sabato 13 dicembre 2014

La Replica del Sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli

Ricevo or ora e pubblico volentieri la dettagliata replica al mio precedente post e lettera inviate al sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli, a cui risponderò in seguito e che lascio al giudizio dei lettori intanto. Ringrazio intanto il sindaco di Pistoia per aver voluto prendere in considerazione la mia denuncia e per aver cortesemente e dettagliatamente risposto.



Caro Tibet,
credo che Tu mi conosca  a sufficienza - almeno in quel modo particolare, al quale accenni, che consente la nostra città – per sapere quanto sia distante il mio modo di essere dallo spirito del tempo, se inteso come il tempo del marketing, dell’annuncio pubblicitario, del prendi due paghi uno  e dello happy-hour. Samuerto Sbertoli aveva colto questa mia caratteristica attribuendomi, non casualmente, il novecentesco nomignolo di compagno Pippone.
Posso assicurarTi che l’intenzione dell’Amministrazione non è mai stata quella di trasformare il parco della Resistenza in un giardinetto per risparmiare costi manutentivi, né di fare un’opera di imbellettamento; al contrario, stiamo cercando di restituire alla cittadinanza – certo, trasformandolo – un polmone verde più godibile e più bello, ed anche più sicuro. Questo intervento passa anche, purtroppo, attraverso l’abbattimento di alcuni alberi (tra i quali non ve n’è alcuno secolare: il parco è nato negli anni ’50) e la piantumazione di altre piante, più adatte alle caratteristiche della piazza.
Ben prima delle cadute dei due grossi rami di pino della scorsa estate, l’ufficio Verde del Comune aveva predisposto un progetto – inserito nel piano degli investimenti del bilancio comunale, e votato dal consiglio comunale – che prevede gli interventi di sostituzione in corso di realizzazione, oltre alla sistemazione di un impianto illuminotecnico, lungo il perimetro a sud del parco. È la prima parte, permettimi di precisarTelo, di un investimento pluriennale che abbiamo deciso di realizzare per la principale area a verde della città storica: proseguiremo con l’estensione del giardino sino all’ingresso della Fortezza Santa Barbara, liberandolo dalle auto, per far divenire la stessa Fortezza – che ha al suo interno grandi spazi verdi – parte integrante del parco; tra l’altro, poi, risistemeremo progressivamente i camminamenti pedonali e rinnoveremo l’illuminazione; sostituiremo e ricollocheremo i giuochi per i bambini; realizzeremo un nuovo sistema di irrigazione e riordineremo, con una siepe di leccio, il confine tra il parco e il fossato difensivo della fortezza. Porremo, inoltre, a carico del nuovo concessionario del chiosco (il nuovo bando sarà pubblicato il prossimo anno) interventi di manutenzione straordinaria dello stesso.
Con la caduta dei due rami, che solo la sorte ha impedito producesse una tragedia come quella accaduta a Firenze, l’Amministrazione ha doverosamente deciso di accelerare la realizzazione del progetto, che adesso, per quanto riguarda la fase di abbattimento delle piante, è sostanzialmente a conclusione e che vedrà a breve iniziare l’opera di piantumazione di 77 piante ad alto fusto e 352 tra cespugli e arbusti.
Non mi diffondo nel descriverTi le tipologie di nuove piante che saranno messe a dimora nel parco, perché avrai potuto leggerle sulla stampa quotidiana, ma voglio provare ad illustrarTi le ragioni che mi hanno indotto ad approvare il progetto, sul quale ho riflettuto con tutta l’attenzione che credo sinceramente debba essere dedicata ad ogni organismo vivente, anche vegetale.
Per un verso, abbiamo accertato che molte piante, ed in particolare i pini sistemati lungo il viale alberato, non erano più sicure: si tratta, difatti, di piante che furono scelte, al momento della creazione del giardino, senza particolare attenzione alla loro qualità e senza considerare debitamente le caratteristiche del terreno. Abbiamo verificato che il terreno della piazza, dopo un primo strato superficiale di terra (che oscilla tra i 10 e i 20 centimetri), è composto di detriti e materiali di riporto, risultando, dunque, inadatto ad assicurare un radicamento saldo degli alberi e, in particolare, dei pini, che – come ho dovuto imparare – prediligono terreni non compatti e pesanti quali quelli del parco della Resistenza. A questo elemento si è aggiunta, nel corso di alcuni decenni, una manutenzione non sempre oculata che ha favorito una crescita in altezza e in larghezza delle chiome rendendole più soggette – come abbiamo potuto vedere – a pericolose e importanti rotture. Per altro verso, il parco è stato lasciato crescere, nel tempo, senza preoccuparsi degli effetti che la prossimità delle piante avrebbe prodotto sulle piante stesse: le une hanno indebolito e soffocato le altre e tutte insieme hanno creato un’area d’ombra senza soluzione di continuità che impediva, addirittura, la crescita dell’erba in alcuni punti, lasciando ampi tratti di terra polverosa d’estate e fangosa in inverno. La crescita mai controllata degli alberi, insieme alla loro piantumazione non sufficientemente riflettuta e ad una loro distribuzione sostanzialmente casuale, hanno inoltre determinato nel tempo uno schermo che nascondeva pressoché totalmente la Fortezza Santa Barbara, nonostante le giuste indicazioni della Soprintendenza che sollecitavano il recupero di una prospettiva visuale verso il monumento mediceo da quella che fu – e nel parlare di molti ancora è – la piazza d’armi della città. Non a caso, se hai potuto vedere alcuni dei disegni di Pietro Porcinai esposti al Fabroni nel corso della mostra Oltre il giardino, nel 1935 il grande paesaggistica toscano aveva immaginato una sistemazione a verde estremamente semplice, con un uso assai parco di alberature, destinata a non interrompere la relazione tra la città e la Fortezza, ma anzi a rafforzarla.
