lunedì 28 settembre 2015

Il Potere




Certo i banchieri e i loro fidi vassalli al potere sono garanzia di poca gioia. 
Oddìo, anche gli artisti al potere hanno fatto cose discutibili, pensate a certi acquerellisti austriaci. Anche sui maestri preferirei non esprimermi. Ma evidentemente la professione di provenienza conta poco: la possibilità di disporre delle vite altrui stimola idee balzane. 
C’è chi sperimenta nuove società, chi vuole imporre un’immagine coordinata ad un popolo, chi vede una nazione come un’azienda, chi come un esercito. Si pesca nel paniere delle esistenti soluzioni di convivenza umane, afflitti dalla disomogeneità e dalla imperfezione della massa. Già di per se la parola massa, ha un che di indigesto, di caotico, di ottuso.  
Insomma il potere è una droga potentissima che distorce la realtà, e la trasforma nell’incubo del tiranno di turno. Una droga lucida. Impietosa. 
Solo pochissime figure nella storia dell’umanità sono riuscite a incanalare il potere senza farsene travolgere: penso a Gandhi e …basta.
Penso che il segreto di questo mancato coinvolgimento emotivo sia da ricercarsi nel disinteresse per il potere come tale, ovvero come strumento per portare energia al proprio ego: essi non avevano bisogno del potere per realizzarsi, in quanto individui perfettamente compiuti. Non avevano bisogno di accrescere ricchezza o credibilità. Totalmente autosufficienti, hanno completamente reinvestito il potere che avevano acquisito in un progetto di bene comune.
Senza tener nulla per sé. 

Vi sembrano così i nostri politici odierni? Vedete in loro abnegazione? Spirito di sacrificio? 

L’abnegazione, l’umiltà e l’indifferenza verso il potere si possono simulare. 
Ma non si può mai simulare l’immaginazione: ecco, Gandhi per l’appunto, oltre ad essere autenticamente umile e disinteressato al potere, aveva una profonda capacità di progetto e di immaginazione. Era un creativo politico, che ha ideato forme di lotta che prima non esistevano (la non-violenza) e che, con fantasia, ha portato avanti una lotta contro un impero sino alla liberazione del suo popolo, quasi senza colpo ferire (se non consideriamo le vittime collaterali dovute alla violenza subita, o nate dalla mancata osservanza delle sue illuminate prescrizioni).

Vi sembra che in Europa esistano oggi persone di questa caratura? 
Perchè, lascia stare l’Italia! Lo sappiamo! Ma in Europa credete che sia meglio? Pensate che i loschi e raggelanti individui che hanno umiliato la Grecia abbiamo un minimo di umanità, grandezza e fantasia per poter salvare il mondo? Ce lo vedete Juncker al posto di Gandhi? Provate a sostituire a Gandhi uno qualsiasi di questi tizi: Merkel, Renzi, Hollande… chi vi pare…
Grottesco. 

Innanzitutto la materia prima: Gandhi era solido. 
Era piccino, esile, ma saldo e totalmente incorruttibile. Questi invece sono in perenne ricerca di consenso, e per ottenerlo mutano forma come le nuvole del cielo. Sono sfatti, mascherati, agghiaccianti quando viene loro imposto un ruolo.
Sono quei tizi che nel secolo scorso sarebbero stati gli zelanti esecutori di qualche dittatore folle, che poi avrebbero dichiarato di aver eseguito soltanto degli ordini. Con la massima innocenza, sia ben chiaro. 
Non parlo dei deboli, dei poveri, costretti ad appoggiare qualche scalmanato. Non parlo dei meschini come noi, parlo di questi tizi brillanti dalla parlantina facile e mediamente carismatici che sarebbe opportuno indirizzare verso carriere discografiche anzichè politiche.
Qualsiasi cosa, ma non fategli toccare la “COSA” pubblica. 
Una gigantesca vagina che li può risucchiare, con effetti intossicanti per tutto l’organismo sociale.
Ora c’è da dire che, data la micragnosità di questi individui, l’intossicazione si supera abbastanza bene, perchè il mondo che loro vogliono (o chi per loro) manipolare é da millenni un mondo dove la semplicità vince, dove esistono fornai, farmacisti, contadini, meccanici, falegnami, fabbri, muratori, uomini e donne che fanno cose utili e buone, e per le cui mansioni fondamentali non esiste mistificazione possibile. 

