giovedì 3 gennaio 2013

Corporate Image







Di tanto in tanto, per distrarmi,  mi faccio un giro internautico a CasaPaundo. 
Mi dico: vediamo che si sono inventati, anche perché da grafico, devo ammetterlo: hanno una verve logotipistica inesauribile. Ogni minima iniziativa viene "griffata": attendo a gloria il logo di "alzare la tavoletta a casapaundo" per i camerati rispettosi dell'igiene, che virili pisciano in piedi senza però allagare il sacro suolo con le loro minzioni.

In questo si riscontra, a dispetto di tanti capziosi distinguo, la genuina eredità del ventennio, quando per ogni cosa s'istituiva un ente, una sigla, un acronimo, un marchio; si ingaggiava un teatrino, un'azione simbolica e tutti eran contenti, il problema era risolto. 
A me diverte questa infantile ottusità, che sa un po' di magico, dove basta dire al problema "risolviti!" e il problema si risolve. Puf! 


Così ecco qua una messe di loghi, di associazioni, di enti, impegnati in ogni campo dello scibile umano: volontari, studenti, artisti turbodinamici, sportivi, scalatori, pugili (tanti), addirittura ecologisti, pittori, teatranti (anche lì non pochi), musicisti. 

Tutti però con lo stesso STILE, "non conforme" dicono loro, ma paurosamente e inquietantemente identico (dal punto di vista della corporate image - immagine coordinata - avrebbero da insegnare a tanti) come disegnato da un'unica mano (nera).

In effetti il neo-facsismo raccoglie, ed in questo non possiamo che elogiarlo (salvo poi scaricarli quando si imbegano in qualche azione violenta) un discreto numero di persone con serie perturbazioni mentali. Sociopatici ed emuli del loro Ben-amato duce (ricordate la sua mimica forsennata, distorta da sogni megalomani di fasti imperiali?) costoro sono individui soggetti a sbalzi d'umore, crisi di persecuzione, colpi di testa. Passionali, fragili, isterici che vogliono distinguersi, almeno a parole, un po' magicamente come si diceva sopra, ma al tempo stesso essere uguali, omologhi, disegnati da un'unica mano (nera). Una condizione a dir poco schizoide. 

A me piacerebbe tanto vedere nella ridda di loghi "non conformi" ma identici per STILE, font, grafica, comparire una bella svastica: forse ne creano così tanti per sopperire a questa loro fame "identitaria" mai placata, derivante dall'impedimento che costituzionalmente vieta a questi psycho-nostalgici di fregiarsi dei loro simboli autentici, dei nomi delle loro vere ideologie di riferimento e di ricostituire il loro PARTITO.

Sono in buona compagnia: anche dall'altra parte in molti hanno barattato strumenti agricoli e di metallurgia con rametti d'olivo, querce ed arbusti vari. 

Ci sarebbe da sbizzarrirsi sulle possibili interpretazioni di questi "rimossi" ideologici che virano nel botanico o nel faunistico. 
Che dire della simpatica tartaruga che campeggia nel loro logo? Un omaggio alle ninja turtles, le combattive tartarughine dai nomi d'italici artisti? Oppure è il fardello di chi senza un rifugio, debba portarsi addosso chiusa in un guscio, incompresa, tutta una storia "negata" dai vincitori? E magari in quel guscio conservare le reliquie di un passato scomodo, (e diciamolo, decisamente vergognoso): reliquie come la programmatica, tristemente profetica testa di morto, ostentata nelle loro uniformi.

Non conforme si, ma vuoi mettere il fascino dell'uniforme? Come rinunciarvi.

Come loro stessi dicono è la casa negata, che in una delle variazioni sul tema care ai casapaundi, diventa anche la casa negata e rivendicata nelle lotte per il mutuo sociale, la casa \ patria invasa dagli stranieri, la casa del fascio che non c'è più… 

Uscire dal guscio è terapeutico. Mostrarsi per quel che si è senza vergogna può aiutare ad evolversi da questa pastoia della blutsgemainschaft. Si può guarire. Anch'io a quindici anni sono stato fascista. Poi m'è passata. 

Intanto a Berlino un gruppo di questi psicotici ha pestato senza motivo il ragazzo di una nostra amica.  A dispetto di tanta sbandierata identità i nostri hanno agito anonimamente, in branco, vigliaccamente, coi metodi criminali che da sempre li contraddistinguono; squadracce erano e squadracce restano.
Non si venga a dire "ma quelli sono naziskin, con noi non c'entrano nulla" 
Mi viene un tragico sospetto: che questa alluvione di loghi, marchi e distinguo serva solo per allontanare responsabilità e poter dire quando si ritenga necessario, "sono stati loro, noi non c'entriamo!" Come già è accaduto per i fatti di Firenze. 

E l'identità allora? Dov'è finita? "Un fürher, un popolo, un impero"? "Fare quadrato"? Un quadrato immaginario di punti sparsi nel cosmo, come nei test della percezione, riconoscibile solo come schema mentale: punti sparsi capaci di riunirsi solo per anonimi blitz d'ultra-violenza e poi dileguarsi. Il quadrato non esiste: esiste solo nella vostra testa, quando occorre. 

Tirare il sasso e nascondere la mano: questo riesce bene a tutti i vili, da sempre.

Quindi  possiamo affermare che la logomania dei Casapaundi ha di sicuro 3 funzioni: disorientare, compensare l'impossibilità di usare i loro veri simboli e creare un'immagine di falso pluralismo, fra turbodinamismi, foreste che avanzano e alti centri, si rimane fascisti. Punto.

Ma alla fine non mi spiego il motivo reale di così tanti loghi: hanno un grafico iperattivo che deve dare un brand ad ogni minima iniziativa che si organizza? Sicuramente costui è un volenteroso e prolifico individuo. Sicuramente è un retaggio dei loro "padri": fascisti e nazi furono fra i primi a comprenderne le potenzialità ed utilizzare cinema, radio, mass media e grafiche accattivanti per abbindolare la gente. 

Come essi stessi affermano nel loro depliant programmatico su issus, i casapaundi (in una delle loro molteplici\univoche manifestazioni) "vogliono essere un'avanguardia dello STILE" ed in questo, senza andare a scomodare filosofi e sociologi di chiara fama, i nostri "non-conformi" sono anzichenò molto conformi, banalmente e in tutto simili ad un qualsiasi altro movimento politico o a un'azienda che, a corto di idee e contenuti veri e profondi, si affidi ad uno sproposito di immagini e claim accattivanti, per conquistare l'emotività della gente e vendergli qualcosa di più pericoloso persino della cocacola. Un'idea distorta del mondo. 
Si fa cassa, come dappertutto.
Si cerca lo stile come altrove.
E i concerti rock dei neo-facsisti si fanno al Piper.
Fashion is Fascism. As usual.

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