Il progetto che stiamo realizzando è volto dunque non solo a mettere in sicurezza il parco, ma anche a migliorarne la qualità attraverso nuovi alberi, che meglio si adattino alle caratteristiche del suolo e del clima rispetto a quelli che vi erano, e attraverso un disegno che alterni spazi ombreggiati, dove trovare riparo dalla canicola estiva, e spazi aperti dove invece poter  giacere e giuocare, in un prato rigoglioso, per godere del tepore del sole quando il clima lo consente. Un parco dal quale sia possibile ammirare anche la Fortezza Santa Barbara e, anzi, che si protenda sino al suo ingresso, abbracciando uno dei più importanti monumenti cittadini, non ancora pienamente fruito e valorizzato (anche se è notizia di ieri che – in controtendenza con il resto della Toscana, al netto di Firenze – proprio la Fortezza ha conosciuto una crescita, seppur modesta, di visitatori).
La riqualificazione di piazza della Resistenza è solo una parte del lavoro che stiamo svolgendo e che interessa tutto il verde pubblico cittadino (ricordo tra i molti, a titolo di esempio, gli interventi sul giardino di Villa Capecchi, sul parco del Villone e sul giardino di viale Arcadia, la previsione – che realizzeremo – di un altro grande parco urbano nell’area del Ceppo). Abbiamo intenzione, infatti, di promuovere una sistematica opera di cura e manutenzione di tutti gli spazi a verde della città, perché se Pistoia vuol essere davvero – come spesso abbiamo detto e come scriviamo nelle presentazioni turistiche – città d’arte e capitale europea del verde, deve avere parchi e giardini all’altezza: realizzati dai migliori paesaggisti e curati e manutenuti secondo criteri scientifici, in collaborazione stretta tra gli uffici comunali e gli ordini professionali, affinché le piante e gli alberi possano crescere sani e forti ed avere una vita più lunga. Per ottenere questo risultato abbiamo avviato un dialogo positivo con l’ordine provinciale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, anche al fine di stendere – seguendo gli esempi migliori tra le città italiane, e su tutte Torino – un disciplinare per la realizzazione e la cura di spazi verdi. È in corso di affidamento uno specifico incarico per il censimento e la definizione di una apposita carta delle vulnerabilità di tutte le alberature dell’intero territorio comunale. Sin dall’inizio del mandato il mio intendimento è stato quello di rafforzare gli uffici dedicati alla cura del verde, seppur nei limiti delle disponibilità dell’Ente e in coerenza con la politica delle assunzioni che stiamo facendo, attraverso l’individuazione di alcune, mirate e qualificate professionalità. In questa direzione, dopo averne assunti due fino ad oggi, entro il 2015 assumeremo almeno un altro giardiniere e, dopo aver esperito nel 2012 e nel 2013 – come prescritto dalla legge – ben due procedimenti di mobilità, purtroppo senza esito, per l’assunzione di un dottore agronomo, attiveremo quanto prima un concorso pubblico per tale figura.
Quest’impegno, sicuramente di lunga lena, a mio modo di vedere, non dovrà dimenticare anche l’enorme patrimonio boschivo delle nostre montagne, dal quale – ho capito – hai la fortuna di vivere circondato, non foss’altro per la rilevanza che assume la sua manutenzione sotto il profilo della sicurezza idrogeologica del territorio. Abbiamo iniziato, intanto, a pretendere, con alcune ordinanze, che i privati proprietari dei terreni facciano la loro parte nella manutenzione tanto dei boschi quanto del reticolo idraulico minore di loro competenza, nel mentre il Comune da molti mesi è impegnato in un’opera, anche minuta, di manutenzione costante del territorio.
Potrei proseguire a lungo (come si conviene, appunto, al compagno Pippone). Penso, però, sia sufficiente quel che ho scritto, per rappresentare l’impegno serio che stiamo mettendo per fare dell’investimento sul verde cittadino il cuore di un’impegnativa strategia per il futuro dell’intera città. È un tema così decisivo per Pistoia, infatti, che sinceramente auspico possa essere oggetto di un dibattito pubblico sempre più vasto, che - certamente considerando, ma non fermandosi alla dimensione più emotiva - sappia anche articolarsi razionalmente e in maniera documentata, per offrire – davvero – elementi utili per un investimento sul futuro.
Quello che stiamo vedendo in piazza della Resistenza, dunque, è solo una parte di un lavoro più grande ed impegnativo, che confido Tu e tutti i cittadini pistoiesi potrete apprezzare nelle prossime settimane, mesi ed anni.
In quella piazza ci sarà indubbiamente un parco diverso da quello nel quale abbiamo giuocato e passeggiato da bimbi, ragazzi e adulti, ma non per questo sarà meno bello e godibile: sono certo che continueremo a passeggiarci, altri bimbi continueranno a giuocarci, altri ragazzi, magari, ad amoreggiarci.
In ultimo, per quanto riguarda la nidificazione degli aironi cenerini, i tecnici del Comune hanno eseguito un sopralluogo con il personale responsabile del Padule di Fucecchio, convenendo con loro sull’opportunità di non abbattere quattro alberi di cedro vicini alla Fortezza, sui quali sarà dunque ancora possibile che gli aironi costruiscano i loro nidi.
Non pretendo di averTi persuaso della bontà delle nostre scelte, ma spero che almeno Tu creda alla serietà delle nostre motivazioni.
Con stima e cordialità

Samuele Bertinelli

Nessun commento:

Posta un commento