mercoledì 20 febbraio 2013

Il Diritto di Non Votare







Il diritto al voto è un nobilissimo istituto e proprio per tale ragione andrebbe usato anche per esprimere dissenso, rinunciando volontariamente di servirsene qualora i candidati o i gruppi che si presentano alla elezioni, non rispecchiassero le nostre legittime aspirazioni. 
Non si vota turandosi il naso.
Non si vota e basta. 
E lo si fa per amore del diritto di votare e non votare, lo si fa per manifestare esplicitamente un dissenso. 
Non si va a "non-votare" per pigrizia, per "tanto non serve a nulla votare" (quando non voti esprimi comunque una scelta politica), perché meglio andare al mare, perché "ma chissene della politica!"
Un cittadino che ha a cuore la sua comunità non va a votare perché attraverso il suo non-voto dice a chiare lettere, "voi non mi rappresentate" e cerca attraverso mezzi che reputa più efficaci, come la scelta di uno stile di vita diverso, più sostenibile e meno sprecone di dare un esempio vivo di partecipazione. 
Il non voto è partecipazione: se il tgpapauno  o gli altri uffici stampa del potere non ne parlano, non quantificano in percentuali, o se lo fanno ne parlano con un'accezione dispregiativa, definendolo a denti stretti "astensionismo", non vuol dire che non esiste. E, cosa ancor più grave, stanno facendo disinformazione.
Vero: molti non votano per pigrizia, preferiscono televotare, o peggio ancora non conoscono l'importanza del voto, l'unico dei diritti civili che ci distingue in maniera recisa dalla tirannia. 
Un paese che rispetti le opinioni dei propri cittadini è una democrazia: perciò è importante anche non-votare nel modo giusto.

Per tale ragione fornirò a chi mi legge una stringata serie di motivazioni personali giusto per argomentare la mia scelta di non-votare:

1. sono, senza vergogna per questo, d'estrazione borghese: idealmente sarei un moderato, ma caratterialmente nutro più simpatia da sempre per i movimenti radicali. In essi e nelle loro lotte, nella loro necessità di "purezza" (intesa come lottare per una causa senza secondi fini personali di arricchimento o di potere) io mi sento a casa. Vero è purtroppo che nei movimenti più estremi impazza il fanatismo e si comincia a esser litigiosi e ottusi, senza motivo. Questo toglie credibilità e fa il gioco dei potenti che potranno sempre dire con sufficienza "ecco i soliti scalmanati che sfasciano le vetrine". I gruppi di potere da sempre veicolano la rabbia che viene dal "basso" a loro uso e consumo, vedi le tifoserie del calcio su tutto.
Per la mia estrazione borghese è alla lunga disagevole intrattenermi con persone animate dal fanatismo: preferisco per tale motivo avere sempre e comunque a che fare con cervelli attivi e funzionanti da cui non sia stato rimosso il senso critico e la spinta a progettare. Queste persone sono di solito riconoscibili dall'occhio vivace, dalla scarsa o inesistente attitudine alla vuota animosità, e dalla voglia di confrontarsi ed ascoltare gli altri.

2. Escludendo quindi le "fasce laterali" dove il fanatismo abbonda, dovrei votare qualcosa nel mezzo? Ma dopo aver speso gli ultimi 42 anni a eradicare il cattolicesimo dal mio organismo, avrei difficoltà a rivolgermi a quei "moderati" d'ispirazione cristiana, anche se vogliamo per sfiducia, considerando quello che sono stati in grado di rubare in barba alla loro morale, e la loro perniciosa persistenza e capacità d'occupare seggi nell'emiciclo. I democristiani in ogni salsa si siano riproposti mi danno il voltastomaco.
Eviterei anche di dare il voto al chierichetto delle banche Mario Monti, anche le banche hanno sufficiente potere per non necessitare del mio e del vostro nulla osta.

