martedì 26 marzo 2013

Cultura Egemone





L'avete notato anche voi: il bibitone.
Qualunque prodotto massmediatico proveniente dagli USA è contraddistinto da questo irrinunciabile ed ingombrante accessorio. Sto parlando del bicchiere, credo da un 1litro e mezzo e passa, che ovunque viene ostentato, dal film indipendente del Sundance a Jersey Shore, dal gonzo-pornazzo al documentario. Tutti gli americani che vedrete in queste più o meno fedeli ri-produzioni della realtà\reality, avranno sempre con se, l'equivalente di un boccale bavarese da oktoberfest in carta, con tappo e cannuccia in una delle due mani per un peso complessivo di oltre un chilogrammo (2, 2 libbre)
A me viene il tunnel carpale a guardarli: credo che il (come si direbbe dalle mie parti) "beverone" sia il surrogato odierno della sigaretta, cioè quell'oggetto che crea al contempo schermo e disinvoltura nelle relazioni pubbliche. La sigaretta, di cui conosciamo bene tutti i mali, dopo che gli stessi americani ce l'hanno imposta dagli anni 30 agli anni 80, e poi tolta, con la solita ipocrisia sfacciata e un po' ingenua che li contraddistingue, era sicuramente un articolo più leggero, che permetteva una gestualità sofisticata, elegante, sensuale. Sicuramente i giuochi con le volute di fumo, imponevano una certa grazia, anche se questo l'abbiamo visto solo nei film (immaginate per contro, l'omino di periferia stagionato male e incarognito dall'esistenza con la mezza cicca giallognola incassata nella dentatura dondolante e tartarica).
Però queste giovani star col bibitone fisso in mano, sono costrette a una gestualità da orango, muovendo in avanti i braccioni fittamente tatuati, in quei balli da frankenstein che si fanno sulla musica hip hop mentre una tizia sciroccata muove il culo a spazzola sul pube dello scimmiotto, con i pantaloni oversize dal cavallo ridicolmente basso. E intorno, una schiera di tizi anche loro col bibitone in mano, fanno "yu-hu!"
Anche le fanciulle, più aduse agli ingombri di pochette e borsette, si rifugiano dietro il bibitone che spesso oscura buona parte del loro torace, in una calcolata e maliziosa pudicizia succhiano la cannuccia, come assorte in un casto micropompino. 
Certo fa meno male della sigaretta: anche se non penso che bere a nastro milk-shake o long drinks alcolici supersize, birre,  o semplicemente litri e litri di coca faccia tanto meglio. Mi chiedo inoltre da individuo col metabolismo capriccioso qual io sono: ma un gli si abbòzza lo stomao? (così si direbbe dalle mie parti)
ovvero e traduco per i non toscani, non gli si riempie il ventre di liquidi, e non hanno quella sgradevole sensazione di sentirseli sciabordare dentro a ogni menomo movimento?
Sicuramente è così: ed eccoli infatti far la coda ai cessi, unico vero momento di socialità. 
Il tutto inframezzato da un frasario di battutacce a sfondo sessuale, talmente volgari e puerili, che da noi non farebbero ridere nemmeno un dodicenne. Et voilà mesdames et messieurs! questa è la nostra cultura egemone. Vai a dir male dei talebani…

2 commenti:

  1. Analisi tanto triste quanto vera. Complimenti per il tuo modo di scrivere, ma soprattutto per il modo in cui racconti la realtà. Mi piace leggerti.

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  2. E io ti ringrazio. Il mio intento era più sardonico che disperante. Ma evidentemente di fronte a certi spettacoli, le due cose si sovrappongono. E noi italiani siamo maestri anche in questo, del ridere amaramente. Un caro saluto! Enjoy!

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