo oggi è bel tempo, ed è pure lunedì!" 
Lo zio, donando e basta e facendosi i fatti suoi per il resto del tempo, oppure intervenendo solo di tanto in tanto per dare una mano, non sarebbe stato mai oggetto di contumelie e moccoli; vista la collateralità della sua parentela sicuramente non lo si sarebbe potuto imputare di averci dato i natali sotto una stella malevola. 

Uno zio, si presume materno, poiché fratello di questa "Madre Terra" da cui germinammo; uno zio che di tale germinazione fu testimonio e sostegno morale, che ne gioì, portando regali alla sorella, generi di conforto e calore, ma che in tale processo non ebbe mai a partecipare ( a meno che non s'adombri il sospetto sconcertante d'un cosmico incesto…)

Secundis: anche il rapporto fra noi esseri umani sarebbe stato diverso. Non più fratelli e sorelle, ma cugini e cugine, avremmo sofferto assai meno i tradimenti e gli intrighi che la pesante consanguineità della fratellanza rende odiosi. 
Forti d'una solida ma lieta CUGINANZA, avremmo giudicato con maggior clemenza gli scivoloni e le cantonate, ed anche noi stessi, in tale ordine di cose, saremmo stati tollerati con benevolenza dall'ecumene.

Questa tesi Disneyana della Creazione, fatta di zii, nipoti, cugini (o anche fratelli, a patto che essi si configurino in rigide strutture omozigote e trigemini, al limite della clonazione e come in Qui Quo Qua condividano un'unica "anima") lascia scoperte alcune questioni, che (è vero) poco fa abbiamo indicato come segni di malattia mentale; ma mi si permetta una breve ritrattazione in corsa. Stabilito che ci sono una Madre ed uno Zio, possiamo adesso affrontare dette questioni a cuor leggero e chiederci serenamente: questo padre, questo ente fuggevole che feconda e scompare, chi potrebbe mai essere dunque? 
Un vagabondo belloccio che seduce ed abbandona una pianeta femmina azzurra e rotonda come la Terra; due o tre miliardi di anni fa doveva proprio essere un bel bocconcino (è ancora una signora molto sexy…) come rimproverarlo?
La seduce e la ingravida e poi scompare, un po' come certi padri sudamericani. In ogni caso costui, come noi, è un "semino nel vento"; non puoi nemmeno avercela con lui; è fatto così. Persino la Terra che dovrebbe essere quella più incollerita, in fondo prova ancora tenerezza per questo amante formidabile e un po' egoista ma bonaccione; e lo ricorda con la dolcezza che le donne riservano spesso ai mascalzoni un po' imbranati, che sembrano tanto dei bambini.

Come potrebbe uno così, anche volendo, assumersi quel ruolo di PADRE - PADRONE dell'universo che i monoteisti* gli vogliono affibbiare? Cosa volete che gli importi a questo vagabondo del dharma! Cosa gli può fregare a questo hippie fascinoso che scappa nel cuore della notte in cerca d'altre avventure, a uno così, di educare, infliggere, condannare, perdonare… lui se ne impippa. 

È più sul tipo "vivi e lascia vivere".
Accontentiamoci di questa mamma verde e azzurra che ci ha "tenuti" come una coraggiosa ragazza madre e ci ha accolto con tanto amore e senza farsi troppe domande; e se ogni tanto la vita ci riserva un dono, potrebbe essere il caro zio che si fa vivo.
E il babbo?
Beh… chi può saperlo dov'è ora a far danno. I Re Magi seguirono la scia di una cometa e c'è chi sostiene che il primo mattoncino di vita organica provenga proprio da lì, da quei vagabondi cosmici che si chiamano comete.




*fra i più ubriachi al party, il problema è che poi gli prende molesta e scatenano le loro guerre di religione. 

venerdì 7 settembre 2012

Tuenti-Tuelv





Nella tormentata pausa pranzo dopo l'unica cosa guardabile rimasta in TV (futurama) mi sono avventurato per quella selva oscura di canali che è comparsa dopo l'avvento del digitale terrestre, e che rappresenta, a detta di chi ci ha speculato, il nuovo traguardo raggiunto della nostra libertà di scelta.

