venerdì 13 marzo 2015

senza titol

te ne stavi lì
giudaico cristiano
come un gatto
sfiancato dall’afa
a rimpiangere il gelo
con il fardello di colpe
mai godute

e ti guardavi intorno
ansiosamente
come chi sta per essere scoperto
il suo gioco sconfessato

questa tua vita
un carnevale impomatato 
di arlecchini monocromatici
e infinite maschere di pulcinella
perennemente tristi e affamate

con lo stomaco chiuso, e quella magrezza nervosa
con lo stomaco gonfio e gli occhi pieni di lacrime
con le mani vuote
senza una lira e senza un’idea

alla mercé di sette e regimi fascistoidi
alla mercé di life coach e mussolini 
di cravattoni ed assicuratori
di usurai e giocatori d’azzardo

sparpagliavi fra i negroni insipidi 
la tua personalità residua
e come sempre vagavi da una parrocchia all’altra
nella ricerca di estremismi
monchi
mozzati con l’accetta
arrotondati dalla sbronza 
pompata da grosse vene in rilevo
di vecchio
di tossico

trascorrevi le giornate a raccogliere pezzi
di te stesso, vaso rotto, credevi
di Pandora, e invece ne uscirono solo poche briciole
ed un ragno impaurito
esile e albino
scaraventato alla luce

e mentre gli ultravioletti ti dilaniavano la pelle
e tossicchiando sperimentavi una nuova idea di decomposizione
da vivo

ti si prospettavano nuovi progetti e speranze
perchè sia chiaro, eri giudaico cristiano
ma come in sogno,
quando cerchi di articolare
un verso di animale
una parola
o muovere un braccio pesante 
le mille tonnellate
del corpo che dorme

al risveglio… beh!
ciondolavi per alcuni incalcolabili minuti o ore
compiendo piccoli gesti più che insignificanti
involontari
moti riflessi di un decoro
di una serenità
scomparsi da tempo

e le giornate, oh, loro! 
scorrevano
come sempre 
con l’alternarsi di sole e pioggia
di sorrisi, di facce inespressive, 
di piccioni
insetti, erbe, parchi, veicoli
in un circuito indefesso
da cui era consigliabile 
prendere le distanze

ma soprattutto sorrisi
l’eterno sorriso degli esseri umani
quello che gli etruschi 
disegnavano 
saggiamente
sui volti dei loro morti

perchè solo il sorriso
anche se abusato 
e falsificato 
in ogni dove

è capace di risplendere

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