lunedì 7 settembre 2015

La Vergogna Ungherese

(…ed europea)



Impressionato dalle immagini della marcia forzata dei profughi lungo l'autostrada per Vienna, mi sono deciso a scrivere all'Ambasciata di Ungheria in italia ( mission.rom@mfa.gov.hu ) per protestare e chiedere spiegazioni. 
Del tutto inaspettatamente mi ha risposto, con grande cortesia, il signor László Dávid Galàntai dell'ufficio Affari Politici e Relazioni con la Stampa, per fare alcune precisazioni circa la questione dei profughi ed il trattamento loro riservato in Ungheria.
Si tratta di precisazioni tecniche, ovviamente, di cui i nostri notiziari non hanno dato riscontro. Il primo dato inquietante che si riconferma è come la stampa sia diventata totalmente infotainment, che pur di dare risalto alla drammaticità di alcune immagini, eviti di indagare le dinamiche che ne sono alla base.  
Detto questo, nulla giustifica quanto abbiamo visto, perchè se per far rispettare una legalità "sulla carta," si debba arrivare a piombare treni, a deportazioni forzate, e simili violazioni dei diritti umani (eh già…) allora forse, dobbiamo chiederci se l'applicazione zelante di questa legge funzioni effettivamente, o se come facciamo tutti, nella vita di tutti i giorni, non occorra invece venire a patti con la realtà ed interrogarsi una tantum sulla causa prima di tanta sofferenza e cercare un modo di porvi rimedio.
D'ora in poi, dovremo chiedere conto da noi a chi di dovere di quel che non ci torna…
Così ho fatto io per lo meno. Consiglio a tutti vivamente di fare altrettanto, per questa ed altre eventualità.


Di seguito il carteggio:

-----Original Message-----
From: Andrea Betti 
Sent: Monday, September 07, 2015 10:43 AM
To: Titkárság - ROM
Cc: Andrea Betti
Subject: ::: vergogna


La condotta del vostro governo nella gestione dei profughi che sono giunti nel vostro paese è vergognosa.
Non si vedevano scene simili dai tempi del Nazismo: lasciare che migliaia di persone esasperate, affamate prima si accalchino in una stazione ferroviaria (dove alcuni sono stati pure picchiati dalla polizia, come riportato da numerosi notiziari non certo di "sinistra" come Radio24 ed altri) per poi lasciarle a loro stesse in una marcia allucinante sull'autostrada per Vienna senza alcun supporto.
Mi chiedo come facciano a dormire la notte i vostri governanti: se io fossi ungherese avrei imbarazzo a dichiararmi tale viaggiando all'estero.

Dico tutto ciò da Italiano, quindi da cittadino di un paese, come il vostro, in prima linea nell'emergenza profughi. Un paese che ha registrato alti e bassi nella gestione di questo flusso migratorio: un paese che solo adesso, (buongiorno Europa! Ti sei svegliata?) viene marginalmente aiutato ad affrontare questa evenienza drammatica.

Quindi mi permetto di dire la mia su quanto accade da voi, perchè se qualcosa di lontanamente simile fosse successo in Italia si sarebbe gridato al Fascismo!
A voi va meglio, evidentemente anche la sensibilità del popolo ungherese registra in questa situazione il suo minimo storico. Non ho notizia di ungheresi che protestano: so di austriaci ed italiani che con mezzi propri sono venuti in soccorso dei profughi in marcia... minacciati di essere accusati come "trafficanti di uomini"...
Siete fantastici! Non li volete e non li fate andare via...quando se ne vanno da soli a piedi li fareste morire per strada come cani. Peggio dei cani.

Spero che il turismo verso il vostro bellissimo paese registri un minimo tale da farvi riflettere, perchè io di sicuro non andrei volentieri in un paese che tratta così i disgraziati in fuga da guerra e miseria (teniamo conto che nemmeno l'UNICEF può intervenire perchè in teoria un paese ricco e democratico dovrebbe gestire da se tali emergenze, e anzi, con i profughi è obbligato a farlo dalle leggi internazionali... che presumo anche l'Ungheria abbia sottoscritto).
Lo spero perchè quando spesso non basta colpire al cuore, è sicuramente più opportuno colpire al portafoglio, area sensibilissima anche negli animi più gelidi.