A parte i soliti due o trecento canali di televendite di prodotti dimagranti, Abbì rocchet,  la spaventosa bigiotteria gabellata per preziosi e l'immancabile mola per calli e duroni (la gioia di ogni podologo) devo ammettere che oltre a qualche apprezzabile canaluccio su cui passano qualche buon vecchio film, irreperibile in DVD e impossibile da trovare dopo la morte di megavideo, ci sono alcune epifanie gustose.

(A proposito, grazie iTunes Store per la tua videoteca sguarnita e squallida tipo blockbuster fallimentare, dove poter guardare solo rutti americani a cifre esorbitanti). 

Ecco oggi mi sono sorbito come un brodino di dado, il formidabile Class TV, che a dispetto del nome, che lo vorrebbe canale snobboso dedito ad incensare la vita e l'opere dei grandi menagerz, capitani d'industria e tagliagole simili, propone invece un ricco ventaglio di documentari statunitensi di grande attualità; non per nulla oggi trasmettevano un'opera di indiscusso interesse scientifico: "2012 - startling new secrets" ovvero i nuovi sorprendenti segreti sul 2012. Ah! Dimenticatevi gli intorcinamenti del povero voyager Giacobbo (il geometra del mistero) per potersi fare i viaggi in paesi dove la prostituzione è legale a spese degli abbonati Rai; qui stiamo parlando del top dei top con una trattazione esaustiva ai limiti della pedanteria di ogni (posso dirlo?) CAZZATA congegnata oltreoceano per estorcere denaro ai beoti della Nuova Era. 

Teorie davvero sorprendenti come: l'iperdimensione, ovvero il campo tetraedrico di energia che svilupperebbero i corpi celesti di grandi dimensioni dotati di nucleo ferroso e che alla lunga creerebbe una torsione controbilanciabile solo con un cataclisma di proporzioni bibliche. Ah! Fantastico! E la cosa bella è che non ci sarebbe nulla da fare: gli oceani verrebbero spazzati da tsunami con onde di 9000 metri, le terre emerse squassate dai terremoti, le montagne si sgretolerebbero come di sabbia. Il sostenitore di questa tesi entusiasmante (di cui ho rimosso il nome così da evitargli indicizzazione) è un bovaro del texas con tanto di cravattino d'argento e cappellone che sgambetta sulle piramidi messicane e guatemalteche con un portatile a cui ha collegato un marchingegno che proverebbe sicuramente la sua teoria. Ci chiediamo tutti ansiosamente: quale mirabile, prodigioso ritrovato della tecnologia moderna è capace di ciò? Non sbellicatevi: un orologio Bulova degli anni '80. Si. Il suo sensibile diapason interno registrerebbe le variazioni energetiche che chiaramente si possono rilevare solo nei vertici del grande tetraedro, ovviamente corrispondenti ai soliti luoghi su cui i Pionieri della Nuova Era hanno eretto i loro castelli di minchiate cosmiche: in Guatemala* sulla sommità delle piramidi di Tikal, in Messico a Teotihuacán, a Giza in Egitto etc…

 La zuppa di pseudoscienze per l'abbiocco postprandiale non finisce qui: un altro squinternato, chiaramente americano, trotterella invece per l'Egitto scassando i cosiddetti alle autorità archeologiche di quel paese (che già devono sorbirsi Giacobbo) per scavare in un sabbione, sotto il quale, egli sostiene, sarebbe conservato nel Labirinto di Meride, il Tempio della Rivelazione con (ahahha!!!!) le istruzioni lasciateci dagli antichi per salvarci dalla fine del mondo. Si, è così! Cosa ridete? Sta per finire il mondo? No problem, vai nel deserto a cercare le istruzioni, così come cerchi nel ripostiglio le istruzioni del robot da cucina o del tosaerba. Al suo fianco un sedicente ingegnere egiziano che con una specie di radar che sembra più una lucidatrice industriale (tipo rotowash) scansiona il sabbione alla ricerca di tracce di mura e vani del tempio. Per pepare un po' la trama (nel frattempo mi sarò addormentato almeno 10 volte dall'inizio di questa sbobba) ogni tanto fanno: "ehi! ma qui c'è qualcosa! sicuramente! è un muro...ma potrebbe anche essere un'interferenza dell'acqua" (di cui come sappiamo il deserto egiziano abbonda). 

