venerdì 1 luglio 2016

Plutocrates



Fummo i primi ad emergere dalla vita senza consapevolezza, i primi ad avere coscienza.
Siamo stati i primi a condurre alla luce la nostra specie, perchè avevamo bisogno di forza lavoro per estendere il nostro benessere, proteggere la piccola fiamma che (per primi) accendemmo. 
Fummo noi, a far erigere i menhir, a darvi uno sprazzo di coscienza appena sufficiente a che vi spezzaste la schiena. Eppure tutti godemmo dell’agricoltura, delle derrate, delle scorte che si accatastavano nelle ziggurat.
Noi ne godemmo enormemente. 
Fummo i primi, e nei secoli abbiamo mantenuto questo primato, e abbiamo inventato un concetto nuovo.
Il Potere.
Non era la semplice supremazia di un individuo alfa su altri, non era quella supremazia transitoria, discutibile, fragile, da lupi. 
Era la supremazia assoluta, da perpetrare nei secoli, da tramandare ai figli, nonostante le tare di accoppiamenti fra consanguinei, pur di mantenere la schiatta dominante.
Appena sotto, i nostri tirapiedi, quelli come voi: i servi ciechi e fedeli, gli yes-men, gli adulatori, e accanto a loro i ribelli che mettono in discussione il nostro sistema quel tanto che basta per renderlo più forte. Loro ci aiutano tantissimo: sono come vaccini, come germi che sviluppano le nostre difese immunitarie e ci preparano alle lotte future.
Chissà come questi normaloidi, abbiano acquisito così tanta lungimiranza?

La civiltà come la vedi adesso è una nostra creazione: nelle sue architetture, nelle sue prospettive, noi abbiamo impresso il nostro simbolo a cui tutti obbediscono. La televisione e la radio, internet, etc… roba da fascistelli dell’ultim’ora. Non abbiamo bisogno di comunicazione, di propaganda, (anche se ci fa piacere assai che venga praticata in assoluta autonomia) è nel mondo, nella storia, nel linguaggio come noi lo abbiamo forgiato fin dagli albori che è impresso il nostro primato, il nostro semplice monito.

Siamo stati dei pionieri, i primi a sfidare le leggi della natura, a creare una nostra legge. E la nostra legge è più forte: è ostinata, perchè trae energia dalla legge antica che nega, quella che ci spinge a vivere ad ogni costo. In effetti, se la guardi con gli occhi di oggi, abbiamo soltanto hackerato la natura. Siamo noi i veri ribelli, altro che questi dottori motociclisti che campeggiano su spille e magliette! 

Nessuno ha mai potuto destabilizzarci: Napoleone, la Borghesia, Marx, Hitler, Mussolini, Che Guevara… li abbiamo fatti fuori tutti, non ci hanno spostato di un millimetro: altro che lotta di classe e ciclicità del potere. Il potere lo abbiamo inventato noi e solo noi sappiamo usarlo. Tutta roba nostra: possiamo darvi ogni tanto un contentino, anche per movimentare un po’ il gioco e testare la nostra resistenza, e farvi comandare per qualche tempo da questi “rivoluzionari”, da questi “dittatori” e capibanda più o meno scaltri, coraggiosi, o semplicemente feroci. Tutti inesorabilmente stupidi, perchè fanatici.

Dopo un po’ essi moriranno poichè l’unico modo per cui una rivoluzione sia tale è che non abbia mai fine, e per non diventare ciò che si è abbattuto o cercato di abbattere l’unica soluzione è la morte. Oppure diventare ciò che si è abbattuto o tentato (o creduto?) di abbattere: un uomo di potere… ma se non si appartiene alla schiatta primigenia, non si è in grado nemmeno di concepirlo il potere. Ben presto questi omarini, si faranno feroci, arbitrari, sciocchi: i loro editti stranianti genereranno malcontento, delusione, terrore. A quel punto ci muoviamo e facciamo un’offerta generosa: resti vivo al nostro servizio oppure verrai non solo ucciso, ma annientato nell’ignominia, nei secoli dei secoli amen.

