lunedì 12 novembre 2012

Oggi musica classica





Oggi musica classica.

Quando ero piccolo, in quel periodo in odor d'iperuranio a cavallo fra anni '70 e '80, succedeva una cosa assai buffa in Unione Sovietica; quando schiattava il leader del PCUS o accadeva qualche fatto increscioso e imbarazzante, per temporeggiare e preparare l'adeguato comunicato stampa, si trasmetteva musica classica. 

Ho pensato che a differenza di uno stato dove la si ritiene giustamente una pratica oscurantista e censoria, può essere invece una cosa assai simpatica da mettere in pratica nella vita quotidiana del singolo individuo Me: quando accade qualcosa che sfugge alla mia comprensione, trasmetterò come Radio Mosca, musica classica. 


Ma mi limiterò alla parte iniziale del programma. Non ci sarà nessun "comunicato stampa", nessun commento. Solo una buona selezione per queste prime serate invernali, sempre più brevi, uggiose, umide, che riscaldi il cuore, che consoli i bimbi annoiati perché non possono più uscire e giocare fino all'ora di cena, che lenisca il malumore e le inquietudini.

Allora, musica! 

Inizierei la programmazione con Romanza Op.50 in Fa per violino ed orchestra del sempre caro Ludovico Van; per capirsi è la musica che accompagnava lo spot del "Vecchia Romagna" negli anni '80; i miei coetanei ricorderanno sicuramente le atmosfere calde che ruotavano attorno al bicchiere colmo di liquore, "il brandy che crea un'atmosfera". Uno slogan meraviglioso, felicissimo parto della mente del geniale Marcello Marchesi. Quando ancora la pubblicità era un'arte, non un tentativo di scienza esatta.

Gary Oldman in Léon diceva "Adoro questi brevi momenti di quiete prima della tempesta. Mi riportano sempre a Beethoven. Riesci a sentirlo ?! È come... quando poggi l'orecchio sull'erba." 
Questo ci rimanda al secondo pezzo in programma che è la Sonata in re minore op.31 n.2 meglio nota appunto "La Tempesta". Dopo l'abbraccio caloroso della romanza ci vuole qualcosa che scionni, che con i suoi arpeggi ansiosi ci renda vigili, attenti, altrimenti si rischia di assopirsi, di abbandonarsi ai sogni dolci che al risveglio possono lasciare l'amaro in bocca (non il brandy). Ed il sonno della ragione come si sa genera i mostri!

Tuttavia, lo scopo di questa breve selezione, è quello paradossalmente di conciliare il sonno, un sonno ristoratore, che non generi mostri, ma che ritempri e tolga ogni amarezza e malinconia autunnali. 
E perciò come in ogni buon pasto devono essere presenti tutti i colori, i gusti, e i profumi, a questo punto io metterei sul giradischi virtuale il secondo movimento della controversa sonata per piano n.32 op.111 sempre del buon Ludovico Van, che è considerata da molti un pezzo jazz ante-litteram. 
Beethoven la compose che era già sordo ed in avanzatissima età;  i suoi contemporanei non comprendendola considerarono questa composizione la bizzarria di un geniale musicista ormai in disarmo. Si trattava invece di una visione: Beethoven per un attimo nella sua mente piena di musica, deve aver intercettato una trasmissione dal  futuro ed in quel fuggevole momento egli udì distintamente come da una radio, seppur sordo,  la musica che si sarebbe suonata 200 anni dopo.

Del resto è un fatto risaputo che le sordità più gravi e dalle conseguenze più dolorose non sono quelle dovute ai danni dell'orecchio interno,  ma quelle di chi, dotato d'un udito perfetto e perfettamente sano, non vuol sentire. Persino in questa nostra epoca così generosa di mezzi di comunicazione e tecnologie evolute diventa impresa ardua comunicare con questo tipo di "sordi", figuriamoci allora.

Per non farsi travolgere da quest'ondata mortificante di riflessioni amarognole che hanno l'unico discutibile merito di farci sospirare frasi inutili tipo "eh! cosa ci vuoi fare, è così che va il mondo" chiudiamo la programmazione dedicata al grande compositore tedesco con la Sinfonia n°6 "La Pastorale" e idealmente chiudiamo il cerchio aperto con la Romanza op. 50; infatti spesso le due composizioni nei loro temi più famosi e orecchiabili vengono confuse e, come è noto, è facilissimo confondersi, prendere fischi per fiaschi, buttare via bambini con l'acqua sporca etc... (ci sono molti proverbi sul tema evidentemente e sempre di attualità) bisognerebbe perciò sempre essere cauti quando la rabbia ci spingerebbe ad essere inutilmente e tristemente risoluti. 
Potremmo aver sbagliato. Enjoy!