Poi c'è un altro sciroccato che teorizza invece un'eruzione solare che avrà 2 pregi, ovvero disintegrare il campo elettromagnetico della Terra, cuocendoci tutti come in un microonde, e al contempo invertire il senso della rotazione del nostro povero mondo. Ma questa la sapevamo: così come quella dell'inversione dei poli (la meno bislacca se vogliamo di tutte queste teorie fantasiose) e le altre favole scientifiche che hanno il raro pregio di risollevare le sorti economiche di tante case editrici mal in arnese, e rimpinguare i portafogli di scienziati e ricercatori allontanati  (saggiamente direi) dalle università e dai laboratori "seri". 

Chiediamoci adesso: questi poveri pazzi che credono così disperatamente nella fine del mondo, dove andranno a nascondersi il 22 dicembre 2012 quando l'unica cosa devastata da un cataclisma sarà loro credibilità e con i loro volumi potrete tranquillamente puntellarci un mobile?
Forse si andranno a nascondere sottoterra con questi altri di cui vengo a esporvi le mortificanti gesta: il "documentario" si conclude con gli utenti finali delle minchiate finora qui esposte; più che utenti finali parlerei di vittime di un bombardamento mediatico senza precedenti; lobotomizzati da shock post-traumatico da overdose televisiva. Altroché la tremenda burla di Orson Welles! Qui siamo davvero nel regno della demenza assoluta.
Questi poveri infelici hanno formato un gruppo con tanto di loro forum in internet, che si è riunito per comprare un vecchio silos abbandonato per missili atomici in Kansas e li costruire il loro rifugio per quando la Terra verrà devastata dalle eruzioni solari (loro credono in questa teoria, ma convinti...non che temono questa eventualità, no. La danno per certa!).

Vi lascio immaginare le facce di questi derelitti: sapete quegli americanotti di provincia con le guance rubizze, sempre un po' paonazzi, col camicione di flanella a quadri o la tuta di jeans, piazzati ma tutti sovrappeso, con gli occhi iniettati di autentica e inguaribile ottusità? Quelli che mandano orgogliosi i loro figli altrettanto grossi e stupidi a crepare in Iraq; che si mettono i cappucci bianchi e incendiano le croci vicino ai quartieri degli afroamericani (e non solo quelle); che tengono in casa un'arsenale di armi spropositato e s'ingozzano di mais transgenico e costolette OGM?  
…e questi dovrebbero essere i sopravvissuti? - Mamma mia! Non credo che il caro Rob Zombie quando s'inventò il truce capitan Spaulding, il clown sanguinario e la sua famiglia di squilibrati, abbia dovuto fare gran sforzo d'immaginazione tenendo conto di tali "risorse umane" così a portata di mano. 

Un ultima parola sulla struttura di questa gemma di raro fulgore dell'infotainment contemporaneo: montato come un frattale, in ogni sua parte si deve immediatamente riscontrare il tutto, come anticipazione di ciò che vedremo e riassunto di ciò che è stato mostrato, così che nella sua studiata frammentarietà, per accogliere infiniti spot pubblicitari, chiunque possa restare intrappolato e iniziare a vederselo come appena iniziato anche a cinque minuti dalla fine. Il risultato è un'immane pappardella ripetitiva, dove i contenuti miseri che avrebbero occupato una mezz'oretta al massimo, vengono dilatati e allungati allo spasimo: infatti questa sbobba credo duri 2 o 3 ore. Per riempire il pomeriggio di ogni obeso americano (e non) abbandonato in un cubicolo, abbandonato dalla moglie, dai figli e infine infilato in un retirement castle. Ecco il sogno americano dispiegarsi in tutta la sua sterminata miseria: creare un pianeta di individui soli, malati e obesi, di schiavi tristi a cui riempire le giornate con questa merda. Costoro hanno in mano il mondo, credo che questa sia già un'apocalisse più che sufficiente.
Tuenti-tuelv (lo chiamano venti-dodici, loro...) 


* grazie a Clelita Namastè per la precisazione. Io avevo fatto tutto un cionco e collocato in Messico. 

Nota: ho aggiunto alcuni riferimenti alle teorie qui esposte. Ma se avete da spendere due lire in un libro compratevi un romanzo del buon Fëdor Dostoevskji che fate meglio e ne avrete più soddisfazione.