Questa semplicità è una complessità risolta, un’opera paziente e secolare dove spesso gli interventi di miglioria risultano inopportuni. Anche quelli in buona fede, figurarsi quelli fasulli.
Quando vediamo i profughi che attraversano l’Europa, vediamo noi stessi in un mondo parallelo ma vero, dove ci hanno tolto la possibilità di vivere di quella semplicità, di fare i nostri mestieri, di gioire della nostra casa e dei nostri affetti, della nostra libertà di scelta ed opinione, fino al punto di costringerci a fuggire. 
Il desiderio più grande del profugo e dell’esule è quello di tornare a casa. Una casa pacificata, la casa dove sono nati i nonni, dove si è vissuta l’infanzia e la giovinezza, dove si riconoscono gli odori, i suoni, dove la luce è in un certo modo che non può essere altrove. 
Noi adesso viviamo nel terrore artefatto generato dai nostri governanti per finalità loro X che non indago, incapaci di accogliere, di soccorrere, anche con malanimo o fastidio, incapaci di aderire al nostro richiamo di Specie. In attesa di ordini "dall'alto"… 
Il potere si è fatto astratto, conciliabolo mutevole e ottuso, equazione finanziaria, carrozzone di avventurieri e speculatori di vario cabotaggio, in lotta fra loro per acquisire porzioni sempre più ampie di profitto o difendere la propria: una volta erano papi, imperatori, padroni adesso è un mostro senza testa. Totalmente automatico quanto cieco e istintivo.
Del resto anche in quegli ambienti spregiudicati si è fatta strada un'idea del Mondo più attuale; che non è il paese di Bengodi, o la cornucopia senza limiti cui attingere. Quindi la loro fame si è fatta avida, ingorda, febbrile. Il nuovo potere non è più nemmeno megalomane, visionario: sta sulla difensiva, si attesta sulla posizione, è arroccato, paranoico e fa catenaccio … 

Viviamo senza prospettiva, perchè non ci riesce immaginare il futuro quando l’unica cosa che conta è il presente: perchè il Mostro vive e prospera solo nel presente; irride il passato, i retaggi, le culture, le tradizioni, e si fa beffe del futuro, per il quale riserva solo la fosca prospettiva del degrado per quelle persone e quelle società che non si uniformeranno al suo moto. Perchè è solo un moto, non è nemmeno un sistema. 

La prospettiva in verità è che molti profughi vorranno tornare a casa, molti resteranno qui; come sempre accade da secoli, l’uomo si muove libero sulla superficie del pianeta mosso da infinite molle: povertà, fame, guerra, ambizione, desiderio, curiosità. Ed ovunque vada, lontano da casa è comunque casa. 

Esistono dei problemi logistici: i grandi paesi che potrebbero accogliere senza contraccolpi grandi flussi migratori hanno chiuso le loro frontiere o sono comunque lontani e difficili da raggiungere. America, Australia… 
L’Europa è piccola e già molto densa di storie, di transiti: una certa insofferenza è spiegabile. Spiegabile come paura, come istintivo porsi sulla difensiva, alimentato dal Mostro che su queste paure gioca le sue carte vincenti. Ma le paure, come accade nella vita semplice e reale, si superano attraverso la conoscenza.

Pare che certi flussi migratori facciano parte di una strategia destabilizzante operata da paesi come la Turchia per accrescere il loro potere sul Mediterraneo. Ma Turchia o no, di fatto la gente scappa e a gambe levate. Scappa dalla guerra come dalla povertà: inutile distinguere in maniera protocollare fra profugo e migrante economico. Possiamo dissuaderli, finanziare chi volete, erigere barriere, affondare barconi. Ma quando le persone sono qui, indipendentemente dal fatto che fra loro si nascondano terroristi, non possiamo lavarcene le mani. Non possiamo rispedirli indietro, nè tantomeno rifondare campi di concentramento: l’unica possibilità è la convivenza. 

E per farlo ci vuole immaginazione: provate a pensare Edison senza immaginazione, provate a pensare Tesla senza immaginazione, Leonardo, Beethoven, Mao, Lenin, Enrico Mattei, Gandhi…provate a pensare il mondo senza immaginazione. fatto? Cosa è venuto fuori? 
L’Eurozona.

3 commenti:

  1. Gandhi non era solo quello che la mitologia occidentale ci ha trasmesso.
    La sua immagine non è quella del santino.Era un pessimo padre e un pessimo marito, ha distrutto psicoogicamente la vita del suo primogenito, che per sfuggire da lui si è addrittura fatto mussulmano. La sua ideologia della non violenza presentava molti tratti violenti, fino all'istigazione al suicidio. Era disonorevole, secondo lui, essere colpiti alla schiena, bisoganava beccarsi i proiettili in petto. Ha avuto rapporti ambigui con Hitler e Mussolini dei quali non è riuscito a comprendere la natura bieca. Sulla strage degli ebrei ha avuto parole per lo meno strane: condannava le persecuzioni ma avrebbe auspicato che (non violentemente) gli ebrei si autoimmolassero, tanto erano destinati lo stesso a morire a milioni. Ha lottato per l'indipendenza dell'India, ma all'ultimo ha sbattuto la porta in faccia ai mussulmani che avrebbero potuto garantirla. Costringeva il suo entourage a diete assurde, abitudini logoranti, predicava la castità e dormiva con delle fanciulle nude per mettersi alla prova e accrescere il suo potere spirituale. Aveva un profondo lato fanatico e una morbosa attrazione per la morte. Sviluppò la non violenza come metodo di violenza passiva,una vera sfida alla morte. Per punire i suoi familiari o amici si metteva a digiunare a oltranza, per suscitare (non violentemente) sensi di colpa.
    No, Gandhi non è un buon esempio. Buoni esempi non ce ne sono e forse è meglio così. Ce ne sarebbe da dire anche su Mandela. Io ho degli amici africani che vedono Mandela come un traditore. Dopo la scarcerazione, ha lavorato per fare cessare l'apartheid, facendo ampi compromessi con la minoranza bianca. Il risultato è che in Sudafrica l'apartheid nominalmente non c'è più, però il 10% della popolazione bianca soggioga ancora economicamente e socialmente il 90 % della restante popolazione nera. Le cazzate che ci fanno vedere in televisione o al cinema, sono ad uso e consumo del peone medio di sinistra nutrito con il latte di Repubblica e gli omogeneizzati di Fabio Fazio. Abbiamo i nostri eroi e siamo tutti contenti.
    Poi la questione dell'immigrazione è un'altra faccenda. Certo non possiamo rimandarli indietro e infatti non li rimanderemo. Tutta la polemica in atto è solo fuffa, perché è già tutto deciso per la convivenza coatta nostra (le élite mica convivono: loro vivono in un mondo dorato a parte). Quello che voglio dire è che tutto questo bordello in atto non è frutto del progresso umanista, marcia in resta con il vessillo dei diritti umani che sventola, evviva l'accoglienza ma l'ennesima inculata che l'imperialismo USA ci butta addosso. Hanno fatto passare Assad per un delinquente, come in passato Gheddafi e Saddam Hussein, noi ce la siamo bevuta e adesso ne paghiamo le conseguenze. A me Berlusconi fa cagare, ma perché Berlusconi è stato fatto fuori all'epoca? Perché andava con le minorenni? No, perché rischiava di farci fare un affarone a noi italiani, assicurandoci il petrolio di Gheddafi vita natural durante. Francia, GB e USA non ci sono stati e il resto lo sappiamo. E adesso siamo qui a questionare su accoglienza sì, accoglienza no.
    In Africa è in atto una splendida bomba demografica e ce la becceheremo in buona parte noi. Poi senti dire che l'Italia è in pieno inverno demografico, ma di che cazzo parlano? Un paese di 301.000 Km2 con 61 milioni di abitanti è un paese sovraffollato, altro che. E invece dobbiamo accogliere, accogliere, accogliere, senza poter pensare nuila di diverso altrimenti siamo cattivi. CI hanno plagiati e non riusciamo più a pensare lucidamente. Hanno deciso tutto sulle nostre teste, ma la cosa peggiore è che non è sufficiente essere rassegnati, no: dobbiamo essere convinti che tutto questo è giusto. Orwell insegna.
    E dire queste cose è diventata roba di destra.
    E' un mondo strano e ripugnante quello di questo inizio XXI secolo.

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  2. La mia riflessione era più sui massimi sistemi, sul senso ultimo del potere, ed ho usato disinvoltamente un esempio che fosse di facile comprensione. Ho usato il “santino” nazionalpopolare di Gandhi per esprimere un concetto. Eppure nonostante quello che mi dici, lo continuo a preferire alla Merkel, a Renzi e a tutta quella banda lì, nonostante il suo privato non cristallino, l’induzione di sensi di colpa, e l’atteggiamento tirannico con i suoi collaboratori più stretti. Gli perdono queste manie, che sono il lato oscuro di tutti noi esseri umani, e che assumono nello statista e nel personaggio storico, una valenza diversa. La tua analisi è lucidissima e non trovo che sia una “roba di destra”, eviterei però di lasciarmi sopraffare dalla paura. La paura genera i mostri e i leghisti: non abbiamo bisogno di indignati e capi popolo. Dobbiamo affrontare la paura così come lo facciamo nella vita di tutti i giorni. I nostri politici sono incapaci di fare scelte autonome, sceglieranno sempre quello che i loro esperti di marketing e diplomazia gli suggeriranno come la miglior opzione del momento. Agiranno come i rimbombati del videopoker. Continueranno a fare performance, ad arrotolarsi le maniche ai conciliaboli del sindacato, e metteranno la cravatta dai confindustriali. E diranno quello che fa più comodo o effetto. Gandhi nel bene e nel male, non aveva una stilla di questa miseria interiore. Era proprio di un altro materiale. Poi sarà un mito per peones: anche Che Guevara è diventato una t-shirt, una spilletta o un tatuaggio. L’alternativa (l’iconoclastia) mi dà i brividi: preferisco la pop-art a l’IS.

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  3. PS. per quel poco che ne so, Nelson Mandela con la sua politica della Riconciliazione https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_per_la_verit%C3%A0_e_la_riconciliazione_(Sudafrica) ha evitato un bagno di sangue. Come tutte le scelte anche questa è discutibile, e di fatto quello che dici sul Sudafrica di oggi è vero; sempre meglio di un altro Ruanda. I vivi per quante possano essere le divergenze e le disparità possono sempre trovare una modalità di convivenza. I morti, no: specialmente i morti ammazzati, che si lasciano dietro scie di vendetta ed odio. La faida è una modalità di rapporto che non auspico per una grande nazione.

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