giovedì 10 ottobre 2013

700 Canali







Da circa 3 anni non ho più la TV. Guardo molti film in streaming, talvolta li noleggio, talvolta li trovo in rete "a gratis", un po' come tutti. La TV la guardo dopo pranzo a casa dei miei, nella pausa di lavoro: e ogni volta la sensazione che ho è quella di chi l'ha scampata, come se miracolosamente avessi evitato il proverbiale pianoforte che casca dal palazzo sullo sventurato passante. Come in un cartoon.

Dall'avvento del digitale terrestre la TV ha ultimato il suo processo di decomposizione: abbiamo moltiplicato l'offerta, ci dicevano i soliti entusiasti, e si sa come moltiplicare lo zero sia matematicamente poco efficace. Anzi sbagliato. 

700 canali (a braccio) dove si alternano repliche, programmi di cucina, televendite. Nelle repliche si prediligerà il mediocre e il narcotico, con le varie fiction di sbirri e preti, o la combine dei due. Dei grandi sceneggiati, dei telefilm o dei cartoni animati belli non vi è quasi mai traccia. Se non vogliamo annoiarci con le repliche, possiamo scegliere i programmi di cucina, dove cuochi arroganti sottopongono a test umilianti dei tizi pervasi dal sacro fuoco dei fornelli, anch'essi eminentemente boriosi e ottusi. L'arroganza la fa da padrona: ovunque troverete giudici odiosi, "amici" insidiosi e competitivi che popolano queste fantomatiche scuole dove vengono ammaestrate le nuove scimmie del circo mediatico. 

Cui prodest? L'effetto collaterale è sicuramente quello di rendere il nostro mondo più noioso e l'Italia in particolare, come ho letto in un interessante articolo di Houllebecq, all'avanguardia nel peggio. A chi giova? A chi evidentemente dopo aver esasperato la gente con mentecatti che girano il mondo mangiando insetti, o prodigandosi in improbabili gare fra uomo e cibo e ingozzandosi di merda, oltre ai soliti sbirri, preti, manga brutti, e compagnia cacante, venderà finalmente l'ennesimo pacchetto pay-tv a l'ennesimo disperato (sia esso famiglia o individuo singolo) che nella concitata mestizia del suo tempo libero desidera solo allungar le gambe sul divano e guardare un programma che non sia patetico, disgustoso o entrambe le cose.

La cosa buffa è che in realtà la TV a pagamento propone più o meno la stessa minestra: vedremo solo versioni più aggiornate di programmi che insegnano a fare i pasticcieri, ad arredare casa, a truccarsi, serie di sbirri e preti in prime-time, film che per la maggior parte sono i soliti blockbuster americani, e poco altro. Tanto chi compra la TV a pago lo fa per il calcio e per vedere film commerciali. Ma Ghezzi sarà ancora vivo? Forse è rimasto sepolto alle teche Rai sotto cumuli di nastri che nessuno guarderà mai più? 

Comunque l'aspetto più interessante è pagare per qualcosa di scadente che puoi avere gratis; che sia l'atto stesso del pagare che ormai di per sé soddisfa il desiderio, visto che l'oggetto del desiderio pur sempre fittizio è diventato ormai così scadente e così facilmente reperibile da non esser più desiderabile?  


Il mio ideale non è una TV di soli film d'essai e sperimentali, ma è innegabile il disprezzo per la cultura che trasudano i nostri mass-media. La cultura oggi non è più quel bosco fatato dove chiunque con propri mezzi, gratuitamente poteva avventurarsi, quando nell'Italia semianalfabeta degli anni 50 agli "ignoranti" non ci si vergognava di proporre il grande teatro o gli sceneggiati tratti dai classici; questo intento istruttivo è del tutto scomparso, ma non per un'inattesa democratizzazione dei vertici, che abbandonata ogni presunzione educativa hanno deciso di limitarsi al puro intrattenimento, ma per una forma subdola di disinteresse per l'umanità. 

Che ce frega a noi di farvi conoscere Anna Karenina o il Conte di Montecristo? Questo è del resto inevitabile in una società che ha fatto tabula rasa d'ogni suo valore fondante in nome del solo profitto. A questa indifferenza però adesso va aggiunto il disprezzo, l'irrisione, l'altra faccia del cinismo sfigato che strazia tutti quegli ex-intellettuali disincantati a forza, che sono diventati gli autori della paccottiglia odierna. A loro fa male ricordare la qualità, la bellezza, la possibilità almeno di essere di queste categorie nell'universo massmediatico. 

Et voilà, 700 canali di merda, signore e signori. Fate un piacere a questi autori angosciati, a questi entusiasti del marketing, a questi cuochi arroganti, a questi attori travestiti da sbirri e parroci. Spengete la TV, buttatela e mandateli tutti a stendere. 


Enjoy!

1 commento:

  1. Anch'io la penso come te, ma vivendo in casa con mio marito che ama la tv, proprio mi piacerebbe buttarla via! Sono contenta che almeno io mi sono allontanata dalla tv, ora anche se è accesa non mi demoralizza più, prima non riuscivo a lavorare o fare altre cose con la tv accesa! ERa come se avesse un richiamo..vieni qui, vieni qui!!! Incredibile il potere della tv! Ora che la tv per me è lontana vado a ricercare vecchi film e me li guardo quando voglio io! Ma in passato abbiamo anche tolto la tv per anni e mesi, non so se riuscirei ancora a convincere gli uomini di casa, ormai i bimbi sono diventati più grandi...e...booo...dovrei provare!
    Certo che 700 canali son tanti...noi penso che ne abbiamo un 200!

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