Fummo i primi, ad articolare un linguaggio a renderlo scrittura, per segnare l’entrate e le uscite, per quantificare lo stock di capi di bestiame, di cereali. Abbiamo creato l’economia, ed un sistema parallelo ad essa, un gioco in sostanza, attraverso un sistema di scambio riconosciuto e convenzionale, senza alternative, e senza possibilità di essere rifiutato:  il denaro.
Con questo gioco mortale abbiamo tenuto lontano le masse umane dal nucleo del potere. In pratica abbiamo creato una generalizzata dipendenza dal gioco d’azzardo. Non è necessario finire risicate pensioni nelle sale slot, per essere dipendenti dal denaro. Queste sono emanazioni successive e malviste, ma non per questioni etiche, ma perchè scopiazzano l’originale senza aggiungere nulla di nuovo. Sarà sufficiente contrarre un mutuo per vivere nell’incubo, specialmente ora che abbiamo reso il lavoro un piccolo privilegio provvisorio e instabile.

Si, perchè ci siamo resi conto, che tutto questo benessere diffuso che avevamo incoraggiato, a noi non serve.
La società ottimale era quella egizia, dove tutti concorrevano all’edificazione di una tomba per il re. Questo sforzo prodigioso aveva una ricaduta positiva su tutta l’umanità, che presa nelle fatiche e negli stenti, imparava ad essere solidale ma quieta. Vorremmo ricreare qualcosa del genere, finalmente su scala mondiale, senza il bisogno di assoggettare popoli e renderli schiavi, senza deportazioni. 

Vi concederemo una stimolante frugalità: questo alimenta di solito gli ingegni che porremo al nostro servizio. Per i disfunzionali ( i veri “ribelli” diciamo) abbiamo in programma sempre nuove dipendenze, fragilità, percorsi accidentati, galere e manicomi, anche se gli cambieremo nome, e daremo un confortante sorriso ai vostri carnefici.

Vi trasformeremo in tossici, disadattati, psicotici, terroristi, delinquenti, idioti… non troverete altre strade per la vostra voglia di fare i diversi a tutti i costi. Vi manderemo a pisciare, vi analizzeremo, vi ospedalizzeremo, vi faremo entrare in inferni burocratici e sanitari, i più ostinati li sbatteremo in galera, in comunità, in case famiglia. E vi venderemo anche un sacco di farmaci legali dopo avervi venduto tutti quelli illegali. 

Quanti poveri stronzi da migliaia e migliaia di anni ci servono, qualunque cosa facciano. Non è un fatto nuovo la ribellione: l’abbiamo inventata noi. Serviva per non farvi cadere in depressione. Quando diventate gay, parrucchieri, dj di provincia che spopolano nella metropoli, trasgressivi, impasticcati, alla moda, non fate altro che recitare un copione previsto da millenni. 

Quando diventate piccole rockstar, quando morite a 27 anni, quando fumate le vostre canne e vi fate le pere, quando espandete la coscienza con gli acidi, quando volate a Goa o a Koh-pan-gan, voi semplicemente seguite una moda da noi costruita. 

Non pensate di salvarvi con le declinazioni in “de” - devolvendo, decrescendo, etc… quando tornate alla natura, la natura che vi accoglie è già stata manipolata; ogni scelta etica, alimentare, filosofica, politica è in un range previsto. Non potete far nulla che non sia previsto. Potete allontanarvi, fare gli schizzinosi, ma alla fine a noi non frega un cazzo: perchè è previsto che qualcuno non stia al gioco, e allora abbiamo ideato il clochard, il barbone, il punkabbestia, l’emarginato cronico. Soggetto su cui noi sperimentiamo tutta una serie di provvedimenti di ingegneria sociale. Il materiale è totalmente spendibile.

Poveri stronzi: forse vi chiederete, ma come è iniziato tutto questo. Alla fine abbiamo (apparentemente) le stesse caratteristiche. Verissimo: all’inizio eravamo come lupi bipedi, c’erano piccole supremazie provvisorie, cangianti. 
Agivamo sotto il dominio della Natura, l’anima della foresta ci guidava: eravamo intelligenti, ma vivevamo male e poco. 
A differenza degli altri animali noi avevamo il problema di una laboriosa gestazione e di una lunghissima infanzia: dovevamo creare un nucleo stabile. Non potevamo limitarci a delle tane, a dei ripari: avevamo bisogno d’insediamenti, di creare lo stock, la riserva, di comunicare in maniera chiara. 

La Natura stessa ha agito per prima, creando in alcuni (non in tutti) la Coscienza. Alcuni cominciarono ad agire intenzionalmente, aldilà delle indicazioni dell’istinto, e cominciarono a volersi distinguere come individui, rispetto alla “specie”. La coscienza implicava la creazione di una identità per poter funzionare, l’identità per affermarsi aveva bisogno del Potere, cioè di stabilizzare la supremazia. 