Ricordo un Ungheria diversa, di gente che osava ribellarsi all'oppressione sovietica, a cui il mondo guardava con simpatia: non è quella di oggi.
Spero con tutto il cuore che il popolo ungherese sia stato più umano del suo governo, anche se a queste notizie non è stato dato rilievo.

Con vivo disappunto

Andrea Betti




Gentile Sig. Betti,

l’Ungheria accoglie i rifugiati secondo le possibilità di un paese di 10 milioni di abitanti, che è stato colpito da un ondata di migranti che ormai supera 150 mila persone dall’inizio dell’anno, con il massimo rispetto dello spirito della Convenzione di Ginevra. (E’ come se in Italia sarebbero arrivati quasi 1 milione di migranti in 8 mesi. Solo per far capire la dimensione del fenomeno.)

Ciò nonostante i centri di accoglienza ci sono, i servizi ai rifugiati (cibo, acqua, alloggio, servizi medici ed igienici) sono accessibili.

La situazione a Budapest purtroppo deriva dal fatto che i richiedenti asilo rifiutano di recarsi nei centri di accoglienza, rifiutano l’assistenza delle autoritá ungheresi, perché vorrebbero continuare il loro viaggio verso l’Austria, e finalmente la Germania. Le autorità ungheresi – anche se ci provano – non possono fisicamente offrire più assistenza a quelli che decidono di restare in viaggio e non entrare nei centri di accoglienza. Come può immaginare, l’allestimento di nuovi centri di accoglienza nelle più frequentate piazze di Budapest non è una solizione fattibile.

Eppure le regole europee (i trattati di Schengen e Dublino) a questo riguardo sono esplicite: non consentono ai richiedenti asilo di lasciare il territorio dello stato membro dove le loro richieste di asilo sono state registrate, in questo caso l’Ungheria. La soluzione quindi non dipende dalla “buona volontà” delle autorità ungheresi, bensì dagli obblighi messi in atto dai trattati europei. Il viaggio dei migranti verso l’Austria è quindi illegale secondo le regole vigenti, alla quale perciò le autorità ungheresi non possono assistere per ragioni giuridiche.

Allo stesso tempo le autorità ungheresi assieme ai volontari cercano di offrire servizi fondamentali (cibo, acqua, sanitazione, assistenza medica) ai profughi nella Stazione Keleti, ma come può immaginare l’allestimento di un campo di accoglienza ben attrezzato in una delle più frequentate piazze della capitale non è una possibilità reale. La soluzione legale sarebbe per i migranti di recarsi nei centri di accoglienza in Ungheria, aspettare l’esito della richiesta di asilo, e poi con i documenti ricevuti richiedere il visto Schengen dalla Germania, che gli consentirebbe di transitare in modo regolare tra i paesi dell’Area Schengen.

Il momento che l’Austria e la Germania hanno deciso di accogliere queste persone, il Governo ungherese ha messo a disposizione più di 100 pulman che hanno trasportato migliaia di profughi al confine austriaco. I volontari che offrono passaggio attraverso il confine ai migranti senza documenti purtroppo violano la legge, e possono essere processati per traffico di esseri umani non solo in Ungheria, ma anche in Austria. Ripeto: questa non dipende dalla buona volontà del Governo ungherese, è la legge che è uguale per tutti.

Spero che questi chiarimenti Le possano essere utili nel valutare la situazione in Ungheria, che in termini giuridici è molto più complessa di quanto i telegiornali purtroppo riportano.