3. Mi resta poco a questo punto: il centro sinsitra, un baraccone di anti berlusconiani forzati, riciclati da ogni dove: ex socialisti, ex repubblicani, ex comunisti, tutti ex. La loro caratteristica dunque più evidente è il NON essere più quello che erano. E il non sapere dove andare a parare quando perderanno il loro nemico preferito, che dà loro coesione nell'unica caratteristica degna di nota che hanno: essere contro Berlusconi. 
Il glorioso passato delle lotte operaie, delle conquiste sindacali, delle case del popolo dove si insegnava a leggere  e scrivere a un popolo "bue" tenuto alla catena come animali da soma; tutto questo sembra essere evaporato. Lascia una flebile traccia di welfare, di una maggiore attenzione al sociale rispetto ai liberisti che tatcherianamente sostengono che la società manco esiste, e ognun per se....cane mangia cane e tutta la filosofia yuppista a seguire.
Io il comunismo l'ho capito una sera in macchina: un'illuminazione gioiosa, ho capito il messaggio di fondo, e cioè che gli esseri umani sono responsabili dei loro figli, dei loro fratelli (o compagni che dir si voglia). Ho colto la bellezza suprema di tutto ciò e la sua difficilissima realizzabilità. 
E a differenza del cristianesimo che pone la ricompensa finale di un retto vivere in un ipotetico regno dei cieli, il comunismo poneva la realizzazione della felicità e del benessere, la fine dello sfruttamento e la condivisione della ricchezza prodotta, entro l'orizzonte storico e materiale della natura e della vita.
Ma non sono comunista: è come per la chiesa, può piacermi il vangelo, ma la parrocchia e i parrocchiani no. Non mi piace l'intruppo, la furberia, la burocrazia, il considerare chi non è comunista sempre e solo un fascista. Questo atteggiamento non mi appartiene. Come vi dicevo sono un borghese, nel bene e nel male. E della borghesia amo quel senso del "fare", del mettere in discussione, che un comunista taccerebbe di individualismo. In ogni caso, per onestà intellettuale diciamo, non essendo di estrazione operaia o contadina, avrei difficoltà a riconoscermi nei valori del comunismo.

4. Nuovi movimenti: a chi dovrei dare il voto? a Grillo? Ma lo ascoltate quando parla? Credo di si, visto che grida come un'aquila: cosa dice? Dice anche delle cose interessanti, per chi diciamo viene folgorato sulla via di Damasco e fino al momento prima mangiava regolarmente da mac donald e non concepiva nessuna forma d'intrattenimento che non fosse contenuta in un centro commerciale. In realtà assembla dei concetti banali e delle informazioni che sono il pane quotidiano di chiunque si sia interessato un minimo di decrescita, di ecologia, di energie rinnovabili etc...
E poi come non mi piacciono gli "intruppamenti" non mi piacciono nemmeno i capetti: dove sta la vera rivoluzione? Sta nelle scelte individuali, nel rinnovare il senso critico in un'epoca che inneggia ovunque e sempre a credere ciecamente in qualcuno \ qualcosa, e nel riprogettare il ruolo del leader in senso democratico: tu non sei il "capo" ma il rappresentante di un gruppo, e il tuo carisma deve essere in funzione di un progetto per il bene comune non per la tua gloria personale! Mai stati più lontani da tutto questo: il modello dei nostri politici non è Gandhi, ma la Rock Star (Vasco?), vogliono riempire gli stadi, sentire la botta di adrenalina dell'acclamazione popolare, gonfiare il loro ego, andare in TV, litigare, sopraffare l'avversario senza ascoltare le sue ragioni. Sono calciatori, gladiatori, rock star, guerrieri. Siamo lontani anni luce dalla democrazia. 

Costoro non necessitano il mio voto. Nemmeno il vostro se ci pensate bene. 