Ben presto ci dividemmo in caste: i re, i sacerdoti, i guerrieri, gli artigiani\ commercianti e gli schiavi.
Chi non aveva volontà sufficiente per agire nella neonata Società, era uno schiavo o un servo: costoro erano quelli che per ultimi avevano preso coscienza, e accampavano richieste sulla base di una presunta eguaglianza, ma in fondo a loro non interessava darsi da fare, essere intraprendenti: sono quelli che tutt’ora occupano i gradini più bassi della società, addetti ad umili o disgustose mansioni. Sono quelli che stanno al confine fra buio e luce, fra inconscio collettivo e coscienza attiva.
Sono quelli che si lasciano vivere, che agiscono d’istinto, che cadono preda di vizi minori, che faticano a leggere e scrivere, che si lasciano trascinare dalla storia. 


Questa bassa manovalanza viene impiegata da sempre per lavori faticosi e spesso inutili, coinvolta in giochi crudeli e sciocchi per essere mantenuta in stato di costante sedazione, poichè è forse l’unico vero pericolo rimasto per noi. La loro vicinanza all’anima selvatica, all’inconscio collettivo, la loro istintiva capacità di reazione violenta, può esondare imprevedibilmente e travolgerci (visto che siamo solo in pochi) - potrebbero in buona sostanza capire, che non siamo più necessari, e che potrebbero sostituirci con una nuova casta dominante, o abolire del tutto le caste per abbracciare, esaurite le energie violente e rivoluzionarie, una generale consapevolezza.

Sì, perchè (e questo non è bello da dire) ma la dotazione è la stessa per tutti: vi sono alcuni geni, rarissimi, che tuttavia non nascono fra gli aristocratici, necessariamente. Nascono a caso. L’intelligenza è più o meno la stessa per tutti. Ciò che vi manca è la volontà e la familiarità con il Potere. Talvolta ci siete riusciti, vi abbiamo lasciato fare: ma è stato come mettere una scimma al volante di un bolide. Vi siete prodigati in devastazioni, genocidi, vendette. I vostri capi erano stupidi e pieni di boria. Ogni volta abbiamo dovuto risistemare, restaurare, ripristinare; ammettiamolo: dopo che avevamo lasciato il lavoro sporco in mano ad altri. Ne siamo sempre usciti immacolati, talvolta persino vittime, dalle furie sanguinarie della storia. 

Ogni tanto un bel gencidio fa comodo. Libera risorse, placa energie psichiche compresse, evita il proliferare della criminalità. Basta darle un quadro istituzionale, un ambito, delle regole di gioco: un’ideale distorto e una guerra sono perfetti a tale scopo. Non vi torna? 

Perchè forse vi sfugge: ma noi abbiamo cominciato ad agire così per il bene della specie. Per i nostri bambini. For our children. Ve lo ricordate Clinton prima della guerra in Serbia? Chiamò in causa i bambini: i bambini sono il nostro alibi da sempre, ma all’inizio erano il motivo autentico del nostro agire, e fu la Natura, il Grande Inconscio collettivo a determinare questa scelta. 

Forse è la Natura stessa che ci usa, come noi usiamo i Ribelli, come vaccini, come germi, facendosi attaccare affinchè lei potenzi il suo sistema immunitario. Usa i nostri OGM, le nostre devastazioni, la nostra sovrappopolazione per creare un ambiente sempre più prolifico. Avete visto che bei fiori a Chernobyl? 

Quello che i Cinesi chiamano Armonia: noi siamo stati investiti da Dio (o dalla Natura) - ed agiamo sempre in armonia con essa, anche e soprattutto quando la devastiamo. Noi siamo il pungolo che tiene viva la vita stessa. Siamo l’aberrazione necessaria a che esista un’armonia celeste. Noi siamo i Primi, i Plutocrati, quelli che dal regno oscuro hanno tratto i diamanti che scintillano, l’oro, il ferro, il petrolio, l’uranio, il gas…

Noi siamo i Plutocrati, i Primi che hanno tratto dal Grande Inconscio Collettivo la Coscienza Individuale, che attraverso la Volontà, si è fatta Potere sugli obnubilati, gli animaleschi, gli inconsapevoli…Se ci volete chiamare Dei, a noi non dispiace.

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