martedì 26 marzo 2019

Esasperazione




La cifra distintiva della nostra contemporaneità è l’esasperazione; un amico, tempo addietro mi parlò, citando non mi ricordo chi, del miracolo neurologico che stiamo vivendo, in virtù del quale la gente non impazzisce in massa, tipo film di zombie, scannandosi per strada, ma anzi mantiene una calma innaturale rispetto al reiterarsi di piccoli e grandi soprusi; alla graduale ma persistente erosione dello stato di diritto; all'affermarsi del colon-retto come organo di pensiero del XXI secolo.

A dire il vero qualcuno sta iniziando a perderla la calma: il guidatore di autobus che recentemente ha, da prima tenuto in ostaggio dei ragazzini e poi, incendiato il veicolo; i giustizieri di estrema destra che, investiti dall’Altissimo, sono chiamati a sparare agli invasori per preservare la cristianità e il pallor delle nostre carni (invero olivastre a commemorare antichi e prolifici intrecci): la mia città ha il discutibile vanto di aver dato i natali ad uno di essi. 
Gente felice di ammazzare innocenti: manager pensopositivo fino a 24 ore prima che, dopo aver ucciso la moglie e la figlia, si gettano nel vuoto da un viadotto; e il pilota kamikaze tedesco? Pensò bene di darsi la morte in buona compagnia dei suoi passeggeri… 

La novità rappresentata da questi personaggi, eterogenei per estrazione sociale, motivazioni o assenza delle stesse, è che non sono folli, sono al contrario IPERLUCIDI. 
Chi di loro si sopravvive affronta il pubblico ludibrio e i processi col sorriso di chi ha compiuto un’azione a lungo meditata e necessaria, con la soddisfazione di chi ha assolto il proprio compito. In una parola, il loro sentimento a cose fatte, non è come ci si aspetterebbe il tormento, ma il sollievo. Il sospetto, raggelante, è che tale sentimento di sollievo sia quello che hanno provato anche i suicidi fra costoro. Ma non ci è dato saperlo. A noi che assistiamo rimangono solo angosciosi  e vani interrogativi…

A fronte dell’esasperazione molti stupiscono dello scazzo giovanile: lo scazzo giovanile è un fatto, uno stato mentale necessario alla crescita dell’individuo. Di sicuro è esacerbato dal continuo e rutilante avvicendarsi di tragiche e ridicole pagliacciate che investe ogni istituzione, ogni impresa, ogni promessa, ogni prodotto, ogni situazione. I giovani, come noi, sono testimoni increduli e desensibilizzati dell'ininterrotta falsificazione del reale, ben oltre la spettacolarizzazione della società predetta da Debord. Dalla chiamata snervante all’assistenza clienti di un qualsiasi servizio, all'incessante gioco a screditarsi della comunicazione politica, è un costante ribaltamento di fronti, dove l’unico tono autentico, quando messi alle strette, è la feroce intimidazione dell'interlocutore. 

In questo circo squallido e ipercinetico, l’unica legge rimasta è quella del più forte o di chi si crede tale. E si fa grosso…
Date queste premesse non è insolito che qualcuno possa decidersi a reagire malamente. 
Ma nemmeno questo è più importante; "il giorno di ordinaria follia" poteva darci la scossa trent'anni fa. Il fatto di per sé drammatico di una persona che si “rompe” in una lucidità omicida e\o suicida, interessa finché è "brivido a buon mercato", notizia a effetto che solletica la nostra atavica morbosità, sollevandoci dalla catatonica contemplazione di wurstel di gambe e faccette cartoonizzate, oggetto di strumentalizzazione politica per dare il là ai soliti battibecchi social e gare a chi piscia più lontano, senza che ulteriori indagini e riflessioni vengano fatte. Chissene…

I guru di questa continua manipolazione del reale si rivelano essere giovani sofisti intelligenti, colti, ben educati e ben vestiti, che si pongono a servizio dello squalo di turno con nonchalance ed entusiasmo. Sono “influencers”, “spin doctors”, espressioni inglesi da cui il  provincialismo italiano è solito trarre quella posa di odiosa e inconsistente autorevolezza. 
Difficile fare una riflessione adesso, a caldo, mentre viviamo l’esasperazione, esasperati noi stessi. L’umanità si rivela per quello che è: spregevole accolita di scimmie incarognite e supponenti.

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