PS. una brevissima nota finale. Nessuno dei succitati movimenti prende nemmeno lontanamente in considerazione le teorie della decrescita, le energie rinnovabili, il vegetarianismo \ veganesimo, l'antispecismo, la fine dello sfruttamento come pratica applicata sia agli uomini che agli animali. Tutte questioni che per me hanno un valore prioritario, e che influenzano sensibilmente a mio avviso la condotta e il futuro della società. Forse il Movimento 5 stelle, i Radicali e i SEL hanno preso a cuore frammenti (solo frammenti) della questione Decrescita  e quel che ne consegue, ma si tratta di movimenti che dovrebbero imparare a distaccarsi dal "leader" per acquisire un'autonomia ideologica, una credibilità ed una consistenza che al momento non hanno. Siamo ancora al "facciamo dire delle belle cose al capo" - in questo purtroppo il Berlusconismo, inteso come creazione di movimenti politici "ad personam" ritagliati cioè su un personaggio, più simili a fan club, che a partiti politici veri e propri, ha fatto tristemente scuola.

4 commenti:

  1. ho letto con interesse il tuo blog e questo post (sono capitata qui dal blog di edera)... non ti conosco e le faccende politiche sono sempre delicate ;) ma posso chiedere perchè non votare scheda bianca allora?
    non credi abbia un impatto maggiore dell'astensione?
    eserciti comunque il tuo diritto e non finisci nell'ammasso dei "oggi non ho voglia di uscire", ma poi dai un chiaro segnale... o mi sbaglio?
    grazie e buona serata, nadia

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  2. Ciao Nadia.
    Le schede bianche sono conteggiate come voto valido, si crede erroneamente che vengano attribuite alla maggioranza, ma non è vero. Vero è che i più diffidenti \ complottisti temono che la scheda bianca venga poi "segnata" in un secondo tempo da scrutinatori poco onesti (si parlerebbe di broglio elettorale).
    Se si preferisce andare comunque a votare, sarebbe meglio annullare la scheda, scarabocchiandola in modo tale da non poterla far attribuire a nessun partito.
    La scelta astensionista è una scelta di onestà intellettuale: se rifiuto gli schieramenti, devo mandare un segnale forte anche l'istituto che li legittima, e rientra a mio parere nel "diritto di voto" anche il "diritto di non votare"qualora non ci si senta rappresentati. Non è molto logico per me andare a votare per non votare nessuno. Lo trovo un po' ipocrita: forse è il solito spauracchio agitato da sempre del "se non vai a votare perdi il diritto di voto" - il diritto di voto lo si perde e temporaneamente solo a seguito di gravi reati.
    La mia scelta di non votare è temporanea: non esiterei (in passato l'ho fatto) a votare persone e schieramenti che mi rappresentino. Sperando anche in un mutamento del sistema elettorale che dia loro un po' di voce in capitolo.
    grazie per il tuo contributo! :-)

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  3. mmh... non la vedo proprio così, ma forse perchè sono ingenua?!:'D
    non trovo ipocrita la scheda bianca, specialmente se la scelta è dettata dalla convinzione della mancata rappresentanza, in un tempo in cui l'astensionismo viene identificato con in disinteresse politico...
    una scheda nulla invece può essere accomunata ad una scheda errata e quindi non annullata volontariamente (a meno che il numero delle nulle sia decisamente consistente credo)...
    chiaro che se poi si temono i brogli è un altro paio di maniche!
    comunque grazie per aver chiarito la tua posizione... la capisco perfettamente, anche se al momento non la condivido... io oggi sono andata a votare e spero sinceramente ci vadano in tanti, indipendentemente dal risultato, data l'epoca che stiamo attraversando, credo già che un'elevata partecipazione alle urne possa essere un segnale di cambiamento! le persone si disinteressano sempre più di tutto, ragionano sempre meno... quindi chissà che tutta questa bagarre politica non serva a smobilitare qualche cervello in più ;)
    ciao nadi
    ps. prego, è stato un piacere discuterne :)

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