domenica 14 dicembre 2014

La mia risposta al sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli

Caro Samuele,

vorrei per prima cosa ringraziarti per la risposta che, nel tuo stile, è stata articolata e ricca di dettagli.
Alla domanda centrale però non hai risposto, spostando sapientemente il focus della discussione sulla progettualità inerente le aree verdi di Pistoia; la domanda centrale era questa: tutti gli alberi che sono stati tagliati dovevano NECESSARIAMENTE essere abbattuti? O come sostiene ad esempio l'ingegner Matteoni (fino al punto di presentare un esposto al Corpo Forestale dello Stato) molti di questi richiedevano solo una manutenzione più attenta e la somministrazione di un trattamento preventivo perché non si ammalassero in futuro?

So che il Comune ha, prima di agire, consultato degli agronomi che hanno redatto una relazione indicando quali alberi abbattere. Nessuno mette in dubbio la professionalità e la serietà di costoro, ma si può legittimamente nutrire dubbi sull'attitudine che è fatto umano e non professionale. La responsabilità in un'epoca come la nostra, ossessionata dal concetto di sicurezza, viene spesso percepita in maniera soverchiante, e probabilmente chi ha messo la firma su tale relazione ha preferito far tagliare qualche (si fa per dire) albero sano in più per mettersi al riparo da critiche e accuse nell'eventualità di un futuro incidente che tentare di preservare il più possibile il patrimonio paesaggistico. Questi sono dati umanissimi che non è il caso di indagare. 

Anche se tu sei indenne allo zeitgeist "rottamatore" (apparentemente rottamatore, più "gattopardianamente" teso al "tutto cambi perché tutto resti com'è") questa brama ansiosa di cambiare, svecchiare, rifare da zero, ci circonda, è l'aria stessa che respiriamo. Un bisogno di NUOVO che sembra più incapacità di valorizzare il "vecchio", di saperlo conservare, tramandare.
Nel caso di un parco poi, si parla di un paesaggio vivente, un ecosistema la cui trasfigurazione radicale richiede ben più di buone intenzioni, progetti ambiziosi (per ora dichiarazioni di progetto…) e relazioni di professionisti che avranno il compito di mettere a tacere la coscienza di chi deve agire e le lamentele di chi, come me, pensa si sia operato uno scempio. 
Anche se, e mi scuso con te e i follower di questo blog per l'inesattezza, gli alberi non sono secolari, ma hanno al massimo 65 anni… mi sembra un distinguo che lascia il tempo che trova, per un habitat, importante non solo per aironi ed altri animali, ma anche per gli umani, che avevano imparato ad amarlo nella sua configurazione originaria, creando al suo interno, angoli, prospettive, punti di riferimento. 

Lasciami ribadire, Samuele, che resta fermissima la mia idea che tu abbia agito assolutamente in buona fede, e che i professionisti a cui ti sei rivolto altrettanto. Se c'è stato un eccesso di zelo con esiti a mio avviso drammatici per quanto riguarda il patrimonio verde della nostra città, c'è stato con le migliori intenzioni. Un vecchio adagio recita che le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni. 

Non ho comunque dubbi sulla tua serietà ed il tuo entusiasmo e la tua lodevole capacità di metterti a confronto con i tuoi concittadini (e la tua circostanziata replica ne è la riprova): però come ben sai, e la storia, la letteratura, le leggende ed il cinema spesso ne narrano le vicissitudini, esiste questo mito del giovane buon principe che nonostante le idee illuminate e la volontà di far del bene, viene a un certo punto manipolato e subdolamente oppure anche solo per scarsa lungimiranza dei suoi collaboratori, mal consigliato per poi far ricadere su di lui tutte le colpe, di cui dovrà inevitabilmente farsi carico.

Se gli esiti del "progetto" che m'illustri non perverranno a risultati tangibili di miglioria come auspichi con animo sincero, sarà piuttosto prevedibile che tu, mettendoci la faccia (istituzionalmente parlando) diventi il capro espiatorio e l'oggetto di critiche ben più aspre della mia indignazione di comune cittadino per la perdità di un paesaggio a me caro. 

Aldilà degli attacchi politico\elettorali a cui tu sicuramente avrai fatto il callo nella tua lunga carriera di politico, rischi di venir ricordato come quel sindaco che "tagliò tutti gli alberi di piazza d'armi": è un'antipatica semplificazione, ma la memoria popolare, genuina e un po' spietata, che dimentica facilmente i nomi, non dimentica altrettanto facilmente i fatti. Ed il fatto, se eclatante può diventare il nome.