Cordiali saluti,

László Dávid GALÁNTAI
Affari Politici, Stampa
Relazioni con Malta

Ambasciata di Ungheria
Via dei Villini 12/16
00161 Roma
Tel: (06) 4423-0598, 219


la mia risposta…


Gentile signor Galàntai,

la ringrazio innanzitutto per la cortese risposta, del tutto inattesa. 
Le sue accurate precisazioni purtroppo cozzano con la realtà: evidentemente se siamo pervenuti a tanto scempio è perchè non basta applicare in maniera zelante delle leggi. 
Se la doverosa osservanza delle leggi ci porta a piombare gente nei treni, a tenerli ammassati in un luogo di transito contro la loro volontà, a violare sistematicamente i diritti umani, forse due domande è giusto porsele.
Sicuramente è mancata l'Europa (come è mancata anche in Italia) 
Sicuramente Germania ed Austria che adesso fanno il "bel gesto" aprendo le frontiere, hanno messo l'Ungheria in forte difficoltà nella prima e nebulosa fase, costringendola di fatto a farle da "portiere". 
Sicuramente l'attuale governo di destra del vostro paese, deve render conto al proprio elettorato mostrando un atteggiamento meno pietistico e più energico nel fronteggiare questa emergenza.
Ma spruzzare spray urticanti negli occhi di inermi che premono alla frontiera per attraversare il vostro paese (non per starci in pianta stabile) e vedere migliaia di sciagurati in marcia su un'autostrada sono scene che lasciano interdetti e sgomenti.
E pensare che avrei sottoscritto la riflessione del professor Luttwack di pochi giorni fa circa l'importanza del rispetto della legalità internazionale. Evidentemente non basta, se si arriva a tanto: perchè questa gestione grottesca dei profughi nasce proprio dallo zelo con cui il governo ungherese ha applicato tali norme. 
E poi direi che gli Americani possono tacere a questo punto, visto che quanto accade deriva direttamente dalla loro gestione scandalosa del dopoguerra in Iraq.
E in quanto a frontiere murate e poliziotti violenti non hanno nulla da imparare (mi riferisco al New York Times che duramente ha criticato i reticolati sul confine serbo-ungherese)
Peccato davvero che succeda in Ungheria, che è un paese simbolo di Libertà, di lotta al sopruso, un paese che da sempre ha mostrato di avere forte autonomia, anche attualmente nell'UE, attraverso scelte assolutamente anti-bancarie e di forte indipendenza rispetto ai colossi Francia e Germania.
Ho visto le belle immagini dei cittadini di Budapest che di loro spontanea volontà portavano scarpe ed altri generi di conforto ai profughi: queste immagini mi riconciliano con il mondo. Mi auguro che il governo ungherese trovi ispirazione dal suo popolo anzichè far da portiere ad Austria e Germania in attesa del loro lascia passare...

di nuovo ringraziandola
la saluto con cordialità



Andrea Betti

la risposta del signor Galàntai…



Gentile Sig. Betti,

La ringrazio anch’io per il cortese riscontro. Spero che alcuni dei miei argomenti possano esser stati utili.

Il Governo ungherese cerca di trovare l’equilibro fragile tra umanità e legalità, in una situazione profondamente paradossale e tragica. In questo purtroppo non aiutano i reportage sensazionalisti, che spesso offrono una visione distorta della realtà, ed alla quale spesso assistono anche i migranti, che ovviamente vogliono arrivare in Germania, quindi hanno l’interesse di dimostrare che vengono maltrattati in Ungheria.

Devo però precisare che l’Ungheria non ha tenuto nessuno in luoghi di transito contro la loro volontà. L’Ungheria ha chiesto ai migranti di lasciarsi trasferire in centri di accoglienza, dove possono ricevere assistenza umanitaria. I migranti hanno rifiutato, e deciso di rimanere affollati nella Stazione Keleti. Se l’Ungheria avrebbe applicato le norme con “zelo” estremo, i migranti sarebbero stati sgomberati dalla Stazione e trasportati nei centri di accoglienza. L’unica cosa che l’Ungheria applica con zelo, è la registrazione dei migranti irregolari, che però è una questione di sicurezza. Nessun paese si può permettere di lasciar passare sul proprio territorio centinaiai di migliai di migranti sconosciuti, tra le quali ci possono essere anche criminali e terroristi (come hanno avvertito più volte i servizi segreti non solo ungheresi, ma di altri paesi europei e nordafricani).

Il Governo ungherese continuerà a rispettare le regole vigenti, in attesa di una proposta di soluzione sostenibile da parte dei vertici europei.

