venerdì 6 giugno 2014

Demo cristini




Si manifesta un clamore del tutto fuori luogo per la sagra dell’Ovvio cui quotidianamente assistiamo: ci si stupisce, ad esempio, che in un paese sostanzialmente teocratico come l’Italia impazzino sacerdoti detectives e suore canterine (singing nun) ci si stupisce che una di queste vinca un talent show, e ancor di più i “bambini fanno oh” quando, consacrata alla vittoria (sic!) recita in diretta nazionale un padre nostro per ringraziare doverosamente chi le ha (a suo vedere) donato quel talento.

Anch’io mi sono stupito, ma è durata poco: mi sono immediatamente ricordato che sotto le cosce all’aria, le farfalline di Belen, i cravattoni e i cravattari, i tweet e la movida, la spritz-life in ogni sua canagliesca emanazione, siamo in Italia, una delle più antiche e consolidate teocrazie del pianeta. 
Ci fa un baffo a noi l’Iran con le sue ayatollah barbute e la feroce legge islamica! Mica che sian meglio loro, però so’ pischelli. Sono una teocrazia dal '79. Vuoi mettere col Vaticano? 

E nella breve storia dell’Italia repubblicana non vogliamo considerare che, bene o male dalla fondazione ad oggi, una seggiola dove conta l’hanno sempre avuta i Democristiani?
Questo in tempi recenti: perchè fino a Mani Pulite avevano il potere assoluto.
Certo, democraticamente alleati con chi erodeva il loro plebiscitario consenso, sempre cristianissimamente disposti alla trattativa e all’intrallazzo.

Fin dai tempi di Peppone e Don Camillo, questa gran rivalità di facciata era in verità una complicità sorniona, quasi tenera, un darsi la mano sottobanco per spartirsi quello che c’era da spartire. In ossequio al cristianissimo e comunistissimo principio per cui è sempre bene condividere.  
Salvando le apparenze: qualche baruffa e poco altro. Volemose bene.

Non mi metterò nel coro degli “haters”; che mi frega di "odiare" una ragazza di 25 anni con il trip mistico e musicale. Poverella. Non penso nemmeno sia un agente segreto del Papa. 
Trovo anzi molto punk che, a chiosa dell'ennesimo baraccone mediatico, questa suora canterina abbia fatto recitare a tutti un padre nostro, generando imbarazzo e… stupore!

Ma de che?
Una suora che recita il padre nostro? E che deve fare?

Detto questo: 
Ve lo comprereste il suo disco? 
Andreste a un suo concerto? 
E poi, la sua voce, poderosa, perfetta, intonata, educata, da musical è veramente così interessante da essere la Voce dell’Italia? 
Magari è la Voce di Dio: vox populi, vox dei. (a larga maggioranza 62% e passa - come nemmeno nelle fantasie più sfrenate dei democristiani )
Me la immagino a far gli onori di casa all’Aula Paolo VI durante qualche kermesse papesca. 
Ma non è Mina. 

Parafrasando Nanni Moretti: l’italiani se lo meritano Renzi (l’ennesimo democristiano) Don Matteo e le suore canterine.

Perciò nessun odio e nessun stupore: è tutto come deve essere.




Amen.

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