martedì 18 febbraio 2014

Vacanze Intelligenti





L’inautentico e l’indicibile spesso vanno a braccetto: corruttela e cialtroneria suscitano il medesimo moto di riprovazione in animi afflitti da un perfezionismo ansioso e inesatto. Dove la ricerca della perfezione è la mancata accettazione dell’imperfezione. Dove la ricerca della perfezione è delirio eugenetico d’idee appena abbozzate e subito tranciate, via la testa, le gambe, le braccia. Solo il cuore, embrione, acerbo che escluso dalla conclusività del corpo, gocciolante dai vasi suoi recisi, lentamente si ferma e tace. 
“ssst… è un tacet! è in partitura” - “che ha detto la signora?” - “boh?! ha detto che è un ‘tacci” (Le Vacanze Intelligenti, episodio con Alberto Sordi - la scena è quella del concerto di musica contemporanea)
Nella incorruttibilità delle arti contemporanee, nel loro rivolgersi a se stesse, nell’essere sempre metalinguistiche, autoreferenti, perché si sappia, l’autoreferenza è una forma di schizofrenia sottile e gravissima, è marcata la distanza fra l’uomo e le sue potenzialità, ed in questa terra di nessuno abbiamo installato il mercato, suadente con tutti, che deride con i popolani gli intellettualismi, e con gli intellettuali i populismi. Che intesse di opere d’arte sovralimentate il portafoglio finanziario del magnate, che smercia paccottiglia nelle piazze, che lotta contro la droga, che vende droga, che è filantropo, che è misantropo. Non è un problema di regie occulte. Non sono scelte. Ma dipende da quanto spazio diamo all’inautentico e all’indicibile. Ciò che differenzia il mercante dall’uomo, è la capacità o meno di mentire. 

Se abbandonati perfezionismo, timori e nebulosità finalmente la voce ne sortisse chiara e forte, come dopo un colpo di tosse che stacchi catarri, e seppur claudicante affermasse il vero! Il proprio vero, quello inconfessabile. Allora il terreno su cui è eretto il mercato perderebbe appezzamenti. Il mercato lentamente ma inesorabilmente ritornerebbe ad essere quella membrana permeabile e primitiva fra gli uomini, quel primo step di confronto, di scambio, di condivisione. Lasciamo che il mercato riacquisisca la propria dignità. 

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