Cordiali saluti,

László Dávid GALÁNTAI
Affari Politici, Stampa
Relazioni con Malta

Ambasciata di Ungheria
Via dei Villini 12/16
00161 Roma


Tel: (06) 4423-0598, 219




Gentile signor Galàntai,

qualsiasi precisazione che esca fuori dal circo mediatico è da me fortemente apprezzata: comprendo altresì che per amor di patria e per il ruolo che lei riveste debba prendere giustamente le difese d'ufficio sull'operato del suo paese. Facendo una media fra quanto vedo e quanto lei mi dice, traggo una conclusione immediata: la vergogna non è solo ungherese ma europea. Questi fatti dimostrano come l'Europa sia una entità profondamente divisa e disattenta nella gestione di queste problematiche.

Di fatto esiste un'onda migratoria di proporzioni estese causata del dissesto geopolitico in atto fra Siria e Iraq e anche in altre aree del Medio Oriente e dell'Africa. Questa onda non si può arginarla così come non si può arginare un fiume in piena. Le Leggi esistenti mostrano tutta la loro inefficacia, e lasciano ai soli paesi riceventi il carico di nutrire, assistere, e regolarizzare i migranti ed i profughi.
Le dirò, gentile signor Lazlo, che persino nel mio piccolo comune di residenza sono stati ospitati dei profughi, non senza lamentele e preoccupazioni da parte degli abitanti.
Comprendo perciò bene cosa intende dire quando parla di "complessità della situazione": imputare altri di essere poco accoglienti richiederebbe sempre un attento esame della propria condotta. 

Detto questo, mi permetto di sovvertire il dettame cristiano del "chi è senza peccato scagli la prima pietra" e da "peccatore" scaglio la mia piccola pietra verso il governo ungherese e quello europeo, anche perchè bisogna finirla con il timore reverenziale ed il silenzio dei "peccatori".
I nostri rispettivi governi agiscono e le loro azioni sono sotto gli occhi di tutti e tutti possono giudicarle. Vedere i centri accoglienza che esplodono di gente a Lampedusa o i profughi in marcia su una autostrada (!) porta ad una sola conclusione: stiamo sbagliando tutto. 
Allora il primo fatto è l'emergenza: se trovi una persona che sanguina copiosamente prima arresti l'emorragia e poi gli puoi anche chiedere i documenti. Diventa surreale tentate di regolarizzare un fenomeno eccezionale come quello in atto, anche perchè mancano i parametri per poterlo fare. Al momento l'unica risposta che possiamo dare è quella di Specie, cioè soccorrere i propri simili con tutti i mezzi a nostra disposizione, anche se i locali fashion di Budapest avessero a soffrire un certo disagio nell'aver di fronte al proprio ingresso una tenda della croce rossa...

Qualsiasi azione sembra inadeguata, ma le azioni dettate dall'umanità intesa come empatia verso i propri simili non sono mai sbagliate: le soluzioni politiche invece sono sempre incomplete e tendenziose. Per esempio la Turchia lascia passare tutti ma non fornisce alcuna assistenza (che sia una enorme e grottesca "ripicca" verso l'UE?), che è  l'esatto opposto della politica adottata dall'Ungheria in ottemperanza alle leggi europee ed internazionali, e questo porta comunque a delle vittime, vedi il caso del bambino profugo (e quindi avente diritto di asilo) morto sulla spiaggia. 
Per un certo periodo l'Italia utilizzò Gheddafi e la Libia come filtro all'onda migratoria. Questo non senza vittime: sono documentati anche se non citati troppo spesso, casi di grave violazione dei diritti umani ed esecuzioni sommarie nel deserto libico in quegli anni. 

Prendiamo coscienza che è in atto una migrazione da Africa e Medio Oriente di proporzioni bibliche, causata da povertà e guerre, e che l'unico modo di arrestarla è quello di ripristinare nei paesi di origine condizioni di vita dignitose: nel frattempo però non ci resta che accogliere al meglio chi ormai è arrivato fin qui. 

Non le rubo altro tempo: un augurio che l'Ungheria ( e anche l'Italia) dia un esempio non solo di legalità ma di immaginazione. 
Da bambino seguivo un cartone animato ungherese "la famiglia Mezil" (Mézga család) dove l'immaginazione spesso era il motore di soluzioni narrative inusitate: certo la grande migrazione non è un cartone animato, non la si risolve con trovate divertenti, ma l'immaginazione è la forza che muove l'umanità. Gandhi con l'immaginazione ha liberato un paese grande come l'India. 