Anche queste son elucubrazioni che poco interessano alla fine: quello che importa e che parzialmente mi rincuora è che sono stati risparmiati i cedri dove nidificano annualmente gli aironi cinerini. Ma anche qui mi chiedo: se si sono potuti risparmiare loro a rischio credo, come gli altri, di ammalarsi, non si poteva salvare più alberi? 

Operando un necessario sfoltimento, abbattendo alberi già malati e pericolanti, certo, restituendo più luce ai prati della "piazza d'armi"… ma senza snaturarla in quella sua concezione un po' selvatica, tipica del "giardino romantico", quella concezione che tu mi dici priva di progetto, realizzata piantando un po' a caso pini e cedri in un terreno inadatto, e nel quale hanno (avevano…) tuttavia prosperato con le loro chiome maestose, e l'intrico degli esili fusti da cui si leggeva la volumetria della Fortezza. 

La Fortezza, certo, merita più d'un cinema all'aperto in estate. Concordo con te che si tratti di una architettura preziosa per la città, e che si debba valorizzarla, e di estendere il parco fino al suo ingresso: valorizzare la Fortezza e dotare il parco di un'illuminazione più adeguata non possono essere usati come argomenti, come prove a discarico per un'operazione di sfoltimento a mio avviso sbrigativa, senza che al momento esista un progetto di riconfigurazione. 

Non ho visto, né ho trovato disegni tecnici di riassetto paesaggistico. Non esiste, o perlomeno, non ho trovato un bando di concorso per la progettazione del "nuovo parco".  Quindi? Cosa faremo? Ripianteremo a casaccio piante diverse? Persevereremo nell'errore iniziale? 

Esiste solo, cercando in rete, un laconico comunicato sul sito del comune circa la "Riqualificazione di piazza della Resistenza: entro la fine di novembre sarà accessibile l'intero parco"… dove sono i progetti, Samuele? O dobbiamo riprogettare un parco della città "capitale europea del verde" sulla base delle suggestioni che Porcinai partorì nel '35? Questo potrebbe essere un buon spunto per un progetto. Ma il progetto (anzi i progetti) fatto di relazioni, disegni tecnici esecutivi nelle varie viste, in pianta, in prospetto, nei dettagli etc… di fatto ancora non c'è e se questi non vengono prodotti, selezionati e alla fine approvato il vincitore, c'è il rischio di trovarsi per anni un'area desolata nel cuore della città, una "fanga" di sterpi e pochi arbusti superstiti che sicuramente renderanno più visibile nella loro desolazione la Fortezza, ma di sicuro non la valorizzeranno.

Non mi è chiaro come il Comune si stia muovendo, voglio sperare che si tratti di un problema di comunicazione, di tempi di azione e progetto mal concertati, che l'urgenza impressa dalla caduta dei rami ha accavallato. Comprendo la premura, l'urgenza, sensibilizzati dai tragici fatti di Firenze, ma dopo una prima necessaria e tempestiva messa in sicurezza, sarebbe stata opportuna una attenta fase progettuale a mio avviso, prima di procedere a nuovi tagli. Fra questi progetti io avrei preferito un progetto scarsamente invasivo, di salvaguardia, sfoltimento mirato, riqualificazione degli arredi e dell'illuminazione, mantenendo il paesaggio il più possibile aderente a quell'immagine mentale della Piazza "d'Armi" cara a noi tutti. Con i pini e i cedri. 

Con questo credo di averti espresso tutte le mie perplessità ed amarezze. Caro "compagno Pippone" come disse una volta Nanni Moretti, che non è certo fra i più simpatici ma come tutti gli antipatici spesso ha grande sense of humour, "fai una cosa di sinistra". Te lo dico da uomo non di sinistra. Prendilo come un invito simpatico a riflettere su quanto si possa diventare, anche involontariamente, renziani.

Al momento, visto che la frittata è fatta come si suol dire, aspetto con ansia i progetti e mi auguro, così come accadde per ex-Breda, che siano esposti alle Sale Affrescate in Comune e che i cittadini possano esprimere il loro gradimento, anche su internet, e che questo venga tenuto in debita considerazione dalla commissione che giudicherà e sottoporrà il progetto vincitore all'approvazione del Consiglio Comunale.

Un cordiale saluto


Andrea

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