Solo una visione diversa ed un'atto ispirato possono evidentemente a questo punto far la differenza. 

buona giornata


Andrea Betti

:::::::



Concordo pienamente con Lei: la migrazione oggi è un problema europeo che necessita risposte europee. Lei dice “le azioni dettate dall'umanità intesa come empatia verso i propri simili non sono mai sbagliate”, ma purtroppo questo non può essere sempre vero. “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni” – come dice l’aforisma usato anche da noi ungheresi. Far entrare tutti senza controlli può sembrare umano ed empatico (ed allo stesso tempo rafforzare i confini un gesto “disumano”), ma quando gli estremisti e terroristi che quasi sicuramente si trovano anche tra i migranti entrano in Europa e compiono stragi, allora che possiamo dire ai parenti delle vittime? Scusateci, ma le nostre intenzioni erano umane ed empatiche?

E’ altrettanto evidente, che l’Europa non può prendersi carico di tutti quelli che vogliono venire da noi. Ci sono oltre un miliardo e mezzo di persone nell’Africa e Medio Oriente che vivono in povertà. Se solo 10% di questa popolazione si mobilita verso l’Europa, il nostro modo di vita e le nostre società crolleranno in pochi anni. Oltre alle considerazioni umanitarie, questo purtroppo è la realtà. L’Europa è una scialuppa di salvataggio in un mare pieno di naufraghi: dobbiamo essere consapevoli di quello che facciamo. Perchè non si possono salvare tutti, altrimenti si capovolge la nostra barchetta e finiamo tutti in mare: sia noi, che quelli che abbiamo cercato di salvare.

La proposta del Governo ungherese è sempre la stessa: sul lungo termine il fenomeno della migrazione si può fermare solo con lo sviluppo dei paesi di origine. Ma sul breve termine dobbiamo separare i rifugiati veri e propri (che scappano da guerre ed oppressione) dai migranti economici (che scappano “solo” dalla povertà), e dare i primi tutta l’assistenza prevista dai nostri valori europei ed i trattati internazionali, ma allo stesso tempo ribaride fermamente che non possiamo accogliere i secondi senza limiti. A questo fine abbiamo bisogno di controllare le frontiere in modo efficace. Prima di questo non ha senso parlare di quote.

Buona sera e cordiali saluti,


Laszlo Galantai

2 commenti:

  1. Beh, a parte condizionali e congiuntivi, mi sembra che il governo ungherese abbia risposto correttamente. Il governo italiano non avrebbe mandato nessuna risposta. La questione della migrazione di massa è spinosa e si tende a considerarla emotivamente, piuttosto che con un po' di razionalità. Questo atteggiamento non porterà a nulla di buono nel futuro, qualunque cosa dicano la Merkel e Renzi.

    RispondiElimina
  2. Caro Massimo,
    Questo è già un problema: il fatto che Renzi e la Merkel dicano qualunque cosa. Perchè alla bisogna possono dire, appoggiare, screditare qualsiasi opinione, dettame, certezza, considerazione… Non trovo che siano interlocutori attendibili per l'umanità. Si spendono miliardi di euro per l'Expo ma si fa il culo a strisce alla Grecia per un prestito ridicolo. Si chiude ai migranti ed il giorno dopo sono i benvenuti. C'è una strategia? O vanno a braccio? In ogni caso la sofferenza non è tema di improvvisazioni o strategie occulte. Salvini ha detto degli immigrati soccorsi da cittadini austriaci che non gli bastava l'hotel adesso si fanno anche venire a prendere in taxi; certo chi gliele scrive è un geniaccio. Proprio accio. Ma se questo è il tenore della politica odierna, fatto di battute, frasi a effetto e cazzate simili è in serio pericolo la tanto amata democrazia, perchè questa gente scredita la politica e sposta l'asse delle risoluzioni dei problemi in mano ai tecnici, che daranno risposte sicuramente non emotive, ma incomplete.

    RispondiElimina